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Francesco Zuccarelli

Italy (1702 -  1788 ) Wikipedia® : Francesco Zuccarelli
ZUCCARELLI Francesco Idillio

Cambi /2-dic-2013
25.000,00 - 30.000,00
Non aggiudicato

Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Francesco Zuccarelli nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
402

Alcune opere di Francesco Zuccarelli

Estratte tra le 402 opere nel catalogo di Arcadja
Francesco Zuccarelli - Il Riposo Durante La Fuga In Egitto

Francesco Zuccarelli - Il Riposo Durante La Fuga In Egitto

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 202
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
FRANCESCO ZUCCARELLI Pitigliano 1702 - Firenze 1778 Il riposo durante la fuga in Egitto Olio su tela, cm 58x74. Il dipinto in esame ospita il celebre tema evangelico che vede la sosta della Sacra Famiglia in fuga da erode verso l'Egitto. Oltre alla notevole qualità esecutiva, l'interesse dell'opera risiede senza dubbio nella scelta di alcuni motivi tematici assai in voga a Venezia nella prima metà del XVIII secolo, anche se non necessariamente desunti dal retroterra lagunare; è il caso dell Madonna al centro, intenta a reggere il lenzuolo bianco su cui è adagiato il Fanciullo, raffigurata conla stessa modalità di un medaglione eseguito da Sebastiano Ricci nell'Oratorio della Madonna dcel Serraglio a San Secondo presso Parma. Tale prototipo sarebbe stato adottato dal maestro veneto sulla scorta del ciclo decorativo eseguito nel settimo decennio del Seicento da Carlo Cignani nella chiesa di San Michele in bosco a Bologna. Gli scambi culturali, d'altra parte, erano all'ordine del giorno per artisti intineranti, spesso animati da una creatività assai ricettiva agli stimoli esterni congeniali ai palati della clientela. Una delle personalità più significative rispetto a quanto appena riferito si dimostra Francesco Zuccarelli, poliedrico artista toscano approdato nel capoluogo veneto (1732) dopo l'apprendistato a Roma, un soggiorno di alcuni anni a Firenze (1728-1732) ed un breve passaggio a Bologna. Tali esperienze determinarono nel giovane maestro la formazione di un bagaglio composito, dove un ruolo preminente era rivestito dall'esercizio sulla maniera dei grandi pittori del passato, come dismostrano numerosi fogli di soggetti michelangioleschi e manieristi conservati presso il Gabinetto dei Disegni degli Uffizi a Firenze. Per quanto il Pitiglianese sia universalmente noto per i godibilissimi brani campestri che ne hanno tramandato la fama, la sua carriera vanta un excursus tra i soggetti più disparati. Pare ovvio, peraltro, supporre che il giovane maestro reduce da Firenze si dedicasse alla specialità in cui era stato "allevato" per molti anni, ovvero la pittura figurista, nella fattispecie a soggetto sacro, pur declinata nel gusto del momento. Il dipinto in esame si colloca, quindi, in questa delicata fase "gestazionale" della maniera zuccarelliana, immersa nel retroterra pittorico della Serenissima nella prima metà del Settecento, quando la corrente dei tenebrosi andava schiarendosi senza perdere il suo vibrante "pathos" e la maniera del citato Ricci rappresentava una sorta di "condicio sine qua non" per entrare nelle grazie della committenza contemporanea. Il confronto con un significativo esemplare del Bellunese di soggetto affine (La fuga in Egitto) appare a tal proposito estremamente significativo rispetto alla nostra opera; sia per quanto concerne la fisionomia degli angeli posti alle estremità della tela, sia, soprattutto, nell'"inventio" di governare l'asino da parte delle creatura alata. Eppure, verrebbe da aggiungere, quest'opera reca un equilibrio, una capacità tecnica, un'espressività formale, una leggerezza di tocco già godibilissime, tali, anzi, dapresupporre unapersonalità di consumato mestiere. A ben guardare, tuttavia, il talento del maestro, pur evidente, risulta percorso dalla composta gentilezza dell'apprendistato accademico lasciato da pochi anni; questo retaggio, tuttavia, lungi da rappresentare un limite, connota una fondamentale fase creativa del Corpus zuccarelliano. Nel nostro dipinto Francesco assapora l'atmosfera lagunare, precedendone le vibrazioni luministiche ed i chiaroscuri di un Seicento ancora bisbigliante; appoggiandosi, quasi di necessità, ad un grande modello, chiamato a siglare la propria ispirazione. Ne sortisce un saggio pittorico di notevole interesse storico-artistico, in quanto aggiunge un prezioso tassello documentario ad una biografia tutt'altro che conclusa. Bibl.:A.Scarpa "Sebastiano Ricci" MI 2006; F.Spadotto "Francesco Zuccarelli" cat. ragionato dei dipinti, MI 2007. Relazione inclusa nell'expertise della professoressa Federica Spadotto allegata all'opera.
Francesco Zuccarelli - Idillio Campestre

Francesco Zuccarelli - Idillio Campestre

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 75
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Francesco Zuccarelli (Pitigliano 1702 - Firenze 1788) Idillio campestre olio su tela, cm 50,5x61 Expertise su foto di Rodolfo Pallucchini “Spetta a Francesco Zuccarelli il delizioso Idillio paesaggistico strutturato in modo che dalla quinta in ombra formata dalla forcola di terreno sormontata da cespugli e ramaglia si passi, per contrasto, al lontano brano paesistico in centro, quasi corroso dalla luce, mentre la pastorella con il bimbo e la capretta in primo piano s’avvia al paese vicino: un idillio dove il senso arcaico del paesaggio è reso con quella vivacità pittorica che si sposa ad una ariosità spaziale che caratterizzano inconfondibilmente il gusto dello Zuccarelli.”
Francesco Zuccarelli - Paesaggio Con Figure

Francesco Zuccarelli - Paesaggio Con Figure

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 159
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
159. FRANCESCO ZUCCARELLI (Pitigliano, 1702 - Firenze, 1788) Paesaggio con figure Olio su tela, cm 92X74 Stima € 10000 - 15000 Provenienza: Roma, Galleria Di Castro Ricondotto al catalogo di Francesco Zuccarelli da Federica Spadotto il bellissimo paesaggio esprime la peculiare influenza della cultura romana sull'artista. Evidenti sono le reminescenze di Andrea Locatelli e Paolo Anesi, qua modulate sui modelli veneti di Marco Ricci e in modo particolare di Giuseppe Zais. Straordinaria e la sequenza prospettica con cui è costruita l'immagine, che partendo dal primo piano dove si svolge il brano di figura, si inoltra verso l'interno, incontrando la quinta scenica arborea per proseguire attraverso i piani delle montagne scanditi da sapienti giochi di toni, atti a caratterizzare in senso atmosferico e spaziale il panorama. Queste considerazioni di ordine estetico, confermano le notizie biografiche tramandateci delle fonti storiche, che narrano di un giovanile soggiorno di studio a Roma tra il 1713 e il 1714, dove svolse il proprio apprendistato nelle botteghe di Giovanni Maria Morandi e Pietro Nelli. Tuttavia, i due artisti erano famosi più per la loro attività ritrattistica, diviene così comprensibile la pur errata indicazione dell'abate Lanzi al riguardo della formazione con Paolo Anesi, realisticamente impossibile a causa della giovane età di quest'ultimo, ma corrispondente all'inclinazione del nostro pittore, senza dimenticare la diffusione dei paesaggi classici in ambito fiorentino da parte di molti allievi di Gaspard Dughet, per non parlare della fortuna critica che riscuotevano le suggestive tele di Salvator Rosa. Rimane plausibile allora ricondurre l'opera in esame al primo periodo d'attività in terra veneta, in cui è attestata la sua presenza dal 1736, e alle prime commissioni a Bergamo sempre dello stesso anno, in cui la memoria del paesismo romano era ancora persistente e capace di visioni dal carattere idealmente classico. Il dipinto è corredato da una scheda critica di Federica Spadotto. Bibliografia di riferimento: F. Spadotto, Francesco Zuccarelli, Milano 2007
Francesco Zuccarelli - Idillio

Francesco Zuccarelli - Idillio

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 364
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Francesco Zuccarelli (Pitigliano 1702 - Firenze 1788) Idillio olio su tela, cm 50,5x61 Expertise su foto di Rodolfo Pallucchini 'Spetta a Francesco Zuccarelli il delizioso Idillio paesaggistico strutturato in modo che dalla quinta in ombra formata dalla forcola di terreno sormontata da cespugli e ramaglia si passi, per contrasto, al lontano brano paesistico in centro, quasi corroso dalla luce, mentre la pastorella con il bimbo e la capretta in primo piano s'avvia al paese vicino: un idillio dove il senso arcaico del paesaggio è reso con quella vivacità pittorica che si sposa ad una ariosità spaziale che caratterizzano inconfondibilmente il gusto dello Zuccarelli.'
Francesco Zuccarelli - Paesaggio Con Borgo Medievale E Pastori Presso Un Fiume

Francesco Zuccarelli - Paesaggio Con Borgo Medievale E Pastori Presso Un Fiume

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 116
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
FRANCESCO ZUCCARELLI Pitigliano 1702 - Firenze 1788 PAESAGGIO CON BORGO MEDIEVALE E PASTORI PRESSO UN FIUME PAESAGGIO CON BORGO ARROCCATO E VALLATA CON PASTORI A RIPOSO Coppia di dipinti ad olio su tela, cm. 92 x 74 PROVENIENZA Gi� collezione Alberto di Castro, Roma anni '60 Illustre famiglia romana Due ariosi paesaggi che esprimono il gusto della veduta arcadica di Francesco Zuccarelli. Egli matur� tale tematica coniugando il sapore poetico attinto dallo stile di Paolo Anesi con il pittoricismo e gli effetti luministici della pittura di Marco Ricci e Giuseppe Zais. I paesaggi mostrano una perfetta armonia nella distribuzione della luce su tutta la composizione e sono, inoltre, pervasi da una atmosfera quasi magica che conferisce al soggetto naturalistico quella dimensione tra reale e idillico. Questa atmosfera la ritroviamo, ancora pi� incisiva, nei dipinti realizzati a Bergamo per i Borromeo. Di qualit� sono anche le figure dei pastori che occupano il primo piano nel paesaggio con il borgo medievale, esse sono costruite mediante una luce vibrante sulla materia pittorica che costruisce i volumi. La deliziosa figura della contadina seduta ai piedi di un tronco, nell'altro dipinto, bench� presenti delle linee di restauro sul volto, conserva sempre un tono poetico che suggerisce la fine di una giornata il cui riposo � accompagnato dal suono dell'acqua che scorre nelle vicinanze. I dipinti probabilmente sono riconducibili al primo periodo veneto CONDIZIONI DEI DIPINTI Rintelo novecentesco. Alcuni punti di restauro, quasi ossidati in entrambi i cieli. I dipinti sono in buono stato di conservazione CORNICI Cornici in legno dorato a ricami vegetali di stile veneziano BIBLIOGRAFIA Federico Dal Forno Francesco Zuccarelli Pittore Paesaggista del Settecento, Verona 1994
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