Chen Zhen
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China (1955 - 2000 ) - Opere Wikipedia® - Chen Zhen

Christie's /12-ott-2012
€ 87.884,48 - € 125.549,26
€ 113.140,88
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Opere in Arcadja
95Alcune opere di Chen Zhen
Estratte tra le 95 opere nel catalogo di ArcadjaChen Zhen - Un Village Sans Frontières
Originale 2000
Numero di lotto:
146
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Eseguito nel 2000 Opera registrata presso l'Archivio Chen Zhen a cura della Galleria Continua, San Giminiano-Pechino, con il n. CH.ZH. 2000-50.99 PROVENANCE Galleria Continua, San Giminiano Ivi acquistato dall'attuale proprietario CATALOGUE NOTE In Cina, la candela simbolizza la vita di una persona. Mettere insieme novantanove sedie per bambini raccolte in diversi paesi del mondo per costruire un villaggio universale... Costruire case come degli altari di luce. Noi posiamo le fondamenta. La nostra speranza risiede nelle generazioni future..." (C. Zhen cit. in Chen Zhen. Invocationof Washing Fire , Parigi 2003, pag. 282) Zhu: Da dove provenivano tutte quelle sedie? E che ruolo avevano? Zhen: Le ventinove sedie sono state raccolte dai cinque diversi continenti del mondo. Ma il significato di questo lavoro non è interpretato né dalle sedie né tanto meno dalla tavola rotonda bensì dalla "guanxi" ovvero la relazione che esiste tra il tavolo e le sedie. Il punto cruciale del problema non è nel come riuscire a disporre normalmente le sedie ma nel creare una sorta di rapporto anormale. Una volta che le sedie sono state incastrate sopra al tavolo, questo significato emerge. Questo lavoro è colmo di implicazioni di spessore e il linguaggio visivo è conciso e potente. Contemporaneamente mi trasmette una sorta di idealismo tramite la soddisfazione di tutti coloro che sono seduti intorno a una tavolo uno di fronte all'altro. Zhen: Hai una visione ottimista. Non ti sei accorto che nessuno è realmente riuscito a sedersi intorno al tavolo? Tutte le sedie sono bloccate proprio dal tavolo. Non è la rappresentazione del potere questo tavolo? Lo svolgimento dell'opera nel contesto delle Nazioni Unite ha un significato elusivo. La metafora della tavola rotonda era indirizzata non solo alle capacità operative del potere ma anche alle ineguaglianze inerenti allo sviluppo degli esseri umani. Quindi la tavola rotonda incarna una doppia implicazione. Da una parte rappresenta l'unione, l'armonia e il dialogo caratteristici del concetto Cinese della tavola interpretata come pasto festivo, dall'altro incarna l'idea della tavola rotonda dove si svolgono le conferenze internazionali caratterizzate da discussioni, negoziazioni politiche dettate dal potere. Ti ricordi la frase" tieni il pugnale sorridendo" e uno dei 36 stratagemma cinesi. Zhu: Dall'immagine si può dire che le caratteristiche contestuali al luogo rafforzano il significato del lavoro dandogli un potere spirituale. Zhen: Non è il contesto ad aver aggiunto valore al lavoro, la concezione del lavoro in sé si basava in rapporto al contesto del luogo. Uno dei miei metodi più creativi e consistenti sta proprio nel dialogare con il contesto invisibile e interiore del luogo. Provo queste stesse sensazioni ogni volta che propongo un progetto di grande dimensioni in un luogo che non conosco. È implicito che andrò incontro a problemi. Può capitare che debba risolvere problemi enormi inclusa la totale assenza di ispirazione. E la mancanza di rapporto tra il luogo e il lavoro. Zhu: Una volta hai detto che per svolgere il progetto non avevi bisogno di uno studio. Non sarebbe quindi appropriato dire che l'importanza attribuita al luogo può tramutare questo in una sorta di studio? Zhen: Sarebbe giusto dire questo nei confronti di molti artisti, ma non è il mio caso. Lasciare lo studio per me significa buttarsi nel mondo reale immergendosi nel profondo degli strati della vita. Un luogo non è semplicemente uno spazio ma un tipo di vita. Se è il luogo a definire i fattori contestuali di un lavoro, allora dove sono i fattori contestuali di un luogo? Dovremmo porci questa domanda. Zhu: Cosa intendi per fattori contestuali del luogo? Zhen: Si tutti fattori non visibili. Ad esempio la storia del luogo, il passato della città in cui è situato; il suo contesto geografico, storico, culturale, etnico etc. anche le intenzioni del curatore e il tema dell'esposizione sono fattori contestuali. A volte anche le condizioni climatiche, le stagioni e gli elementi naturali ne fanno parte. Il lavoro che ho svolto in Finlandia nel 1994, 37 gradi centigradi- che è la temperatura del corpo umano, può essere un esempio. I contesti dovrebbero essere creati dal nulla e poi vanno trovati i pretesti che gli si addicono. Zhu: In finale si può dire che dare attenzione al contesto è parte di un influenza occidentale. Non ti da un senso di costrizione? Zhen: Se tu osservi la storia dell'arte usando una metrica occidentale o ti convinci del fatto che a creare l'arte contemporanea siano stati gli occidentali, non solo perderai ciò che avrai ma anche quello che già hai finirà con lo sparire. Come costruiscono le proprie case i cinesi? Vi è una stretta relazione tra l'orientamento e la posizione del tetto, delle finestre e degli interni con l'ambiente che li circonda. (Transexperiences - A Conversation between Chen Zhen and Xian Zhu, in Chen Zhen , Shangai 2006, pag. 51)
Chen Zhen - Instrument Musicale
Originale 1999
Numero di lotto:
426
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
legno\metallo\vasi da notte\sistema sonoro, cm. 146x128x46. Bibliografia: D. Rosemberg - X. Min, Chen Zhen Invocation of Washing Fire, Gli Ori, 2003, p. 366. Provenienza: Vienna, Galleria Krinzinger. Autentica dell'autore in data 20/9/2000. In questo lavoro Chen Zhen utilizza un oggetto tradizionale della società cinese: non un oggetto di archeologia culturale, ma uno strumento quotidianamente utilizzato in una società che, per amore del moderno, dell'occidentalizzazione, spesso distrugge o rinnega i simboli della propria storia. I vasi da notte, in mobile equilibrio, diventano veri e propri strumenti musicali che scaturiscono dal loro ventre il suono prodotto dalle donne che, al mattino, si recano in strada a svuotarli e lavarli. La musica di questa operazione di quotidiana pulizia ha accompagnato per anni Chen Zhen nel suo tragitto quotidiano verso la scuola; il suono non evoca solo il ricordo di un rito lontano ma un'azione densa di significato per se stessa. L'acqua lava via le scorie di un processo corporeo incontrollabile, di un'attività continua e vitale; l'acqua che lava, pulisce il corpo dai residui della propria alimentazione e dalle contaminazioni esterne. L'acqua dunque come elemento terapeutico e allo stesso tempo simbolico: la sua purezza e il suo continuo movimento sono l'immagine di una cura che parte dall'individuo e si applica a ristabilire l'armonia dentro e fuori di esso. Una tale relazione tra l'individuo e il mondo è tanto più stretta quanto l'esperienza autobiografica della malattia ha scaturito la necessità stessa del lavoro di Chen Zhen.





