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Antonio Zanchi

Italy (1631 -  1722 )
ZANCHI Antonio Giuseppe Interpreta I Sogni

Finarte
17-mag-2007
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Antonio Zanchi nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
78

Alcune opere di Antonio Zanchi

Estratte tra le 78 opere nel catalogo di Arcadja
Antonio Zanchi - Ratto Di Elena

Antonio Zanchi - Ratto Di Elena

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 725
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
ANTONIO ZANCHI (Este, 1631 - Venezia, 1722) Ratto di Elena Olio su tela, cm 110 X98 Antonio Zanchi esprime al meglio il naturalismo chiaroscurale della pittura veneta seicentesca, appreso osservando non solo gli esempi di Giovanni Battista Langetti (Genova, 1625 - Venezia 1676) e di Francesco Ruschi (Roma, 1610 circa - Treviso, 1661), ma specialmente le esuberanti composizioni di Luca Giordano (Napoli, 1632 - 1705) visibili nella citt à lagunare. Le sue creazioni sono contraddistinte da scorci audaci, aspetti che l'autore manifesta sin dalle prime opere, misurandosi altres ì con gli aulici esempi di Jacopo Tintoretto. Magistrale a questo proposito è il suo intervento presso la Scuola di San Rocco del 1666, in cui giunge a esiti eccelsi rappresentando i tristi effetti della peste. Dell'anno successivo è la grandiosa scena con 'Cristo che scaccia i mercanti dal tempio' della Scuola di San Fantin, manifestando la piena adesione al gusto napoletano come ben evidenzi ò il Pallucchini nel 1981. La tela in esame affronta un tema pi ù volte affrontato dall'artista, ricordiamo a esempio il Ratto di Virginia Gi à nella Villa Arrigoni degli Oddi a Monselice, o le diverse interpretazioni del Ratto di Elena pubblicate dallo Zampetti. Opere caratterizzate da un gigantismo accentuato dalla rappresentazione in primo piano delle scene, in cui lo Zanchi esprime al meglio la sua indole barocca, contraddistinta da un peculiare dinamismo narrativo. Bibliografia di riferimento: P. Zampetti, 'Antonio Zanchi', in 'I pittori bergamaschi dal XIII al XIX secolo. Il Seicento', IV, Bergamo 1987, pp. 419
Antonio Zanchi - San Rocco E Gli Appestati

Antonio Zanchi - San Rocco E Gli Appestati

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 71
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
71
ANTONIO ZANCHI

Este 1631 – Venezia 1722
San Rocco e gli appestati
olio su tela, cm 92x73
Il dipinto è stato ricondotto da Ugo Ruggeri (comunicazione scritta) ad Antonio Zanchi, pittore trasferitosi molto giovane a Venezia, dove aderì pienamente alla maniera di Jacopo Tintoretto.
Si tratta di una versione autonoma del tema affrontato dal pittore nel grande telero raffigurante La peste a Venezia, dipinto per lo scalone della Scuola Grande di San Rocco a Venezia, firmato e datato 1666 (cfr. P. Zampetti, Antonio Zanchi, in I pittori bergamaschi dal XIII al XIX secolo. Il Seicento. IV, Bergamo 1987, 571/140).
Nello specifico, la nostra tela corrisponde alla parte destra di tale composizione ove sul primo piano compaiono le figure dei poveri e dei malati (di cui uno sorretto da una giovane donna) che attendono il soccorso del santo antipestifero per eccellenza, Rocco, originario di Montpeller che viaggiò per tutta l’Europa dedicandosi alla cura degli appestati. Tuttavia, essa ne differisce per la presenza di importanti varianti, precisabili nelle dimensioni della figura di san Rocco - molto più piccola ed allontanata nello spazio rispetto al dipinto veneziano – che sopraggiunge su una nube, nell’assenza di uno dei due angeli che nel telero sorreggono il santo, nella presenza, infine, della colonna sulla destra, che è assente nel dipinto principale.
Come nota Ruggeri, “l’esistenza e l’importanza di queste varianti sono evidente segno di autenticità, così come l’esecuzione pittorica, di franca speditezza, che bene si confà allo stile dello Zanchi nel momento della sua prima maturità, che nel capolavoro di San Rocco ed in questa inedita versione di esso esprime appieno la poetica ‘tenebrosa’ dell’artista, tra i più insigni del Seicento veneziano, nella quale si coniugano i portati del naturalismo riberesco con i ricordi della grande tradizione veneta del Cinquecento, soprattutto in direzione tintorettesca”.
Antonio Zanchi - Cristo E La Samaritana Al Pozzo

Antonio Zanchi - Cristo E La Samaritana Al Pozzo

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 29
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Este 1631 – Venezia 1722
Cristo e la samaritana al pozzo
olio su tela, cm 132x154
Ricondotta ad Antonio Zanchi da Egidio Martini (comunicazionescritta), la tela in oggetto presenta la caratteristica cifrastilistica del pittore veneto che ritroviamo, ad esempio, nellaserie di dipinti conservati ad Este, sua città natale, nella chiesadella Beata Vergine della Salute e nella Abbazia di Santa Tecla. Sitratta di opere eseguite nella maturità artistica del pittore, dopoil 1700, che inducono a datare così anche la nostra tela ad unperiodo tardo, quando lo Zanchi, dopo le prime opere eseguite allamaniera di Jacopo Tintoretto, qualificherà la sua produzione congrandiosi impianti compositivi, violenti effetti chiaroscurali e ungraduale approfondimento dell’indagine naturalistica.
A conferma di una datazione alta dell’opera le significativecorrispondenze rintracciabili con la Rebecca che porge l’acqua aEliezer della Beata Vergine di Este, ove è stata usata la stessamodella e dove ritorna il medesimo modo dolce e serpeggiante ditrattare il panneggio. Anche la tavolozza è quella che caratterizzalo Zanchi di questo ultimo periodo, ovvero giocata sui toni del bluscuro, del giallo tenero e, soprattutto, sul bellissimo e delicatorosso-rosa di cui è tinta la veste del Cristo.
Antonio Zanchi - Venere E Cupido

Antonio Zanchi - Venere E Cupido

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 37
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Questa delicata immagine di Amore che abbraccia e bacia Venere è certo riferibile al pittore estense, ma attivo a Venezia fin dalla sua prima giovinezza, Antonio Zanchi. Infatti le particolarissime tipologie dei volti e la raffinatezza del ductus pittorico che contraddistinguono questa gradevolissima e ben conservata pittura ben si inseriscono nell’’ambito della produzione di questo maestro, come si evince, ad esempio, nel confronto con alcune delle figure dei personaggi che affollano la grande tela con il Trasporto processionale dei corpi dei Santi Pancrazio e Sabina posta in opera nel 1684 nella chiesa veneziana di San Zaccaria.
Antonio Zanchi - Giuseppe Interpreta I Sogni

Antonio Zanchi - Giuseppe Interpreta I Sogni

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 1053
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
LOTTO N. 1053
ANTONIO ZANCHI
Este 1631 - Venezia 1722
Giuseppe interpreta i sogni
olio su tela, cm. 124x104
Il soggetto è tratto dalla Bibbia (Genesi, 40; 41, 1-45) e rappresenta Giuseppe incarcerato che interpreta i sogni del capo dei coppieri e del capo dei panettieri del Faraone, un tema altre volte affrontato da Zanchi (P. ZAMPETTI, Antonio Zanchi, in I Pittori bergamaschi. Il Seicento IV, Bergamo 1987, p. 638 fig. 1; p. 661, fig. 2; p. 662, 1) in opere da scalare tra l'ottavo e il nono decennio del XVII secolo. Ad un'epoca posteriore si deve, per motivi stilistici, scalare questa ulteriore versione che non riprende alcun precedente modello, inscenando l'episodio in una cella con figure prominenti in primo piano realizzadolo con un colorito affocato e compediario

LA BIOGRAFIA DI Antonio Zanchi

ZANCHI Antonio nasce ad Este nel 1631.Il pittore italiano, nelle sue prime opere eseguite a Venezia, dove si trasferi' ancora giovane, indicano una piena adesione alla maniera del Tintoretto.
Grandiosita' di impianto compositivo e violenti effetti chiaroscurali caratterizzano anche molti dei dipinti dei decenni successivi, nei quali si manifesta anche un graduale approfondimento dell'interesse per i motivi piu' naturalistici: La Vergine appare agli appestati (Scuola di San Rocco, Venezia), tre Miracoli della Vergine (Scuola dei Carmini, Venezia), La Vergine e sant'Alberto Magno (San Niccolo', Treviso).

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