Tiziano Vecellio
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Italy (1485 - 1576 ) - Dipinti Wikipedia® - Tiziano Vecellio

Porro & C. /21-nov-2007
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Mis: 97 x 76 cm.
olio su tela
CATALOGUE NOTE
Il dipinto è una derivazione dal ritratto di Tiziano noto come La bella conservato alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze.
LA BIOGRAFIA DI Tiziano Vecellio
TIZIANO Vecellio , pittore e scultore italiano, nato a Belluno nel 1480/1490 e morto a Venezia nel 1576.
La sua educazione artistica avviene a Venezia nell'ambito di Giovanni Bellini, ma in un secondo momento passò alla scuola di Giorgione apprezzandone il tonalismo e il mondo poetico e nel 1508 collaborò con lui alla decorazione del Fondaco dei Tedeschi in cui si può notare la sua personalità già formata.
Nella sua prima opera "Miracoli di sant'Antonio da Padova" è visibile la vivacità dinamica del racconto, il senso del paesaggio, la psicologia dei ritratti.
Verso il 1515 la vitalità della sua pittura si esprime sia nei temi allegorici-profani, sia nelle composizioni sacre, ne sono un esempio i dipinti "Le tre età dell'uomo", "Sacra Conversazione" e "Assunta dei Frari" capolavoro che lo affermò come il maggiore dei pittori della Serenissima.
Si rivelava inoltre anche la sua dote di ritrattista ineguagliabile, creò un suo schema a mezza figura che gli consentì di sublimare la verità psicologica su un piano ideale, questo è riassunto nella "Pala Pesaro" ai Frari in cui i ritratti dei committenti sono colti con grande icasticità.
Le pitture eseguite nel quarto e quinto decennio per le corti di Mantova, Urbino e Ferrara si equilibriano in armonie di colori dorati.
Una svolta cruciale nella storia artistica del pittore si ebbe dopo il 1540, per lo scontro con le forme del manierismo che penetravano a Venezia.
Anche a Venezia la nuova corrente figurativa era rappresentata dal Vasari, dal Salviati e dallo Schiavone, esemplare di questa crisi è il "Cristo coronato di spine" memore del plasticismo di Giulio Romano.
Tale crisi non viene però avvertita per quanto riguarda il ritratto.
Dopo il viaggio a Roma tra il 1545 e il 1546 l'artista abbandonò la concezione spaziale bilanciata e il senso del colore solare per assumere la visione più dinamica del manierismo.
In tutte le sue pitture dell'ultimo periodo si nota una tavolozza di colori accesi da bagliori improvvisi in armonia con la visione drammatica dei miti classici.
Tra i suoi lavori ricordiamo "Europa sul toro", "Paolo III con i nipoti", "Pietà", "Amor sacro e profano", "Deposizione nel sepolcro".





