Jacopo Robusti Tintoretto

(15181594 ) - Dipinti Wikipedia® - Jacopo Robusti Tintoretto
TINTORETTO Jacopo Robusti Ritratto Di Procuratore Veneziano

Finarte /21-feb-2008
70.000,00 - 90.000,00
Non aggiudicato

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Robusti Jacopo Tintoretto

 

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Alcune opere di Jacopo Robusti Tintoretto

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Jacopo Robusti Tintoretto - Ritratto Di Giovinetta

Jacopo Robusti Tintoretto - Ritratto Di Giovinetta

Originale
Stima:

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Numero di lotto: 32
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
JACOPO ROBUSTI detto il TINTORETTO (att. a) Venezia 1518 - 1594 RITRATTO DI GIOVINETTA Olio su tavola, cm. 46 x 39 PROVENIENZA Collezione privata romana Il ritratto in questione è accompagnato da una perizia di Ferdinando Bologna, il quale attribuisce l'opera a Jacopo Robusti, databile nel decennio 1560 - 1570. Lo studioso cita a riferimento alcune opere museali del grande maestro tra cui: 'Venere e Marte con cupido e le grazie' dell'Art Institute di Chicago, 'L'allegoria della generosità' già Rothschild a Vienna e il 'Ritratto di vedova' della Gemeldegallerie di Dresda. L'assegnazione al Tintoretto viene sostenuta successivamente da Filippo Pedrocco il quale, come riferito nella perizia, anticipa la datazione agli inizi degli anni cinquanta, trovando analogie stilistiche con i membri della famiglia Soranzo, ritratti realizzati da Jacopo Robusti negli anni tra il 1550 ed il 1552. Infine lo studioso Claudio Strinati, mediante comunicazione scritta, confermando la perizia di Ferdinado Bologna, aggiunge che il personaggio ritratto possa essere la figlia dell'artista CONDIZIONI DEL DIPINTO Tavola rifilata e parquettata. Numerosi punti di restauro sparsi sul volto e sugli incarnati, due linee di restauro traversanti la figura in senso verticale CORNICE Cornice in legno argentato e intagliato a nastrino intrecciato, del XVIII secolo
Jacopo Robusti Tintoretto - Ritratto Di Marietta

Jacopo Robusti Tintoretto - Ritratto Di Marietta

Originale
Stima:

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Numero di lotto: 550
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Descrizione:
550.JACOPO ROBUSTI detto TINTORETTO Venezia 1518 - 1594 Ritratto di Marietta detta Tintoretta olio su tavola, cm. 46x40 Si accludono perizie del prof. Filippo Pedrocco e del prof. Claudio Strinati Nelle loro relazioni i proff.ri Pedrocco e Strinati concordano nella certa assegnazione di questo ritratto al maestro veneziano. Pedrocco, in particolare, colloca la nostra tavola agli esordi degli anni Cinquanta del '500, in stretta analogia, ad esempio, con le figure femminili dele due grandi tele realizzate da Tintoretto per i Soranzo tra il 1550 e il 1552, ora custodite nella Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano, destinate ab oringine ad essere collocate ai lati del Ritratto di Jacopo Soranzo , appartenente allo stesso Museo Cfr.: Jacopo Tintoretto, Ritratti , catalogo della mostra, Milano, 1994, pp. 90-95 Stima: 40000/60000 Fai un'offerta per questo lotto !!
Jacopo Robusti Tintoretto - Crocifissione

Jacopo Robusti Tintoretto - Crocifissione

Originale 1594
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Prezzo Netto
Numero di lotto: 93
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Descrizione:
Jacopo Robusti, detto il Tintoretto (Venezia 1518 - 1594) Crocifissione, olio su tavola, cm 49 x 41, incornice, (Wo) La presente crocifissione con Maria, San Giovanni e Santa Maddalenaè databile agli anni giovanili del Tintoretto, nel 1540 - 1545.Nell’’’’opera in oggetto, oltre alle eccellenti qualità coloristiche,si riconosce anche l’’’’influenza di Bonifacio dei Pitati, cheprobabilmente fu anche il maestro del Tintoretto. Il nostro dipintoè stilisticamente affine al Cristo del Tintoretto conservato alMuseo Civico di Padova, datato intorno al 1545. Ringraziamo ilprof. Egidio Martini e il dott. Filoppo Pedrocco, cheindipendentemente l’’’’uno dall’’’’altro hanno confermato l’’’’autografiadel Tintoretto.
Jacopo Robusti Tintoretto - Ritratto Di Procuratore Veneziano

Jacopo Robusti Tintoretto - Ritratto Di Procuratore Veneziano

Originale
Stima:

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Numero di lotto: 111
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Descrizione:
Iscrizione in alto a sinistra: “AN(NO) / AET(ATIS) SUAE / LX“. Il dipinto inedito che qui si presenta costituisce una significativa aggiunta al corpus ritrattistico di Jacopo Tintoretto. Da più generazioni di proprietà di una famiglia milanese, l’’’’opera fu riferita da Adolfo Venturi al grande pittore veneziano attraverso una comunicazione scritta. I dati di stile confermano l’’’’intuizione dello storico dell’’’’arte e, alla luce di alcuni confronti piuttosto stringenti, permettono di circostanziare l’’’’attribuzione anche dal punto di vista cronologico. L’’’’impostazione di base del ritratto, provvisto di una sua silenziosa solennità, è inevitabilmente sensibile al normativo modello tizianesco ma è resa più originale dalla scelta del taglio a mezzobusto, non molto frequentato dal Tintoretto. L’’’’espressione prudente e misurata del procuratore veneziano viene esaltata dagli occhi chiari, liquidi e penetranti, che fissano profondamente il riguardante dialogando con questi senza aggressività. L’’’’atteggiamento composto e in apparenza quasi dimesso del magistrato si accorda, oltreché con l’’’’essenziale sfondo monocromo, con la castigatezza di attributi esibiti dal personaggio, con la sua postura serrata e quasi impercettibilmente ingobbita, e con la testa lievemente incassata sulle spalle (soluzione formale, quest’’’’ultima, che trova vari riscontri lungo l’’’’intero arco dell’’’’attività ritrattistica del pittore: da opere eseguite subito dopo la metà del quinto decennio, come il Giovane barbuto, pure a mezzobusto, delle Royal Collections di Hampton Court, sino al Battista Morosini delle Gallerie dell’’’’Accademia di Venezia e ai due ritratti di Marco Grimani, rispettivamente del Prado di Madrid e del Kunsthistorisches Museum di Vienna, realizzati nel corso dell’’’’ottavo decennio). L’’’’essenzialità dell’’’’invenzione, la pennellata ancora compatta ma attenta alla resa dei riflessi di luce sull’’’’incarnato del volto (in particolare sul naso, le gote, le occhiaie e la fronte), la finezza della notazione psicologica, tutti tratti distintivi dell’’’’opera in oggetto, ne spingono la datazione dentro gli anni Cinquanta del ‘500, nella fase di piena maturazione del Tintoretto ritrattista. Sotto il profilo della tecnica, dell’’’’approccio compositivo e dello studio di carattere, il nostro dipinto, con la sua marcata vis naturalistica, trova così i suoi termini di comparazione più stringenti in alcuni fra i migliori esemplari eseguiti in quegli anni dal pittore: il Giovane con Berretto del Cincinnati Art Museum, il Busto di dama in lutto della Gemäldegalerie di Dresda e l’’’’affine Busto di gentildonna del Palazzo Reale di Genova, il Ritratto virile del Museo Cerralbo di Madrid, sino al Ritratto del procuratore Antonio Cappello delle Gallerie dell’’’’Accademia di Venezia, databile tra la fine del VI e l’’’’inizio del VII decennio. Il dipinto è accompagnato dalle comunicazioni scritte di Adolfo Venturi e di Evelyn Sandberg- Vavalà. Bibliografia di riferimento P. Rossi, Jacopo Tintoretto, I, I ritratti, Venezia, 1974; Jacopo Tintoretto. Ritratti, cat. della mostra, Venezia-Vienna, 1994, Milano 1994.
Jacopo Robusti Tintoretto - Madonna, Bimbo, San Girolamo E Santa Caterina

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Originale
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Numero di lotto: 5
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Descrizione:
C’’’’è un punto fermo nella produzione giovanile di Jacopo Tintoretto ed è costituito dalla Sacra conversazione già Wildenstein, oggi in collezione statunitense, firmata “Jacobus” e datata 1540. Essa segna il definitivo accostamento del ventunenne pittore alla cultura dell’’’’Italia centrale, da Francesco Salviati a Raffaello e Michelangelo, favorito in questo dalla conoscenza del Pordenone al quale si rifà nell’’’’altro dipinto collocabile in questa fase, il “Giuramento di Girolamo Marcello” già a Lucerna (1). Tutto quello che ha dipinto prima di quella data “magistro Jacopo depentor” abitante nel 1538 in parrocchia San Geremia, è frutto di ricostruzioni critiche giocate tra Tiziano, Bonifacio, Schiavone. Soprattutto Bonifacio Veneziano sembra interessare, prima della seconda metà del quarto decennio, Jacopo (2) - e attraverso lui Tiziano - nell’’’’uso di una materia cromatica ancora mossa e “tonale”. Si vedano le primissime tele che a lui vengono assegnati da R.Pallucchini e P.Rossi in cui “oltre a un certo generico tizianismo […] non manca un’’’’intonazione alla Bonifacio”

LA BIOGRAFIA DI Jacopo Robusti Tintoretto

TINTORETTO , Jacopo Robusti, pittore italiano nato nel 1518 e morto nel 1594 a Venezia.
La sua formazione avvenne presso il padre tintore e in un secondo momento divenne allievo di Tiziano, ma i suoi esordi vanno collegati all'attività di artisti come Bonifacio de' Pitati e il Pordenone.
Oltre allo studio di disegni e di incisioni da opere dell'Italia centrale, ma anche di calchi di sculture di Michelangelo e del Sansovino.
Nelle sue tele è evidente l'interesse della scena tragica, soprattutto per quanto riguarda i motivi architettonici delle sue tele, tende ad un impianto teatrale dei suoi lavori e vuole accentuare la tensione drammatica attraverso l'esasperazione degli scorci e della gestualità delle figure, vi è quindi il consapevole utilizzo di invenzioni spettacolari, i contrastati effetti di illuminazione, la concitazione dei moti e dei gesti dei personaggi permettono all'artista di concentrare la sua rappresentazione in momenti fulminei.
Intorno agli anni Settanta del secolo, l'attività di Tintoretto subisce un ulteriore accelerazione, accanto ai ritratti dipinse numerose tele di soggetto religioso.
Durante l'ultimo ventennio di attività fu impegnato in importanti commissioni di carattere pubblico per il Palazzo Ducale e alle otto tele dei fasti gonzagheschi, ma centro della sua attività fu la scuola di San Rocco con i cicli della Sala Grande, in queste tele la tensione drammatica raggiunge accenti visionari.

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