Descrizione:
LOT 218
GIAMBATTISTA TIEPOLO
VENEZIA 1696-1770 MADRID
CROCEFISSIONE
600,000—800,000 EUR
73 x 55 cm.
olio su telaoil on canvas
PROVENANCE
Venezia, Adolph Loewi (da cartellino sul retro);Venezia, collezione Brass, 1941 (ubicazione sconosciuta dal1944).
EXHIBITED
Roma, Palazzo Massimo alle Colonne, Mostra di PitturaVeneziana del Settecento , 1941 (attribuito a FrancescoFontebasso).
LITERATURE AND REFERENCES
A. Morandotti, Mostra di Pittura Veneziana delSettecento , catalogo mostra, Roma, Palazzo Massimo alleColonne, 1941, p. 68, n. 70 (attribuito a FrancescoFontebasso);A. Morassi, "Opere giovanili del Tiepolo", in L'Arte , AnnoXLVII, gennaio – giugno 1944, p. 3 ff., 10, nota 1, illus. fig. 1 edettaglio fig. 2 (già collezione Brass);R. Pallucchini, "Nota per Giambattista Tiepolo", inEmporium , vol. XCIX, gennaio - marzo 1944, p. 14, nota 24,illus. a p. 11, fig. 9;A. Morassi, A Complete Catalogue of the Paintings of G.B.Tiepolo , Londra 1962, p. 61, illus. fig. 55;A. Pallucchini, L'opera completa di Giambattista Tiepolo ,Milano 1968, p. 87, n. 17, illus.;M. Gemin – F. Pedrocco, Giambattista Tiepolo. Dipinti. Operacompleta , Venezia 1993, p. 227, n. 26, illustrato;F. Pedrocco, Tiepolo. The Complete Paintings , New York 2002,p. 199, n. 22, illustrato.
CATALOGUE NOTE
Pubblicata per la prima volta da Morandotti (1941) come opera diFrancesco Fontebasso, ma in seguito attribuita a Tiepolo da Morassie Pallucchini (1944) con l'unanime consenso della criticasuccessiva, questa tela è opera giovanile di Giovan BattistaTiepolo, generalmente datata intorno al 1720-22. Più recentementePedrocco (2002) ha anticipato la datazione di questaCrocefissione al 1719-20, per confronto con la Probaticapiscina (circa 1718) delle Gallerie dell'Accademia, con cuisembra condividere l'intesa drammaticità espressiva. Negli anni intorno al 1720 il giovane pittore, allora poco piùche ventenne e iscritto alla Fraglia dei pittori veneziani dal1717, aveva già dato prova del proprio valore in una serie diprestigiose commissioni sia pubbliche che private, quali isoprarchi della chiesa dell'Ospedaletto (dipinti entro il 1719) egli affreschi del salone della villa Baglioni a Massanzago(1719-20). In queste prime opere il giovane pittore, formatosinella bottega dell'eclettico Gregorio Lazzarini, già manifesta lasua straordinaria capacità di assorbire l'insegnamento della grandetradizione pittorica veneziana dei due secoli precedenti.Riscoprendo la lezione del Tintoretto e di Veronese, Tiepolo sidimostra al tempo stesso attento osservatore delle novità propostedai pittori suoi contemporanei, e in particolare da GiambattistaPiazzetta, al quale lo accomunano in questa prima fase il densocromatismo e il chiaroscuro violento. Questa drammatica Crocifissione si colloca perfettamentein tale momento di sperimentazione ed è preziosa testimonianza diun linguaggio originalissimo. La classica costruzione in verticaledella scena, già comune nelle opere di analogo soggetto dellapittura veneta rinascimentale (da Giovanni Bellini a Antonello daMessina), è qui animata da una luminosità teatrale e da una gammacromatica fortemente contrastata, coerenti con il pathos espressoin modi diversi dai vari personaggi: dalle sagome contorte, quasigrottesche dei ladroni – che fanno risaltare la pacatarassegnazione del Cristo – al protervo Longino a cavallo, dalloslancio emotivo della Maddalena al mortale dolore della Vergine.L'idea di porre in piena luce singole figure sullo sfondo,lasciando in penombra quelle in primo piano, si ritrova nelMartirio di san Bartolomeo dipinto da Tiepolo nel 1722 perla chiesa di San Stae, così come nel suo pendant , il celebreMartirio di san Giacomo del Piazzetta nella stessa chiesa, ariprova dello stretto rapporto tra i due pittori in questianni. Il cromatismo, la luminosità tempestosa e le stesse fisionomierendono la Crocifissione assai prossima alle quattro storiemitologiche delle Gallerie dell'Accademia, datate all'inizio delterzo decennio. La stessa drammatica iconografia verrà ripresaqualche anno dopo da Tiepolo nella grande tela della chiesa di SanMartino a Burano (eseguita entro il 1725), di cui questa telacostituisce un importante precedente. Le figure dei soldati,invece, già preannunciano quelle delle tele di Ca' Dolfin (oggidivise tra Vienna, Leningrado e New York) del 1725-29.