Alcune opere di Massimo Stanzione
Estratte tra le 67 opere nel catalogo di ArcadjaLA BIOGRAFIA DI Massimo Stanzione
Massimo STANZIONE , pittore italiano, nasce a Orta di Atella, Caserta, intorno al 1585 .Si formò sotto la guida di Battistello Caracciolo, ma fu da un soggiorno a Roma (1616-17) che trasse l'influenza del caravaggismo.
Guardò con interesse a Orazio e Artemisza Gentileschi, Jusepe de Ribera, Annibale Carracci e Guido Reni, raggiungendo risultati raffinati e dagli effetti luministici.
Sue sono le Storie del Battista (1634) conservate al Museo del Prado di Madrid e gli affreschi di S.
Martino a Napoli (1635).E' il principale esponente di quella tendenza naturalistica della pittura secentesca napoletana che,pur procedendo dal Caravaggio, sfociò in esiti dichiaratamente classicistici.Osservando la sua "Pietà", erroneamente attribuita sino a qualche anno fa al Ribera: impressionante è il Gesù morto; nelle sue labbra semiaperte è tutta l'angoscia dell'ora suprema, e tutto nella sua persona rivela la sofferenza inenarrabili del martirio.
L'Artista non ha dimenticato di conferire al suo personaggio la maestà di un Dio, che anche in quell' abbandono non può mancare.
La composizione acquista un fascino particolare per la sapiente distribuzione e fusione dei colori, la qual cosa faceva appunto ritenere che il quadro fosse del Ribera.
Da Annibale Carracci acquistò il senso della composizione, che in lui si rivela particolarmente robusto, dal Battistello gli derivò la tenebrosità Caravaggesca, e dal Ribera, infine, la scienza, di dar corposità al colore, la difficoltà certamente più difficile per molti Pittori.
Il suo capolavoro è senza dubbio la "Deposizione", conservata nel Museo di S.
Martino, opera veramente tragica in ogni suo particolare, sia nell'atteggiamento della Madonna, sia nell'abbattimento delle pie donne prostrate , abbattute al suolo, sia nella figura di Cristo disteso a Terra.Il definitivo sganciamento di Stanzione dal caravaggismo più stretto e l'adozione,da parte sua,della linea classicizzante sono già evidenti nella famosa Pietà del 38 eseguita per i monaci della certosa di San Martino,ma si affermano nelle tele per la cappella di San Giovanni Battista sempre nella certosa,e nei tre teloni con Storie della Vergine eseguiti nel 1640-43 e 47 per la volta della chiesa di Santa Maria Regina Coeli.
Nella Annunciazione della chiesa di Marcianise presso Caserta(1655)sono avvertibili chiare tracce del grande movimento barocco che venne a interrompere definitivamente il corso del naturalismo napoletano.Napoli è ricca di moltissimi lavori di tanto Maestro; raggruppati nel Museo Nazionale e in quello Filangieri, nella Certosa di S.
Martino a Pozzuoli.Lo Stanzione visse, in giovinezza, quasi sempre a Napoli; la peste del 1656 lo ebbe fra le sue vittime più compiante.








