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Francesco Ciccio Solimena

Italy (Serino 1657 -  Napoli 1747 ) Wikipedia® : Francesco Ciccio Solimena
SOLIMENA Francesco Ciccio La Madonna Del Carmine

Blindarte Casa d'Aste /26-mag-2015
10.000,00 - 15.000,00
Non aggiudicato

Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Francesco Ciccio Solimena nelle aste italiane ed internazionali.
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Detto anche :

Solimena Francesco Abate Ciccio

Abate Ciccio

Omgeving Van Francesco Solimena

 

Opere in Arcadja
445

Alcune opere di Francesco Ciccio Solimena

Estratte tra le 445 opere nel catalogo di Arcadja
Francesco Ciccio Solimena - Vergine In Gloria Con Angeli, S. Pietro E S. Paolo

Francesco Ciccio Solimena - Vergine In Gloria Con Angeli, S. Pietro E S. Paolo

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 252
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Francesco Solimena (Serino, 1657 - Napoli, 1747) Vergine in gloria con Angeli, S. Pietro e S. Paolo. 1700-1710 ca. Matita nera, penna e inchiostro grigio-nero acquerellato, su carta bianca vergata. Foglio: mm 317x475. Passe-partout : mm 440x575. In basso sul foglio originale, in grafia settecentesca, a penna e inchiostro: “Questo anche è depinto nella Sachrestia di San Pauolo, in Napoli. Dal Sig:re Abate Solimeno. Che à depinto,”. In basso al centro del passe-partout , a penna e inchiostro nero: “FRANCESCO SOLIMÈNE”. Il foglio proviene da una raccolta francese non identificata. Non si conosce l’’opera cui si riferisce ma per lo stile la composizione appare come un modello o disegno di presentazione. È controfondato e montato su un cartoncino azzurro pesante con quattro linee di cornice a penna e pennello e inchiostro acquerellato nero, e quattro strisce di carta dorata. Presenta un lieve foxing. Ottime condizioni di conservazione.
Francesco Ciccio Solimena - Studi Per Una Scena Di Battaglia

Francesco Ciccio Solimena - Studi Per Una Scena Di Battaglia

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 129
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Descrizione Lotto n. 129 Francesco Solimena Studi per una scena di battaglia, per un’’’’allegoria dell’’’’ Africa, per una gloria di santi e per una allegoria della Pazienza Olio su tela cm 120x170 entro cornice dorata ad oro a foglia di manifattura napoletana della prima metà del secolo XVIII Bibliografia: Ferdinando Bologna in &#8243Solimena’’’’s Solomon worshipping the pagan Gods in Detroit&#8243 in &#8243The art Quarterly&#8243, 1968 , pp 50-56, nota 35, figg 18 e 19 Il presente dipinto è venduto con una lettera al proprietario di Ferdinando Bologna del 18 ottobre 1976, nella quale lo studioso conferma l’’’’attribuzione a Francesco Solimena e precisa che il gruppo di figure che forma lo scontro fra cavalieri &#8243fu ripresa con qualche variante dal Solimena nella 'Battaglia di Alessandro Magno' oggi all’’’’Escorial&#8243 (1738). Per quest’’’’ opera lo studioso menziona anche un disegno preparatorio a Napoli, Museo di San Martino (n. 20881) ed &à8243un bozzetto iniziale (raffigurante appunto uno scontro fra cavalieri corrispondente a quello indicato), che fu esposto alla Hazlitt Gallery di Londra nel giugno 1969 (cf. “Seventeenth and and Eighteenth Century Paintings&#8243, Londra 1969, n. 15 con riproduzione). Ciò dimostra, in analogia con quanto il Solimena fece più volte in vari altri casi soprattutto durante gli anni della sua vecchiaia, che il maestro stesso annetteva grande importanza al dipinto oggi in Suo possesso; il quale, infatti, si presenta come opera di grande impegno, sia compositivo che pittorico, uscita dal pennello di Solimena in uno dei momenti più intensamente creativi di tutta la sua carriera&#8243. Il dipinto rappresenta un esempio canonico del metodo di lavoro di Francesco Solimena, la cui accuratezza nel seguire una prassi compositiva estremamente scrupolosa, in cui già nei modelli e nei bozzetti viene conseguito un elevato stadio di finitura, è celebrata da un famoso passo di Bernardo de’’’’ Dominici (Vite de’’’’ pittori, scultori ed architetti napoletani, Napoli, 1742-44, III, pp. 614-615. Nel dipinto in discussione è possibile seguire in tutta la sua pienezza la genesi creativa delle opere di Solimena; il modello è portato a compimento soprattutto nell’’’’ impostazione delle figure, che emergono dalla preparazione bruna con grande efficacia di chiaroscuro e efficiente descrizione degli elementi principali dei panneggi e delle fisionomie (per un recente studio sui metodi di lavoro di Solimena e nel Barocco a Napoli cf. E. De Nicola - V. Farina, L’’’’idea del Barocco a Napoli, catalogo della mostra, Cava de’’’’ Tirreni, 2014). Al momento non è possibile indicare con precisione per quale progetto sia stato concepito il gruppo delle figure di santi e sante nell’’’’angolo superiore sinistro; le fisionomie suggeriscono che si possa trattare di un brano concepito per gli affreschi della cupola della chiesa di San Nicola alla Carità (Napoli) o per quella di Santa Maria Donnalbina, opere prodotte nella maturità di Solimena, entrambe distrutte in tutto o in parte. Per l’’’’allegoria della Pazienza, situata nell’’’’ angolo inferiore destro del dipinto, esiste un disegno a Parigi, Louvre, Cabinet des Dessins (cf. G. Wiedmann, Francesco Solimena e gli affreschi della sacrestia di San Paolo Maggiore a Napoli, in angelo e Francesco Solimena, due culture a confronto, atti del convegno, Napoli, 1994, illustrazione non numerata).
Francesco Ciccio Solimena -  Allegoria Dell'africa

Francesco Ciccio Solimena - Allegoria Dell'africa

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 450
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
FRANCESCO SOLIMENA Canale di Serino 1657 - Barra 1747 Allegoria dell'Africa Olio su tela cm 90x70; opera priva di cornice. Opera corredata da parere scritto su fotografia del professor R.Pallucchini. Come ci ricorda Bernardo De Dominici il maestro Francesco Solimena realizz� ad affresco l'intera serie allegorica dei continenti nel Gabinetto del palazzo Reale a Napoli nel 1738 ora perduti. I bozzetti si trovano attualmente nella Galleria Doria Pamphili a Roma. Bibl.: De Dominici "Vite dei Pittori" 1742-44, ed. 1840-46, IV, p.449; F.Bologna "Francesco Solimena" 1958, pp.273 e 286.
Francesco Ciccio Solimena - La Madonna Del Carmine

Francesco Ciccio Solimena - La Madonna Del Carmine

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 197
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Descrizione Lotto n. 197 Francesco Solimena La Madonna del Carmine con Sant'Alberto e Santa Maria Maddalena de' Pazzi olio su tela, cm 76x50 entro cornice coeva, in argento e mistura Provenienza : Napoli, collezione privata, già Asta Blindarte n.8 del 12-12.2003, lotto n. 358 venduto per â
Francesco Ciccio Solimena -  Allegoria Della Fede

Francesco Ciccio Solimena - Allegoria Della Fede

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 138
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Francesco Solimena detto l' Abate Ciccio Italy (Canale di Serino,1657- Napoli, 1747) Francesco Solimena detto l' Abate Ciccio a) Allegoria della Fede b) Allegoria della divina sapienza coppia di olii in prima tela, cm 40x30 cad. entro cornici coeve con elementi di epoca successiva I due dipinti sono bozzetti finiti o ricordi autografi di due delle quattro grandi Virtù allegoriche di Francesco Solimena, eseguite su rame, situate ai lati della pala tardo-cinquecentesca della ‘Immacolata’’ nel Cappellone omonimo a Napoli, Santissimi Apostoli, transetto destro. La parte marmorea dell’’altare fu disegnata da Ferdinando Sanfelice imitando quasi integralmente l’’ altare dell’’Annunziata di Borromini, che è situato nel transetto destro della chiesa, di fronte a quello dell’’Immacolata. Il committente dell’’altare dell’’Immacolata, il Cardinale Fabrizio Pignatelli, finanziò l’’ultimazione dei lavori iniziati nel 1721 dal Canonico Carlo Capecelatro, che terminarono nel 1723 (cf. F. Strazzullo, La Chiesa dei SS. Apostoli, Napoli, 1959, pp. 77-80, p. 107)). Dopo il recente restauro è emersa la piena autografia delle quattro Allegorie di Solimena eseguite su grandi lastre di rame, che rappresentano uno dei tour de force della maturità del maestro. Il successo di queste opere è testimoniato da vari bozzetti e ricordi, che dovettero riscuotere un grande successo commerciale sia per la loro valenza devozionale sia per la felicità dell’’ invenzione e la grazia dei tipi femminili.

LA BIOGRAFIA DI Francesco Ciccio Solimena

Francesco SOLIMENA detto L'Abate Ciccio, nacque a Serino il 1657 e morì a Barra il 1747.
Fu caposcuola della pittura Napoletana del '700, pittore ed architetto di successo.
Dopo l'apprendistato nella bottega paterna, si avvicnò al più moderno linguaggio del Lanfranco negli affreschi della Chiesa del Gesù Nuovo di Napoli.
Intorno al 1684 dimostrò di avere acquisito le novità luministiche e compositive sperimentali a napoli da Giordano e da Preti.
In coincidenza con il breve soggiorno a Roma allo scadere del secolo, entrò in contatto con Maratta e con il movimento classicista legato all'Accademia di Francia, maturando suggestioni di grande importanza per gli sviluppi della sua pittura.
Sulla base di tali scelte fondò a Napoli la più accreditata accademia di pittura del meridione.
Al culmine della propria fama, Francesco Solimena lavorò per le maggiori corti italiane ed europee senza mai muoversi da Napoli.
Fra il 1715 e il 1717 eseguì per la Sala del Minor Consiglio di Genova tre grandi teleri, Il massacro dei Giustiniani a Scio, L'arrivo delle ceneri di San Giovanni Battista a Genova, Lo sbarco di Cristoforo Colombo nelle Indie.
Le tre grandi tele andarono distrutte nell'incendio del 1777, ma di esse ci restano fortunatamente i tre grandi bozzetti preparatori - di cui già il Ratti nel 1780 ci dà notizia.
L'arrivo delle ceneri di San Giovanni Battista a Genova fu, in ordine di tempo, il secondo telero realizzato dal Solimena, giunto nella città ligure nell'agosto del 1717 con piena soddisfazione e "d'intiero aggradimento di questo Pubblico Serenissimo, e della nostra Famiglia", come scrivono i due governatori Gio.
Orazio e Pietro Maria Giustiniani al Solimena in una lettera pubblicata dal De' Dominici nel 1742.
La grande tela, oggi perduta, era stata concepita per essere collocata sulla parete d'ingresso della Sala del Minor Consiglio, di fronte al trono dogale.
La descrizione che di essa fa il De' Dominici nel 1742, corrisponde perfettamente a quella che nel 1780 fa il Ratti del grande bozzetto rimastoci, acquistato nel 1960 dalla Banca Popolare di Sondrio al termine di diversi passaggi di proprietà.
La scenografica teatralità barocca si sposa qui, al massimo livello artistico, con l'ordinata geometria della spazialità classica, così come l'apparente dinamismo del primo piano si stempera nella solenne staticità della scena centrale e gli stessi personaggi in primo piano sono in realtà bloccati nell'atto stesso di muoversi.
Come ha notato Ferdinando Bologna, in Solimena tutto appare in movimento e tutto è contemporaneamente fermo.
Ed è questa interna fusione di dinamismo e staticità, di luce e di tenebra, ciò che conferisce al barocco del Solimena la sua vibrante intensità espressiva.
Malgrado il bozzetto e il grande telero per cui fu preparato risalgano agli anni della svolta accademizzante del Solimena, vi permangono forti richiami al tenebrismo della propria maturità artistica giovanile e all'opera di Mattia Preti come notò subito, a suo tempo, il De' Dominici: "Dapoiché [Solimena] situò avanti una barca con Marinari nudi di sopra, dipinti con terribil disegno, e forza di chiaroscuro ad imitazione dei modi di quel grand'Uomo [Mattia Preti].
Anzi, che nelle fisionomie di quegli Uomini grossolani vedansi propriamente espresse quelle di Fra' Mattia, cui egli ha seguitato nella grandezza dello stile , e ne varij accidenti di lume, nell'elezione del sito [.
.
.
].
moderando però alcune caricature di parti, e fisionomie spiacevoli".
Negli ultimi anni della sua attività, con un'improvvisa impennata neobarocca, Solimena tornò a una pittura di intensa vibrazione cromatica.

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