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Dal Giovan Gioseffo Sole

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(16541719 ) - Dipinti
SOLE dal Giovan Gioseffo Maria Maddalena Penitente

Rubinacci /26-ott-2007
10.000,00 - 15.000,00
Non Divulgato
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Dal Sole Giovan Gioseffo

 

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Opere in Arcadja
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Alcune opere di Dal Giovan Gioseffo Sole

Estratte tra le 30 opere nel catalogo di Arcadja
Dal Giovan Gioseffo Sole - Bacco E Arianna Sull'isola Di Nasso

Dal Giovan Gioseffo Sole - Bacco E Arianna Sull'isola Di Nasso

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 68
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
GIOVAN GIOSEFFO DAL SOLE Bologna 1654 - 1719 BACCO E ARIANNA SULL'ISOLA DI NASSO TRIONFO DI GALATEA Coppia di dipinti circolari ad olio su rame, cm. 50 PROVENIENZA Collezione Villa di Famiglia Emiliana PUBBLICAZIONI Gli amori degli eroi e degli Dei, cat. Mostra, a cura di E. Negro - N. Roio, Torino 1997, pp. 49, 50 Gli episodi raffigurati in questi due deliziosi dipinti su rame sono tratti dalle narrazioni di Ovidio e Filostrato. In essi emerge, con marcata evidenza, la cultura di Francesco Albani. I suoi dipinti ' I Quattro elementi' custoditi nella Galleria Borghese e risalenti al 1616 sono stati probabilmente il riferimento più diretto per Gian Gioseffo dal Sole. Opere probabilmente viste dal pittore quando giunse a Roma nel 1716. Le due scene mitologiche costituiscono quindi un percorso di tradizione classicista tradotto con la grazia e una leggerezza tipicamente rococò. Un disegno acquerellato, custodito in una collezione privata bolognese, raffigurante 'Bacco e Arianna', presenta una costruzione e un disegno che sono affini alle scene qui trattate CONDIZIONI DEI DIPINTI Nel dipinto del Trionfo di Galatea, alcuni punti di restauro ossidati sparsi sulla superficie, un restauro pittorico parzialmente ossidato vicino al bordo sinistro. Nel dipinto di Bacco e Arianna, un punto di restauro a destra del putto più in alto e alcuni minuti punti di restauro parzialmente ossidati in alto a sinistra. I dipinti sono in buono stato di conservazione CORNICI Cornici in legno dorato e intagliato a foglie ritorte su fondo sabbiato, del XVIII secolo
Dal Giovan Gioseffo Sole - Cristo Dà La Comunione Ad Una Santa

Dal Giovan Gioseffo Sole - Cristo Dà La Comunione Ad Una Santa

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 30
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Giovan Gioseffo Dal Sole (Bologna 1654-1719) Cristo dà la comunione ad una santa olio su carta incollata su tela 41.5 x 27.5 cm. Provenance A. Cera, Bologna; Stanza del Borgo, Milano; Finarte, Milano, 27 novembre 1984. Literature D. Biagi Maino, Dipinti inediti di maestri bolognesi del Sei e Settecento, Bologna 1984, p. 49 (ill.). C. Thiem, Giovan Gioseffo Dal Sole, Dipinti Affreschi Disegni, Bologna 1990, pp. 162-163. Lot Notes L'opera è stata pubblicata dalla Thiem come facente parte di una serie di studi a chiaroscuro eseguiti da Dal Sole utilizzando come supporto pagine di un testo latino stampato su due colonne. La Thiem precisa che il nostro bozzetto potrebbe essere preparatorio a un dipinto con la stessa composizione in una collezione privata bolognese, tuttora inedito.
Dal Giovan Gioseffo Sole - Maddalena In Estasi

Dal Giovan Gioseffo Sole - Maddalena In Estasi

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 106
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
GIAN GIOSEFFO DAL SOLE Bologna 1654 - 1719 Maddalena in estasi olio su tela, cm. 66,7x53; con cornice scolpita e dorata. Nato a Bologna nel 1654, Gian Gioseffo Dal Sole entrò nella bottega di Domenico Maria Canuti, esponente (forse l’’’’unico in città) di una vena barocca di genuina ascendenza romana. Ben presto tuttavia passò nella bottega di Lorenzo Pasinelli che, a sua volta allievo di Simone Cantarini detto il Pesarese, era interprete di una linea reniana più composta. Dal nuovo maestro Gian Gioseffo ereditò una pittura lucida, fatta di stoffe e incarnati di raso, e una nota emotiva equilibrata e mai stridente. La tela della collezione Sgarbi riproduce una delle invenzioni più celebri del pittore, ovvero la Maddalena e un Angelo con la corona di spine, eseguita per la chiesa di Santa Maria Maddalena a Modena, ed oggi nella Galleria Estense (R. Pallucchini, I dipinti della Galleria Estense di Modena, Roma, 1945, n. 340) Secondo Christel Thiem (C. Thiem, Giovan Gioseffo Dal Sole. Dipinti affreschi disegni, Bologna, 1990, p. 98) il dipinto modenese è da collocare dopo il soggiorno veronese di Dal Sole presso il conte Ercole Giusti, avvenuto negli ultimi anni del Settecento. È certo comunque che la Maddalena di Modena deve precedere la Trinità con i Santi Cassiano e Pier Crisologo della chiesa del Suffragio di Imola, datata 1700, che mostra un più maturo tono argenteo. La nostra versione coincide con la grande pala sia dal punto di vista compositivo che da quello cromatico: compaiono lo stesso incarnato perlaceo dell’’’’angelo, la stessa nota squillante del manto giallo di Maddalena. Piccole differenze riguardano invece la parte bassa: è variata la posizione del Crocifisso e del teschio, mentre il libro ed il vasetto di unguento, che nella pala modenese erano disposti a terra in primo piano, qui sono appoggiati sulla roccia, vicino al gomito destro della santa. Più che un bozzetto preparatorio (che sarebbe estraneo alle abitudini del pittore) il piccolo dipinto sembra una replica successiva della pala, cui forse non è estranea la partecipazione della bottega. Oggi infatti l’’’’astro di Giovan Gioseffo Dal Sole si è piuttosto oscurato, ma agli inizi del XVIII secolo la sua bottega godeva di vasta notorietà, grazie anche al successo riscosso in Toscana dai suoi affreschi in palazzo Mansi a Lucca, terminati nel 1688. Una riprova del successo della sua scuola e della qualità dei suoi scolari è data dalla lista di cinquantasette allievi stilata da Marcello Oretti in calce alla biografia del pittore (M. Oretti, Notizie de’’’’ Professori del Dissegno, Bologna, Biblioteca dell’’’’Archiginnasio, ms B131, cc. 5-6): vi compaiono, tra gli altri, i nomi di Donato Creti, del fiorentino Sebastiano Galeotti, di Francesco Monti, del veronese Antonio Pavona
Dal Giovan Gioseffo Sole - Maria Maddalena Penitente

Dal Giovan Gioseffo Sole - Maria Maddalena Penitente

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 223
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Rintelo novecentesco. Restauri sulla manica sinistra della veste, sul petto fra i capelli, sul collo e sul mento. Ulteriori restauri ai bordi della composizione Cornice dell'inizio del XVII secolo, in legno dorato, a sezione centrale con bassorilievo a racemi di campanule e foglie. Bordo interno ad alta modanatura a grandi baccelli, bordo esterno a nastrino arrotolato Bibliografia A. Cera, La pittura emiliana del '600, Milano 1982 Giovan Gioseffo dal Sole. Mary Magdalen penitent. Oil on canvas, in. 54½ x 38¾ L'opera è corredata da certificato di libera circolazione rilasciato dal Ministero delle attività culturali, ufficio esportazione di Genova, in data 21 Agosto 2007 The painting has a free circulation certificate, released by the Cultural activity Ministry, export departement of Genoa, on 21 August 2007.
Dal Giovan Gioseffo Sole - La Morte Di Priamo

Dal Giovan Gioseffo Sole - La Morte Di Priamo

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 68
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
68 Gian Gioseffo dal Sole Bologna 1654 - 1719 La morte di Priamo penna, inchiostro e tempera su carta, mm. 310x425 Il dipinto è uno dei tre fogli preparatori per il dipinto conservato nelle collezione della Banca Popolare dell'Emilia Romagna già attribuito a Lorenzo Pasinelli e successivamente a Domenico Muratori ma ricondotto alla mano del Dal Sole da Renato Roli. Stima: € 4.000/5.000

LA BIOGRAFIA DI Dal Giovan Gioseffo Sole

DAL SOLE Gian Gioseffo , nato a Bologna nel 1654 e morto nel 1719 nella stessa città, fu pittore italiano.
Allievo del Reni e del Pasinelli, ne dà un'interpretazione dolce e soave (Pala della Trinità, 1700, Imola, chiesa del Suffragio), in anticipo sulla pittura bolognese del settecento (decorazione del Palazzo Mansi a Lucca, 1686 ca; decorazione della cupola di Santa Maria dei Poveri a Bologna in collaborazione con lo stuccatore G.
Mazza).
Trasferitosi a Verona su invito del Conte Ercole Giusti, vi resta a lungo, sebbene della produzione di questo periodo resti solo un'opera, il dipinto con Tarquinio e Lucrezia ( Copenaghen, Statens Mus.
for Kunst).
Nel 1714 consegna il dipinto con Andromaca che piange davanti a Enea commissionatogli dai Bonaccorsi di Macerata per un palazzo.