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Mario Sironi

Italy (Sassari 1885 -  Milano 1961 ) Wikipedia® : Mario Sironi
SIRONI Mario Figura Sul Balcone

Bertolami Fine Arts /21-nov-2017
3.148,19 - 3.935,24
In elaborazione

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Opere in Arcadja
1598

Alcune opere di Mario Sironi

Estratte tra le 1,598 opere nel catalogo di Arcadja
Mario Sironi - Composizione

Mario Sironi - Composizione

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 98
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
MARIO SIRONI (Sassari 1885 Milano 1961) Composizione china, tempera e tempera diluita su carta applicata su cartoncino, cm20,5x50,5 eseguito nella metà degli anni Cinquanta L' opera è registrata presso l'Associazione per il patrocinio e la promozione della figura e dell'opera di Mario Sironi, con il numero diarchivio arch. n. 180/17 RA
Mario Sironi - Paesaggio

Mario Sironi - Paesaggio

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 66
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Mario Sironi (Sassari 1885 – Milano 1961) Paesaggio Anni 50 Tempera china pastello su cartoncino marrone dim. 35,1 X49,1 Firma autografa, a penna a sfera, \“SIRONI\”, in basso a sx Opera archiviata dall'Associazione per il Patrocinio e la Promozione della Figura e dell'Opera di Mario Sironi, Milano, con il numero 155/17 RA
Mario Sironi - Composizione

Mario Sironi - Composizione

Originale 1950
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 543
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Mario Sironi Sassari 1885 - Milano 1961 Composizione, 1950 ca. Olio su tela, cm. 90x110 Firma sul lato destro: Sironi. Al verso dichiarazione di autenticità di Willy Macchiati. Storia Galleria La Bussola, Torino; Collezione privata Certificato su foto di Francesco Meloni. Esposizioni Mario Sironi, Milano, Palazzo Reale, febbraio - marzo 1973, cat. pp. 134, 167, n. 192, illustrato.
Mario Sironi - Figura Sul Balcone

Mario Sironi - Figura Sul Balcone

Originale 1918
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 415
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
MARIO SIRONI Sassari 1885 - Milano 1961 Figura sul Balcone, 1918 circa Tempera su carta applicata su tela, 26,8 x 19,8 cm Firma in basso a destra: SIRONI PROVENIENZA Galleria d\’Arte La Nuova Pesa, Roma Galleria Claudia Gianferrari, Milano ESPOSIZIONE Acqui Terme, Palazzo \“Liceo Saracco\”, Mario Sironi, Paesaggi Urbani. 1998 PUBBLICAZIONE Mario Sironi. Paesaggi Urbani. a cura di C. Gianferrari, ed. Mazzotta 1998 pag. 106 tav.37
Mario Sironi - Figura E Alberi

Mario Sironi - Figura E Alberi

Originale 1928
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 58
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto: 58 MARIO SIRONI (1885-1961) Figura e alberi 1928 circa tempera e tracce di matita su carta cm 36,8x31,7 firmato in basso a destra Opera archiviata dall'Associazione per il Patrocinio e la Promozione della Figura e dell'Opera di Mario Sironi, Milano N.116/15 RA Figura e alberi 1928 ca tempera and pencil on paper 14,48x12,48 in signed lower right Associazione per il Patrocinio e la Promozione della Figura e dell'Opera di Mario Sironi, Milan n.116/15 RA

LA BIOGRAFIA DI Mario Sironi

SIRONI Mario , pittore italiano nasce a Sassari 1885 .Abbandonati gli studi di ingegneria, a Roma si iscrisse alla scuola libera del Nudo e frequentò lo studio di G.
Balla, dove incontrò U.
Boccioni con il quale si legò di profonda amicizia.
Nel 1914, dopo un primo soggiorno nel 1905-1906 e alcuni viaggi tra il 1908 e il 1911 a Parigi e in Germania, si trasferì definitivamente a Milano, partecipando direttamente al movimento futurista.
I dipinti di questi anni, che mostrano dal punto di vista compositivo un interesse per i rapporti tra spazio e volume, si risolvono spesso in termini cubo-futuristi.
L'interesse per una resa plastica del volume, insieme a una predilezione per colori bruni e terrosi, caratterizza infatti le sue opere futuriste più note, quali Il camion (1915) e La ballerina (1917) della Collezione Jucker (Milano, Pinacoteca di Brera), e il Ciclista (1916).
Durante la partecipazione alla prima guerra mondiale realizzò per la rivista "Gli Avvenimenti" una serie cospicua di disegni che restano tra i documenti più rappresentativi del periodo.
L'esperienza di illustratore, caratterizzata da una forte vena satirica, proseguì nel dopoguerra con la collaborazione, tra le molte, con il quotidiano "Il Popolo d'Italia" e con la "Rivista Illustrata del Popolo d'Italia".
I primi anni Venti videro il costituirsi del futuro gruppo dei pittori del Novecento italiano, all'interno del quale S.
fu uno dei più rappresentativi interpreti.
Egli avviò così, negli stessi anni, un rinnovamento della sua pittura che evidenzia la tendenza verso un prosciugamento formale delle composizioni e un accentuarsi di elementi plastico-geometrici di gusto primitivo e arcaico.
Accanto alle prime Periferie e ai primi Paesaggi urbani (1920-1922), che nel loro simbolismo primitivo mostrano una vocazione metafisica, nascono così alcuni dei suoi capolavori novecenteschi più noti, quali L'architetto (1922), L'allieva (1924), Il viandante (1924), Solitudine (1925) e La Vergine delle rocce (1927).
Presente a tutte le mostre del gruppo, Sironi più di tutti avvertì la funzione educatrice che l'arte poteva assumere all'interno della propaganda del fascismo, da lui inteso, in questi anni, come possibilità concreta di un profondo cambiamento della società italiana.
In tale senso va interpretato il suo rifarsi a un classicismo in direzione primitiva e medioevale, che intese anche come possibilità di integrazione tra la pittura e la scultura con l'architettura.
Funzionale a questo progetto risultò, oltre ai suoi interventi critici su riviste, il suo impegno come allestitore di importanti rassegne (suo capolavoro fu la mostra della rivoluzione fascista che si tenne nel 1932 al palazzo delle Esposizioni di Roma).
In occasione della V Triennale di Milano del 1933, che si tenne per la prima volta nel palazzo dell'Arte progettato da G.
Muzio (fino al 1930 la Triennale si era tenuta nel palazzo Reale di Monza), coordinò gli interventi di pittura murale dei numerosi artisti invitati, eseguendo lui stesso Il lavoro o Le opere e i giorni; lo stesso anno offre agli artisti uno strumento critico e operativo con il Manifesto della pittura murale sottoscritto anche da M.
Campigli, A.
Funi e C.
Carrà.
Altri cicli celebrativi, sia scultorei sia pittorici e musivi degni di nota sono quelli per l'aula magna dell'università di Roma (1935), per il palazzo di Giustizia di Milano (1936), per l'aula magna dell'Università Ca'Foscari di Venezia (1937), per il palazzo delle Poste di Bergamo (1938) e per il palazzo dei Giornali di Milano (1939-1942).
Nel dopoguerra, quando la mutata situazione politica lo spinse ad allontanarsi dal mondo ufficiale dell'arte, continuò a dipingere, riprendendo il tema delle periferie urbane e realizzando negli anni Cinquanta la serie di Moltiplicazioni che, pur nel loro medio formato, indicano ancora una volta la sua innata vocazione per la monumentalità della decorazione murale.
Dopo essere stato eletto membro dell'Accademia di S.
Luca nel 1956, negli ultimi anni diede vita, tra le opere estreme, alla serie dedicata all'Apocalisse.

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