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Mario Sironi

Italy (Sassari 1885 -  Milano 1961 ) Wikipedia® : Mario Sironi
SIRONI Mario  Figure

Blindarte Casa d'Aste /29-nov-2016
3.000,00 - 4.000,00
5.952,00

Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Mario Sironi nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
1487

Alcune opere di Mario Sironi

Estratte tra le 1,487 opere nel catalogo di Arcadja
Mario Sironi - Senza Titolo

Mario Sironi - Senza Titolo

Originale 1960
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 176
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Asta 385 / Lotto n° 176 Mario Sironi ( Sassari 1885 - Milano 1961 ) "Senza titolo" tempera su carta intelata, cm 85x75 Provenienza Galleria Cadario, Milano Collezione privata, Milano Esposizioni "Sironi" Galeria San Jorge, Madrid, 6 - 25 febbraio 1960, ill. in catalogo Opera registrata presso l'Associazione per il patrocinio e la promozione della figura e dell'opera di Mario Sironi, Milano, con il n. 338/16 RA
Mario Sironi - Studio Per Periferia

Mario Sironi - Studio Per Periferia

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 460
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
460 MARIO SIRONI Sassari 12/05/1885 - Milano 05/08/1961 Studio per periferia, anni '50 tecnica mista su carta cm 21x28, firma in basso a destra, presenta uno studio realizzato a matita nel retro, dichiarazione d'autenticità dello Studio d'Arte G.R. (Sacile-PN) su foto. Provenienza: -Galleria d'Arte La Scaletta, Reggio Emilia.
Mario Sironi - Bandiere

Mario Sironi - Bandiere

Originale 1928
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 66
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
MARIO SIRONI Sassari, 1885 - Milano, 1961 BANDIERE, 1928 Tecnica mista su carta intelata, 33,5 x 28,5 cm Firma in basso a destra: Sironi Etichetta e timbro al retro della Galleria Arte Centro di Milano L’’’’’’’’opera rientra tra gli studi per una delle vetrate del salone d’’’’’’’’onore del padiglione italiano alla mostra ‘Press’’’’’’’’ di colonia del 1928 Autentica su foto di Francesco Meloni
Mario Sironi -  Figure

Mario Sironi - Figure

Originale 1981
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 42
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Descrizione Lotto n. 42 Mario Sironi Figure (Uomo con cappello, nudo di schiena e figura curva) Firmata Sironi in basso a destra Tempera e tracce di olio su cartoncino cm 35,8x57,1 Eseguita nella prima metà degli anni Cinquanta Provenienza: Carlo Palli, Prato Esposizioni: Sironi, Galleria la Navicella, Viareggio, 1981. Illustrata nel catalogo della mostra Fotografia dell'opera autenticata da Willy Macchiati a Milano in data 25 febbraio 1981 Opera archiviata dall’’’’’’’’Associazione per il Patrocinio e la Promozione della Figura e dell’’’’’’’’Opera di Mario Sironi, Milano, con il numero 297/16 RA Al verso: Studio di paesaggio con montagne e figura, a tempera diluita e tempera
Mario Sironi - Senza Titolo

Mario Sironi - Senza Titolo

Originale 1949
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 141
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
141 MARIO SIRONI Sassari 12/05/1885 - Milano 05/08/1961 Senza titolo, 1949 olio su tela cm 40x30, firma in basso a destra, anno, cartiglio della VI Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea (Termoli) e timbri dello Studio d'Arte Gian Ferrari (MI) al retro, dichiarazione d'autenticità della Dott.ssa Claudia Gian Ferrari con timbro Studio d'Arte Gian Ferrari (MI) su foto.

LA BIOGRAFIA DI Mario Sironi

SIRONI Mario , pittore italiano nasce a Sassari 1885 .Abbandonati gli studi di ingegneria, a Roma si iscrisse alla scuola libera del Nudo e frequentò lo studio di G.
Balla, dove incontrò U.
Boccioni con il quale si legò di profonda amicizia.
Nel 1914, dopo un primo soggiorno nel 1905-1906 e alcuni viaggi tra il 1908 e il 1911 a Parigi e in Germania, si trasferì definitivamente a Milano, partecipando direttamente al movimento futurista.
I dipinti di questi anni, che mostrano dal punto di vista compositivo un interesse per i rapporti tra spazio e volume, si risolvono spesso in termini cubo-futuristi.
L'interesse per una resa plastica del volume, insieme a una predilezione per colori bruni e terrosi, caratterizza infatti le sue opere futuriste più note, quali Il camion (1915) e La ballerina (1917) della Collezione Jucker (Milano, Pinacoteca di Brera), e il Ciclista (1916).
Durante la partecipazione alla prima guerra mondiale realizzò per la rivista "Gli Avvenimenti" una serie cospicua di disegni che restano tra i documenti più rappresentativi del periodo.
L'esperienza di illustratore, caratterizzata da una forte vena satirica, proseguì nel dopoguerra con la collaborazione, tra le molte, con il quotidiano "Il Popolo d'Italia" e con la "Rivista Illustrata del Popolo d'Italia".
I primi anni Venti videro il costituirsi del futuro gruppo dei pittori del Novecento italiano, all'interno del quale S.
fu uno dei più rappresentativi interpreti.
Egli avviò così, negli stessi anni, un rinnovamento della sua pittura che evidenzia la tendenza verso un prosciugamento formale delle composizioni e un accentuarsi di elementi plastico-geometrici di gusto primitivo e arcaico.
Accanto alle prime Periferie e ai primi Paesaggi urbani (1920-1922), che nel loro simbolismo primitivo mostrano una vocazione metafisica, nascono così alcuni dei suoi capolavori novecenteschi più noti, quali L'architetto (1922), L'allieva (1924), Il viandante (1924), Solitudine (1925) e La Vergine delle rocce (1927).
Presente a tutte le mostre del gruppo, Sironi più di tutti avvertì la funzione educatrice che l'arte poteva assumere all'interno della propaganda del fascismo, da lui inteso, in questi anni, come possibilità concreta di un profondo cambiamento della società italiana.
In tale senso va interpretato il suo rifarsi a un classicismo in direzione primitiva e medioevale, che intese anche come possibilità di integrazione tra la pittura e la scultura con l'architettura.
Funzionale a questo progetto risultò, oltre ai suoi interventi critici su riviste, il suo impegno come allestitore di importanti rassegne (suo capolavoro fu la mostra della rivoluzione fascista che si tenne nel 1932 al palazzo delle Esposizioni di Roma).
In occasione della V Triennale di Milano del 1933, che si tenne per la prima volta nel palazzo dell'Arte progettato da G.
Muzio (fino al 1930 la Triennale si era tenuta nel palazzo Reale di Monza), coordinò gli interventi di pittura murale dei numerosi artisti invitati, eseguendo lui stesso Il lavoro o Le opere e i giorni; lo stesso anno offre agli artisti uno strumento critico e operativo con il Manifesto della pittura murale sottoscritto anche da M.
Campigli, A.
Funi e C.
Carrà.
Altri cicli celebrativi, sia scultorei sia pittorici e musivi degni di nota sono quelli per l'aula magna dell'università di Roma (1935), per il palazzo di Giustizia di Milano (1936), per l'aula magna dell'Università Ca'Foscari di Venezia (1937), per il palazzo delle Poste di Bergamo (1938) e per il palazzo dei Giornali di Milano (1939-1942).
Nel dopoguerra, quando la mutata situazione politica lo spinse ad allontanarsi dal mondo ufficiale dell'arte, continuò a dipingere, riprendendo il tema delle periferie urbane e realizzando negli anni Cinquanta la serie di Moltiplicazioni che, pur nel loro medio formato, indicano ancora una volta la sua innata vocazione per la monumentalità della decorazione murale.
Dopo essere stato eletto membro dell'Accademia di S.
Luca nel 1956, negli ultimi anni diede vita, tra le opere estreme, alla serie dedicata all'Apocalisse.

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