Mario Sironi

Italy (Sassari 1885Milano 1961 ) - Opere Wikipedia® - Mario Sironi
SIRONI Mario Figura D'uomo

Farsetti /28-nov-2014
1.500,00 - 2.500,00
In elaborazione

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1271

Alcune opere di Mario Sironi

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Mario Sironi - Progetto Architettonico

Mario Sironi - Progetto Architettonico

Originale 1930
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 505
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Mario Sironi Sassari 1885 - Milano 1961 Progetto architettonico, 1928-30 Matita e china acquerellata su carta, cm. 28,8x20,5 Certificato di provenienza su foto di Jacopo Muzio in data 24 marzo 1997. Opera registrata presso l'Associazione per il patrocinio e la promozione della figura e dell'opera di Mario Sironi, Milano.
Mario Sironi - Astronauti

Mario Sironi - Astronauti

Originale 1950
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 632
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Mario Sironi Sassari 1885 - Milano 1961 Astronauti, (1950) Olio su cartoncino applicato su tela, cm. 44x62 Firma in basso a destra: Sironi. Al verso sulla tela: etichetta e due timbri Il Castello Galleria d'Arte / Milano / Opera esposta alla mostra / di retrospettiva / dedicata a Cesare Tosi: timbro parzialmente leggibile Galleria Annunciata, Milano, con n. 01302. Esposizioni: Sironi, Torino, Galleria Narciso, 8 aprile - 8 maggio 1967, cat. n. 37, illustrato; Sironi, a cura di Luigi Cavallo, Milano, Galleria Il Castello, aprile 1980, cat. p. 93, n. 60, illustrato.
Mario Sironi - Due Monaci

Mario Sironi - Due Monaci

Originale -
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 72
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
SIRONI MARIO (Sassari 1885 - Sassari 1961) "Due monaci" Tempera su carta cm. H: 40.00 L: 30.00 Firma in basso a destra. A tergo dell'opera timbro della Galleria Bonaparte (Milano) e collezione Grano (Valenzia). Al retro della foto: etichetta di Finarte spa, rif. Asta 484 nr. 280 del 14/12/1984. Autentica di Willy Macchiati eseguita in data 8/2/1985. Timbro della Galleria Bonaparte (Milano) nr. 583.
Mario Sironi - Figura D'uomo

Mario Sironi - Figura D'uomo

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 159
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Mario Sironi Sassari 1885 - Milano 1961 Figura d'uomo, 1928 ca. Tempera, china e matita su carta applicata su tela, cm. 31,4x22,2 Firma in basso a destra: Sironi. Certificato su foto di Claudia Gian Ferrari, Milano, 30 giugno 1992; opera archiviata dall'Associazione per il patrocinio e la promozione della figura e dell'opera di Mario Sironi, Milano, con n. 106/14 RA.
Mario Sironi - Il Bevitore

Mario Sironi - Il Bevitore

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 79
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
SIRONI Mario Tempio Pausania 1885 Milano 1961 Il bevitore 1930 olio su tela cm. 60 x 50 Autentica a cura di Francesco Meloni Firma 'Sironi' (in basso a destra) Etichetta di Claudia Gian Ferrari; etichetta dell'Associazione per il patrocinio e la promozione dell'opera di Mario Sironi (al retro)

LA BIOGRAFIA DI Mario Sironi

SIRONI Mario , pittore italiano nasce a Sassari 1885 .Abbandonati gli studi di ingegneria, a Roma si iscrisse alla scuola libera del Nudo e frequentò lo studio di G.
Balla, dove incontrò U.
Boccioni con il quale si legò di profonda amicizia.
Nel 1914, dopo un primo soggiorno nel 1905-1906 e alcuni viaggi tra il 1908 e il 1911 a Parigi e in Germania, si trasferì definitivamente a Milano, partecipando direttamente al movimento futurista.
I dipinti di questi anni, che mostrano dal punto di vista compositivo un interesse per i rapporti tra spazio e volume, si risolvono spesso in termini cubo-futuristi.
L'interesse per una resa plastica del volume, insieme a una predilezione per colori bruni e terrosi, caratterizza infatti le sue opere futuriste più note, quali Il camion (1915) e La ballerina (1917) della Collezione Jucker (Milano, Pinacoteca di Brera), e il Ciclista (1916).
Durante la partecipazione alla prima guerra mondiale realizzò per la rivista "Gli Avvenimenti" una serie cospicua di disegni che restano tra i documenti più rappresentativi del periodo.
L'esperienza di illustratore, caratterizzata da una forte vena satirica, proseguì nel dopoguerra con la collaborazione, tra le molte, con il quotidiano "Il Popolo d'Italia" e con la "Rivista Illustrata del Popolo d'Italia".
I primi anni Venti videro il costituirsi del futuro gruppo dei pittori del Novecento italiano, all'interno del quale S.
fu uno dei più rappresentativi interpreti.
Egli avviò così, negli stessi anni, un rinnovamento della sua pittura che evidenzia la tendenza verso un prosciugamento formale delle composizioni e un accentuarsi di elementi plastico-geometrici di gusto primitivo e arcaico.
Accanto alle prime Periferie e ai primi Paesaggi urbani (1920-1922), che nel loro simbolismo primitivo mostrano una vocazione metafisica, nascono così alcuni dei suoi capolavori novecenteschi più noti, quali L'architetto (1922), L'allieva (1924), Il viandante (1924), Solitudine (1925) e La Vergine delle rocce (1927).
Presente a tutte le mostre del gruppo, Sironi più di tutti avvertì la funzione educatrice che l'arte poteva assumere all'interno della propaganda del fascismo, da lui inteso, in questi anni, come possibilità concreta di un profondo cambiamento della società italiana.
In tale senso va interpretato il suo rifarsi a un classicismo in direzione primitiva e medioevale, che intese anche come possibilità di integrazione tra la pittura e la scultura con l'architettura.
Funzionale a questo progetto risultò, oltre ai suoi interventi critici su riviste, il suo impegno come allestitore di importanti rassegne (suo capolavoro fu la mostra della rivoluzione fascista che si tenne nel 1932 al palazzo delle Esposizioni di Roma).
In occasione della V Triennale di Milano del 1933, che si tenne per la prima volta nel palazzo dell'Arte progettato da G.
Muzio (fino al 1930 la Triennale si era tenuta nel palazzo Reale di Monza), coordinò gli interventi di pittura murale dei numerosi artisti invitati, eseguendo lui stesso Il lavoro o Le opere e i giorni; lo stesso anno offre agli artisti uno strumento critico e operativo con il Manifesto della pittura murale sottoscritto anche da M.
Campigli, A.
Funi e C.
Carrà.
Altri cicli celebrativi, sia scultorei sia pittorici e musivi degni di nota sono quelli per l'aula magna dell'università di Roma (1935), per il palazzo di Giustizia di Milano (1936), per l'aula magna dell'Università Ca'Foscari di Venezia (1937), per il palazzo delle Poste di Bergamo (1938) e per il palazzo dei Giornali di Milano (1939-1942).
Nel dopoguerra, quando la mutata situazione politica lo spinse ad allontanarsi dal mondo ufficiale dell'arte, continuò a dipingere, riprendendo il tema delle periferie urbane e realizzando negli anni Cinquanta la serie di Moltiplicazioni che, pur nel loro medio formato, indicano ancora una volta la sua innata vocazione per la monumentalità della decorazione murale.
Dopo essere stato eletto membro dell'Accademia di S.
Luca nel 1956, negli ultimi anni diede vita, tra le opere estreme, alla serie dedicata all'Apocalisse.

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