Mario Sironi

Italy (Sassari 1885Milano 1961 ) - Opere Wikipedia® - Mario Sironi
SIRONI Mario Progetto Architettonico

Farsetti /29-nov-2014
10.000,00 - 18.000,00
9.500,00

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1276

Alcune opere di Mario Sironi

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Mario Sironi - Due Figure In Un Interno

Mario Sironi - Due Figure In Un Interno

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 145
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Mario Sironi Due Figure in un Interno 1925 ca. MATITA SU CARTONCINO altezza: 11,1 cm larghezza: 10,2 cm Sironi Mario Due Figure in un Interno, 1925 ca. matita su cartoncino, cm. 11,1x10,2 firmata in basso a destra, opera archiviata presso l'Associazione per il Patrocinio e la Promozione della Figura e dell'Opera di Mario Sironi di Milano nel 2011
Mario Sironi - Nature Morte

Mario Sironi - Nature Morte

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 57
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
SIRONI MARIO (Sassari 1885 - Sassari 1961) "Nature morte" databili 1919 ca. Chine su carta cm. H: 20.00 L: 22.00 Opera composta da quattro nature morte, rispettivamete di cm. 8,5x10, 9,5x10,5, 9,6x9, 10x11,6, di cui una sola firmata in basso a destra "Sironi". L'opera è stata archiviata dalla Dottoressa Claudia Gian Ferrari in data 30/06/1992 per trasmetterla alla catalogazione delle opere di Mario Sironi. Opere provenienti da Agle Sironi.
Mario Sironi - Composizione

Mario Sironi - Composizione

Originale 1955
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 570
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
MARIO SIRONI (Sassari 1885 - Milano 1961) Composizione, 1955-60 Olio su tela, cm. 25,4 x 35,2 Non firmato Firma di Mim� Costa al retro Timbri al retro Provenienza Galleria del Mulino, Milano Galleria di Roma, Roma Collezione privata, Roma Opera archiviata presso Associazione Mario Sironi - Milano, n. 19/14RA in data 11/03/2014
Mario Sironi - Progetto Architettonico

Mario Sironi - Progetto Architettonico

Originale 1930
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 505
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Mario Sironi Sassari 1885 - Milano 1961 Progetto architettonico, 1928-30 Matita e china acquerellata su carta, cm. 28,8x20,5 Certificato di provenienza su foto di Jacopo Muzio in data 24 marzo 1997. Opera registrata presso l'Associazione per il patrocinio e la promozione della figura e dell'opera di Mario Sironi, Milano.
Mario Sironi - Astronauti

Mario Sironi - Astronauti

Originale 1950
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 632
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Mario Sironi Sassari 1885 - Milano 1961 Astronauti, (1950) Olio su cartoncino applicato su tela, cm. 44x62 Firma in basso a destra: Sironi. Al verso sulla tela: etichetta e due timbri Il Castello Galleria d'Arte / Milano / Opera esposta alla mostra / di retrospettiva / dedicata a Cesare Tosi: timbro parzialmente leggibile Galleria Annunciata, Milano, con n. 01302. Esposizioni: Sironi, Torino, Galleria Narciso, 8 aprile - 8 maggio 1967, cat. n. 37, illustrato; Sironi, a cura di Luigi Cavallo, Milano, Galleria Il Castello, aprile 1980, cat. p. 93, n. 60, illustrato.

LA BIOGRAFIA DI Mario Sironi

SIRONI Mario , pittore italiano nasce a Sassari 1885 .Abbandonati gli studi di ingegneria, a Roma si iscrisse alla scuola libera del Nudo e frequentò lo studio di G.
Balla, dove incontrò U.
Boccioni con il quale si legò di profonda amicizia.
Nel 1914, dopo un primo soggiorno nel 1905-1906 e alcuni viaggi tra il 1908 e il 1911 a Parigi e in Germania, si trasferì definitivamente a Milano, partecipando direttamente al movimento futurista.
I dipinti di questi anni, che mostrano dal punto di vista compositivo un interesse per i rapporti tra spazio e volume, si risolvono spesso in termini cubo-futuristi.
L'interesse per una resa plastica del volume, insieme a una predilezione per colori bruni e terrosi, caratterizza infatti le sue opere futuriste più note, quali Il camion (1915) e La ballerina (1917) della Collezione Jucker (Milano, Pinacoteca di Brera), e il Ciclista (1916).
Durante la partecipazione alla prima guerra mondiale realizzò per la rivista "Gli Avvenimenti" una serie cospicua di disegni che restano tra i documenti più rappresentativi del periodo.
L'esperienza di illustratore, caratterizzata da una forte vena satirica, proseguì nel dopoguerra con la collaborazione, tra le molte, con il quotidiano "Il Popolo d'Italia" e con la "Rivista Illustrata del Popolo d'Italia".
I primi anni Venti videro il costituirsi del futuro gruppo dei pittori del Novecento italiano, all'interno del quale S.
fu uno dei più rappresentativi interpreti.
Egli avviò così, negli stessi anni, un rinnovamento della sua pittura che evidenzia la tendenza verso un prosciugamento formale delle composizioni e un accentuarsi di elementi plastico-geometrici di gusto primitivo e arcaico.
Accanto alle prime Periferie e ai primi Paesaggi urbani (1920-1922), che nel loro simbolismo primitivo mostrano una vocazione metafisica, nascono così alcuni dei suoi capolavori novecenteschi più noti, quali L'architetto (1922), L'allieva (1924), Il viandante (1924), Solitudine (1925) e La Vergine delle rocce (1927).
Presente a tutte le mostre del gruppo, Sironi più di tutti avvertì la funzione educatrice che l'arte poteva assumere all'interno della propaganda del fascismo, da lui inteso, in questi anni, come possibilità concreta di un profondo cambiamento della società italiana.
In tale senso va interpretato il suo rifarsi a un classicismo in direzione primitiva e medioevale, che intese anche come possibilità di integrazione tra la pittura e la scultura con l'architettura.
Funzionale a questo progetto risultò, oltre ai suoi interventi critici su riviste, il suo impegno come allestitore di importanti rassegne (suo capolavoro fu la mostra della rivoluzione fascista che si tenne nel 1932 al palazzo delle Esposizioni di Roma).
In occasione della V Triennale di Milano del 1933, che si tenne per la prima volta nel palazzo dell'Arte progettato da G.
Muzio (fino al 1930 la Triennale si era tenuta nel palazzo Reale di Monza), coordinò gli interventi di pittura murale dei numerosi artisti invitati, eseguendo lui stesso Il lavoro o Le opere e i giorni; lo stesso anno offre agli artisti uno strumento critico e operativo con il Manifesto della pittura murale sottoscritto anche da M.
Campigli, A.
Funi e C.
Carrà.
Altri cicli celebrativi, sia scultorei sia pittorici e musivi degni di nota sono quelli per l'aula magna dell'università di Roma (1935), per il palazzo di Giustizia di Milano (1936), per l'aula magna dell'Università Ca'Foscari di Venezia (1937), per il palazzo delle Poste di Bergamo (1938) e per il palazzo dei Giornali di Milano (1939-1942).
Nel dopoguerra, quando la mutata situazione politica lo spinse ad allontanarsi dal mondo ufficiale dell'arte, continuò a dipingere, riprendendo il tema delle periferie urbane e realizzando negli anni Cinquanta la serie di Moltiplicazioni che, pur nel loro medio formato, indicano ancora una volta la sua innata vocazione per la monumentalità della decorazione murale.
Dopo essere stato eletto membro dell'Accademia di S.
Luca nel 1956, negli ultimi anni diede vita, tra le opere estreme, alla serie dedicata all'Apocalisse.

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