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Mario Sironi

Italy (Sassari 1885 -  Milano 1961 ) Wikipedia® : Mario Sironi
SIRONI Mario Montagne E Case

Porro & C. /31-mag-2016
5.000,00 - 6.000,00
Non Divulgato

Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Mario Sironi nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
1441

Alcune opere di Mario Sironi

Estratte tra le 1,441 opere nel catalogo di Arcadja
Mario Sironi - 
 Figura Maschile

Mario Sironi - Figura Maschile

Originale c.1933
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 342
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Mario Sironi Sassari 1885 - Milano 1961 Asta 54 - Sessione II - Lotto n. 342 Figura maschile Data opera: 1933 c.a. Matita grassa, tempera e tempera diluita su carta, cm. 23,7x16,3 Sul verso: firma e altra opera. Autentica dell'Associazione per il Patrocinio e la Promozione della figura e dell'opera di Mario Sironi,Milano, su foto con Archivio n° 70/13 RA.
Mario Sironi - Paesaggio Urbano E Figura

Mario Sironi - Paesaggio Urbano E Figura

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 142
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
MARIO SIRONI (Sassari 1885 - Milano 1961) Paesaggio urbano e figura tempera, tempera diluita e matita su carta applicata su tela, cm 29,5x22,5 eseguito nel 1925 circa Lopera è archiviata dallAssociazione per il patrocinio e la promozione della figura e dellopera di Mario Sironi, Milano, con il numero 102/16 RA
Mario Sironi -   Chiesa Con Cupola

Mario Sironi - Chiesa Con Cupola

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 572
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
572 MARIO SIRONI Sassari 12/05/1885 - Milano 05/08/1961 Chiesa con cupola, (1920/25) matita grassa su carta cm 21,5x22,5; firma in basso a destra, timbro della Galleria Del Sagittario (MI) ed etichetta della Galleria d'Arte Mercurio (Biella) al retro, dichiarazione d'autenticità a cura di Francesco Meloni su foto.
Mario Sironi - Montagne E Case

Mario Sironi - Montagne E Case

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 20
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
MARIO SIRONI Sassari 1885 – Milano 1961 MONTAGNE E CASE, 1930 CIRCA grafi te su cartoncino lucido, cm 12,5x17,5. Firmato in basso a destra: Sironi XVII Autentica dell’’’’’’’’Associazione per il Patrocinio e la Promozione della Figura e dell’’’’’’’’Opera di Mario Sironi in data Milano 12 novembre 2007.
Mario Sironi -   Il Magistrato

Mario Sironi - Il Magistrato

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 163
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
163 MARIO SIRONI Sassari 12/05/1885 - Milano 05/08/1961 Il Magistrato, studio per "La Rivista Illustrata del Popolo, seconda metà anni '20 inchiostro acquerellato su carta cm 29x23,2; firma in alto a destra, timbro della Galleria Del Sagittario (MI) al retro, dichiarazione d'autenticità a cura di Francesco Meloni su foto.

LA BIOGRAFIA DI Mario Sironi

SIRONI Mario , pittore italiano nasce a Sassari 1885 .Abbandonati gli studi di ingegneria, a Roma si iscrisse alla scuola libera del Nudo e frequentò lo studio di G.
Balla, dove incontrò U.
Boccioni con il quale si legò di profonda amicizia.
Nel 1914, dopo un primo soggiorno nel 1905-1906 e alcuni viaggi tra il 1908 e il 1911 a Parigi e in Germania, si trasferì definitivamente a Milano, partecipando direttamente al movimento futurista.
I dipinti di questi anni, che mostrano dal punto di vista compositivo un interesse per i rapporti tra spazio e volume, si risolvono spesso in termini cubo-futuristi.
L'interesse per una resa plastica del volume, insieme a una predilezione per colori bruni e terrosi, caratterizza infatti le sue opere futuriste più note, quali Il camion (1915) e La ballerina (1917) della Collezione Jucker (Milano, Pinacoteca di Brera), e il Ciclista (1916).
Durante la partecipazione alla prima guerra mondiale realizzò per la rivista "Gli Avvenimenti" una serie cospicua di disegni che restano tra i documenti più rappresentativi del periodo.
L'esperienza di illustratore, caratterizzata da una forte vena satirica, proseguì nel dopoguerra con la collaborazione, tra le molte, con il quotidiano "Il Popolo d'Italia" e con la "Rivista Illustrata del Popolo d'Italia".
I primi anni Venti videro il costituirsi del futuro gruppo dei pittori del Novecento italiano, all'interno del quale S.
fu uno dei più rappresentativi interpreti.
Egli avviò così, negli stessi anni, un rinnovamento della sua pittura che evidenzia la tendenza verso un prosciugamento formale delle composizioni e un accentuarsi di elementi plastico-geometrici di gusto primitivo e arcaico.
Accanto alle prime Periferie e ai primi Paesaggi urbani (1920-1922), che nel loro simbolismo primitivo mostrano una vocazione metafisica, nascono così alcuni dei suoi capolavori novecenteschi più noti, quali L'architetto (1922), L'allieva (1924), Il viandante (1924), Solitudine (1925) e La Vergine delle rocce (1927).
Presente a tutte le mostre del gruppo, Sironi più di tutti avvertì la funzione educatrice che l'arte poteva assumere all'interno della propaganda del fascismo, da lui inteso, in questi anni, come possibilità concreta di un profondo cambiamento della società italiana.
In tale senso va interpretato il suo rifarsi a un classicismo in direzione primitiva e medioevale, che intese anche come possibilità di integrazione tra la pittura e la scultura con l'architettura.
Funzionale a questo progetto risultò, oltre ai suoi interventi critici su riviste, il suo impegno come allestitore di importanti rassegne (suo capolavoro fu la mostra della rivoluzione fascista che si tenne nel 1932 al palazzo delle Esposizioni di Roma).
In occasione della V Triennale di Milano del 1933, che si tenne per la prima volta nel palazzo dell'Arte progettato da G.
Muzio (fino al 1930 la Triennale si era tenuta nel palazzo Reale di Monza), coordinò gli interventi di pittura murale dei numerosi artisti invitati, eseguendo lui stesso Il lavoro o Le opere e i giorni; lo stesso anno offre agli artisti uno strumento critico e operativo con il Manifesto della pittura murale sottoscritto anche da M.
Campigli, A.
Funi e C.
Carrà.
Altri cicli celebrativi, sia scultorei sia pittorici e musivi degni di nota sono quelli per l'aula magna dell'università di Roma (1935), per il palazzo di Giustizia di Milano (1936), per l'aula magna dell'Università Ca'Foscari di Venezia (1937), per il palazzo delle Poste di Bergamo (1938) e per il palazzo dei Giornali di Milano (1939-1942).
Nel dopoguerra, quando la mutata situazione politica lo spinse ad allontanarsi dal mondo ufficiale dell'arte, continuò a dipingere, riprendendo il tema delle periferie urbane e realizzando negli anni Cinquanta la serie di Moltiplicazioni che, pur nel loro medio formato, indicano ancora una volta la sua innata vocazione per la monumentalità della decorazione murale.
Dopo essere stato eletto membro dell'Accademia di S.
Luca nel 1956, negli ultimi anni diede vita, tra le opere estreme, alla serie dedicata all'Apocalisse.

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