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Bartolomeo Schedoni

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Italy (Modena 1578Parma 1615 ) - Dipinti Wikipedia® - Bartolomeo Schedoni
SCHEDONI Bartolomeo Madonna Col Bambino E San Giovannino

San Marco /15-dic-2007
45.000,00 - 60.000,00
Non Divulgato
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Opere in Arcadja
98

Alcune opere di Bartolomeo Schedoni

Estratte tra le 98 opere nel catalogo di Arcadja
Bartolomeo Schedoni - Fanciullo Che Accarezza Un Agnello

Bartolomeo Schedoni - Fanciullo Che Accarezza Un Agnello

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 799
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Descrizione:
Descrizione Lotto Lotto : 799 Bartolomeo Schedoni (1578-1615) Fanciullo che accarezza un agnello olio su tela, cm 55x44 proveniente dalla collezione Costabili Ferrara Expertise di Andrea Emiliani �Il grazioso e originale dipinto � in evidente prima tela edappare montato su di un telaio, egualmente antico, che porta impressa a fuoco la scritta: C.G.B.C. Quest�ultima equivale alla sigla della famosa Collezione Giovan Battista Costabili Containi di Ferrara. Di questo quadretto � citazione precisa nel catalogo redatto dal Laderchi, vol.IV, pp.74-75: �un pastorello carezzante un agnellino, mezza figura due terzi circa del naturale, in tela�. Questa identificazione pu� basarsi anche sulla base del testo ristampato in edizione critica con un apparato scientfico e critico redatto da Emanuele Mattaliano [...] . L�autorevolezza della testimonianza � di volere pressoch� documentario, ed avvalora di conseguenza la spontanea attribuzione di questa tela alla mano di Bartolomeo Schedoni. [...]
Bartolomeo Schedoni - Sacra Famiglia

Bartolomeo Schedoni - Sacra Famiglia

Originale 1613
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 40
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Descrizione:
40 BARTOLOMEO SCHEDONI € 120.000-150.000 Formigine 1578 – Parma 1615 Sacra Famiglia olio su tavola, cm 53,5x47,5 iscrizioni sul retro: N°17; Schedoni pinxit (o pintor) Si tratta di una replica autografa del quadro firmato e datato 1613 da Bartolomeo Schedoni che compare citato negli inventari farnesiani del 1693 e 1708 (“una Madonna in atto di parlare con S. Giuseppe. Il Bambino in grembo con croce in mano, e di dietro, S. Gio. Batt.a con iscrizione in fondo: 1613 Bartolomeo Schedoni”), opera coeva ad una incisione nota in tre stati, probabilmente fatta stampare dallo stesso pittore a Roma da Giovanni Giacomo Rossi durante un viaggio della maturità nella città dei papi. Tale viaggio sembrerebbe confermato dalla mancanza di documentazione relativa allo Schedoni nel 1613. E’ probabile che dal medesimo disegno riprodotto in F. Dallasta e C. Cecchinelli, Bartolomeo Schedoni pittore emiliano (Modena 1578 – Parma 1615), Parma 1999, fig. D27, lo Schedoni abbia ricavato sia il materiale per l’incisione sia per il dipinto farnesiano, in entrambi i casi aggiungendo altri personaggi: nell’incisione san Giuseppe e nel dipinto anche san Giovanni Battista. I due genitori conversano, precisamente come esposto negli inventari sopracitati, forse sulla missione del Figlio, il quale, pur essendo bambino, viene presentato nella sua missione di Salvator Mundi. La consapevolezza del Bambino è esplicata dal suo sguardo rivolto altrove, metafora dell’accettazione del proprio destino. Considerazioni formali e stilistiche rimandano alla produzione matura del maestro: la mano destra del san Giuseppe è confrontabile con la mano sinistra della Vergine nella Sacra Famiglia con tavolo da lavoro (Napoli, Palazzo Reale) o con la destra dell’angelo in dialogo con Giuseppe nella medesima pala napoletana. La mano destra della Vergine, inoltre, affonda morbidamente le dita nel panneggio come quella della Madonna col Bambino di San Pietroburgo, che condivide con la nostra anche il taglio prospettico della croce. Significativo risulta poi il paragone con l’incisione tratta da Badalocchio da un disegno di Schedoni conservato al Gabinetto di disegni e stampe degli Uffizi a Firenze, ove identica è la mano destra della Vergine, simili risultano i panneggi, le pieghe, i particolari iconografici (dal turbante di Maria al gomito di Cristo) e l’intonazione complessiva dei soggetti, consonanti con quelli degli ultimi anni di vita dell’artista. Un altro utile paragone va instaurato, inoltre, con la Sacra Famiglia della collezione Mahon, risalente con tutta probabilità alla fine del 1613 o all’anno successivo, essendo stato un dono di nozze del pittore alla sposa Barbara Saliti. Qui, ove per la figura della Vergine Maria è ipotizzabile l’uso della stessa modella, la forte accentuazione chiaroscurale rimanda alla fase finale del pittore, quando il caravaggismo schedoniano era stato assorbito e si esprimeva nelle grandi pale degli ultimi anni di attività. Questa estrema produzione parmense del pittore si evidenzia immediatamente per la prevalenza di dipinti a soggetto religioso rispetto alla precedente fase modenese (fino al 1607), questo probabilmente per volere del mecenate Ranuccio I Farnese che aveva trovato nello Schedoni il pittore più consono all’espressione della propria devozione, tanto da arrogarsi una sorta di ‘esclusiva’ su di lui, artista aggiornato sui nuovi orientamenti stilistici e iconografici che giungevano da Roma e Milano, capitali della fede cattolica post-conciliare. Da segnalare, sul retro del dipinto qui offerto, due sigilli ovali in ceralacca rossa con gigli e tre stelle a sei punte incorniciati da una ghirlanda vegetale. Bibliografia: F. Dallasta e C. Cecchinelli, Bartolomeo Schedoni a Parma (1607-1615). Pittura e Controriforma alla corte di Ranuccio I Franese, s.l. 2002, p. 76 n. 59, tav. A
Bartolomeo Schedoni - San Giovanni Battista Nel Deserto

Bartolomeo Schedoni - San Giovanni Battista Nel Deserto

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 1088
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Descrizione:
LOT 1088 DA BARTOLOMEO SCHEDONI SAN GIOVANNI BATTISTA NEL DESERTO 3,000—4,000 EUR measurements measurements note 110 x 82 cm. Description olio su tela, senza cornice oil on canvas, unframed CATALOGUE NOTE Il dipinto qui presentato riprende la nota composizione del San Giovanni Battista nel deserto di Bartolomeo Schedoni che gli studiosi propongono di identificare con l'opera ricordata nel 1870 da Giuseppe Campori in casa Boscoli. Di questa composizione esistono più esemplari con varianti nella posizione della mano destra del santo: mentre nella maggior parte delle versioni il santo indica lo sfondo di paesaggio, nella tela qui presentata il santo tiene entrambi le mani sulla croce di canna. Questa variante si ritrova nella tela di simili dimensioni già in Collezione privata tunisina, forse da identificare con l'opera donata nel 1828 dal re Francesco I di Napoli all'Università di Palermo, ed in una copia degli Ospedali Riuniti di Parma. Dwight Miller ha proposto una cronologia sul 1611-1612, prima delle ultime opere dell'artista, mettendo in evidenza il paesaggio cupo e crepuscolare e il raggio di luce caravaggesca (v. E. Negro-N. Roio, Bartolomeo Schedoni 1578-1615, Modena 2000, pp. 96-98, cat. n. 43.2, illustrato).
Bartolomeo Schedoni - Madonna Col Bambino E San Giovannino

Bartolomeo Schedoni - Madonna Col Bambino E San Giovannino

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 39
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Olio su tela, cm 121x89 La gradevolissima tela in esame è facilmente riconoscibile come opera matura di Bartolomeo Schedoni, pittore formatosi, a parte un breve soggiorno a Roma presso lo Zuccari, a Modena e a Parma, dove nel 1608, divenne pittore di corte per i Farnese. L’’eco della grande tradizione emiliana, specialmente di Correggio e Parmigianino, emerge da questa come da altre sue opere ove, similmente, si mostra sensibile anche alle influenze del naturalismo carraccesco, di sintesi ma di forte impatto emotivo, sviluppando uno spiccato gusto per i decisi contrasti chiaroscurali. La Vergine, assisa, sorregge la canna, da cui pende il filatterio, di san Giovannino; egli, seduto a terra mentre abbraccia l’’agnello di Dio, instaura un significativo gioco di sguardi con il piccolo Gesù che, ritto ed ignudo, sembra indicarlo. I richiami più immediati sono quelli all’’Annuncio della Strage degli Innocenti già di proprietà Farnese e ora al Museo di apodimonte a Napoli ma soprattutto alla Sacra Famiglia con san Giovannino dei depositi degli Uffizi, piuttosto simile per impostazione e costruzione scenica, oltre che per la tavolozza scura ravvivata dai bagliori rossi delle vesti e dal rosa pallido degli incarnati.

LA BIOGRAFIA DI Bartolomeo Schedoni

Bartolomeo SCHEDONI , pittore italiano del primo barocco, nasce a Formigine, Modena, nel 1578.
Formatosi nella tradizione emiliana che discende da Correggio, Parmigianino e Nicolò dell'Abate, vi innestò l'interesse per i Carracci e luminosismo di discendenza caravaggesca.
Schedoni si trasferì a Parma con suo padre Giulio e venne mandato come apprendista presso Federigo Zuccaro a Roma, grazie all'interessamento di Ranuccio I Farnese, Duca di Parma.
Rientrato a Modena, dove realizzò gli affreschi per la sala consiliare della residenza municipale, nel 1607 si trasferì definitivamente a Parma, dove fu a servizio esclusivo del Duca come primo pittore di corte, e vi rimase sino alla morte.
Alcune delle sue migliori tele, tra cui i due quadri dipinti per l'altare della Chiesa del Convento dei Cappuccini di Fontevivo (presso Parma) sono oggi esposti presso la Galleria Nazionale di Parma.