Alcune opere di Aligi Sassu
Estratte tra le 668 opere nel catalogo di Arcadja
LA BIOGRAFIA DI Aligi Sassu
SASSU Aligi nasce a Milano nel 1912.
Il padre sardo è tra i fondatori, nel 1894, del Partito Socialista della città.
Nel 1896 il padre si trasferisce a Milano, circolando per la provincia con uno dei primi cinema ambulanti.
Dopo i moti popolari del 1898 fugge in Svizzera, a Lugano, e qui si ferma fino al 1900.
Tornato a Milano fonda una casa editrice, sempre militando nel Partito Socialista.
Si trasferisce dopo il matrimonio in Sardegna, a Thiesi, facendo ritorno a Milano nel 1914.
A Milano Aligi frequenta col padre le prime mostre di pittura, tra cui la mostra futurista al Cova, rimanendo impressionato dalle opere di Boccioni e dai testi di Marinetti.
A Milano con il designer Bruno Munari fa conoscenza con Marinetti.
Nel 1925 lavora per una bottega litografica e frequenta i corsi di Brera.
Nel 1927 entra in contatto con Fedele Azari, figura di spicco del Futurismo milanese.
Alla Mostra futurista alla Galleria Pesaro di Milano del 1927 espone alcuni lavori, incoraggiato e sostenuto da Marinetti.
Nel 1928 Sassu e Munari firmano il "Manifesto della pittura.
Dinamismo e riforma muscolare".
Nel 1928 Marinetti lo invita alla Biennale di Venezia.
Dipinge "Uomini rossi" e i "Ciclisti" tra '29 e '34.
Tra 1929 e 1933 frequenta l'Accademia di Brera, dove conosce Fontana, e poi, per mancanza di denaro, la Libera Accademia di Barbaroux, direttore della Galleria Milano.
Grazie a Barbaroux ed all'ambiente gravitante attorno alla Libera Accademia conosce Giacomo Manzù, col quale affitta uno studio, Renato Birolli, Adriano Spilimbergo, Fiorenzo Tomea, Raffaele De Grada, i critici Eduardo Persico e Giuseppe Marchiori.
Nel 1929 Sassu organizza alcune collettive, tra le quali quella presso il ridotto del Teatro Arcimboldi, diretto dal futuro gallerista Ettore Gianferrari.
Nel 1930 espone alla Galleria Milano.
Nel 1932 espone alla Galleria del Milione.
Nello stesso 1932 l'artista parte per Firenze, per conoscere il critico Sandro Bibi, suo primo biografo, e per misurarsi con i grandi classici.
Rimane fortemente colpito da Paolo Uccello.
Nel 1934 si reca a Parigi anche qui a confrontarsi con le avanguardie e con i classici.
Frequenterà infatti assiduamente il Louvre.
A Parigi conosce Magnelli, De Pisis, Campigli, Leonor Fini, Lèger, Severini ed il critico Lionello Venturi e visita una mostra su Matisse alla Galleria Paul Guillaume.
Torna a Parigi l'anno successivo e visita la retrospettiva su Cèzanne.
Le sue ricerche decisamente orientate in opposizione a Novecento, oscillano tra romanticismo, classicismo, futurismo e realismo.
Nel 1935 l'opera "Fucilazione nelle Asturie", ispirata ad uno sciopero di minatori represso da Franco diviene il manifesto antifascista dell'artista, il quale, sempre affiancato da De Grada, fa viva opera di propaganda.
Sassu viene arrestato nel 1937 insieme a Franchina, Grosso, Joppolo, Migneco e Birolli, con l'accusa di sovvertire l'ordine dello Stato.
Viene condannato a dieci anni di reclusione.
In carcere legge l'Estetica di Croce.
Graziato, esce di prigione nel 1938, però col divieto di esporre in pubblico.
Dipinge "Spagna 1937" e "La morte di Cesare".
Quest'ultima tela viene presentata alla Triennale di Milano nel 1941 e alcune "Crocifissioni".
Comincia a riprendere i rapporti con De Grada, Treccani, Migneco, Birolli, Quasimodo, Bo, Vigorelli, Anceschi, De Micheli, Marchiori artisti ed intellettuali che daranno vita al movimento di "Corrente".
Espone, tra 1941 e 1945, a Milano alla Bottega degli Artisti, Galleria aperta da Ernesto Treccani, a Genova, alla Galleria Genova e a Venezia, alla Galleria del Cavallino.
Dipinge la "Battaglia dei tre cavalieri".
Presenzia al Premio Bergamo.
Nel 1943 affresca la villa dell'industriale Primo Minervino a Zorzino, sul Lago d'Iseo.
Nel 1945 la Galleria Ciliberti pubblica la sua prima monografia e la Galleria Santa Radegonda di Milano espone sue opere.
Subito dopo la guerra apre in Valganna una piccola bottega di ceramica, che però chiude quasi subito.
Tullio Mazzotti d'Albisola lo ospita e, presso costui, Sassu lavora ad opere in ceramica, sperimentando le tecniche a smalto e nuove emulsioni per una migliore resa delle velature.
Espone nel 1948 alla Galleria dell'Illustrazione Italiana a Milano i lavori in ceramica.
Inizia sempre nel '48 a dedicarsi alla scultura e presenta ala Biennale veneziana "Cristo davanti al Sinedrio".
Nel 1950 realizza l'affresco sul tema del lavoro nella foresteria delle miniere di Monteponi (Iglesias).
Espone nel 1951 al Museo Caccia di Lugano.
Espone quindi nel '52 e nel '54 alla Galleria La Colonna a Milano.
Nel 1954 partecipa alla Biennale di Venezia, esponendo "I martiri di Piazzale Loreto", opera acquistata per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma.
Nel 1954 ad Albisola lavora la ceramica con Fontana, conosce Asger Jorn, Agenore Fabbri e i nucleari Baj e Dangelo.
Ad Albisola dipinge su masonite per una lunghezza di trentacinque metri in una trattoria una parete con le "Cronache di Albisola", ultimata nel 1962, opera poi frammentata.
Esegue il pannello in ceramica per la facciata della scuola Mameli di Savona.
Nel 1956 si reca in Cina a capo di una delegazione di artisti italiani e presenta alla Galleria La Colonna i lavori ispirati alla Cina.
Nel '56 espone alla Galleria San Fedele di Milano.
In Sardegna esegue un mosaico per l'Ordine carmelitano nella Chiesa del Carmine di Cagliari, esegue quindi nel '58 un affresco sul tema della Pace Casa del Popolo di Valenza in Piemonte.
Espone alla Galleria delle Ore di Milano.
Nel 1962 esegue a Thiesi l'affresco con il tema "I moti angioini", insieme ad una grande figura in pietra a mosaico.
Compie un viaggio negli USA e dipinge opere ispirate agli oppressi degli Spirituals.
Acquista casa a Maiorca e dipinge le "Tauromachie".
Nel 1967 si trasferisce a Monticello, in Brianza.
Affresca nel 1961 ad Arcumeggia una stazione della "Via Crucis" ed una "Crocifissione", affresca nel 1963 per la Parrocchiale di Nughedu San Nicola in provincia di Sassari "San Nicola esaltato vescovo dal popolo", esegue il mosaico dell'abside del Duomo di Lodi nel '64, nel '69 con una battaglia ottiene il primo premio alla Biennale del muro dipinto.
Inizia in questi anni l'attività di scenografo (nel '72 curerà i costumi e le scenografie per "La cavalleria rusticana" all'Arena di Verona, nel '73 per i "Vespri siciliani" al Regio di Torino, nel '80 per la "Carmen" all'Arena di Verona).
Nel '65 espone alla Galleria Civica di Monza; nel '66 organizza un'antologica a Bucarest; nel '67, nel '68, nel '70, nel '71 (le ceramiche, insieme a Fontana), nel '73 (opere grafiche, litografie e acquetinte), nel '79, nel 1980, nel 1982 a Milano, espone alla Galleria Trentadue; sempre nel '67 tiene un'antologica alla Galleria d'Arte Moderna a Cagliari.
Nel '68 dona al Museo dell'Avana il grande dipinto "Che Guevara".
Si recherà a Cuba nel '78.In questi anni l'artista illustra testi di narrativa e poesia, come "I Promessi sposi", con 58 tavole ad acquerello, del 1953, e nel 1986 la "Divina Commedia" con 113 tavole.
Il primo lavoro sarà esposto in Canada all'Istituto Italiano di Cultura, nel 1985 e successivamente al Museo d'Arte Contemporanea di Montrèal.
Il secondo sarà esposto per la prima volta al Castello Gizzi di Torre dei Passeri nel 1987.
Nel 1970 esegue in collaborazione con il fratello Francesco, architetto, in pietra a mosaico, il Monumento al Corpo di Liberazione dell'Esercito Italiano a Sant'Angelo in Vado, presso Pesaro.
Nel '71 partecipa alla mostra itinerante del bronzetto italiano promossa dalla Quadriennale romana.
Nel '73 la Galleria d'Arte Moderna del Vaticano, appena inaugurata, gli dedica una sala.
La Galleria Portici di Torino espone per la prima volta i disegni eseguiti in carcere.
Nel '75 esplora la foresta amazzonica in Venezuela.
Riceve il Premio Europa e dipinge lo stendardo per il palio di Siena.
Realizza due mosaici per la Chiesa di S.Andrea a Pescara.
Nel '77 al Centro Rizzoli di Milano si tiene una mostra di opere futuriste.
Espone alla Madison Gallery di Toronto e alla Llonja di Palma di Maiorca.
Nel 1982 dona alla città di Sassari l'affresco "Il mito di Prometeo" che viene collocato nel Palazzo della Provincia.
Nel 1984 si tiene un'antologica dell'artista prima a Ferrara a Palazzo dei Diamanti e poi a Roma, a Castel Sant'Angelo.
Espone a Siviglia ed a Palazzo Reale a Milano, con una grande antologica.
Per Piazza del Tricolore a Milano esegue il Monumento alla Guardia di Finanza, due esemplari della scultura "Cavallo impennato" sono collocati nel giardino del Palazzo della Confcommercio di Milano ed in piazza della Repubblica di San Marino.
Nel 1986 espone alla XI Quadriennale romana e alla mostra "Il luogo del lavoro" alla Triennale di Milano.
Espone a Palazzo Bagatti Valsecchi a Milano, alla Casa del Mantegna a Mantova, al Museo Puskin di Mosca.
Dal 1987 si susseguono le antologiche, al Museo d'arte contemporanea a Monaco di Baviera e al Castello di Rivoli, nel 1988 alla Llonja di Palma di Maiorca, nel 1989 al Palau Robert di Barcellona, inoltre la personale alla Gallery University di Tokyo.
La scultura "Cavallo impennato", donata alla città di Milano, viene collocata davanti all'Accademia di Brera ed un'altra grande scultura viene collocata a Merano per il 50° anniversario dell'Ippodromo Maia.
Lavora alle quattro vetrate per il Comune di Giussano.
Riceve numerosi premi.
Nel 1992 è organizzata un'antologica itinerante in Sud America: al Museu de Arte di San Paolo del Brasile, al Museo d'Arte Moderna di Bogotà e al Centro de Arte y Comunicaciòn di Buenos Aires.
Nel 1993 porta a termine il murale "I miti del Mediterraneo" per la nuova sede del Parlamento di Bruxelles.
Nel 1994 esegue la cartella "Manuscriptum" con incisioni commissionate dalla Armand Hammer Foundation di Los Angeles per l'esposizione itinerante del codice leonardesco in Svezia.
Esposizione a Palazzo Foscolo di Oderzo e alla Galleria Civica di Campione in Italia.
Altre mostre si susseguono a San Marino, a Grottammare.
ALIGI SASSUTritone, 1990Acquerello su carta65 x 45 ALIGI SASSUEl bosco de los Lirios, Acquerello su carta60 x 80 ALIGI SASSUTeseo incontra Arianna, 1992Acrilico su carta48 x 63,5 ALIGI SASSUDorothy, 1961Olio su tela100 x 70 ALIGI SASSUAlice, 1961Olio su tela80 x 60 ALIGI SASSUPovero uomo, 1961Olio su tela100 x 70 ALIGI SASSUFarolada, 1984Olio su tavola65 x 65 ALIGI SASSUI ciclisti, 1967Olio su tela223 x 156 ALIGI SASSUArance, limoni e un bicchiere, 1994Olio e collage su tela50 x 70 ALIGI SASSUPunta Negra, 1979Acrilico su tela48 x 68 ALIGI SASSUMattanza, 1952Olio su tela70 x 100 ALIGI SASSUPoseidone dona il cavallo ad Athena, 1994Scultura in bronzo66 x 0