Cookies help Arcadja providing its services: browsing the portal you accept their use.
I cookies aiutano Arcadja a fornire i suoi servizi: navigando nel portale ne accettate l'utilizzo.
Cookies disclosure/Informativa cookies

  • Art Auctions, Ventes aux Encheres Art, Kunstauctionen, Subastas Arte, Leilões de Arte, Аукционы искусства, Aste
  • Ricerche
  • Servizi
  • Iscrizione
    • Iscrizione
  • Arcadja
  • Cerca autore
  • Login

Giovanni Battista Salvi

Italy (Sassoferrato 1609 -  Roma 1685 )
SALVI Giovanni Battista Vergine Orante

Babuino
28-feb-2017
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Giovanni Battista Salvi nelle aste italiane ed internazionali.
Consulta stime ed aggiudicazioni di Giovanni Battista Salvi Segui l'artista con le allerte via mail

 

Detto anche :

Sassoferrato Giov. Batt. Salvi

Salvi Giovanni Battista Sassoferrato

Il Sassoferrato

 

Opere in Arcadja
564

Alcune opere di Giovanni Battista Salvi

Estratte tra le 564 opere nel catalogo di Arcadja
Giovanni Battista Salvi - Madonna In Preghiera

Giovanni Battista Salvi - Madonna In Preghiera

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 510
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
GIOVANNI BATTISTA SALVI detto IL SASSOFERRATO (Sassoferrato, 1609 - Roma, 1685) Madonna in preghiera Olio su tela, cm 47 X39 Allievo del Domenichino e raffinato interprete della tradizione rinascimentale, in modo particolare di Raffaello, il Sassoferrato elabora uno stile dalla straordinaria perfezione formale, esprimendo con un disegno preciso e stesure raffinate atte a creare delicate immagini mariane. La fortuna critica e collezionistica si evince dalle innumerevoli repliche autografe, in cui il distinguo attributivo si coglie, come nel nostro caso, osservando la qualit à sostenuta, percepibile nelle stesure, nella descrizione dei capelli, del volto e delle labbra. L'impostazione dell'opera in esame trova riferimento in un disegno custodito alla National Library di Londra, a sua volta interpretato in diverse maniere a seconda del taglio illustrativo e di una maggiore o minore distanza dell'immagine rispetto all'osservatore. Detto ci ò, l'opera trova pieni confronti qualitativi e una datazione alla maturit Ã, seguendo un'evoluzione semplificata della redazione custodita alla National Gallery di Londra (1640 - 1650) e analoga alla redazione recentemente pubblicata da Massimo Pulini (cfr. M. Pulini, 'Il Sassoferrato, un preraffaellita tra i puristi del Seicento', Milano 2009, pp. 90 ' 91) e a quella custodita alla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno. Bibliografia di riferimento: Giovan Battista Salvi 'Il Sassoferrato', a cura di F. Mac é de Lépinay, P. Zampetti, S. Cuffini Sassi, Milano, 1990, p. 65, n. 16
Giovanni Battista Salvi - Madonna Orante

Giovanni Battista Salvi - Madonna Orante

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 635
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
GIOVANNI BATTISTA SALVI detto IL SASSOFERRATO (Sassoferrato, 1609 - Roma, 1685) Madonna orante Olio su tela, cm 49 X39 Tra le numerose repliche e copie della Vergine orante dipinte dal Sassoferrato questa si segnala per la buona qualit Ã. L'immagine è nota in varie redazioni e ricordiamo quelle custodite al Museo del Prado e dell'Ermitage di San Pietroburgo. Altre sono conservate nella Chiesa della Salute a Venezia, alla Pinacoteca di Perugia e al Museo Diocesano di Recanati. Il Sassoferrato, pittore colto e raffinato si è ispirato per il tipo di Vergine orante a quello di Albrecht Dürer. Bibliografia di riferimento: Giovan Battista Salvi 'Il Sassoferrato', a cura di F. Mac é de Lépinay, P. Zampetti, S. Cuffini Sassi, Milano, 1990, p. 65, n. 16
Giovanni Battista Salvi - Madonna Con Bambino E San Giovannino

Giovanni Battista Salvi - Madonna Con Bambino E San Giovannino

Originale 1685
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 272
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Madonna con Bambino e San Giovannino Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato (Sassoferrato 1609 - Roma 1685) olio su tela, cm 87x64 Allievo del Domenichino, i I Sassoferrato si specializzò in delicate e soavi immagini mariane che conobbero uno straordinario successo, non solo presso i contemporanei, ma che perduranti anche nei secoli successivi. Ispirandosi allo stile raffaellesco eseguì derivazioni di opere di pittori seicenteschi come il proprio maestro Domenichino e Guido Reni, ma, in un recupero ancor più ambito di classicità rinascimentale, egli assunse, a modelli principali e imprescindibili, opere di pittori come Perugino, Raffaello e, come rivela questo dipinto, Andrea Del Sarto, dimostrando come talune elaborazioni da copista possono tuttavia rivivere grazie ad un personale sentimento quasi metafisico di una devota bellezza spirituale. Ringraziamo Camillo Manzitti per l'attribuzione al Sassoferrato.
Giovanni Battista Salvi - Vergine Orante

Giovanni Battista Salvi - Vergine Orante

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 221
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
GIOVANNI BATTISTA SALVI, bottega di (Sassoferrato 1609 - Roma 1685) VERGINE ORANTE Olio su tela, cm. 80,5 x 59,5 PROVENIENZA Nobildonna calabrese CONDIZIONI DEL DIPINTO Rintelo tardo ottocentesco. Alcuni restauri sulla veste, qualche piccolo punto di restauro sul drappo bianco e sul velo CORNICE Cornice in legno e stucchi dorati a decori vegetali, della fine del XIX secolo (ridoratura)
Giovanni Battista Salvi - Il Ritrovamento Dei Corpi Dei Ss Pietro E Paolo

Giovanni Battista Salvi - Il Ritrovamento Dei Corpi Dei Ss Pietro E Paolo

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 9
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Castiglione, Giovanni Battista

detto

il Grechetto

(Genova 1609 – Mantova 1665)

IL RITROVAMENTO DEI CORPI DEI SS. PIETRO E

IL RITROVAMENTO DEI CORPI DEI SS. PIETRO E

PAOLO. 1647/51

Acquaforte. mm 294x202.

Percy, E21. Bellini (Castiglione), 57.

Firmata sulla lastra in basso a sinistra. Stato unico.

Bella impressione. Sottile margine oltre la linea di inquadramento,

una piega orizzontale visibile soltanto al

verso

, una piccola macchia

in basso a destra.

Stima € 350 / 450

Successivo

LA BIOGRAFIA DI Giovanni Battista Salvi

Giovanni Battista Salvi detto il SASSOFERRATO, pittore italiano, nato a Sassoferrato nel 1609.
Obliato per molti secoli e poco considerato già da vivo, oggi la critica sta rivalutando la sua opera pittorica, esaminando in modo scientifico i lavori principali.
Poco sappiamo della biografia del Sassoferrato: con certezza possiamo dire che ebbe fruttuosi ed utili contatti con i benedettini di Perugia; che a Roma realizzò varie tele e ritratti su commissione della Principessa “Pamphili di Rossano”.Il suo gusto dolcemente classicheggiante, tendente a un eletto purismo, fu impostato sullo studio del Domenichino, di Guido Reni, di Raffaello.
Il luminismo e la verità naturalistica delle sue superfici pittoriche sono tuttavia da porre in relazione con Gentileschi.Dal 1640 visse un periodo molto proficuo dal punto di vista artistico e dipinse parecchi ritratti, oltre a numerose copie di dipinti di altri famosi pittori.
Conosciamo poco altro delle sue vicende personali e solo una rigorosa ricerca di documenti inediti potrebbe fornirci ulteriori indicazioni.
Per quanto concerne la produzione artistica del Sassoferrato, egli è stato giustamente chiamato “il pittore delle Madonne”.Infatti, realizzò centinaia di tele dedicate a questo soggetto e la sua predilezione per le immagini sacre lo accomuna a tutta un’epoca in cui la Controriforma aveva portato a celebrare l’iconografia religiosa ed il culto mariano in particolare.
Se il successo delle Madonne da lui raffigurate fu enorme, è anche vero che, col tempo, le Madonne del Sassoferrato, reputate “uguali le une alle altre”, andarono perdendo d’interesse; a ciò contribuirono anche il graduale calo della fede religiosa e la diminuita importanza del culto mariano; infine, anche la gran quantità di Vergini del Sassoferrato confluite nelle aste pubbliche portò alla svalutazione delle sue opere.
Tutti questi elementi sancirono l’oblio del pittore.Tuttavia la generale rivalutazione della pittura italiana del XVII secolo ha permesso di guardare con occhio nuovo le tele del Sassoferrato (distinte fra opere originali, repliche e copie tardive) e di coglierne la sorprendente qualità pittorica.
Il Sassoferrato dipinse raramente tele destinate ad ornare pale d’altare; ciò per una scelta volontaria e per una personale predilezione per dipinti di piccolo formato.Dipinse invece molti quadri di enormi dimensioni, raffiguranti episodi religiosi, come L'Ultima Cena.
Realizzò poi un cospicuo numero di tele raffiguranti Santi e Sante, fra cui citiamo la Santa Apollonia di Recanati.
Curò pochissimo la pittura profana, fatta eccezione per la assai amata ritrattistica .
Oltre al celebre Autoritratto, di piccolo formato e dalle austere tonalità, vanno ricordati i numerosi ritratti di ecclesiastici, come Il Ritratto del Cardinale Rapaccioli , mentre rarissimi sono i ritratti di donne.
Se i ritratti del Sassoferrato colpiscono per la loro ieraticità e per la voluta semplicità della gamma cromatica, è pur vero che il pittore va ricordato anche per aver realizzato numerose copie di dipinti altrui.
Nel riprodurre le opere di altri maestri, se da un lato diede vita a copie totalmente fedeli al modello, dall’altro, nelle maggior parte dei casi, optò per copie “libere”, apportando modifiche agli originali con straordinaria abilità.
Pertanto, intervenendo sul modello, cercò palesemente di migliorarlo, ad esempio eliminando gli oggetti superflui o riducendo l’opera all’essenziale.Copiando le opere di celebri pittori, quali Barocci, Pierre Mignard , Raffaello, Tintoretto, riuscì, con rigore e chiarezza, a “farle sue”, rappresentando così un caso unico nella pittura italiana.
Ricordiamo infine il Sassoferrato disegnatore: i suoi disegni sono prevalentemente schizzi preparatori di alcune tele e ,sebbene non abbiano un eccessivo valore, colpiscono per il tratto deciso e quasi mai ripassato, per la nitidezza, per l’accurata fattura.
In ogni caso, tutta la produzione del Sassoferrato è un’aspirazione alla perfezione.Lo dimostrano la classicità delle forme, la rigorosa compostezza delle immagini, gli splendidi e sapienti accostamenti cromatici.
Ne deriva la profonda originalità dell’artista rispetto ai suoi contemporanei, anche se molti dubbi sulle sue vicende e sulla sua produzione artistica non sono stati ancora fugati.Il sassoferrato muore a Roma nel 1685.

Arcadja LogoServizi
Abbonamento
Pubblicità
Aste Sponsorizzate
Abbonamento

Arcadja
Il prodotto
Follow Arcadja on Facebook
Follow Arcadja on Twitter
Follow Arcadja on Google+
Follow Arcadja on Pinterest
Follow Arcadja on Tumblr