Giuseppe Ruoppolo

Italy (16391710 ) - Dipinti
RUOPPOLO Giuseppe Natura Morta Di Frutta Con Limoni, Arance E Cedri

Porro & C. /21-ott-2009
150.000,00 - 180.000,00
Non aggiudicato

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Alcune opere di Giuseppe Ruoppolo

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Giuseppe Ruoppolo - Meloni, Anguria, Uva, Mele, Melograno, Cestino Di Fichi, Cesto Di Pesche

Giuseppe Ruoppolo - Meloni, Anguria, Uva, Mele, Melograno, Cestino Di Fichi, Cesto Di Pesche

Originale
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Numero di lotto: 230
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Descrizione:
230 Giuseppe Ruoppolo Napoli 1630? - 1710 Meloni, anguria, uva, mele, melograno, cestino di fichi, cesto di pesche, cesto d'uva, anfora in maiolica e conigli in un paesaggio olio su tela, cm 116x171,5. Provenienza: Milano, Galleria Schettini (etichetta al retro) Collezione privata Le notizie relative alla biografia e alla personalità di Giuseppe Ruoppolo non sono ad oggi del tutto chiare, fattispecie peraltro comune ad una parte dei “generisti” della natura morta napoletana del XVII secolo. Svariati sono i punti da indagare nell'intera realtà napoletana sin dai primi decenni del XVII secolo: dai rapporti tra i “generisti” e i pittori di “figure” - a cui la critica ha ascritto collaborazioni non sempre condivisibili o auspicabili riguardo agli inserti di “natura in posa” in opere di più ampio respiro, raffiguranti storie sacre o profane - alla definizione di personalità di cui ancora oggi non è ben delineato il “corpus” pittorico di riferimento - in primis Giacomo Recco -, fino alla condivisione di attribuzioni spesso avanzate sulla base della mera analisi stilistica, che hanno portato fino ai giorni nostri problematiche aperte in merito all'assegnazione di opere considerevoli, tra cui spicca sicuramente la grande composizione del Maestro di Palazzo San Gervasio, che ha visto nel corso del tempo un susseguirsi di riferimenti, ultimo fra tutti quello a Luca Forte, avanzato oggi dalla letteratura più autorevole (cfr. N. Spinosa, Natura “in posa” nella Napoli del Seicento: progressi e ritardi negli studi”, in V. Damian, L'OEil gourmand. Percorso nella natura morta napoletana del XVII secolo, Parigi, Gallerie Canesso, 2007). La figura di Giuseppe Ruoppolo si inserisce nel panorama della capitale viceregnale della seconda metà del XVII secolo; le notizie circa la sua biografia sono riconducibili al contributo di Bernardo De Dominici, che cita la data di morte del pittore, sopraggiunta nel 1710, quasi ottantenne, e lo menziona quale nipote del contemporaneo Giovanni Battista Ruoppolo, sebbene tale grado di parentela oggi non sia accertato (cfr. B. De Dominici, Vite de' pittori, scultori ed architetti napoletani, III vol., Napoli 1742-1745). Alla penuria di notizie biografiche, tuttavia, si oppone il nutrito “corpus” pittorico di riferimento, che prende le mosse da svariate opere firmate, in cui non è difficile delineare la personalità artistica del pittore. L'attività di Giuseppe Ruoppolo, confusa sovente con quella di Giovanni Battista, al quale tradizionalmente se ne accostavano i lavori, eredita il naturalismo dell'attività tarda di Luca Forte, per l'attenzione nella resa degli “inserti in natura” e per l'impaginazione degli stessi all'interno di tele di grande formato. Gli aspetti più intimisti, invece, sono da ricondursi alla prima attività di Giuseppe Recco, vuoi per la resa cromatica dei soggetti, vuoi per l'interpretazione in chiave barocca degli spazi, che iniziano a prestare attenzione ad intenti particolarmente scenografici delle composizioni. La tela presentata si inserisce in tale contesto storico culturale, e racchiude tutta la complessità iconografica degli intenti del naturalismo da un lato, e barocchi dall'altro. La composizione è suddivisa - come sovente accade nelle pitture di tal genere - sia dall'anguria tagliata in prossimità del centro della tela, che dall'anfora in maiolica, che divide gli agglomerati di frutta all'interno della scena. Se l'inserimento di oggetti in maiolica non è affatto nuovo - come testimoniano altre tele coeve, tra cui Cedri, mandarini, tazza in maiolica decorata in blu e biscotto (olio su tela, cm 72,5x98,2; cfr. N. Spinosa, Pittura del Seicento a Napoli. Da Mattia Preti a Luca Giordano. Natura in posa, Prismi Editrice Politecnica, Napoli 2011, n. 346, p. 294) - nel caso in esame l'anfora posta al centro della composizione assume un ruolo di maggiore imponenza rispetto al caso citato; accanto a ciò si segnala anche l'originalità delle decorazioni a motivi antropomorfi dell'oggetto, rispetto ai più comuni motivi fitomorfi, caratteristica che rimanda ad una decorazione sicuramente d'invenzione. Come anche d'invenzione è il paesaggio retrostante la composizione raffigurata teso a conferire ulteriore risalto agli “inserti in natura” con la volontà di stupire l'osservatore. Gli intenti ispirati al naturalismo sono testimoniati dalla impaginazione dei meloni adagiati nella sezione sinistra della tela, come anche dal mucchio di mele, che campeggia appena dietro al melograno tagliato, oltre ai grappoli d'uva ancora provvisti di tralci e pampini, contenuti della grande cesta. L'inserimento della scena in un paesaggio trova altri lavori di Giuseppe Ruoppolo direttamente confrontabili con la tela presentata, tra cui Rame, cesto, frutta, giglio e pappagallo in un giardino con fiori (olio su tela, cm 101x136; cfr. N. Spinosa, op.cit., n. 347, p. 295), in cui l'impaginazione e la varietà degli elementi rappresentati - che sposa, come la tela qui presentata, gli elementi tardo naturalisti e i primi intenti barocchi - potrebbe suggerire, per quanto difficoltosa oggi possa risultare un'ipotesi di datazione della tela, un riferimento alla prima maturità del pittore, a cavallo tra la seconda metà degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Stima: € 50.000/60.000
Giuseppe Ruoppolo - Pesche, Un'anguria Aperta, Una Tartaruga,sorbe, Susine, Fichi, Una Zucca, E Crisantemi E Zagare In Unabrocca Di Terracotta; E

Giuseppe Ruoppolo - Pesche, Un'anguria Aperta, Una Tartaruga,sorbe, Susine, Fichi, Una Zucca, E Crisantemi E Zagare In Unabrocca Di Terracotta; E

Originale
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Prezzo Lordo
Numero di lotto: 99
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Descrizione:
99. Giuseppe Ruoppolo (Napoli 1631 - 1710) Pesche, un'anguria aperta, una tartaruga,sorbe, susine, fichi, una zucca, e crisantemi e zagare in unabrocca di terracotta; e Garofani in un vaso di maiolica, mele, uve e un cardo su unaroccia, in un paesaggio agreste olio su tela cm 68 x 82 Firmato: 'Gius. Roppoli' (sulla brocca, il primo) (2) est. €60000 – €80000 Sulla figura di Giuseppe Ruoppolo, nipote del piùnoto Giovan Battista, cf. ora G. De Vito, Giuseppe Ruoppoli(o)contemporaneo di Giovanni Battista, in ' Ricerche sul '600napoletano ', 2005, pp. 7-26; Idem, È Giuseppe Ruoppolo ilMonogrammista GRV?, in 'Ricerche sul '600napoletano' , 2009, pp. 59-70. Nei due dipinti qui offerti - specialmente nel secondo - siosservano sia il rapporto molto stretto con le composizioni e conil trattamento degli oggetti tipico di Giovan Battista Ruoppolo;sia una attenzione alle invenzioni di Paolo Porpora, esemplificatadalla presenza della tartaruga nel primo dei due dipinti; sia conle invenzioni di Abraham Brueghel, dalle quali è tratto il gustodelle angurie aperte e del voluto disordine nella distribuzione deifrutti. Il ductus grafico della firma sul primo dipinto è molto simile aquello della firma di un dipinto su vetro pertinente ad un pendantreso noto dal De Vito (cf. ora G. De Vito, Giuseppe Ruoppoli(o)contemporaneo di Giovanni Battista, cit., pp. 16-17, figg.4-7). Il lotto è corredato da una perizia in copia del professorFerdinando Bologna, datata 12 luglio 1967. Lo studioso, rimarcandola rilevante qualità delle opere qui offerte, le riferivaall'attività giovanile dell'artista, intorno 1670, come dimostraanche la presenza della firma. Il lotto è offerto con Attestato di Libera Circolazione. This lot is sold with a valid Export License. View other items in this sale
Giuseppe Ruoppolo - Natura Morta Con Bacili E Utensili Da Cucina In 
Rame E Peltro

Giuseppe Ruoppolo - Natura Morta Con Bacili E Utensili Da Cucina In Rame E Peltro

Originale
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Numero di lotto: 227
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Descrizione:
227 Giuseppe Ruoppolo Napoli 1631 - 1710 a) e b) Natura morta con bacili e utensili da cucina in rame e peltro olio su tela, cm. 59x94 Tradizionalmente considerate opere di Giovanni Battista Recco i due dipinti sono stati recentemente riferiti, pur con qualche riserva, a Giuseppe Ruoppolo da Alberto Cottino in una comunicazione scritta al proprietario del 6 novembre 2006. Il termine di confronto più prossimo è costituto da una tela recentemente pubblicata da Giuseppe De Vito (Di alcuni aspetti della natura morta napoletana del Seicento, in “Paragone” 2003, pp. 146-150) passata all'asta Finarte del 20 novembre 2001 (lotto 38) in coppia con un'altra tela anch'essa raffiguranti rami ed utensili di cucina. Il dipinto, firmato G. Ruoppoli, presenta la stessa struttura compositiva e gli stessi caratteri stilistici nella rappresentazione degli oggetti delle due tele qui presentate con gli oggetti distribuiti su diversi piani su cui la luce gioca creando effetti virtuosistici e raffinati riflessi. Stima: € 30.000/40.000
Giuseppe Ruoppolo - Natura Morta Di Frutta Con Limoni, Arance E Cedri

Giuseppe Ruoppolo - Natura Morta Di Frutta Con Limoni, Arance E Cedri

Originale
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Numero di lotto: 25
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Descrizione:
25 Giuseppe Ruoppolo Napoli 1631 - 1710 a) Natura morta di frutta con limoni, arance e cedri b) Natura morta di frutta con uva e mele olio su tela, cm. 75x102 a) firmato in basso a destra G. Ruoppoli Nipote, secondo le fonti antiche, di Giovanni Battista Ruoppolo di cui peraltro è quasi coetaneo - solo due anni separano infatti zio e nipote - Giuseppe Ruoppolo dovette formarsi all'ombra di Giovanni Battista. Difficile risulta tracciare un percorso dell'artista per la scarsezza di date certe nella sua produzione e per il fatto che tutte le opere firmate sembrano appartenere a un momento piuttosto avanzato nella carriera dell'artista, già nell'ultimo quarto del Seicento. Verso il 1675 si colloca la grande Natura morta già in collezione D'Avalos condotta in collaborazione con Abraham Brueghel cui spettano il paesaggio e i fiori mentre toccano a Giuseppe le frutta; a questo modello con cascate di frutti che si riversano sul primo piano con grande effetto scenografico si rifanno tutta una serie di dipinti che comprendono anche le due tele qui presentate che per ricchezza compositiva e per cura dei dettagli vanno annoverate tra le opere più convincenti di Giuseppe Ruoppolo. Gli stessi caratteri si ritrovano in opere come la coppia di Nature morte di frutta pubblicate dal Bologna (Natura in posa. Aspetti dell'antica natura morta italiana, Bergamo 1968, tav. 49) o nell'altra Natura morta di frutta della collezione Acton di Leporano a Napoli resa nota da Nicola Spinosa (La pittura napoletana del Seicento, Milano 1984, tav. 710). Stima: € 150.000/180.000
Giuseppe Ruoppolo - Natura Morta Con Uva, Anguria, Melograni E Mele

Giuseppe Ruoppolo - Natura Morta Con Uva, Anguria, Melograni E Mele

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 17
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Descrizione:
17 GIUSEPPE RUOPPOLO € 180.000-250.000 Napoli 1630 ? – 1710 Natura morta con uva, anguria, melograni e mele olio su tela, cm 147x118 Natura morta con uva, zucca, fichi e pesche olio su tela, cm 147x118 Le due bellissime nature morte di frutta presentate possono essere ben ricondotte per l’’altissima qualità pittorica al pittore napoletano Giuseppe Ruoppolo (o Ruoppoli), una delle personalità più problematiche della pittura napoletana del tardo Seicento. La mancanza di opere certe e di dati documentari hanno reso difficoltosa la ricostruzione del catalogo del pittore e dato adito a passate incertezze attributive, anche a causa della coincidenza delle sue iniziali con quelle di Giuseppe Recco, alla cui attività giovanile il Ruoppolo è peraltro strettamente legato nella fase iniziale della sua produzione. Altre figure di riferimento per lui, agli esordi, quelle di artisti della precedente generazione come Luca Forte e Giovanni Battista Recco, lo zio Giovanni Battista (quasi suo coetaneo), sotto la tutela del quale dovette compire la prima fase della propria formazione artistica e che gli infonderà l’’interesse verso i modelli barocchi, e contestualmente, Abraham Bruegel presente a Napoli nel 1675. Attualmente il corpus di Giuseppe Ruoppolo comprende con certezza una serie di opere, alcune delle quali firmate, tutte caratterizzate, come le nostre, dal tipico pittoricismo sciolto che valorizza gli elementi nella plasticità dei volumi, la stesura rapida ma precisa e il gusto nell’’architettare le composizioni sontuose e disposte a cascata. La messa in posa di frutti ed ortaggi di sapore autunnale come uve, melograni e zucca, assieme ad altri più estivi come fichi e una succosa anguria spaccata, riflette una casualità solo apparente nella disposizione dei vari elementi e uno studio attento del dato naturalistico. Insistente l’’indagine condotta attraverso una ferma illuminazione che si fa più intensa al centro delle composizioni e che accarezza la superficie liscia e levigata degli acini di uva e dei melograni e quella scabra e rugosa di fichi e zucche, di cui si rende perfettamente la grossa e spessa consistenza materica. La tavolozza calda che, come ebbe a notare già il De Dominaci, “si distende per una certa tinta alquanto più rossigna” (Vite di Pittori, Scultori ed Architetti Napoletani, Napoli 1742-45), e i raffinati tocchi di luce sono elementi che si attestano come peculiari nell’’opera del pittore e tradiscono chiaramente l’’influenza esercitata sul Ruoppolo dall’’attività giovanile di Giuseppe Recco e soprattutto dallo zio Giovanni Battista. Come già sottolineato, è infatti proprio ai modelli barocchi di quest’’ultimo e a quelli di Abraham Brueghel che qui il pittore sembra rifarsi.
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