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Giuseppe Ruoppolo

Italy (Napoli 1631 -  1710 )
RUOPPOLO Giuseppe Natura Morta Con Bacili E Utensili Da Cucina In 
Rame E Peltro

Porro & C. /23-nov-2010
30.000,00 - 40.000,00
Non aggiudicato

Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Giuseppe Ruoppolo nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
38

Alcune opere di Giuseppe Ruoppolo

Estratte tra le 38 opere nel catalogo di Arcadja
Giuseppe Ruoppolo - Natura Morta Di Pesche, Uva E Meloni.

Giuseppe Ruoppolo - Natura Morta Di Pesche, Uva E Meloni.

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 56
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
RUOPPOLO GIUSEPPE (1629 - 1693) Natura morta di pesche, uva e meloni. Olio su tela. Cm 81,00 x 65,00. Comunicazione scritta di Nicola Spinosa. Piuttosto scarsi sono i dati documentari su questo specialista di nature morte che il De Dominici ritiene essere nipote di Giovan Battista. La sua formazione è ipotizzabile solo attraverso l’’’’esame stilistico delle opere, che rivelano la conoscenza della produzione dello zio insieme ad un influsso della prima maniera di Giuseppe Recco; proprio con quest’’’’ultimo si sono verificate incertezze attributive a causa della forte relazione stilistica e della firma per iniziali, GR, che li accomuna. Per tale ragione la ricostruzione del suo corpus pittorico ha preso avvio dai dipinti firmati per esteso. In questa grande tela si riscontra la propensione del pittore a raffigurare la frutta in modo meticoloso, prestando moltissima attenzione agli effetti di rifrazione luministica secondo un gusto naturalistico tipico del retaggio caravaggesco diffuso nella cultura napoletana. La pennellata è fluida e carica di colore, la regia spaziale è magistralmente orchestrata e i vari piani compositivi sono collegati secondo un abile gioco di direttive costituite dal tralcio di foglie di vite disposto diagonalmente al centro del quadro, dall’’’’inclinazione dei cesti di vimini che rovesciano i grappoli sul terreno, dalla disposizione studiata del corso d’’’’ acqua che spezza la continuità del piano d’’’’appoggio e dal cassone sullo sfondo che sorregge il luminosissimo gruppo di pesche. Come si comprende non si tratta della tipica composizione su piani successivi tipica del principio del Seicento; con questa natura morta ci troviamo davanti ad un’’’’opera di passaggio, già ambientata in un esterno, ma spogliata di tutti gli attributi che arricchiranno le opere del Ruoppolo in fasi più avanzate, attentamente controllata nella disposizione ma vibrante di un forte dinamismo interno. Da un punto di vista cronologico si può situare questa tela in un momento giovanile, ina fase vicina ai modi dello zio e del Recco. Bibliografia comparativa L. Salerno La natura morta italiana, Roma 1984, pp. 228-229; N. Spinosa La pittura napoletana del '600, Milano 1984; R. Middione, Giuseppe Ruoppolo, in La natura morta in Italia, a cura di F. Zeri, Milano 1989, II, pp. 923-925, n. 16.
Giuseppe Ruoppolo - Meloni, Anguria, Uva, Mele, Melograno, Cestino Di Fichi, Cesto Di Pesche

Giuseppe Ruoppolo - Meloni, Anguria, Uva, Mele, Melograno, Cestino Di Fichi, Cesto Di Pesche

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 230
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
230 Giuseppe Ruoppolo Napoli 1630? - 1710 Meloni, anguria, uva, mele, melograno, cestino di fichi, cesto di pesche, cesto d'uva, anfora in maiolica e conigli in un paesaggio olio su tela, cm 116x171,5. Provenienza: Milano, Galleria Schettini (etichetta al retro) Collezione privata Le notizie relative alla biografia e alla personalità di Giuseppe Ruoppolo non sono ad oggi del tutto chiare, fattispecie peraltro comune ad una parte dei “generisti” della natura morta napoletana del XVII secolo. Svariati sono i punti da indagare nell'intera realtà napoletana sin dai primi decenni del XVII secolo: dai rapporti tra i “generisti” e i pittori di “figure” - a cui la critica ha ascritto collaborazioni non sempre condivisibili o auspicabili riguardo agli inserti di “natura in posa” in opere di più ampio respiro, raffiguranti storie sacre o profane - alla definizione di personalità di cui ancora oggi non è ben delineato il “corpus” pittorico di riferimento - in primis Giacomo Recco -, fino alla condivisione di attribuzioni spesso avanzate sulla base della mera analisi stilistica, che hanno portato fino ai giorni nostri problematiche aperte in merito all'assegnazione di opere considerevoli, tra cui spicca sicuramente la grande composizione del Maestro di Palazzo San Gervasio, che ha visto nel corso del tempo un susseguirsi di riferimenti, ultimo fra tutti quello a Luca Forte, avanzato oggi dalla letteratura più autorevole (cfr. N. Spinosa, Natura “in posa” nella Napoli del Seicento: progressi e ritardi negli studi”, in V. Damian, L'OEil gourmand. Percorso nella natura morta napoletana del XVII secolo, Parigi, Gallerie Canesso, 2007). La figura di Giuseppe Ruoppolo si inserisce nel panorama della capitale viceregnale della seconda metà del XVII secolo; le notizie circa la sua biografia sono riconducibili al contributo di Bernardo De Dominici, che cita la data di morte del pittore, sopraggiunta nel 1710, quasi ottantenne, e lo menziona quale nipote del contemporaneo Giovanni Battista Ruoppolo, sebbene tale grado di parentela oggi non sia accertato (cfr. B. De Dominici, Vite de' pittori, scultori ed architetti napoletani, III vol., Napoli 1742-1745). Alla penuria di notizie biografiche, tuttavia, si oppone il nutrito “corpus” pittorico di riferimento, che prende le mosse da svariate opere firmate, in cui non è difficile delineare la personalità artistica del pittore. L'attività di Giuseppe Ruoppolo, confusa sovente con quella di Giovanni Battista, al quale tradizionalmente se ne accostavano i lavori, eredita il naturalismo dell'attività tarda di Luca Forte, per l'attenzione nella resa degli “inserti in natura” e per l'impaginazione degli stessi all'interno di tele di grande formato. Gli aspetti più intimisti, invece, sono da ricondursi alla prima attività di Giuseppe Recco, vuoi per la resa cromatica dei soggetti, vuoi per l'interpretazione in chiave barocca degli spazi, che iniziano a prestare attenzione ad intenti particolarmente scenografici delle composizioni. La tela presentata si inserisce in tale contesto storico culturale, e racchiude tutta la complessità iconografica degli intenti del naturalismo da un lato, e barocchi dall'altro. La composizione è suddivisa - come sovente accade nelle pitture di tal genere - sia dall'anguria tagliata in prossimità del centro della tela, che dall'anfora in maiolica, che divide gli agglomerati di frutta all'interno della scena. Se l'inserimento di oggetti in maiolica non è affatto nuovo - come testimoniano altre tele coeve, tra cui Cedri, mandarini, tazza in maiolica decorata in blu e biscotto (olio su tela, cm 72,5x98,2; cfr. N. Spinosa, Pittura del Seicento a Napoli. Da Mattia Preti a Luca Giordano. Natura in posa, Prismi Editrice Politecnica, Napoli 2011, n. 346, p. 294) - nel caso in esame l'anfora posta al centro della composizione assume un ruolo di maggiore imponenza rispetto al caso citato; accanto a ciò si segnala anche l'originalità delle decorazioni a motivi antropomorfi dell'oggetto, rispetto ai più comuni motivi fitomorfi, caratteristica che rimanda ad una decorazione sicuramente d'invenzione. Come anche d'invenzione è il paesaggio retrostante la composizione raffigurata teso a conferire ulteriore risalto agli “inserti in natura” con la volontà di stupire l'osservatore. Gli intenti ispirati al naturalismo sono testimoniati dalla impaginazione dei meloni adagiati nella sezione sinistra della tela, come anche dal mucchio di mele, che campeggia appena dietro al melograno tagliato, oltre ai grappoli d'uva ancora provvisti di tralci e pampini, contenuti della grande cesta. L'inserimento della scena in un paesaggio trova altri lavori di Giuseppe Ruoppolo direttamente confrontabili con la tela presentata, tra cui Rame, cesto, frutta, giglio e pappagallo in un giardino con fiori (olio su tela, cm 101x136; cfr. N. Spinosa, op.cit., n. 347, p. 295), in cui l'impaginazione e la varietà degli elementi rappresentati - che sposa, come la tela qui presentata, gli elementi tardo naturalisti e i primi intenti barocchi - potrebbe suggerire, per quanto difficoltosa oggi possa risultare un'ipotesi di datazione della tela, un riferimento alla prima maturità del pittore, a cavallo tra la seconda metà degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Stima: € 50.000/60.000
Giuseppe Ruoppolo - Pesche, Un'anguria Aperta, Una Tartaruga,sorbe, Susine, Fichi, Una Zucca, E Crisantemi E Zagare In Unabrocca Di Terracotta; E

Giuseppe Ruoppolo - Pesche, Un'anguria Aperta, Una Tartaruga,sorbe, Susine, Fichi, Una Zucca, E Crisantemi E Zagare In Unabrocca Di Terracotta; E

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 99
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
99. Giuseppe Ruoppolo (Napoli 1631 - 1710) Pesche, un'anguria aperta, una tartaruga,sorbe, susine, fichi, una zucca, e crisantemi e zagare in unabrocca di terracotta; e Garofani in un vaso di maiolica, mele, uve e un cardo su unaroccia, in un paesaggio agreste olio su tela cm 68 x 82 Firmato: 'Gius. Roppoli' (sulla brocca, il primo) (2) est. €60000 – €80000 Sulla figura di Giuseppe Ruoppolo, nipote del piùnoto Giovan Battista, cf. ora G. De Vito, Giuseppe Ruoppoli(o)contemporaneo di Giovanni Battista, in ' Ricerche sul '600napoletano ', 2005, pp. 7-26; Idem, È Giuseppe Ruoppolo ilMonogrammista GRV?, in 'Ricerche sul '600napoletano' , 2009, pp. 59-70. Nei due dipinti qui offerti - specialmente nel secondo - siosservano sia il rapporto molto stretto con le composizioni e conil trattamento degli oggetti tipico di Giovan Battista Ruoppolo;sia una attenzione alle invenzioni di Paolo Porpora, esemplificatadalla presenza della tartaruga nel primo dei due dipinti; sia conle invenzioni di Abraham Brueghel, dalle quali è tratto il gustodelle angurie aperte e del voluto disordine nella distribuzione deifrutti. Il ductus grafico della firma sul primo dipinto è molto simile aquello della firma di un dipinto su vetro pertinente ad un pendantreso noto dal De Vito (cf. ora G. De Vito, Giuseppe Ruoppoli(o)contemporaneo di Giovanni Battista, cit., pp. 16-17, figg.4-7). Il lotto è corredato da una perizia in copia del professorFerdinando Bologna, datata 12 luglio 1967. Lo studioso, rimarcandola rilevante qualità delle opere qui offerte, le riferivaall'attività giovanile dell'artista, intorno 1670, come dimostraanche la presenza della firma. Il lotto è offerto con Attestato di Libera Circolazione. This lot is sold with a valid Export License. View other items in this sale
Giuseppe Ruoppolo - Natura Morta Con Bacili E Utensili Da Cucina In 
Rame E Peltro

Giuseppe Ruoppolo - Natura Morta Con Bacili E Utensili Da Cucina In Rame E Peltro

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 227
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
227 Giuseppe Ruoppolo Napoli 1631 - 1710 a) e b) Natura morta con bacili e utensili da cucina in rame e peltro olio su tela, cm. 59x94 Tradizionalmente considerate opere di Giovanni Battista Recco i due dipinti sono stati recentemente riferiti, pur con qualche riserva, a Giuseppe Ruoppolo da Alberto Cottino in una comunicazione scritta al proprietario del 6 novembre 2006. Il termine di confronto più prossimo è costituto da una tela recentemente pubblicata da Giuseppe De Vito (Di alcuni aspetti della natura morta napoletana del Seicento, in “Paragone” 2003, pp. 146-150) passata all'asta Finarte del 20 novembre 2001 (lotto 38) in coppia con un'altra tela anch'essa raffiguranti rami ed utensili di cucina. Il dipinto, firmato G. Ruoppoli, presenta la stessa struttura compositiva e gli stessi caratteri stilistici nella rappresentazione degli oggetti delle due tele qui presentate con gli oggetti distribuiti su diversi piani su cui la luce gioca creando effetti virtuosistici e raffinati riflessi. Stima: € 30.000/40.000
Giuseppe Ruoppolo - Natura Morta Di Frutta Con Limoni, Arance E Cedri

Giuseppe Ruoppolo - Natura Morta Di Frutta Con Limoni, Arance E Cedri

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 25
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
25 Giuseppe Ruoppolo Napoli 1631 - 1710 a) Natura morta di frutta con limoni, arance e cedri b) Natura morta di frutta con uva e mele olio su tela, cm. 75x102 a) firmato in basso a destra G. Ruoppoli Nipote, secondo le fonti antiche, di Giovanni Battista Ruoppolo di cui peraltro è quasi coetaneo - solo due anni separano infatti zio e nipote - Giuseppe Ruoppolo dovette formarsi all'ombra di Giovanni Battista. Difficile risulta tracciare un percorso dell'artista per la scarsezza di date certe nella sua produzione e per il fatto che tutte le opere firmate sembrano appartenere a un momento piuttosto avanzato nella carriera dell'artista, già nell'ultimo quarto del Seicento. Verso il 1675 si colloca la grande Natura morta già in collezione D'Avalos condotta in collaborazione con Abraham Brueghel cui spettano il paesaggio e i fiori mentre toccano a Giuseppe le frutta; a questo modello con cascate di frutti che si riversano sul primo piano con grande effetto scenografico si rifanno tutta una serie di dipinti che comprendono anche le due tele qui presentate che per ricchezza compositiva e per cura dei dettagli vanno annoverate tra le opere più convincenti di Giuseppe Ruoppolo. Gli stessi caratteri si ritrovano in opere come la coppia di Nature morte di frutta pubblicate dal Bologna (Natura in posa. Aspetti dell'antica natura morta italiana, Bergamo 1968, tav. 49) o nell'altra Natura morta di frutta della collezione Acton di Leporano a Napoli resa nota da Nicola Spinosa (La pittura napoletana del Seicento, Milano 1984, tav. 710). Stima: € 150.000/180.000
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