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Robert Rauschenberg

United States (Port Arthur, Texas 1925 -  Captiva Island 2008 ) Wikipedia® : Robert Rauschenberg
RAUSCHENBERG Robert Untitled

Blindarte Casa d'Aste /28-mag-2014
6.000,00 - 8.000,00
Non aggiudicato

Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Robert Rauschenberg nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
3158

Alcune opere di Robert Rauschenberg

Estratte tra le 3,158 opere nel catalogo di Arcadja
Robert Rauschenberg - Samarkand Stitches #3

Robert Rauschenberg - Samarkand Stitches #3

Originale 1988
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 340
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Robert Rauschenberg Port Arthur 1925 - New York 2008 Samarkand Stitches #3, 1988 Screenprint su tessuti assemblati, cm. 149x114 Firma e data in basso a destra: Rauschenberg. 88. Al verso, su un cartone di supporto: etichetta Galerie Montaigne, Paris, con n. RR296F e dati dell'opera. Bibliografia Rauschenberg overseas culture interchange, National Gallery of Art, Washington, 1991, p. 62.
Robert Rauschenberg - Getone (spring 1988 Glut)

Robert Rauschenberg - Getone (spring 1988 Glut)

Originale 1988
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 149
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Descrizione Lotto n. 149 Robert Rauschenberg Getone (Spring 1988 Glut) Firmato Rauschenberg sul retro Metallo ritrovato cm 71,1x127x24,1 Eseguito nel 1988 Titolo sul retro Iscrizione sul retro: 88.56 Provenienza: Private Corporation, Svezia; Studio Morra, Napoli (come da etichetta sul retro); Collezione privata, Napoli Esposizioni: Rauschenberg – Sculpture and Paintings, Heiland Wetterling Gallery, Göteborg, Svezia, 6 ottobre - 20 novembre, 1988. Illustrato in catalogo (pagina senza numero); Rauschenberg, Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea - Palazzo dei Diamanti, Ferrara, 29 febbraio - 6 giugno, 2004. Catalogo della mostra. Presentazione a cura di Gaetano Steriele, Pier Giorgio Dall'Acqua, Alfredo Santini, Sergio Lenzi, Franco Farina, Alberto Ronchi and Andrea Buzzoni. Interventi di Susan Davidson e Julia Blaut. Intervista con Robert Rauschenberg, Mario Codognato e Mirta d'Argenzio. Illustrato, pagina 173, n. 67; Robert Rauschenberg: Gluts, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, 30 maggio - 20 settembre, 2009. Catalogo della mostra. Prefazione di Richard Armstrong e Philip Rylands, accorgimenti di Susan Davidson e David White, saggi di Susan Davidson e Mimi Thompson; Robert Rauschenberg: Gluts, Museum Tinguely, Basel, Switzerland, 14 ottobre 2009 - 17 gennaio 2010. Illustrato in catalogo, pagina 53; Robert Rauschenberg: Gluts, Guggenheim Bilbao, Bilbao, Spagna, 12 febbraio - 12 settembre, 2010. Illustrato in catalogo, pagina 55; Robert Rauschenberg: Gluts, Villa Panza, Varese, 14 ottobre, 2010 - 27 febbraio, 2011. Illustrato in catalogo, pagina 51 Si ringrazia Gina C. Guy della Robert Rauschenberg Foundation, New York, per aver confermato per email l'autenticità dell'opera e per l'aiuto nella compilazione di questa scheda Tra i più importanti esponenti del New Dada e padre della Pop Art, Robert Rauschenberg, è stato uno dei primi a dimostrare grande attenzione per il quotidiano in tutti i suoi aspetti, anche quelli più semplici elevandoli, attraverso la realizzazione di grandi composizioni con assemblaggi di oggetti ritrovati, ad opera d'arte. Anche grazie a questa pratica diviene il punto di riferimento di un gran numero di artisti a lui successivi che ancora oggi si ispirano alla sua opera e ne sono influenzati. Rauschenberg durante il suo percorso artistico si dedica con particolare interesse all'esplorazione delle proprietà visive e fisiche dei metalli, indagandone le caratteristiche formali e le proprietà estetiche. Nascono così i Glut, sculture realizzate con l'assemblaggio di cartelli stradali, insegne pubblicitarie e altri oggetti metallici recuperati in cumuli di rifiuti urbani che rappresentano uno dei punti più interessanti della sua ricerca. Inizialmente l'artista parte con gli oggetti ritrovati in Texas, sua terra d'origine, per poi estendere la ricerca agli stati che visita durante i suoi numerosi viaggi, tra cui soprattutto l'Italia dove spesso si reca invitato ad esporre nella galleria di Lucio Amelio a Napoli. Glut letteralmente significa “eccesso”, ed è proprio l'eccesso moderno che Rauschenberg vuole rappresentare. Tuttavia la sua posizione non è né politica, né polemica: l'artista ha infatti dichiarato che ciò che le sue opere devono realmente fare è “offrire alle persone l'esperienza di guardare le cose in relazione alle loro molteplici possibilità"[1] . Tuttavia nei Gluts non è da rintracciare un'estetica del rifiuto, ma la volontà di creare un tipo di arte antielitaria, come l'artista stesso ha affermato in un intervista: “Ho sempre avuto una passione per le cose comuni, e ho sempre avversato la ricerca dell'esclusivo”[2]. La scultura museale qui presentata è uno dei più riusciti Gluts mai realizzati da Rauschenberg - come lo stesso artista dichiarava al proprietario dell'opera durante l'inaugurazione della sua mostra personale a Palazzo dei Diamanti a Ferrara nel 2004 - e, oltre a vantare un invidiabile curriculum espositivo, è particolarmente interessante per l'utilizzo dell'iconico cartellone che negli anni '80 in Italia indicava la presenza del telefono a gettoni (da qui il titolo dell'opera) che reca la scritta “TELESELEZIONE”. I toni brillanti dell'insegna che spiccano nell'assemblaggio dei metalli rivettati accuratamente restituiscono all'oggetto vita precedente: da pezzo di scarto diventa creazione artistica, secondo l'insegnamento duchampiano. [1] Robert Rauschenberg: Gluts. L'artista texano e il lato poetico delle cose, comunicato stampa della mostra Robert Rauschenberg: Gluts, Venezia, Palazzo Venier dei Leoni, 2009 30 maggio – 20 settembre, 2009 [2] Napoli e dintorni. Informatore d'arte, numero 6 aprile 1987, Intervista a Robert rauschenberg di Michele Buonomo
Robert Rauschenberg - Samarkand Stitches Ii (dalla Serie Samarkand Stitches)

Robert Rauschenberg - Samarkand Stitches Ii (dalla Serie Samarkand Stitches)

Originale 1988
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 162
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Robert Rauschenberg United States (1925-2008) Robert Rauschenberg Samarkand stitches II (dalla serie Samarkand Stitches) Firma e data Rauschenberg 88 cucita in basso a destra Collage e serigrafia a colori su tessuto cm 146x135 Eseguito nel 1988 Numerato #19 da un'edizione di 74 opere uniche con varianti Pubblicato da Gemini G.E.L., Los Angeles (come da etichetta cucita sul retro)
Robert Rauschenberg - Untitled

Robert Rauschenberg - Untitled

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 213
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Robert Rauschenberg United States (1925-2008) Robert Rauschenberg Untitled Firmata e datata Rauschenberg 12-86 in basso a sinistra Fotografia in bianco e nero cm 50,5x40,5 (foglio) Eseguita a Napoli nel 1986 Iscrizione in basso a sinistra 12-86-G-19#1 Provenienza: Galleria Lucio Amelio, Napoli
Robert Rauschenberg - Senza Titolo

Robert Rauschenberg - Senza Titolo

Originale 1974
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 366
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
366 RAUSCHENBERG ROBERT Port Arthur 1925 - Captiva Island 2008 senza titolo 1974 grafite, tempera e collage su carta a mano 93x59.5 cm firma e data in basso conferma di autenticit� a cura della Fondazione Rauschenberg New York nr. Rep. 74.D078 esposizioni Sonnabend Gallery Ginevra nr. Arch. SG 4133

LA BIOGRAFIA DI Robert Rauschenberg

RAUSCHENBERG Robert pittore statunitense (Port Arthur [Texas] 1925).
Dopo il servizio militare si iscrisse nel 1947 all'Art Institute di Kansas City e l'anno successivo, dopo avere frequentato l'Acadèmie Julian a Parigi, si trasferì in North Carolina, dove ebbe tra i suoi insegnanti J.
Albers.
Al principio degli anni Cinquanta fu soprattutto l'estetica della casualità del compositore J.
Cage a colpirlo e a spingerlo a collaborare con quest'ultimo alla realizzazione di quello che venne considerato il primo happening nella storia dell'arte contemporanea.
Per l'evento, che ebbe luogo nell'estate del 1952 al Black Mountain College, R.
realizzò delle tele monocrome bianche, appese al soffitto e usate come schermi di proiezione.
La realizzazione di tele monocrome, bianche o nere, rappresentò, di fronte all'eccessivo personalismo e all'introspezione che caratterizzava la pittura dei maestri dell'action painting, un momento di pausa e riflessione, con la prospettiva di recuperare un rapporto diretto con la realtà circostante.
R.
ha avviato così un recupero della tradizione del collage dadaista che, innestandosi sulla libertà espressiva del gesto pittorico dell'action painting, lo ha portato a eseguire nel 1955, inaugurando la stagione neo-dada, i primi combine paintings: opere in bilico tra scultura e pittura, tendenti a invadere lo spazio circostante e costruite con oggetti recuperati dal mondo inerte dei rifiuti, ma con un forte legame con l'universo della vita moderna.
Pezzi di stoffa, di legno, brani di fumetti e ritagli di giornale, fotografie personali o di personaggi pubblici, animali imbalsamati, riproduzioni scadenti di opere vengono incollati, assemblati sul supporto e unificati dalla pennellata gestuale dell'artista.
Bed (1955), una delle sue opere più note, non è nient'altro che il letto dell'artista, con materasso, cuscino, lenzuola e coperta, inchiodato a un asse, posto in verticale e riqualificato dalla pittura.
In questo, come in altri assemblage, spesso gli oggetti non hanno un valore nè rappresentativo nè simbolico e, privati della loro funzione pratica, assumono valore solo in qualità di concreta presenza.
L'inserimento di oggetti quotidiani nelle opere sta a significare l'accettazione della realtà contemporanea, nelle sue manifestazioni più o meno elevate, nel mondo dell'arte, prefigurando l'esplosione dopo qualche anno della pop art, della quale R., vincendo nel 1964 il premio per la pittura alla Biennale di Venezia, è stato il primo portabandiera.
Dal 1963 R.
ha iniziato a utilizzare anche la serigrafia (Barge, 1963) e a trasporre i suoi combine paintings nelle due dimensioni, riproducendoli fotograficamente su tele chimicamente preparate; nella seconda metà del decennio ha utilizzato diversi materiali, come il plexiglass e il neon, costruendo spesso degli ambienti tridimensionali, e negli anni Settanta ha prodotto collage di vaste dimensioni.
Nei decenni successivi ha proseguito le sue ricerche nella direzione ideale tracciata dalle avanguardie storiche.

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