Pablo Picasso

Spain (Malaga 1881Mougins 1973 ) - Opere Wikipedia® - Pablo Picasso
PICASSO Pablo Senza Titolo

Mecenate Aste /20-nov-2014
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Pablo Picasso - Untitled

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Originale -
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Numero di lotto: 152
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Descrizione:
Pablo Picasso 1881-1973 Acquaforte, ex. n.d. 1934 Misure del foglio, cm 44,5 x 34,5 Misure della lastra, cm 27,5 x 19,5 Firma e data sulla lastra in basso a sinistra Puntasecca, ex. n.d. Misure del foglio, cm 44,3 x 34,5 Misure della lastra, cm 27,5 x 18 Incisione su carta Montval e vergellata con filigrana del La Suite Bollard stampata nel 1939 da Roger Laucorière per conto di Androise Vollard ed acquisita dopo la morte di quest’ultimo da Enri Petiet nel 1970
Pablo Picasso - Femme Nue Et Guerrier

Pablo Picasso - Femme Nue Et Guerrier

Originale 1969
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Numero di lotto: 625
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Descrizione:
Pablo Picasso Malaga 1881 - Mougins 1973 Femme nue et guerrier, 1969 Inchiostro su cartoncino, cm. 22x31,1 Data e firma in alto a destra: 30.4.69.I / Picasso; data al verso: 30.4.69 / I. Storia: Collezione Daniel-Henry Kahnweiler, Parigi; Collezione privata Bibliografia: Christian Zervos, Pablo Picasso, vol. 31, oeuvre de 1969, Éditions Cahiers d'Art, Paris, 1976, p. 54, n. 168.
Pablo Picasso - Nu Assis

Pablo Picasso - Nu Assis

Originale 1947
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Numero di lotto: 34
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Descrizione:
Pablo Picasso Malaga 1881 - Mougins 1973 Nu assis, de Profil, 1947 Litografia, es. 13/50, cm. 49,5x65 Data in lastra: 11.5.1947, firma a matita in basso al centro: Picasso, tiratura in basso a destra: 13/50. Bibliografia: Georges Bloch, Pablo Picasso. Tome I. Catalogue de l'oeuvre gravé et lithographié 1904-1967, IV edizione, (I edizione 1968), Kornfeld et Cie, Berna, 1984, p. 124, n. 454.
Pablo Picasso - Senza Titolo

Pablo Picasso - Senza Titolo

Originale
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Numero di lotto: 1
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Descrizione:
Pablo Picasso Senza titolo acquaforte su carta 34,5 45 Picasso Pablo Senza titolo acquaforte su carta, cm. 34,5x45 (lastra cm.19,5x26,5) firmata in basso a destra, opera pubblicata su G. Bloch, "Pablo Picasso Catalogue de l'ouvre gravé et lithographié 1904-1967", Editions Kornfeld et Klipstein, Berne, 1968
Pablo Picasso - Vieux Peintre, Modèle Et Spectateur, Dalla Serie 347

Pablo Picasso - Vieux Peintre, Modèle Et Spectateur, Dalla Serie 347

Originale 1968
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Numero di lotto: 54
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Descrizione:
54. Pablo Picasso (Málaga 1881 - Mougins 1973) - Vieux Peintre, Modèle et Spectateur, dalla serie 347, 1968 acquaforte, II stato, es. 36/50 (dalla tiratura di 50 ess. e 17 ess. P.A.), cm 12,4 x 8,9 (cm 32,5 x 25,3 misure del foglio) Datato al rovescio nella lastra 7.5.68 II Firma a matita in basso a destra Editore Galerie Louise Leiris; stampatore Atelier Crommelynck, Parigi. Al verso etichetta e timbro della galleria Tornabuoni, Firenze BIBLIOGRAFIA: G. Bloch, Pablo Picasso Catalogue de l’Oeuvre Gravè et Lithographiè, ed. Kornfeld et Klipstein, Berna 1971, n°1547; Baer, Picasso peintre graveur, ed. Kornfeld, Berna, 1989, p.252, n°1564 PABLO PICASSO (MALAGA 1881 - MOUGINS 1973) VIEUX PEINTRE, MODELE ET SPECTATEUR, FROM 347 SERIE, 1968, ETCHING, STATE II, NUMBERED 36/50, CM 12,4 x 8,9 SIGNED

LA BIOGRAFIA DI Pablo Picasso

PICASSO Pablo Ruiz nasce il 25 ottobre 1881, di sera, a Malaga, in Plaza de la Mercede.
Suo padre, José Ruiz Blasco, é professore alla Scuola delle Arti e dei Mestieri e conservatore del museo della città.
Durante il tempo libero, però, è anche pittore.
Si dedica soprattutto alla decorazione delle sale da pranzo: foglie, fiori, pappagalli e soprattutto colombi che ritrae e studia nelle abitudini e negli atteggiamenti - in modo quasi ossessivo - tanto da allevarli e farli svolazzare liberamente in casa.
Si racconta che la prima parola pronunciata dal piccolo Pablo non sia stata la tradizionale "mamma", ma "Piz!", da "lapiz" che significa matita.
E prima ancora di incominciare a parlare Pablo disegna.
E gli riesce talmente bene che, qualche anno dopo, il padre lo lascia collaborare ad alcuni suoi quadri, affidandogli, strano il caso, proprio la cura e la definizione dei particolari.
Il risultato sorprende tutti: il giovane Picasso rivela subito una precoce inclinazione per il disegno e la pittura.
E il padre favorisce le sue attitudini, sperando di trovare in lui la realizzazione delle sue ambizioni deluse.
Nel 1891 la famiglia si trasferisce a La Coruna, dove Don José ha accettato un posto da insegnante di disegno nel locale Istituto d'Arte, e qui Pablo frequenta i corsi di disegno della Scuola di Belle Arti, a partire dal 1892.
Intanto, i genitori mettono al mondo altre due bambine, una delle quali morirà quasi subito.
In questo stesso periodo il giovane Picasso rivela un nuovo interesse: da vita a molte riviste (realizzate in un unico esemplare) che redige e illustra da solo, battezzandole con nome di fantasia inventati da lui "La torre de Hercules", "La Coruna", "Azuly Blanco".
Nel Giugno 1895, José Ruiz Blasco ottiene un posto a Barcellona.
Nuovo trasferimento della famiglia: Pablo prosegue i suoi studi artistici all'Accademia della capitale catalana.
Ha perfino uno studio, in calle de la Plata, che divide con il suo amico Manuel Pallarès.
Negli anni successivi troviamo Pablo a Madrid, dove vince il concorso dell'Accademia Reale.
Lavora come un matto, mangia poco, vive in un tugurio mal riscaldato e, alla fine, si ammala.
Con la scarlattina, ritorna a Barcellona dove, per un periodo, frequenta la taverna artistica letteraria "Ai quattro gatti" ("Els Quatre Gats"), così chiamata in onore de "Le Chat Noir" di Parigi.
Qui si ritrovano artisti, politicanti, poeti e vagabondi di ogni tipo e razza.
L'anno seguente, nel 1897, porta a termine una serie di capolavori, fra cui la famosa tela "Scienza e carità", ancora assai legata alla tradizione pittorica dell'Ottocento.
Il quadro ottiene una menzione all'Esposizione nazionale di Belle Arti di Madrid.
Mentre prosegue diligentemente la frequentazione dell'Accademia e il padre pensa di mandarlo a Monaco, la sua natura esplosiva e rivoluzionaria comincia pian piano a manifestarsi.
Proprio in questo periodo, fra l'altro, adotta anche il nome di sua madre come nome d'arte.
Egli stesso spiegherà questa decisione, dichiarando che "i miei amici di Barcellona mi chiamavano Picasso perchè questo nome era più strano, più sonoro di Ruiz.
E probabilmente per questa ragione che l'ho adottato".
In questa scelta, molti vedono in realtà un conflitto sempre più grave tra padre e figlio, una decisione che sottolinea il vincolo d'affetto nei confronti di sua madre, dalla quale, secondo numerose testimonianze, sembra che abbia preso molto.
Tuttavia, malgrado i contrasti, anche il padre continua a rimanere un modello per lo scapigliato artista, in procinto di effettuare una rottura radicale con il clima estetico del suo tempo.
Picasso lavora con furore.
Le tele, gli acquerelli, i disegni a carboncino e a matita che escono dal suo studio di Barcellona in questi anni sorprendono per il loro eclettismo.
Fedele alle sue radici e ai suoi affetti, è proprio nella sala delle rappresentazioni teatrali di "Els Quatre Gats" che Picasso allestisce la sua prima mostra personale, inaugurata il primo febbraio 1900.
Malgrado l'intento di fondo dell'artista e della sua cerchia di amici sia quella di scandalizzare il pubblico, la mostra sostanzialmente piace (malgrado le solite riserve dei conservatori) e si vendono molte opere su carta.
Pablo diventa un "personaggio", odiato e amato.
Il ruolo dell'artista maledetto per un po' lo soddisfa.
Ma alla fine dell'estate 1900, soffocato dall' "ambiente" che lo circonda, prende il treno per Parigi.
Si stabilisce a Montmartre, ospite del pittore barcellonese Isidro Nonell, e incontra molti dei suoi compatrioti tra i quali Pedro Manyac, un mercante di quadri che gli offre 150 franchi al mese in cambio della sua produzione: una somma discreta, che gli permette di vivere qualche mese a Parigi senza troppe preoccupazioni.
Non sono momenti facili per Picasso, dal punto di vista economico, nonostante le importanti amicizie che stringe, in questi anni, tra cui quella con il critico e poeta Max Jacob che cerca di aiutarlo in ogni modo.
Intanto, conosce una ragazza della sua età: Fernande Olivier, che Pablo ritrae in moltissimi suoi quadri.
Il clima parigino, e più specificamente quello di Montmartre, ha una profonda influenza su di lui.
In particolare, rimane colpito da Toulouse-Lautrec, a cui si ispira per alcune opere di quel periodo.
Alla fine dello stesso anno, Picasso torna in Spagna forte di questa esperienza.
Soggiorna a Malaga, poi trascorre qualche mese a Madrid, dove collabora alla realizzazione di una nuova rivista "Artejoven", pubblicata dal catalano Francisco de Asis Soler (Picasso illustra quasi interamente il primo numero con scene caricaturali di vita notturna).
Nel febbraio del 1901 riceve però una terribile notizia: l'amico Casagemas si è suicidato per un dispiacere d'amore.
L'evento colpisce profondamente Picasso, segnando a lungo la sua vita e la sua arte.
Riparte per Parigi: questa volta vi torna per allestire una mostra presso l'influente mercante Ambroise Vollard.
A venticinque anni Picasso è riconosciuto ed ammirato non solo come pittore, ma anche come scultore ed incisore.
Durante una visita al Musée de l'Homme, al palazzo Trocadero a Parigi, rimane colpito dalle maschere dell'Africa Nera, là esposte, e dal fascino che emanano.
I sentimenti più contrastanti, la paura, il terrore, l'ilarità si manifestano con un'immediatezza che Picasso vorrebbe anche nelle sue opere.
Vengono alla luce "Les Demoiselles d'Avignon", che inaugura uno dei più importanti movimenti artistici del secolo: il cubismo.
Nel 1912 Picasso incontra la seconda donna della sua vita: Marcelle, detta Eva, ad indicare che è diventata lei la prima di tutte le donne.
La scritta "Amo Eva" compare su molti quadri del periodo cubista.
Nell'estate 1914 si incomincia a respirare aria di guerra.
Alcuni degli amici di Pablo, tra cui Braque e Apollinaire, partono per il fronte.
Montmartre non è più il quartiere di prima.
Molti circoli artistici si svuotano.
Purtroppo, poi, nell'inverno 1915 Eva si ammala di tubercolosi e dopo pochi mesi muore.
Per Picasso è un gran colpo.
Cambia casa, si trasferisce alle porte di Parigi.
Conosce il poeta Cocteau che, in stretti contatti con i "Ballets Russes" (gli stessi per i quali componeva Stravinskij, al quale Picasso dedicò un memorabile ritratto ad inchiostro), gli propone di disegnare i costumi e le scene del prossimo spettacolo.
I "Ballets Russes" hanno anche un'altra importanza, questa volta strettamente privata: grazie a loro conosce una nuova donna, Olga Kokhlova, che diventerà ben presto sua moglie e sua (ennesima) musa ispiratrice, da lì a qualche anno sostituita però con Marie-Thérèse Walter, di appena diciassette anni, anche se indubbiamente assai matura.
Anch'essa entrerà come linfa vitale nelle opere dell'artista come modella preferita.
Nel 1936, in un momento non facile anche dal punto di vista personale, in Spagna scoppia la guerra civile.
Repubblicani contro i fascisti del generale Franco.
Picasso, per il suo amore per la libertà, simpatizza per i repubblicani.
Molti amici dell'artista partono per unirsi alle Brigate Internazionali.
Una sera, in un caffè di Saint - German, presentatagli dal poeta Eluard, conosce Dora Maar, pittrice e fotografa.
Immediatamente, i due si capiscono, grazie anche all'interesse comune per la pittura, e tra loro nasce un'intesa.
Nel frattempo le notizie, dal fronte, non sono buone: i fascisti avanzano.
Il 1937 è l'anno dell'Esposizione Universale di Parigi.
Per i repubblicani del Frente Popular è importante che il legittimo governo spagnolo vi sia ben rappresentato.
Per l'occasione Picasso crea un'opera enorme: "Guernica", dal nome della città basca appena bombardata dai tedeschi.
Attacco che aveva provocato moltissimi morti, tra la gente intenta a far la spesa al mercato.
Diventerà l'opera simbolo della lotta al fascismo.
Negli anni Cinquanta Pablo Picasso è ormai un'autorità in tutto il mondo.
Ha settant'anni ed è finalmente sereno, negli affetti e nella vita lavorativa.
Negli anni seguenti, il successo aumenta e spesso la privacy dell'artista viene violata da giornalisti e da fotografi senza scrupoli.
Si succedono mostre, e personali, opere su opere, quadri su quadri.
Fino a quel 8 aprile 1973, quando Pablo Picasso, all'età di 92 anni, improvvisamente, si spegne.
L'ultimo quadro di quel genio "che solo la morte ha saputo dominare", come dice André Malraux, reca la data 13 gennaio 1972: è il celebre "Personaggio con uccello".
L'ultima dichiarazione che a noi rimane è questa: "Tutto ciò che ho fatto è solo il primo passo di un lungo cammino.
Si tratta unicamente di un processo preliminare che dovrà svilupparsi molto più tardi.
Le mie opere devono essere viste in relazione tra loro, tenendo sempre conto di ciò che ho fatto e di ciò che sto per fare".

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