Bartolomeo Pedon
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Italy (1665 - 1733 ) - Dipinti

Finarte /21-mag-2006
€ 30.000,00 - € 40.000,00
Non aggiudicato
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Anthonius Van Dyck, Anonymous, Giuseppe De Nittis, Faustino Bocchi, Mario Schifano, Thomas Sidney Cooper, Filippo Palizzi, Emilio Vedova, Sinibaldo Scorza, Guglielmo Ciardi, Jacob I De Backer
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Opere in Arcadja
75Alcune opere di Bartolomeo Pedon
Estratte tra le 75 opere nel catalogo di ArcadjaBartolomeo Pedon - Paesaggio Con Fulmine
Originale
Numero di lotto:
411
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto n.
411
Bartolomeo Pedon
Venezia 1665-1732
Paesaggio con fulmine
Olio su tela, cm. 141x193,5
Paesaggista veneto solo recentemente studiato da Egi-
dio Martini, dopo i contributi del Fiocco, Nicodemi, De
Logu, specializzato in vedute di burrasche e battaglie, il
Pedon sembra essersi avvicinato a Marco Ricci, più gio-
vane di lui di dieci anni. Martini ha restituito a Pedon
paesaggi già attribuiti al Ricci del Museo Correr di Ve-
nezia, e della Pinacoteca di Feltre. Bibliografia: Egidio
Martini, La Pittura del Settecento Veneto, Istituto per
l'Enciclopedia del Friuli Venezia Giulia, Udine, 1982,
pp. 39, 91, n. 523.
Bartolomeo Pedon - Coppia Di Paesaggi Con Figure Di Pastori
Originale
Numero di lotto:
129
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Bartolomeo Pedon
(Venezia 1665-1732) Coppia di paesaggi con
figure di pastori, olio su tela, 52 x 40,5 cm , con cornice
Provenienza: Italia del Nord, Collezione
privata. Perizia: Maurizio Marini, Roma. Marini scrive su questi
due quadri: "Le due tele oggetto di queste note rivestono un
interesse particolare potendovisi scorgere una sensibilità
cromatica e un taglio della composizione che l' avvicinano allo
Zuccarelli e allo Stom". Marini paragona i nostri quadri con alcuni
dipinto di Pedon che si trovano oggi presso collezionisti italiani
e con un ciclo ospitato presso Ca' Borini, a Este.
Bartolomeo Pedon - Paesaggio Fluviale
Originale
Numero di lotto:
132
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
“Questa suggestiva e ampia visionepaesistica costituisce un raro e tipico esempio dell’’’’arte diBartolomeo Pedon, alla cui mano sicuramente appartiene. Il ruolosvolto da questo maestro – una singolare figura di artista bohémien– nel rinnovamento del linguaggio figurativo veneto tra il Seicentoed il Settecento, sta emergendo in maniera sempre più netta grazieal contributo dei più recenti studi specialistici. Da un tipo dipaesaggio precoce, ancorato al gusto seicentesco, caratterizzato dafantasiose visioni panoramiche con montagne, dirupi, tempeste,porti di mare, torri antiche ed altri motivi di grande effettoscenografico, l’’’’arte di Bartolomeo Pedon si evolse gradualmente invisioni paesistiche meno esagitate, più morbide e pacatamenteluminose, basate sul contatto diretto con il territorio dellePrealpi venete e per lo più pervase da una vena di sottilemalinconia. A questo periodo maturo appartiene la tela quiesaminata (databile al 1725-1733), caratterizzata da una pennellatadisinvolta e corsiva, da una disinvolta impostazione prospettica,dalla predilezione per le tinte brunacee e verdi con fortiscansioni chiaroscurali, dalle inconfondibili “macchiette”costruite a tocchi abilissimi e tendenzialmente sfrangiati. Lefigure di Pedon costituiscono un singolare repertorio di individuicontadineschi, curiosamente affini a quelli visibili in alcuneopere giovanili di Antonio Canal, detto il Canaletto. QuestoPaesaggio fluviale con figure costituisce un inedito moltointeressante anche sotto il profilo scientifico.” Dario Succi,comunicazione scritta datata 14 marzo 1994
STIMA 30.000-40.000
Bartolomeo Pedon - Paesaggio Con Animali, Pastori E Lavandaie
Originale 1730
Numero di lotto:
65
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
LOTTO N. 65
BARTOLOMEO PEDON
Venezia 1665 - 1733
Paesaggio con animali, pastori e lavandaie
olio su tela, cm. 87x117
Avviata nella prima metà del Novecento grazie agli studi del Nicodemi (1942) e del Delogu (1959), e recentemente messa a fuoco da Elisabetta Antoniazzi Rossi nel corso di numerosi interventi, la ricostruzione della personalità artistica di Bartolomeo Pedon ha restituito l’immagine di un pittore di transizione, ben radicato nella tradizione del paesismo veneto seicentesco rappresentata da Anton Eismann e Hans de Jode, e aperto, nel contempo, alla visione trasfigurata e fantastica della natura che sarà tipica del primo Settecento, in particolare del suo più illustre coetaneo, Marco Ricci, di cui il Pedon condividerà in parte la poetica. Questa duplice tendenza appare evidente anche nell’opera qui presentata, la cui accesa cromia, unita ai piccoli episodi di vita pastorale, rimanda appunto agli esempi di Eismann, mentre l’incongrua presenza di frammenti architettonici classicheggianti prelude al capriccio settecentesco. I riferimenti più evidenti rimandano al Paesaggio con corso d’acqua e pescatori nella raccolta della Banca Popolare di Pordenone pubblicato da Rodolfo Pallucchini (La pittura nel Veneto. Il settecento, Milano 1994, I, p. 222, fig. 358) in cui compaiono, tra l’altro, le stesse figurine. Oltre alla gamma cromatica tutta giocata tra i verdi e i bruni, unisce i due dipinti l’aperta luminosità del paesaggio che si snoda in diagonale, dal primo piano occupato da picoli episodi feriali fino alla distesa luminosità dell’orizzonte, ispirato alla visione delle Prealpi venete. STIMA 30.000-40.000
Paesaggio con animali, pastori e lavandaie
olio su tela, cm. 87x117
Avviata nella prima metà del Novecento grazie agli studi del Nicodemi (1942) e del Delogu (1959), e recentemente messa a fuoco da Elisabetta Antoniazzi Rossi nel corso di numerosi interventi, la ricostruzione della personalità artistica di Bartolomeo Pedon ha restituito l’immagine di un pittore di transizione, ben radicato nella tradizione del paesismo veneto seicentesco rappresentata da Anton Eismann e Hans de Jode, e aperto, nel contempo, alla visione trasfigurata e fantastica della natura che sarà tipica del primo Settecento, in particolare del suo più illustre coetaneo, Marco Ricci, di cui il Pedon condividerà in parte la poetica. Questa duplice tendenza appare evidente anche nell’opera qui presentata, la cui accesa cromia, unita ai piccoli episodi di vita pastorale, rimanda appunto agli esempi di Eismann, mentre l’incongrua presenza di frammenti architettonici classicheggianti prelude al capriccio settecentesco. I riferimenti più evidenti rimandano al Paesaggio con corso d’acqua e pescatori nella raccolta della Banca Popolare di Pordenone pubblicato da Rodolfo Pallucchini (La pittura nel Veneto. Il settecento, Milano 1994, I, p. 222, fig. 358) in cui compaiono, tra l’altro, le stesse figurine. Oltre alla gamma cromatica tutta giocata tra i verdi e i bruni, unisce i due dipinti l’aperta luminosità del paesaggio che si snoda in diagonale, dal primo piano occupato da picoli episodi feriali fino alla distesa luminosità dell’orizzonte, ispirato alla visione delle Prealpi venete. STIMA 30.000-40.000
Bartolomeo Pedon - Südlicher Seehafen.
Originale 1710
Numero di lotto:
1128
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
SÜDLICHER SEEHAFEN.
Öl auf Leinwand (doubliert). H 66; B 100 cm.
Gutachten D. Succi.
Provenienz
: Privatsammlung, Nordrheinwestfalen.
Dario Succi datiert das hier vorliegende Gemälde auf die Jahre
zwischen 1710 und 1720. Er charakterisiert es als ein typisches
Werk des venezianischen Landschaftsmalers Pedon, der hier unter dem
Einfluß Francesco Peruzzinis einen szenographisch inszenierten
Seehafen darstellt. Für Vergleichsbeispiele verweist Succi auf
seinen Aufsatz im Kat. "Marco Ricci e il paesaggio veneto del
Settecento", Belluno 1993, S. 141-146. Er schließt sein Gutachten
mit folgenden Sätzen ab: "Databile tra il 1710 e il 1720 in base
alle caratteristiche stilistiche, questo dipinto costituisce un
inedito interessante anche sotto il profilo scientifico. Esso verrà
pubblicato come opera autografa di Pedon in uno dei miei futuri
studi sull'arte veneziano del Settecento...".





