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Giovanni Paolo Panini

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Italy (16911765 ) - Dipinti Wikipedia® - Giovanni Paolo Panini
PANINI Giovanni Paolo Predica Della Sibilla

Bloomsbury Roma /24-mag-2011
4.000,00 - 6.000,00
Non aggiudicato
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Detto anche :

Panini Gian Paolo

 



Opere in Arcadja
428

Alcune opere di Giovanni Paolo Panini

Estratte tra le 428 opere nel catalogo di Arcadja
Giovanni Paolo Panini - Cristo E L'adultera E Professione Di Fede Di San Pietro

Giovanni Paolo Panini - Cristo E L'adultera E Professione Di Fede Di San Pietro

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 417
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto n. 417 Giovanni Paolo Pannini Piacenza 1691 - Roma 1765 Cristo e l'adultera e Professione di fede di San Pietro Olio su tela, cm. 98,5x75,5 ognuno Recano una conferma scritta di attribuzione di Ferdi- nando Arisi su fotografia, in data 28/02/2007. Il dipinto Cristo e l'adultera pubblicato da Ferdinando Arisi nella monografia del 1986, (p. 232, n. 31), � sta- to posto in relazione dallo studioso con un'altra tela del medesimo soggetto, di dimensioni maggiori, facente par- te di un gruppo di dipinti giovanili (p. 231, n. 30). Su questo dipinto Arisi cos� scriveva: "Si tratta di una variante, contemporanea, del dipinto che precede. Corrisponde anche il gusto del colore. Sar� opportuno notare che vi � ripresa come acroterio, girata, la statua femminile che compare nel dipinto di Ascoli Pi- ceno (cat. 15), da tenersi presente anche per le figure del secondo piano, toccate con elegante scioltezza. Questo lo ritengo posteriore perch� la pennellata � pi� franca e il cromatismo pi� vario e sugoso. Per le architetture si nota qui l'avvio al portico circolare che sar� ripreso nei due dipinti giovanili del Louvre (cat. 73, 74), ma gi� uno sviluppo architettonico del genere era stato speri- mentato nel Sacrificio a Bacco (cat. 24), combinato con un Sacrificio a Diana (cat. 25) nel quale � inserito un vaso istoriato come nel pendant di questo, con la Professione di fede di S. Pietro". La Professione di fede di San Pietro � stato sempre da Arisi cos� descritto: "Si tratta di un soggetto raro orga- nizzato come il dipinto di Esztergom (cat. 27) ma con la composizione architettonica girata in senso opposto. Sono interessanti, cromaticamente, alcune parti, come i verdi teneri fusi con rari timidi rosa nella vegetazione che cresce sopra l'arco, bene amalgamati con le varia- zioni dall'azzurro all'arancione nelle architetture. Per il vaso, viola, spruzzato di macchioline bianche, si vedano i dipinti schedati ai nn. 17, 25 e 26". Anche questo dipinto � riprodotto da Arisi, p. 232, n. 32, pur non costituendo un pendant, per la differenza dei soggetti, i due dipinti si accordano bene nella visione architettonica per il gusto scenografico e la distribuzione delle figure. Bibliografia: Ferdinando Arisi, Gian Paolo Pannini e i fasti della Roma del ````700, Ugo Bozzi Editore, Roma, 1986, p. 232, nn. 31, 32.
Giovanni Paolo Panini - Il Colosseo E L'arco Di Costantino

Giovanni Paolo Panini - Il Colosseo E L'arco Di Costantino

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 1107
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
GIOVANNI PAOLO PANINI (1691-1765) "Il Colosseo e l'Arco di Costantino" e "Il Foro Romano dal Clivus Capitolinus" coppia di olii su tela (cm.135x67) Ex collezione Arch.P.Paolo Gandini, Milano Pubblicati in "Gian Paolo Panini e i fasti della Roma del 700" di Ferdinando Arisi, Ugo Bozzi Editore pag.376 foto 288 e 289 "...Mentre la parte centrale ripete quasi puntualmente uno dei due pendants del Museo di Dublino (cat.285), del 1740 (in un processo di iterazione che interessa anche il Gladiatore Borghese e le due figure che gli stanno accanto, ma con il punto di vista notevolmente distaccato), la quinta di destra recupera soluzioni precedenti, in particolare la "Fantasia di rovine con paese" della Gemaldegalerie di Berlino (cat.122) e le "Rovine" della National Gallery di Londra (cat.196). Anche il gruppo di figure di fronte all'Arco di Costantino risulta utilizzato con varianti (quasi identica, però, rimane la giovane donna seduta) lungo un arco di tempo non breve (per non dire poi del rilievo con il satiro e la ninfa), come nei dipinti di Berlino (cat.233) , di Houston (cat.250) e di quelli più tardi del Museo di Rouen e della coll.Vitetti (cat.437,491). Si tratta di un lavoro uscito completamente dalla sua mano, con particolari preziosi per libertà di segno sia nelle architetture che nelle macchiette (si veda per esempio, quella al centro in piedi, sfocata nell'istantanea). ...Il punto di vista è pressapoco lo stesso del "Foro" di Detroit , del 1735 (cat.229), ma le rovine sono "mondate", nei primi piani, degli insulti dell'uomo: sono scomparse tutte le casupole tra il tempio di Saturno e il Palatino, come nelle versioni di Dublino e di Mosca, del 1740 (cat.284,286), che si direbbero contemporanee, nate insieme, oltre che per l'intonazione chiarissima anche per molte coincidenze nei contenuti (vi ricorrono, da sinistra a destra, non tenendo conto, è ovvio, dei dati reali, il rilievo dell'Arpia, l'uomo e la donna, tutto il gruppo in secondo piano intorno alla fontana, comprese le mucche che escono dalla stalla ricavata sotto le pendici del Palatino), anche se il punto di vista è portato avanti. Il gruppo di destra, invece, coincide quasi perfettamente con quello inserito nel "Foro" del Louvre (cat.287), ad esclusione dell'uomo seduto, una macchiaetta realiazzata con tale freschezza di segno da servire da sola a documentare l'autografia del dipinto."
Giovanni Paolo Panini - Capriccio Architettonico Con Rovine E Fontane

Giovanni Paolo Panini - Capriccio Architettonico Con Rovine E Fontane

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 373
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Bibliografia J. Montagu, Gold, silver and bronze. Metal sculpture of the Roman Baroque, New Haven-London 1996 373 Giovanni Paolo Pannini Capriccio architettonico con rovine e fontane Olio su tela cm 73x97 I due dipinti raffigurano rovine romane con fontane e scherzi d'acqua animati da piccole figurine. Sono due inediti e straordinari capolavori del grande pittore piacentino Giovanni Paolo Pannini (1692-1765). Il Pannini, che fu anche architetto, si recò a Roma nel 1717 e divenne autore di celebrate vedute dell'Urbe, dando origine ad un genere, quello delle rovine o vedute ideate, destinato ad un larghissimo successo europeo. In questi due dipinti interpreta fantasticamente testimonianze della Roma antica caratterizzate da una eccezionale spazialità e da tonalità intense e fortemente chiaroscurate. E' auspicabile che i due dipinti siano oggetto di ulteriori studi
Giovanni Paolo Panini - Predica Della Sibilla

Giovanni Paolo Panini - Predica Della Sibilla

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 89
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
89. Giovanni Paolo Panini (Piacenza 1691 - Roma1765) Predica della Sibilla penna e inchiostro bruno acquerellatosu carta mm 134 x 100 angolo inferiore sinistro mancante Il disegnoè corredato da una perizia del Professor Ferdinando Arisi, che datal'opera verso il 1725-1730, confrontandolo con il disegnoconservato presso il Cabinet des Dessins del Louvre (inv. n. 6710),raffigurante Tre giovani seduti sotto un albero (F. Arisi, GianPaolo Panini, Piacenza 1961, pag. 245, scheda 75 GIOVANNI PAOLOPANINI (PIACENZA 1691-ROME 1765), THE PREACHING OF THE SIBYL, BROWNPEN AND INK, WATERCOLOR ON PAPER, 134 X 100 MM
Giovanni Paolo Panini - La Predica Della Sibilla

Giovanni Paolo Panini - La Predica Della Sibilla

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 253
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
253 Giovanni Paolo Panini Piacenza 1691 - Roma 1765 La predica della Sibilla cm. 182x237,5 Provenienza: Milano, collezione Silvano e Renato Brunelli Bibliografia: F. Arisi, Gian Paolo Panini e i fasti della Roma del ‘700, Roma 1986, p. 391 Nella sua lunga carriera Giovanni Paolo Panini torna più volte sul tema della Predica della Sibilla, spesso dipinto in pendant con la Predica di un Apostolo a creare una coppia di dipinti in cui la predicazione del Nuovo Testamento fatta dai primi apostoli è posta in parallelo con la saggezza del mondo antico. Si tratta di composizioni che si scalano per tutto il percorso dell'artista, dalle prime opere collocabili negli anni '20, ancora colmi di reminiscenze ghisolfiane, fino a dipinti collocabili negli anni estremi come le opere conservate al Museo di Belle Arti di Mosca e in una collezione privata romana (cfr. Arisi, 1986, pp. 474, 475) entrambi datati 1758. In tutte queste opere le figure sono calate in fantastiche città antiche colme di rovine, un pretesto per creare un'esposizione dei più celebri monumenti di Roma antica tanto apprezzati dai viaggiatori stranieri presenti a Roma che costituivano una buona parte della clientela di Panini. Tra le rovine qui presenti si riconosce sul fondo la piramide di Caio Cestio mentre il colonnato sulla sinistra sembra ispirato con qualche variante ai resti del tempio di Saturno nel Foro. Sulla destra infine si riconosce il rilievo con il Satiro e la ninfa, un elemento che ricorre spesso nei capricci di Panini fin da opere giovanili come la Predica della Sibilla passata all'asta Porro & C. del 21 novembre 2007 (lotto 249) databile verso il 1715. A una data ben più avanzata spetta l'opera qui presentata che, come già suggeriva Ferdinando Arisi, si colloca verso il 1740, in uno dei momenti più felici della carriera dell'artista. È infatti il momento di opere come la celebre Veduta di Piazza Santa Maria Maggiore dipinta nel 1742 per la Coffee House del Quirinale; all'anno precedente spettano le due vedute dell' Interno di San Pietro e di San Paolo passate a una recente asta Christie's (Londra, 7 luglio 2004, lotto 106), opere entrambe da annoverare tra i massimi risultati del pittore piacentino. Nel campo dei capricci accanto al dipinto qui presentato si scalano opere come il pendant conservato alla National Gallery of Ireland di Dublino, datati 1742, o la coppia del Museo del Louvre (1743) dove il gusto per una resa atmosferica del paesaggio, l'ammasso di rovine in primo piano e la fitta vegetazione che sembra incombere sui monumenti di Roma antica sono tutti elementi che già anticipano i pittori della seconda metà del Settecento come Hubert Robert e Fragonard. Stima: € 180.000/220.000

LA BIOGRAFIA DI Giovanni Paolo Panini

PANNINI Giovanni Paolo (1691-1765).
L'artista si occupò di pittura, scenografia e architettura.
Inizialmente studiò a Piacenza, nel campo della scenografia teatrale, mentre nel 1711 si trasferisce a Roma, dove fu allievo di disegno di Benedetto Luti e si occupa della decorazione di alcuni palazzi tra cui "Villa Patrizi"(1718/25) e "Palazzo de Carolis" (1720).
Si dedica anche alla pittura, dipingendo alcune vedute e gli antichi resti architettonici della città.Diventa membro dell'Accademia di San Luca nel 1719 e nel 1754 ne viene eletto principe, insegna anche all'Académie de France, influenzando l'opera di H.
Robert e J.H.
Fragonard.Tra le sue opere ricordiamo: "Preparativi in piazza Navona per festeggiare la nascita del Delfino" (1729), "Rovine romane" (1739) e "Galleria di quadri con viste dell'antica Roma"(1758).