Pelagio Palagi

Italy (Bologna 1775Torino 1860 ) - Opere Wikipedia® - Pelagio Palagi
PALAGI Pelagio Ritratto Di Franz Liszt

Gonnelli /14-giu-2012
Non Divulgato
Non aggiudicato

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44

Alcune opere di Pelagio Palagi

Estratte tra le 44 opere nel catalogo di Arcadja
Pelagio Palagi - Trionfo Di Amore.

Pelagio Palagi - Trionfo Di Amore.

Originale 1849
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 352
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Pelagio Palagi (1775-1860). Trionfo di Amore. 1849. Penna e inchiostro nero su carta avorio. mm 195x255. In basso a destra dedica manoscritta: «Al Sig.r Con.te Pietro Moroni per memoria Pelagio Palagi 1849». Il destinatario, appartenente alla famiglia Moroni di Bergamo, era un lontano discendente del pittore Giovan Battista Moroni (Albino 1522-1578/79). Da porsi in relazione con i disegni legati al tema della celebrazione di Amore, in particolare a quelli con putti (datati 1550/55 ca.) riprodotti in L'ombra di Core: disegni dal fondo Palagi della Biblioteca dell'Archiginnasio. Bologna, 1988, nn. 113 e 114. Montato su cartoncino Bristol decorato in oro. Ottima conservazione.
Pelagio Palagi - Ritratto Di Francesco I D’’’’austria

Pelagio Palagi - Ritratto Di Francesco I D’’’’austria

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 159
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Pelagio Palagi (Bologna 1775-Torino 1860) RITRATTO DI FRANCESCO I D’’’’AUSTRIA olio su tela, cm 85,5x72 Provenienza : già collezione E. Rossi, Milano; collezione privata Bibliografia : S. Zamboni, Contributi a Pelagio Palagi , in “Atti e Memorie dell’’’’Accademia Clementina di Bologna”, XI, 1974, pp. 102-103, 106, nota 27; fig. 32 a Corredato da attestato di libera circolazione Trasferitosi a Milano nel 1815 dopo quasi dieci anni trascorsi a Roma, Palagi ebbe certo modo di assistere all’’’’ingresso trionfale di Francesco I d’’’’Austria e dell’’’’Imperatrice Maria Ludovica, avvenuto il 31 dicembre di quell’’’’anno, e di ritrarre dal vero il sovrano nei due mesi della sua permanenza in città. Le circostanze di questa commissione non sono tuttavia documentate con esattezza: il ritratto dell’’’’ Imperatore d’’’’Austria, eseguito dal Palagi in più versioni, si cela infatti tra le commissioni ricevute “dal Governo e da particolari” che l’’’’artista bolognese registra senza indulgere in dettagli, a differenza dei dipinti “di storia” di cui precisa invece soggetti e committenti. L’’’’attività di ritrattista per l’’’’aristocrazia milanese lo occupa intensamente almeno fino al 1821, a dimostrazione del successo ottenuto a Milano dal suo modello celebrativo, teso a restituire attraverso gli oggetti raffigurati, veri e propri attributi simbolici, il carattere del soggetto e insieme il suo ruolo pubblico. Il dipinto qui presentato costituisce una variante di quello, più noto in virtù della sua collocazione ma non necessariamente anteriore al nostro, conservato presso l’’’’Accademia di Belle Arti di Bologna e proveniente dalla Zecca di Milano che, come risulta da un pagamento all’’’’artista, gli fu commissionato da quella Direzione nel 1817. Sappiamo peraltro dalla sua corrispondenza che il dipinto in questione non fu la più antica versione di questo ritratto ma forse solo la più famosa e che, vera e propria icona del potere imperiale, fu comunque replicato in altri esemplari di cui solo il nostro sembra oggi conservato. La principale differenza rispetto al quadro di Bologna riguarda lo sfondo, nel nostro caso aperto a sinistra su un tratto di cielo che in quello è invece celato da una tenda. Un’’’’inquadratura lievemente più ampia consente altresì, nella nostra versione, una visione più completa degli attributi regali. Difficile dire quale soluzione preceda l’’’’altra: è certo però che il ritratto ufficiale dell’’’’ Imperatore dipinto da Pelagio Palagi fu poi copiato dal Mazzola verso la fine del secolo in una modesta tavoletta ora a Brera e, ridotto a mezzo busto, ripreso da Giovan Battista Gigola in una miniatura ora nelle raccolte dei Musei di Arte e Storia a Brescia.
Pelagio Palagi - Ges� E Ponzio Pilato Davanti Al Popolo

Pelagio Palagi - Ges� E Ponzio Pilato Davanti Al Popolo

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 226
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Descrizione:
PELAGIO PALAGI (Bologna 1775 - Torino 1860) Ges� e Ponzio Pilato davanti al popolo Trasfigurazione di Cristo Coppia di inchiostri su carta marrone, cm. 18 x 23,8 Non firmati In cartella Rare le raffigurazioni religiose nella produzione dell'artista. Questi interessanti disegni raffigurano due scene della passione di Cristo, che tuttavia sono permeate dalla pi� tipica espressione neoclassica del Pelagi. I suoi stilemi si evincono dall'elegante movimento delle figure e nella raffigurazione degli abiti e delle architetture, vissuta con pathos romantico. L'attribuzione certa ci � comunicata dalla propriet� Bibliografia Il Romanticismo storico: Francesco Hayez e Pelagio Palagi, Milano, Pinacoteca di Brera, 2001 D. Pescarmona, Alcuni disegni di Pelagio Pelagi per due pale d'altare, in Bollettino d'Arte, LXVII, 13, 1982
Pelagio Palagi - Ritratto Di Franz Liszt

Pelagio Palagi - Ritratto Di Franz Liszt

Originale -
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 551
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Descrizione:
Pelagio Palagi (Bologna 1775 - Torino 1860) Ritratto di Franz Liszt (?) Olio su tela, cm 47,5 x 39,5 In cornice in pastiglia dorata, cm 56 x 47,5 Il dipinto va collocato nell'ambito della notevole attività come pittore ritrattista dei Pelagio Palagi. Una produzione che gli studi ed una serie di recenti rassegne espositive hanno messo nell'opportuna luce ( si vedano, in particolare, Pelagio Pelagi artista e collezionista, catalogo della mostra a cura di R. Grandi, Bologna 1976; L'ombra di Core. Disegni dal fondo della Biblioteca dell'Archiginnasio, catalogo della mostra a cura di C. Poppi, Bologna 1989; Pelagio Palagi pittore. Dipinti dalle raccolte del Comune di Bologna, catalogo della mostra a cura di C. Poppi, Milano 1996). Del maestro bolognese l'opera ricorda l'impostazione dell'immagine, basata sul rapporto tra il volto ben caratterizzato e l'abito e lo sfondo lasciati indeterminati, secondo un gusto tipico della migliore ritrattistica neoclassica, a partire da David. Ne risulta una grande forza emotiva basata soprattutto sulla concentrazione con cui è stato reso lo sguardo dell'effigiato, attraversato da un sottile velo di malinconia. Questi caratteri ci rimandano agli anni della maturità di Palagi, tra gli anni venti e trenta, quando l'artista si era spostato da Roma a Milano, dove conseguì, prima di trasferirsi come pittore di corte a Torino, una notevole affermazione professionale. Fernando Mazzocca Oil on canvas, in 18,7 x 15,5 In a gilt pastiglia frame, in 22 x 18,7
Pelagio Palagi - L'incontro Di Carlo Viii E Gian Galeazzo Sforza A Pavia Nel1494

Pelagio Palagi - L'incontro Di Carlo Viii E Gian Galeazzo Sforza A Pavia Nel1494

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 34
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Pelagio Palagi (Bologna 1775-1860 Torino) L'incontro di Carlo VIII e Gian Galeazzo Sforza a Pavia nel1494 olio su tela 45,4x48,5 Provenance Bergamo, collezione Brambilla Literature G. Nicodemi, Francesco Hayez, Milano 1962, I, p. 260; II, tav.74. R. Grandi, Un pittore fra Rivoluzione e Restaurazione, inPelagio Palagi artista e collezionista, Bologna 1976, p. 48,riprodotto. Lot Notes Pubblicato per la prima volta dal Nicodemi come opera diFrancesco Hayez, il dipinto è stato invece riconosciuto da RenzoGrandi come studio preparatorio per l'importante composizioneeseguita dal Palagi nel 1822 e oggi conservata al Museo Civico diLodi. È peraltro l'artista stesso, nella nota autobiograficacomposta nel 1851, a ricordare tra le opere eseguite in Milano,dove si era trasferito nel 1815, le due versioni di questo soggetto(tratto dalle Istorie di Francesco Guicciardini) eseguite per duenobili milanesi, il conte Porro e il conte Mellerio. È appuntoquesta seconda versione, caratterizzata nelle parole dell'artistaper la presenza "della moglie del malato che si getta ai piedi delre scongiurandolo di proteggere lei e il figlio Francesco... e delmedico reale che consulta il polso dell'ammalato..." assenti invecenella prima, l'opera esposta a Brera nel 1822 e accolta consingolare favore dalla critica tedesca, che ne lodò in particolarela sapiente espressione degli "affetti". Pur nel recupero di unmodello tematico e compositivo di stampo "troubadour" diffuso inFrancia fin dalla metà del Settecento, e in omaggio a un generaleinteresse per la storia delle singole municipalità, il grandedipinto ora a Lodi segna un punto di svolta nella produzionedell'artista bolognese che a partire dagli anni Venti compete conFrancesco Hayez nel rinnovamento in senso romantico della pitturaitaliana. Il bozzetto qui presentato ne anticipa sostanzialmente lacomposizione, variando solo la posizione del piccolo FrancescoSforza (in piedi nella versione definitiva) e omettendo la figuradi un paggio nello sfondo. Di particolare interesse è la curaprestata dal Palagi nel ricostruire idealmente l'arredo della sala,in singolare anticipo sulle soluzioni neogotiche da lui stesso piùtardi adottate nella progettazione di arredi per la cortesabauda.

LA BIOGRAFIA DI Pelagio Palagi

PELAGI Pelagio (Bologna 1775 - Torino 1860).
L'artista studia inizialmente all'Accademia di Bologna, mentre tra il 1798-1799 è allievo presso la scuola di F.
Giani.
Tra il 1806 e il 1815 si stabilisce a Roma dove entra in contatto con l'opera di A.
Canova e J.A.D.
Ingres.Nel 1815 si trasferisce a Milano, dove apre una scuola di pittura e scultura, nel 1822 realizza con F.
Hayez alcuni affreschi a Palazzo Reale.Tra le opere del periodo ricordiamo alcuni ritratti e quadri a carattere mitologico, ad esempio "Don Pietro Lattuada" (1822) e "Diana cacciatrice"Nel 1832 si trasferisce a Torino, dove insegna all'Accademia Albertina e viene incaricato, da Carlo Alberto di Savoia, di eseguire alcune decorazioni all'interno dei Palazzi Reali.
Tra le sue opere torinesi ricordiamo: la ricostruzione del "Teatro Regio" nel 1838 e il monumento in bronzo al Conte Verde.

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