Cesare Nebbia
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Italy (Orvieto 1536 - 1614 ) - Opere

Farrando Lemoine /12-apr-2013
€ 2.500,00 - € 3.000,00
€ 3.173,00
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Opere in Arcadja
20Alcune opere di Cesare Nebbia
Estratte tra le 20 opere nel catalogo di ArcadjaCesare Nebbia - Lucrezia Romana
Originale
Numero di lotto:
326
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
326
CESARE NEBBIA
1536 - 1614
Lucrezia romana
Olio su tela, cm 143x105.
Provenienza: Christie's, Roma, dicembre 2000.
Nativo di Orvieto, allievo di Girolamo Muziano, Cesare Nebbia fu tra i maggiori pittori a Roma nella seconda met� del Cinquecento. Attivo in sedi come il Duomo di Orvieto, gli Oratori del Gonfalone e del crocefisso (Roma) e in vari ambienti del Vaticano. Nebbia oper� nei principali cantieri della Roma di Sisto V e di Clemente VIII. Dal 1579 Accademico di San Luca, Nebbia termin� la sua lunga attivit� in Lombardia. E' quindi grazie al professor Claudio Strinati, il quale vide questo dipinto in occasione dell'asta Christie's, che possiamo attribuire la paternit� di quest'opera con certezza al Nebbia. Il Professor Strinati ha proposto raffronti con brani degli affreschi realizzati da Nebbia nell'abside di Santa Susanna (Roma, 1593-1595), in particolare tra la tipologia del volto e l'impianto del corpo della "Lucrezia" e le parti corrispondenti alla Vergine orante all'apice del catino absidale. Egli ha notato inoltre i rapporti del paesaggio di sfondo con i modi di Paolo Brill, con cui Nebbia lavor�, e rimarcando la vicinanza del dipinto qui offerto agli affreschi di Jacopo Zucchi a Roma, Palazzo Ruspoli. L'impianto di un foglio di Giovanni Guerra, una "Figura allegorica" mostra rapporti con la "Lucrezia" (cfr. AA.VV. "Roma di Sisto V. Le arti e la cultura" (cat.), a cura di M.L.Madonna, Roma, 1993, p.24,f.28).
Oil on canvas.
base d’’asta:
6.000 €
Cesare Nebbia - La Guarigione Del Cieco Tobia Ad Opera Di Suo Figlio Tobia
Originale
Numero di lotto:
6
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Cesare Nebbia (Orvieto intorno al 1536 - intorno al 1614)
La guarigione del cieco Tobia ad opera di suo figlio Tobia, olio su tela, cm 209 x 174,5, in cornice, (Wo)
Cesare Nebbia fu “pittore di corte“ della Santa Sede a Roma, e pittore preferito di papa Sisto V (1585-1590) che gli commissionò gli incarichi più importanti (cfr. perizia del prof. dott. Röttgen)
Perizia: univ. prof. dott. Herwarth Röttgen, 24 gennaio 2009: “Il quadro su tela di cui ho preso conoscenza grazie ad una fotografia a colori di buona qualità, raffigura la guarigione dalla cecità del vecchio Tobia ad opera di suo figlio Tobia, che gli applica del fiele di pesce, così come si narra nel libro apocrifo di Tobia dell’’’’Antico Testamento, capitolo XI, 13. Dietro al giovane Tobia si vede l’’’’arcangelo Raffaele con il cappello e il bastone da viandante, nelle vesti di “giovane ed elegante compagno”che si era vestito e preparato a camminare (Tobia V, 5). Il dipinto di grande fascino per la sua concezione di quadro di genere, è senza dubbio opera del pittore romano Cesare Nebbia, il quale sotto Papa Sisto V (1585-1590) era divenuto il maggiore pittore cui il Pontefice commissionava tutti i suoi incarichi e che dopo di questo dipinto fu molto occupato (Oratorio del Gonfalone, S. Giovanni in Laterano). Le sue opere si ritrovano a Palazzo del Laterano e in Vaticano, soprattutto nella Biblioteca Sistina, e in numerose chiese, fra cui nella Cappella Sistina di S. Maria Maggiore. La pittura di Cesare Nebbia è caratterizzata da un grande entusiasmo per il colorito locale, con i quattro colori primari e le tonalità secondarie e cangianti. Usava di preferenza introdurre la composizione a partire da destra, con una figura che incede con passo elegante e profilo perduto, (le Nozze di Cana, Orvieto, Museo dell’’’’Opera del Duomo; Incoronazione di spine, ebda; Susanna rifiuta di adorare gli idoli, Roma, S. Susanna). I profili perduti sono un tratto in lui ricorrente (l’’’’Incoronazione di spine e l’’’’Ecce Homo, Roma, Oratorio del Gonfalone). Assai caratteristico è il raggruppamento delle teste sulla destra (S. Susanna; il Sogno di Costantino, S. Giovanni in Laterano), ciascuno con un vegliardo barbuto e un personaggio che guarda fuori dal quadro, spesso con un berretto floscio in testa. Tipica è anche la donna china in avanti, sul bordo sinistro del quadro (S. Susanna). La splendida veduta paesaggistica fa riconoscere che fu allievo di Girolamo Muziano, che fu il maggior pittore della pittura post-tridentina della riforma cattolica. Il dipinto, di grande fascino anche a livello di contenuti nella sua concezione da quadro di genere, fu realizzato probabilmente intorno al 1580/90 o anche in epoca successiva.” Il prof. dott. Röttgen confronta il dipinto presente con opere importanti di Nebbia a San Giovanni in Laterano, presso l’’’’Oratorio del Gonfalone, al Palazzo Vaticano alla Biblioteca Sistina, alla Capella Sistina di S. Maria Maggiore a Roma nonché ad Orvieto.
Provenienza: collezione privata viennese





