Joan Miro

Spain (Barcellona 1893Palma De Mallorca 1983 ) - Stampe
MIRO Joan Personnage

Blindarte Casa d'Aste /30-nov-2014
40.000,00 - 60.000,00
100.860,00

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Joan Miro - Senza Titolo

Joan Miro - Senza Titolo

Originale
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Numero di lotto: 35
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Joan Mirò Senza titolo LITOGRAFIA SU CARTA altezza: 63 cm larghezza: 91 cm Mirò Joan Senza titolo litografia su carta, cm. 63x91, es. 44/75 firmata in basso a destra, etichetta Centro d'Arte di Milano al retro, opera pubblicata su "Mirò-engravings" volume III 1973/75 a cura di J. Dupin, Edizione Poligrafa S.A.
Joan Miro - “miró Litógrafo I, Plancha Ii”

Joan Miro - “miró Litógrafo I, Plancha Ii”

Originale 1972
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Prezzo:

Numero di lotto: 634
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
JOAN MIRÓ (Barcelona, 1893 - Palma de Mallorca, 1983) “Miró litógrafo I, Plancha II”, 1972 Litografía sobre papel Arches. 44,8 x 36,8 cms. (papel). Márgenes doblados. Firmado áng.inf.dcho. Numerado: XV/LXXX. (de una edición de 230 ej.). BIBLIOGRAFÍA: VV.AA, “Joan Miró. Litógrafo. v.IV. 1969 - 1972” , Ed.Polígrafa, rep.col.pág.197.
Joan Miro - Affiche Per L'esposizione Du Livre

Joan Miro - Affiche Per L'esposizione Du Livre

Originale 1958
Stima:

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Prezzo Lordo
Numero di lotto: 862
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Descrizione:
Joan MirO Affiche per l'esposizione du livre � Toute �preuve alla Galerie Berggruen. Xilografia a colori. 370x325 mm Firmata Xilografia a colori. Mm 370x325. Foglio: mm 520x370. Firmata a matita dall'artista "Mir�" nel margine in basso a destra e numerata a matita "20/125" nel margine inferiore sinistro.�Impressa su carta Arches.� Stampata da Fequet e Baudier a Parigi e pubblicata da Cramer nel 1958 in edizione limitata di 125 esemplari firmati e numerati.� L'opera � stata creata per accompagnare la mostra dell'importante libro di Paul Eluard e Joan Mir� � Toute �preuve alla Galerie Berggruen a Parigi.�Il risultato � stato un intreccio della brillante inventiva e armonioso immaginario astratto di Mir� con la suggestiva poesia di �luard del 1947. La nostra impressione appartiene alla edizione deluxe di 125 impressioni firmate a mano.�Ci fu una successiva edizione stampata da Mourlot sulla base di questa xilografia ma stampata come un manifesto litografico con il testo.� Bibliografia: Dupin Jacques, 1992. Mir� Incisore;�1928-1960.�. Vol.1, Rizzoli / AW Fine Arts, New York.�
Joan Miro - Personnage

Joan Miro - Personnage

Originale 1979
Stima:

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Prezzo Netto
Numero di lotto: 64
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Descrizione:
Descrizione Lotto n. 64 Joan Miró Personnage Firmata in basso a destra China e pastelli a cera su carta cm 69,8x49,8 Eseguita nel 1979 Titolo e datato sul retro: 26 VI 79 Provenienza: Fondazione Basso; Collezione Carlo Alberto Palli, Prato; Centro Arte Internazionale, Milano; Collezione privata Fotografia dell'opera autenticata da Jacques Dupin a Parigi in data 8 maggio 1980 L'opera è registrata negli archivi dell'Association pour la Défense de l’’Œuvre de Joan Miró, Parigi, curato da Ariane Lelong-Mainaud Si ringrazia Ariane Lelong-Mainaud per l'aiuto nella compilazione di questa scheda Artista dal temperamento romantico, taciturno e riflessivo, Joan Miróè tra più ricercati esponenti del surrealismo. A Barcellona frequental'accademia privata diretta da Francisco Galí che insegna a riprodurreun oggetto senza guardarlo attentamente, ma conservandone laprima impressione. Questo diventa il fondamento della metodologiacreativa di Miró, che non si lega a regole e preconcetti artistici ma ponel'attenzione sul «gioco arbitrario dei pensieri» e sul sogno, dove la realtà è solo un punto di partenza per arrivare a segni fantastici e fiabeschi, profondamente evocativi dell'inconscio dell'autore. Però, anche se la pittura di Miró tende a divenire all'astrazione, nelle variopinte forme fantastiche tra loro accostate, permane quasi sempre una traccia del reale come un occhio, una stella o un profilo.Nell'opera Personnage qui presentata, è evidente come forme amorfe,galleggianti in un'atmosfera sospesa e distaccata da ogni volontàrappresentativa, acquisiscano un loro equilibrio compositivo grazieall'allegro e vivace accostamento del rosso, il blu, il giallo ed il verde, icolori privilegiati dall'artista che gli valsero il titolo di "poeta del colore", e grazie anche all'utilizzo di tecniche miste in cui il bilanciamento del nero, che lega le varie tinte pastello, evidenzia ulteriormente il linguaggio segnico, cromatico ed evocativo dell'artista catalano. Nel ritratto qui presentato Miró esalta il suo tipico astrattismo lirico che tende ad afferrare il senso più profondo, il motore e l'anima della realtà in un momento maturo e fervido di produzione artistica.
Joan Miro - Senza Titolo

Joan Miro - Senza Titolo

Originale
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Prezzo Netto
Numero di lotto: 357
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Descrizione:
Descrizione Lotto n. 357 Joan Miró (1893 -1983) n. 4 riproduzioni a colori cm 37,5x28 (ciascuna) 1) Senza titolo Riproduzione a colori degli acquerelli originali Firmata Joan Miro in basso al centro Iscrizione sul fronte: Pour Mia Kandinsky, avec mon affection 2)Senza titolo Riproduzione a colori degli acquerelli originali Firmata Joan Miro in basso a destra Iscrizione sul fronte: Pour Milena Milano amicalement 3)Senza titolo Riproduzione a colori degli acquerelli originali Firmata Joan Miro in basso a destra Iscrizione sul fronte:Pour Eugéne Jonesco, avec toute ma sympathie et admiration 4)Senza titolo Riproduzione a colori degli acquerelli originali Firmata Joan Miro in basso al centro Iscrizione sul fronte:Pour Lee and Roland Penrose, affectueusement Queste 4 riproduzioni a colori sono incluse nel libro Quleques fleurs puor des amis dell'autore Eugène Ionesco Pubblicato da Société Internationale d'Art XXe Siècle, Paris il 10 Novembre 1964

LA BIOGRAFIA DI Joan Miro

MIRO Joan Nasce a Barcellona il 20 aprile 1893.
Figlio di un orefice, e nipote di un ebanista, comincia a disegnare all'età di 8 anni.
Nel 1910 si stabilisce per un lungo periodo in campagna, nella proprietà familiare di Montroig, il cui ambiente suggestionerà direttamente ed indirettamente buona parte della sua opera.
Nel 1912 Joan Mirò entra alla Scuola d'arte di Barcellona, scopre il fauvisme ed espone per la prima volta alle gallerie Dalmau, mentre l'anno dopo si reca per la prima volta a Parigi dove conosce il connazionale Picasso e soprattutto il circolo Dada di Tristan Tzara da cui viene maggiormente attratto.
La sua pittura appare già in questo periodo decisamente originale ed è caratterizzata da un realismo trasformato dall'accentuazione o dall'aggiunta di numerosi dettagli che conferiscono a "La fattoria" (1922), un aspetto quasi allucinatorio.
Da questo periodo, Joan Mirò frequenta l'ambiente parigino e durante l'estate 1923, inizia a Montroig "Terra arata" che segna il suo passaggio al surrealismo.
In effetti, dopo aver conosciuto Pablo Picasso e Pierre Reverdy, entra in contatto con Masson ed è attraverso la sua amicizia che nel 1924 aderisce al movimento surrealista.
In un'evoluzione dai primi paesaggi cosiddetti 'particolaristi', le opere di questo periodo si caratterizzano per un'atmosfera sospesa e distaccata da ogni volontà rappresentativa, che si orienterà sempre più verso un'astrazione lirica raggiunta attraverso segni grafici elementari.
Nel 1925 Joan Mirò espone alla galleria Pierre di Parigi.
Continuando a risiedere alternativamente a Parigi e Montroig, si dedica, spronato da Breton, a una pittura improntata al più "puro automatismo".
Forme in completa libertà, nè astratte, nè figurative, neanche "simboliche" nel senso comune del termine, si muovono su di una superficie ove è scomparso ogni effetto prospettico.
Il carattere concreto dei titoli, tuttavia, così come l'audacia dell'impostazione, si allontanano del resto da ogni riferimento a un'arte puramente decorativa.
Un grafismo sempre molto deciso si unisce alla struttura analogica propria del surrealismo nel celebre "Nudo" del 1926.
Tuttavia Joan Mirò intraprende a partire dal 1928 nuove ricerche: sviluppa l'idea di reinterpretare, attraverso il gioco delle associazioni mentali, i quadri dei maestri del XVII secolo e anche la pubblicità, trasformando così un motore diesel in ritratto di "La regina Luisa di Prussia" (1929).
Lo stesso processo di disintegrazione e ricostituzione viene applicato da Joan Mirò a opere su carta, collages e "oggetti surrealisti".
Dal 1927 Joan Mirò aveva sperimentato il "quadro-poema", cioè l'iscrizione diretta sulla tela di qualche frase poetica tra i suoi consueti asterismi.
Al 1930 risalgono le litografie (le prime di un'abbondante produzione) per L'albero dei viaggiatori di Tristan Tzara.
Nel 1933, si cimenta nell'acquaforte ed esegue le sue prime sculture.
Dal 1934 al 1937 Joan Mirò sperimenta tutti i tipi di nuovi supporti per la propria pittura (carta vetro, carta catramata), mentre ritorna all'interpretazione poetica del "reale" che aveva contrassegnato i suoi esordi.
Profondamente colpito dalla guerra di Spagna, Joan Mirò esegue nel 1937, una pittura murale per il padiglione della Spagna repubblicana all'Esposizione internazionale di Parigi "Il falciatore".
Con l'occupazione tedesca di Parigi, Joan Mirò rientra in Spagna e vive in assoluta solitudine (Palma di Maiorca, Montroig, Barcellona), rifiutando esplicitamente ogni partecipazione a manifestazioni artistiche organizzate dal regime franchista.
Joan Mirò sembra limitare anche la sua attività pittorica alla ripresa di temi precedenti, benchè allo stesso periodo risalga uno dei suoi capolavori: la "Metamorfosi" di un Ritratto di uomo del XIX.
Del 1947 è la grande decorazione murale per l'Hotel Terrace Palace di Cincinnati, eseguita durante il suo primo viaggio negli Stati Uniti, mentre la decorazione del monumentale muro di ceramica per il Palazzo dell'UNESCO a Parigi fu realizzata nel 1958.
All'inizio degli anni Sessanta Joan Mirò si recherà altre due volte negli Stati Uniti dove, oltre che ricevere tributi e onori, verrà influenzato dalla pittura informale americana.
La sua opera, che non aveva mai cercato la completa astrazione bensì un linguaggio surreale poeticamente semplificato, nell'ultimo periodo si abbandonerà dunque, al trionfo fantastico del colore puro, in una gioiosa libertà formale.
Il 25 dicembre del 1983, all'età di novant'anni, Joan Mirò muore a Palma di Maiorca e viene sepolto a Barcellona.

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