Joan Miro

Spain (Barcellona 1893Palma De Mallorca 1983 ) - Stampe
MIRO Joan Senza Titolo

Sant'Agostino /19-mag-2014
200,00 - 300,00
150,00

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Joan Miro - Senza Titolo

Joan Miro - Senza Titolo

Originale
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Numero di lotto: 15
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Descrizione:
Joan Mirò senza titolo Litografia altezza: 34,8 cm larghezza: 51,9 cm MIRO' JOAN Barcellona 1893 - Palma di Maiorca 1983 senza titolo litografia es. h.c. 34,8x51,9 firma in basso a destra tiratura in basso a sinistra timbro a secco Graphis Arte Livorno in basso a sinistra
Joan Miro - Senza Titolo

Joan Miro - Senza Titolo

Originale -
Stima:
Base d'asta:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 66
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
JOAN MIRO' Senza titolo. Acquaforte, acquatinta, carborundum altezza: 85 cm larghezza: 70 cm MIRO' JOAN (1893 - 1983) Senza titolo. Acquaforte, acquatinta, carborundum. Cm 70,00 x 85,00. H.C. Tiratura e firma in basso a matita. Dimensioni lastra: cm 70x50. In basso a sinistra timbro a secco Sala Gasbar. Cornice presente
Joan Miro - Manifesto Per L'esposizione Miró

Joan Miro - Manifesto Per L'esposizione Miró

Originale 1978
Stima:

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Prezzo Netto
Numero di lotto: 11
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Joan Mirò Manifesto per l'esposizione Miró 1978 LITOGRAFIA A COLORI altezza: 78 cm larghezza: 57 cm Joan Miró Barcellona 1893 - Palma di Maiorca 1983 Manifesto per l'esposizione Miró, 1978 Litografia a colori, es. 41/75, cm. 78x57 Firma a matita in basso a destra: Miró, in basso a sinistra tiratura: 41/75. Manifesto per l'esposizione Miró, Parigi, Galerie Maeght, 22 novembre 1978 - 19 gennaio 1979. Tiratura di 75 esemplari firmati e numerati avant la lettre. Maeght Editore, Parigi, stampatore Arte Adrien Maeght, Parigi. Bibliografia: Patrick Cramer, Joan Miró Litografo, VI, 1976-1981, Maeght Éditeur, Paris, 1992, p. 98, n. 1171.
Joan Miro - Senza Titolo

Joan Miro - Senza Titolo

Originale 1963
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Base d'asta:

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Prezzo Netto
Numero di lotto: 7
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Joan Mirò "Senza titolo" 1963 LITOGRAFIA ORIGINALE A COLORI altezza: 38 cm larghezza: 28 cm MIRO' JOAN E 1893 - 1983 "Senza titolo" 1963 38x28 litografia originale a colori Tavola per "Derrière le Miroir" n. 139-140, tav. VIII, editore Maeght, stampatore Maeght Levallois Bibl.: - Mourlot II, 279; Cramer 83
Joan Miro - Gaudì Xviii

Joan Miro - Gaudì Xviii

Originale 1979
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Numero di lotto: 5
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
&#945 5. Joan Mirò (Barcellona 1893 – Palma di Maiorca 1983) - Gaudì XVIII, 1979 acquaforte acquatinta, es. 26/50 (dalla tiratura di 50 ess. in numerazione araba e XV ess. contrassegnati con numeri romani), cm 90,7 x 63 Firma con matita bianca in basso a destra Editore Maeght, Barcellona Foglio leggermente ingiallito con una traccia di colla al retro dell’angolo superiore sinistro e tracce di adesivo cartaeo, sempre al retro, lungo il perimetro BIBLIOGRAFIA: J. Dupin/ A.Lelong-Mainaud, Mirò graveur IV, 1976-1983, ed. Lelong, Parigi 2001, n°1077 JOAN MIRÒ (BARCELONA 1893 - PALMA DE MAILLORCA 1983), GAUDÌ XVIII, 1979, COLOURED ETCHING, NUMBERED 26/50, CM 90,7 X 63, SIGNED IN PENCIL BOTTOM RIGHT

LA BIOGRAFIA DI Joan Miro

MIRO Joan Nasce a Barcellona il 20 aprile 1893.
Figlio di un orefice, e nipote di un ebanista, comincia a disegnare all'età di 8 anni.
Nel 1910 si stabilisce per un lungo periodo in campagna, nella proprietà familiare di Montroig, il cui ambiente suggestionerà direttamente ed indirettamente buona parte della sua opera.
Nel 1912 Joan Mirò entra alla Scuola d'arte di Barcellona, scopre il fauvisme ed espone per la prima volta alle gallerie Dalmau, mentre l'anno dopo si reca per la prima volta a Parigi dove conosce il connazionale Picasso e soprattutto il circolo Dada di Tristan Tzara da cui viene maggiormente attratto.
La sua pittura appare già in questo periodo decisamente originale ed è caratterizzata da un realismo trasformato dall'accentuazione o dall'aggiunta di numerosi dettagli che conferiscono a "La fattoria" (1922), un aspetto quasi allucinatorio.
Da questo periodo, Joan Mirò frequenta l'ambiente parigino e durante l'estate 1923, inizia a Montroig "Terra arata" che segna il suo passaggio al surrealismo.
In effetti, dopo aver conosciuto Pablo Picasso e Pierre Reverdy, entra in contatto con Masson ed è attraverso la sua amicizia che nel 1924 aderisce al movimento surrealista.
In un'evoluzione dai primi paesaggi cosiddetti 'particolaristi', le opere di questo periodo si caratterizzano per un'atmosfera sospesa e distaccata da ogni volontà rappresentativa, che si orienterà sempre più verso un'astrazione lirica raggiunta attraverso segni grafici elementari.
Nel 1925 Joan Mirò espone alla galleria Pierre di Parigi.
Continuando a risiedere alternativamente a Parigi e Montroig, si dedica, spronato da Breton, a una pittura improntata al più "puro automatismo".
Forme in completa libertà, nè astratte, nè figurative, neanche "simboliche" nel senso comune del termine, si muovono su di una superficie ove è scomparso ogni effetto prospettico.
Il carattere concreto dei titoli, tuttavia, così come l'audacia dell'impostazione, si allontanano del resto da ogni riferimento a un'arte puramente decorativa.
Un grafismo sempre molto deciso si unisce alla struttura analogica propria del surrealismo nel celebre "Nudo" del 1926.
Tuttavia Joan Mirò intraprende a partire dal 1928 nuove ricerche: sviluppa l'idea di reinterpretare, attraverso il gioco delle associazioni mentali, i quadri dei maestri del XVII secolo e anche la pubblicità, trasformando così un motore diesel in ritratto di "La regina Luisa di Prussia" (1929).
Lo stesso processo di disintegrazione e ricostituzione viene applicato da Joan Mirò a opere su carta, collages e "oggetti surrealisti".
Dal 1927 Joan Mirò aveva sperimentato il "quadro-poema", cioè l'iscrizione diretta sulla tela di qualche frase poetica tra i suoi consueti asterismi.
Al 1930 risalgono le litografie (le prime di un'abbondante produzione) per L'albero dei viaggiatori di Tristan Tzara.
Nel 1933, si cimenta nell'acquaforte ed esegue le sue prime sculture.
Dal 1934 al 1937 Joan Mirò sperimenta tutti i tipi di nuovi supporti per la propria pittura (carta vetro, carta catramata), mentre ritorna all'interpretazione poetica del "reale" che aveva contrassegnato i suoi esordi.
Profondamente colpito dalla guerra di Spagna, Joan Mirò esegue nel 1937, una pittura murale per il padiglione della Spagna repubblicana all'Esposizione internazionale di Parigi "Il falciatore".
Con l'occupazione tedesca di Parigi, Joan Mirò rientra in Spagna e vive in assoluta solitudine (Palma di Maiorca, Montroig, Barcellona), rifiutando esplicitamente ogni partecipazione a manifestazioni artistiche organizzate dal regime franchista.
Joan Mirò sembra limitare anche la sua attività pittorica alla ripresa di temi precedenti, benchè allo stesso periodo risalga uno dei suoi capolavori: la "Metamorfosi" di un Ritratto di uomo del XIX.
Del 1947 è la grande decorazione murale per l'Hotel Terrace Palace di Cincinnati, eseguita durante il suo primo viaggio negli Stati Uniti, mentre la decorazione del monumentale muro di ceramica per il Palazzo dell'UNESCO a Parigi fu realizzata nel 1958.
All'inizio degli anni Sessanta Joan Mirò si recherà altre due volte negli Stati Uniti dove, oltre che ricevere tributi e onori, verrà influenzato dalla pittura informale americana.
La sua opera, che non aveva mai cercato la completa astrazione bensì un linguaggio surreale poeticamente semplificato, nell'ultimo periodo si abbandonerà dunque, al trionfo fantastico del colore puro, in una gioiosa libertà formale.
Il 25 dicembre del 1983, all'età di novant'anni, Joan Mirò muore a Palma di Maiorca e viene sepolto a Barcellona.

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