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Nicolas Mignard D'Avignon

(1606 -  1668 )
MIGNARD D'AVIGNON Nicolas Erminia Findet Den Verletzten Tancred

Van Ham
17-mag-2013
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Nicolas Mignard D'Avignon nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
73

Alcune opere di Nicolas Mignard D'Avignon

Estratte tra le 73 opere nel catalogo di Arcadja
Nicolas Mignard D'Avignon - Autoritratto In Veste Di Cacciatore

Nicolas Mignard D'Avignon - Autoritratto In Veste Di Cacciatore

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 23
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Autoritratto in veste di
cacciatore
, inedito e non documentato, è attribuito su base
stilistica da Arnauld Brejon de Lavergnée al catalogo di Nicolas
Mignard artista prolifico quanto versatile, pittore di soggetti
allegorici, di pale d\’\’\’\’altare e di ritratti. Nicolas, capo di una
dinastia, condivise la celebrità con il fratello minore Pierre
detto \“le Romain\” - per i vent\’\’\’\’anni passati in Italia - e con i
figli Pierre, detto
le Chavalier
, e Paul. Nel 1635 Nicolas
si trasferì a Roma al seguito del cardinale Alphonse Duplessis,
ambasciatore del re di Francia, dove assieme al fratello Pierre e
con il Vuibert furono impegnati a eseguire copie di Raffaello e
dalla galleria Farnese. Il pittore resterà fedele per tutta la vita
all\’\’\’\’arte di Raffaello e ai suoi sviluppi più recenti attraverso le
forme di Annibale Carracci, Guido Reni e Domenichino (per es.

La Pietà
, 1655, Avignon, Musée Calvet;
La
Presentazione della Vergine al tempio
, 1657, Avignon, Église
Notre Dame des Doms). Mignard, dopo un soggiorno di due anni a Roma
rientrò ad Avignone nel 1636, dove realizzerà un numero
impressionante di opere destinate a chiese - la maggior parte delle
quali si trova ancora nei luoghi per le quali furono dipinte -
decorazioni private (Decorazione di una camera di Casa
Tonduti-Lescaréne, dal 1655 al 1659, Avignon, Musée Calvet) e
ritratti, molti dei quali sono ancora da rintracciare.
La fama di ritrattista di Nicolas Mignard è
testimoniata, dalle fonti e da una serie di incisioni che
riproducono le effigi di pittori, nobili e prelati. Il suo
prestigio come ritrattista fu decretato nel 1660 allorquando il
cardinale Mazzarino, per il quale Nicolas aveva già dipinto un
ritratto quando questi era vice-legato ad Avignone (1634-1637)(1),
lo introdusse a corte durante il viaggio del giovane Louis XIV in
Provenza. In quell\’\’\’\’occasione Mignard ritrasse il sovrano è il
consenso fu tale che
\“cinq ou six Seigneurs\”
gli
ordinarono immediatamente il loro ritratto. Nel 1660 Mignard si
trasferì nella capitale francese e, nonostante la morte di
Mazzarino (9 marzo 1661), il successo parigino come pittore
ritrattista fu eclatante
\“commença de travailler aux Portraits
du Roy, de la Reine, leurs Majestez furent si satisfaites, que le
Roy ordonna d\’\’\’\’en faire plusieurs pour envoyer dans les Pais
étrangers. La pluspart des Grands Seigneurs voulurent aussi en
avoir des copies et à l\’\’\’\’envi les uns des autres désirérent
d\’\’\’\’estre eux-mêmes peint de sa main\”
(2). L\’\’\’\’esattezza di
questa testimonianza è confermata dalle incisioni raffiguranti i
ritratti del re Louis XIV e della regina Marie-Thérèse e da una
lettera del pittore indirizzata ad un amico dove gli annunciava di
dover dipingere nuovi ritratti per il principe di Condé, il conte
de Soissons, il duca de Mercœur (16 dicembre 1661).
Certo non può essere né improvvisa né causale la reputazione di
Mignard quale esecutore di ritratti e se la sua abilità lo portò a
Parigi, questa evidentemente deriva da una lunga consuetudine
all\’\’\’\’osservazione e all\’\’\’\’analisi fisionomica. Dell\’\’\’\’attività di
ritrattista di Mignard, fino ad oggi, sono state rintracciate tre
tele: fra queste l\’\’\’\’unico ritratto firmato, ma non datato,
raffigura
Il vice-legato Federico Sforza che presenta la città
di Avignone al Beato Pierre de Luxembourg
(Avignon, Musée
Calvet, in deposito al Palais du Roure) (3). L\’\’\’\’altro ritratto
attribuito con certezza a Nicolas Mignard è quello raffigurante

Molière come Cesare da \‘La Morte di Pompeo\’\’\’\’
(Paris, Musée
de la Comédie- Française). L\’\’\’\’opera descritta nei particolari nel
1769 da Fréron, risulta essere stata dipinta da
\“Mignard son
ami\”
probabilmente verso la fine del 1657, forse in occasione
di un passaggio di Molière da Avignone (4). Il terzo, un piccolo

Ritratto di giovane donna
(Aix, Musée Granet), gli è stato
attribuito da Louis Malbos che lo data alla fine del soggiorno
avignonese del pittore (5).
Il ritratto del giovane uomo con una testa
di cinghiale è stato identificato con il pittore Mignard attraverso
il confronto della fisionomia con quella dipinta dal figlio Paul
(Lyon, Musée des Beaux-Arts), che lo raffigura nello studio mentre
sta dipingendo una
Annunciazione
, assai simile a quella
data 1637 realizzata per la chiesa di Notre-Dame-des-Doms di
Avignone. La tela dipinta da Paul prima del 1672, anno nel quale
divenne accademico proprio grazie a quest\’\’\’\’opera, unisce immagini
che evidentemente appartenevano al patrimonio della bottega
paterna: il disegno preparatorio con la Vergine inginocchiata, il
bozzetto ad olio sul cavalletto, lo studio per un drappeggio
appoggiato sul tavolo assieme al compasso che rappresenta
l\’\’\’\’architettura, infine, per il ritratto del padre già morto da
qualche anno, può aver usato dei ritratti disegnati o dipinti dallo
stesso Nicolas come l\’\’\’\’
Autoritratto
datato 1665 ca.
conservato nel Musée Calvet di Avignone. Il volto allungato e magro
di Mignard, il naso leggermente aquilino, gli occhi diseguali e
leggermente segnati e il labbro superiore molto sottile trovano
un\’\’\’\’esatta corrispondenza, nonostante la differenza di età, nelle
fattezze del giovane abbigliato con una veste gialla all\’\’\’\’antica.
Il superbo autoritratto, che esprime fisicità e autorità, è stato
realizzato senza dubbio durante il soggiorno romano (1635-1636) o
immediatamente dopo il ritorno di Nicolas in Francia. L\’\’\’\’uomo, a
mezzo busto, appoggiato ad un parapetto di marmo rosso venato di
bianco, trattiene la testa mozzata e insanguinata di un cinghiale,
alle sue spalle oltre una tenda drappeggiata si apre un paesaggio
quasi notturno. Mignard non si celebra con gli strumenti consueti
per un artista: la tavolozza, i pennelli, ma con una testa di
cinghiale, raffigurata con la precisione maniacale del pittore di
natura morta. L\’\’\’\’insolito attributo renderebbe il quadro misterioso
e stranissimo se non ci venisse in aiuto una biografia di Mignard
compilata nel 1774 che riferisce come il pittore francese

\“sempre dipinse con la mano sinistra, con la quale fu eziando
bravo tiratore alla caccia, onde meritò le lodi dei più celebri
Poeti e degli Scrittori più rinomati\”
(6).
Il dipinto in oggetto è stilisticamente vicino alla Visitazione,
all\’\’\’\’
Annunciazione
(entrambe Avignon, Chiesa di Notre Dame
des Doms) e sopratutto al
San Bruno
(Avignon, Musée
Calvet) datati fra 1636-1638. Le prime due tele, malgrado
l\’\’\’\’evidente memoria di Simon Vouet, mostrano nei colori dorati e
rossastri il ricordo di Lanfranco mentre l\’\’\’\’eleganza della
composizione fa pensare a Guido Reni. Il
San Bruno
, d\’\’\’\’una
semplicità magistrale, mostra nello sviluppo del drappeggio,
nell\’\’\’\’intensità delle gamme cromatiche, nella luminosità intensa e
nelle superfici smaltate delle carni contro lo sfondo scuro una
stretta vicinanza con questo autoritratto di Nicolas, la cui testa
girata e fiera guarda decisa in avanti verso lo spettatore. La
figura del giovane uomo, anche qui isolata contro il fondale scuro,
ha il volto nobilitato da un\’\’\’\’esecuzione liscia che abolisce
imperfezioni o particolari troppo evidenti mentre le pieghe
sobriamente drappeggiate della veste non hanno il compito di
sottolineare la muscolatura ma semplicemente delineare il corpo
proprio come avviene nel
San Bruno
. L\’\’\’\’aulicità della
rappresentazione non impedisce a Nicolas di attenersi alla propria
fisionomia, in una originale ricerca di equilibrio tra impersonale
e personale, nel tentativo di percorrere una strada non di
naturalismo ma nemmeno di assoluta idealizzazione. L\’\’\’\’estrema
finitezza del tratto, il tocco sensibile e senza concessioni alla
foga barocca, la contenutezza dell\’\’\’\’invenzione stessa appartengono
a pieno titolo al Nicolas Mignard, uno dei massimi pittori francesi
del XVII secolo, ormai aperto ai suggerimenti della pittura
italiana non da seguace ma da eclettico sperimentalista di
successo.
Si ringrazia il professore Arnauld Brejon
de Lavergnée che ha esaminato il dipinto in originale e ha
confermato l\’\’\’\’attribuzione (comunicazione orale).
Provenienza
Mr and Mrs A. Cameron Rockfield Kells, Co. Meath Irlanda
Bibliografia
Nicolas Mignard d\’\’\’\’Avignon (1606-1668),
mostra a cura di
M. A. Schnapper, Avignone, Palazzo dei Papi, 25 giugno - 15 ottobre
1979, Marsiglia, 1979.
Dipinto in Temporanea
Importazione
Export Permitted
(1) A. Félibien,
Entretiens sur
les vies et les ouvrages des plus excellens peintre anciens et
modernes
, Paris, ed. 1685-1688, vol. 2, passim.
(2) Il prelato documentato ad Avignone nel 1641, mentre
infuriava la peste, è raffigurato in ginocchio su un bel
tappeto mentre presenta la città di Avignone, ben riconoscibile
sullo sfondo, al beato Pierre de Lussembourg protettore della
città cfr. Nicolas
Mignard, op. cit
., 1979, p. 50, scheda
n. 16.
(3)
Nicolas Mignard, op. cit.,
1979, p. 108-109,
scheda n. 75.
(4)
Nicolas Mignard, op. cit
., 1979, p. 121, scheda
n. 111.
(5)
Serie degli uomini i più illustri della pittura,
scultura e architettura con i loro elogi, e ritratti incisi in
rame...
, Firenze, Allegrini, Pisoni e Comp., 1774, tomo X, p.
172.
Nicolas Mignard D'Avignon - Etude De Tête D'évêque Ou De Grand Prêtre

Nicolas Mignard D'Avignon - Etude De Tête D'évêque Ou De Grand Prêtre

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 60
Altre OPERE IN ASTA
Nicolas Mignard D'Avignon - The Virgin And Child

Nicolas Mignard D'Avignon - The Virgin And Child

Originale 1654
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 2065
Altre OPERE IN ASTA
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