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Mario Merz

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Italy ( Milano 1925 2003 ) -  Opere Wikipedia® - Mario Merz
MERZ Mario Senza Titolo

Sotheby's / 25-mag-2011
15.000,00 - 20.000,00
Non aggiudicato
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Mario Merz nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
191

Alcune opere di Mario Merz

Estratte tra le 191 opere nel catalogo di Arcadja

Mario Merz - La Chiesa È Proiettata

Originale 1987
 
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 91
Altre OPERE IN ASTADescrizione:
MARIO MERZ (1925-2003) La chiesa è proiettata..., 1987 disegno su carta, cm. 43x56 firmato in basso a sinistra pubblicato sul catalogo Disegno italiano del Novecento città di Lugano pag.168 Electa edizione La chiesa proiettata...., 1987 drawing on paper, cm. 43x56 signed in the bottom left published on catalog Disegno italiano del Novecento Lugano pag. 168 edited by Electa edizione

Mario Merz - Senza Titolo

Originale
 
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 167
Altre OPERE IN ASTADescrizione:
Merz Mario, Plessi Fabrizio Per partecipare all' asta Numero lotto: 167 Lotto unico di due Opere - “Mario Merz”, Melpomene, Riproduzione fotolitografica a quattro colori offset, cm. 28×21, es. 857/5000, espressamente eseguita in esclusiva per la serie “Le nove muse”, di Bolaffiarte in 5000 esemplari riservati al Club dei 5000;- “Fabrizio Plessi”, Rapporto sull’’acqua, Riproduzione fotolitografica a sette colori offset, cm. 30×23,3, es. 1328/5000, espressamente eseguita per il numero 39 di Bolaffiarte in 5000 esemplari riservati ai nuovi abbonati. Stima: Offerta libera Massima offerta pervenuta Euro:

Mario Merz - Melpomene

Originale
 
Stima:
Base d'asta:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 133
Altre OPERE IN ASTADescrizione:
Mario Merz Melpomene riproduzione litografica a 4 colori offset altezza: 28 cm larghezza: 21 cm Mario Merz Melpomene riproduzione litografica a 4 colori offset,es. 1295/5000 cm. 28x21 Firma in basso a dx Dichiarazione di autenticità con timbro a secco della BolaffiArte in basso a sx

Mario Merz - Senza Titolo

Originale 1976
 
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 153
Altre OPERE IN ASTADescrizione:
LOT 153 - MARIO MERZ 1925 - 2003 SENZA TITOLO firmato e datato 1976 matita e inchiostro su carta 15,000—20,000 EUR cm. 63x90 firmato e datato 1976 matita e inchiostro su carta Opera registrata presso l'Archivio Mario Merz, Torino, con il n.294/1976/CT L'opera è accompagnata da certificato su fotografia rilasciatodall'Archivio Mario Merz, in data luglio 2010 PROVENANCE Galleria Christian Stein, TorinoIvi acquistato dall'attuale proprietario CATALOGUE NOTE signed and dated 1976; pencil and ink on paper Opera registrata presso l'Archivio Mario Merz, Torino, con il n.294/1976/CT L'opera è accompagnata da certificato su fotografia rilasciatodall'Archivio Mario Merz, in data luglio 2010

Mario Merz - Senza Titolo

Originale 1967
 
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 54
Altre OPERE IN ASTADescrizione:
Mario Merz (1925-2003) Senza titolo - Bottiglia lampada al neon, bottiglia e morsetto dimensioni variabili (lampada al neon: lunghezza cm 80; bottiglia:cm 21x10; morsetto: cm 24x12) Realizzata nel 1967 Opera registrata presso l'Archivio Mario Merz, Torino, n.1448/1967/NN, come da autentica su fotografia Artist's Resale Right ("droit de Suite"). If the Artist's ResaleRight Regulations 2006 apply to this lot, the buyer also agrees topay us an amount equal to the resale royalty provided for in thoseRegulations, and we undertake to the buyer to pay such amount tothe artist's collection agent. DA UNA COLLEZIONE PRIVATA TORINESE Nel 1966 Mario Merz si allontana dalla produzione artisticatradizionale, abbandonando tele e pennelli, cominciando a creareopere costituite da oggetti della vita quotidiana attraversati datubi al neon. L'opera qui presentata deriva da questa innovativa tendenzadell'artista, che da lì a un anno lo porta a esporre proprio nel1967 (anno di realizzazione di Senza titolo - Bottiglia) con ilnuovo movimento Arte Povera. Insieme ad artisti come Anselmo, Boetti, Fabro, Kounellis, Paolini,Penone, Pistoletto e Zorio, Merz intraprende un percorso chescardina l'abituale visione dell'arte, imponendo al pubblicoitaliano e non solo opere costituite di elementi nuovi. Gli oggetti tratti dalla realtà di tutti i giorni sono i nuovimateriali e i protagonisti di moderne sculture einstallazioni. La semplicità e la purezza della forma di una bottiglia diventanoarte, nel momento in cui questa è accostata a un tubo al neon chela attraversa. Il neon è la luce, ciò che alimenta la composizione e dà vita allabottiglia, snaturalizzandola e togliendola dal suo contesto dioggetto della quotidianità. Quest'uso di materiali non artistici è la caratteristica primariadell'Arte Povera che si concretizza appunto in un rifiuto delletecniche tradizionali a favore di mezzi "poveri" e non propri dellinguaggio dell'arte fino a quel momento. In Merz come in altriartisti del movimento, questa ricerca prenderà due strade: quelladell'utilizzo di materiali naturali (come pietre o frutta) e quelladel riuso di scarti industriali. Come una moderna fontana da cui sgorga luce invece di acqua,l'opera qui illustrata dimostra come il neon va a penetrarel'oggetto e a fondersi con questo in una sorta di innovativascultura. Il morsetto, i cavi a vista e l'alimentatore donano un'idea difunzionalità, offrendo allo spettatore la possibilità diavvicinarsi a un'opera composta di parti che riconosce e che nonvede come distanti e irraggiungibili. Si instaura un'espressivitàsensoriale nuova e più immediata rispetto al concetto di pittura escultura finora conosciuti. Lo slancio del tubo al neon ricurvo crea una percezione dimovimento e di invasione dello spazio, a dimostrazione di comel'opera di Merz sa vivere e vibrare nell'ambiente che lacirconda.

LA BIOGRAFIA DI Mario Merz

Dal 1967 Mario Merz è uno degli esponenti di maggior spicco dell'Arte povera, movimento artistico nato attorno alla metà degli anni Sessanta a Torino, che mirava alla riduzione ai minimi termini dell'opera e, riconducendo i segni ai loro archetipi.
Si dedica ad una pittura di segno astratto-espressionista, con cui esordisce 1953.
L'abbandono della pittura lascia il posto alla sperimentazione, eseguita su materiali fino a quel momento considerati non artistici, naturali o tecnologici, come le barre di neon luminoso che inserisce in oggetti di uso comune come ombrelli e bottiglie: una traccia energetica che rimanda al dinamismo dei futuristi italiani.
Dal 1968 indaga sulla struttura dell'igloo, visto come costruzione primaria e abitazione archetipica, che realizza nei più diversi materiali, come terra e mastice, tele di juta, lastre di pietra e di vetro disposti su strutture a semisfera di metallo.
Dal 1976 lavora alla spirale, emblema energetico e ancora figura archetipica, che realizza come struttura tubolare di ferro con piani di vetro ed altro materiale.
Il tema della spirale viene associato a quello multiplo del tavolo.
Dalla fine degli anni Settanta recupera il figurativo che rievoca un po' i suoi esordi pittorici, dipingendo grandi immagini di animali "preistorici".
I dipinti su tele libere spesso diventano parte d'installazioni.
Tra le sue principali mostre personali: Galleria Sperone di Torino nel 1968, Walker Art Center di Minneapolis nel 1972, Modern Museet di Stoccolma nel 1983, Guggenheim Museum di New York nel 1989, Castello di Rivoli (To) nel 1990 e Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Trento nel 1995.