
Palais Dorotheum /16-ott-2007
€ 18.000,00 - € 24.000,00
Non aggiudicato
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Anton Rafael Mengs nelle aste italiane ed internazionali.
Consulta stime ed aggiudicazioni di Anton Rafael Mengs
Detto anche :

Anton Raphael Maengs

I clienti che hanno cercato Anton Rafael Mengs hanno cercato anche:
Pablo Picasso, Maurizio Cattelan, Lucio Fontana, Henri Matisse, Amedeo Modigliani, Gerhard Richter, Michelangelo Pistoletto, Viktor Vasarhely, Jean-Michel Basquiat, Jeff Koons, Francis Bacon
Pablo Picasso, Maurizio Cattelan, Lucio Fontana, Henri Matisse, Amedeo Modigliani, Gerhard Richter, Michelangelo Pistoletto, Viktor Vasarhely, Jean-Michel Basquiat, Jeff Koons, Francis Bacon
Opere in Arcadja
175Alcune opere di Anton Rafael Mengs
Estratte tra le 175 opere nel catalogo di ArcadjaAnton Rafael Mengs - San Pietro
Originale
Numero di lotto:
247
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
247
Da Anton Raphael Mengs
SAN PIETRO
penna probabilmente su tracce incise, tempera, oro su carta, cm 27,9x38,2
Provenienza:
collezione privata, Germania
Bibliografia:
Mengs. La scoperta del Neoclassico, a cura di Steffi Roettgen, Venezia 2001, pp. 320-321, fig. 116c.
La nota critica qui pubblicata si deve a Steffi Roettgen.
“Le tre tempere riproducono tre dei cinque riquadri del soffitto terminato da Mengs con l'intervento di Cristoforo Unterperger nel
1773 in una piccola stanza della Biblioteca Vaticana adibita durante il pontificato di Clemente XIV (1771) a custodia dei papiricon un
complesso programma allegorico, storico e decorativo che allude all'Egitto e alla pianta del Papiro. La fama del soffitto e la ricchezza
della stanza completata nel 1776 con preziosi marmi policromi e armadi a muro dorati fecero sì che numerosi giovani artisti allora a
Roma presentarono richieste per poter copiare gli affreschi in piccolo come risulta dalla relativa documentazione nell'Archivio della
Biblioteca Vaticana. Dovevano quindi essere numerose le copie colorate di questo soffitto che inaugurava a Roma la stagione del gusto
egizio che si evolverà poi ulteriormente nella Stanza Egizia della Villa Borghese per opera di Domenico Corvi nel 1784. La sequenza dei
tre disegni colorati (lotti 247, 248, 249) finemente e con gran dispendio che in origine comprendeva probabilmente anche gli altri due
riquadri raffiguranti Mosè in trono e due putti che giocano con un'Ibis è l'unica a sopravvivere delle numerose riprese ridotte dal soffitto
realizzate negli anni tra il 1777 e il 1783. La più famosa riproduzione in piccolo venne eseguita da Alejandro de la Cruz nel 1777 e
venne donato all'Infante spagnolo D. Luis de Bourbon nella cui collezione rimase fino al 1818. Non è da escludere che le tre tempere
benché prive di marchi di provenienza facessero parte di questo nucleo.
Il decoro delle cornici che nelle tre tempere circondano i riquadri non corrispondono esattamente al soffitto e nemmeno alle incisioni
di Domenico Cunego progettata sin dal 1776, ma realizzata soltanto nel 1782-1783.(cat. Mostra Padova 2001, cat. 118, 119, 120, 121,
v. in part. p. 325, cat. 117). Confrontando le misure delle tempere, di dimensioni decisamente inferiori rispetto a quelle delle incisioni
(Allegoria del Museo Pio Clementino, incisione: 581 x 365 mm; Putti con Pellicano, incisione: 368 x 828 mm, San Pietro, incisione: 363 x
618 mm), si deduce che queste non derivino dalle incisioni di Cunego. Sembra però che sotto i leggeri tratti di penna ci siano delle
linee incise le quali per ora non si possono collegare con nessuna fonte scritta”.
2.500/3.500
Anton Rafael Mengs - Ritratto Di Bambino
Originale
Numero di lotto:
115
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
115.
ANTON RAPHAEL MENGS
(Aussig, 1728 - Roma, 1779)
Ritratto di bambino
Tecnica mista su carta incollata su tavola,
cm 27X21,5
Stima 7.500 - 8.000
Approfondimento dell'opera
Acclamato in tutta Europa come il maggiore esponente del Neoclassicismo, rinnegando la tradizione pittorica barocca con la rivisitazione e lo studio dell'antico, Anton Raphael Mengs compie il suo primo viaggio a Roma dal 1741 al 1744 lavorando presso l'atelier di Marco Benefial, senza tralasciare lo studio della statuaria, dei grandi cicli a fresco di Raffaello e della pittura classicista del 600. Tornato a Dresda nel 1744 venne nominato pittore di corte, eseguendo per lo più ritratti a pastello - tra cui il Ritratto di Augusto III, il Ritratto del padre e l'Autoritratto - opere ora conservate alla Gemäldegalerie della città. Nel 1746, dopo aver visitato Venezia, Parma, Bologna e Firenze, il pittore raggiunge nuovamente Roma dove soggiorna fino al 1749, teorizzando il concetto del bello ideale che trascende la natura perfezionandola: un assunto critico che nel 1762 tradusse nell'opera a stampa Pensieri sulla bellezza e sul gusto nella pittura, codificando con Johan Joachim Winckelmann gli ideali della cultura neoclassica. Lo studio qui presentato è un piccolo ma delizioso assaggio della sua arte, frutto delle riflessioni sulle opere di Raffaello e di altri artisti rinascimentali, esplicato con una tecnica pittorica di stupefacente qualità e raffinatezza, al pari di un'esecuzione su porcellana. Il risultato è di altissima forza espressiva, non distante dalla grisaille esitata presso la Christies di New York il 19 marzo 2007 (n. 106). Lopera per la sua immediatezza difficilmente può essere considerata alla stregua di un'esercitazione, ma possiede la verve di un vero e proprio ritratto. La naturalezza e la pienezza di vita sono gli indizi principali che confermano non solo l'indirizzo attributivo, ma altresì la naturale propensione artistica di Mengs che fa rivivere la sprezzatura umanistica in pieno secolo dei lumi. Il bimbo, come ben commenta
Andrea Emiliani nella scheda che accompagna il dipinto, ricorre in altre immagini create dall'artista. Lo riconosciamo nella nota copia della Madonna della Sedia di Raffaello conservata alla Galleria Palatina a Firenze (Rottgen 2001, pp. 180-181, n. 44), lo ritroviamo nei volti di Gesù e San Giovannino della Sacra Famiglia con Santa Elisabetta, Giovanni Battista e due angeli di collezione privata britannica (Rottgen 2001, pp. 164-165, n. 36), ma una vera e propria citazione la si coglie osservando il Gesù Bambino nella splendida Sacra Famiglia con San Giovannino
e Santa Elisabetta di Agnolo di Cosimo detto il Bronzino appartenente alla National Gallery di Washington (Giordani 2010).
Bibliografia di riferimento:
G. Sestieri,
Repertorio della pittura romana della fine del Seicento e del Settecento
, Torino 1994, III, p. 129
Anton Rafael Mengs - Cristo Consegna Le Chiavi A San Pietro
Originale
Numero di lotto:
34
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Anton Raphael Mengs (Aussig 1728-1779 Roma)
Cristo consegna le chiavi a San Pietro
olio su tela originale, con tracce di matita, entro cornice intagliata e dorata
100 x 59 cm.
reca iscrizione coeva 'Mengs' (al retro); reca etichetta frammentaria della collezione di Don José Nicola de Azara (al retro).
Provenance
Roma, studio di Anton Raphael Mengs, 1779;
collezione Don José Nicola de Azara, 1804;
Roma, mercato antiquario, 1968;
Roma, collezione Valentino Martinelli
Literature
H. von Einem, Anton Raphael Mengs. Briefe an Raimondo Ghelli und Anton Maron, in Abhandlungen der Akademie der Wissenschaften in Göttingen, Gottinga, 1973, p. 135, nota 151.
G. Sestieri, Repertorio della pittura romana della fine del Seicento e del Settecento, Torino, 1994, III, p. 129.
Mengs. La scoperta del Neoclassico. Catalogo della mostra (Padova, Palazzo Zabarella, 2001) a cura di S. Roettgen, Venezia, 2001, pp. 158-159.
S. Roettgen, Anton Raphael Mengs 1728-1779. Leben und Wirken, Monaco, 2003, p. 317, WK 1 (con dimensioni errate; catalogato da fotografia come opera di bottega).
Anton Rafael Mengs - Ritratto Dell’’’’infanta Maria Ludovica Di Spagna
Originale
Numero di lotto:
77
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
E 18.000 - 24.000 Bibliografia: Steffi Roettgen, Anton Raphael Mengs, Werksverzeichnis 1999, pag. 243 sg. Maria Ludovica (1745 - 1792) era la figlia di Carlo III di Spagna e andò sposa nel 1765 al granduca di Toscana Pietro Leopoldo d’’’’Asburgo, futuro imperatore Leopoldo II. Nel 1765, accompagnato dai genitori, l’’’’imperatrice Maria Teresa e l’’’’imperatore Francesco Stefano, dai fratelli e dalla corte, Leopoldo si era recato ad Innsbruck per andare incontro alla sposa, che veniva dalla Spagna. Le nozze furono celebrate a Innsbruck nella Hofkirche. Per la solenne occasione fu costruita ad Innsbruck una porta trionfale, tuttora uno dei monumenti cittadini. Il presente ritratto, dallo stile pittorico a pennellate rapide, accennate, era presumibilmente il bozzetto dell’’’’artista per il magnifico ritratto finale dell’’’’Infanta, di finissima esecuzione, nel Kunsthistorisches Museum di Vienna (cat.1991, pag.654).
Anton Rafael Mengs - Due Ritratti Di Una Fanciulla E Un Fanciullo Quasi A Mezzo Busto, Visti Di Profilo
Originale
Numero di lotto:
112
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
matita nera, nella parte alta del foglio era presente un'iscrizione a penna, probabilmente una dedica, oggi decurtata
provenance carlo argentieri (l. 486b); collezione simonetti (iscrizione a matita sul montaggio) catalogue note la grafia precisa e minuta è consona allo stile grafico di mengs ma questi due ritratti non sembrano essere preparatori per un opera conosciuta.






