
Christie's /16-nov-2008
€ 4.061,54 - € 6.092,31
Non aggiudicato
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Master Of The Grotesque Vases nelle aste italiane ed internazionali.
Consulta stime ed aggiudicazioni di Master Of The Grotesque Vases
Detto anche :

Maitre Du Vase Aux Grotesques

Maestro Del Vaso A Grottesche
Opere in Arcadja
13Alcune opere di Master Of The Grotesque Vases
Estratte tra le 13 opere nel catalogo di ArcadjaMaster Of The Grotesque Vases - Natura Morta Con Fiori In Un Vaso Ornamentale
Originale
Numero di lotto:
138
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
138
Maestro del vaso a grottesche, sec. XVII
NATURA MORTA CON FIORI IN UN VASO ORNAMENTALE
olio su tela, cm 55x35
Il dipinto qui presentato rientra in un gruppo di quadri raccolto sotto il nome di ‘Maestro del vaso a grottesche” variamente identificato
con una bottega la cui produzione si estende su un arco cronologico molto ampio e coinvolge zone culturali assai diverse tra di loro:
Roma, Lombardia e Piemonte. I fiori in questo esemplare sono di una qualità assai più elevata del solito e fanno pensare a una mano
straniera, non lontano dalla cerchia intorno a Georg Flegel.
12.000/15.000
Master Of The Grotesque Vases - Fiori In Un Vaso Metallicoistoriato
Originale
Numero di lotto:
109
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Coppia di dipinti, olio su tela,cm.63x45 Questa coppia di nature morte di superba qualità sisitua nell’’’’ambito di quella congiuntura non ancora del tuttochiarita che ruota intorno al cosiddetto Maestro del vaso agrottesche (sigla dietro la quale si cela certamente più di unmaestro) e alle figure, per ragioni diverse a tutt’’’’oggi avvolte daqualche elemento di mistero, di Tommaso Salini (Roma, ca.1575-1625), Giacomo Recco (Napoli, 1603-prima del 1653), tra ipadri della natura morta napoletana oltreché capostipite dellafamiglia che dominò il genere nella scena partenopea del Seicento,ma la cui effettiva produzione pittorica resta pur sempre fermaallo stato di ipotesi, e Francesco Mantovano, l’’’’attività difiorante del quale è documentata a Venezia tra il 1636 e il 1663.Del nucleo di dipinti, non più così esiguo, che, tra dubbi eoscillazioni, sono stati riuniti nel tempo attorno a questi nomi, eche coinvolgono opere collocabili tra il terzo e il quinto decenniodel Seicento, la nostra coppia di dipinti condivide lecaratteristiche salienti, a cominciare dai fiori prescelti:protagonisti dei due bouquet , infatti, sono in un caso tulipani egarofani, e nell’’’’altro ancora tulipani, rose e gelsomini; non menoprotagonisti, peraltro, sono in entrambi i casi gli elegantissimi esuperbi vasi istoriati, frutto di una cultura figurativa latamentemanierista, capace di rielaborare liberamente l’’’’originariafantasia antiquariale. La composizione, inoltre, come sempre inquesto gruppo di natura morte, si presenta perfettamentecentralizzata, con la composizione floreale ripresa frontalmente ein primissimo piano, in modo da avere poco spazio vuoto intorno adessa, e poggiante su uno stretto plinto illuminato lievemente dall’’’’alto da sinistra verso destra. Una struttura razionale egeometrizzante, semplificata e persino arcaizzante, finalizzata aconferire il massimo risalto ai singoli fiori minuziosamentedescritti. Se tale tipologia trasse origine con ogni probabilità dasuggestioni nord-europee, sviluppatesi tra gli ultimi anni delCinquecento e i primi due decenni del Seicento con l’’’’opera di JanBrueghel detto “dei Velluti”, Ambrosius Bosschaert il Vecchio,Osias Beert il Vecchio, Jacob de Gheyn II, essa avrebbe raggiuntolarga affermazione e piena maturità di risultati in ambito italianonella seconda metà del secolo, con Mario de’’’’ Fiori e poi conGiuseppe Recco, Giovanni Stanchi, Bartolomeo Bimbi, AndreaScacciati. Allo stato delle conoscenze sembra ancora rischiosoprivilegiare un nome a scapito di un altro, ma è lecito nondimenosegnalare le forti affinità della presente coppia di magnifichenature morte con alcune opere che sono tra gli assi portanti diquesto corpus piuttosto omogeneo stilisticamente per quantoattributivamente soggetto a un perdurante processo di fluttuazione:il Vaso di fiori con lo stemma di Fausto Poli e il Vaso di fioricon lo stemma Spada , in collezione privata (già riferiti a GiacomoRecco e riprodotti da ultimo in La natura morta italiana daCaravaggio al Settecento , a cura di M. Gregori, cat. della mostra,Electa, Milano 2003, pp. 110-111, col riferimento a un Maestro deivasi a grottesche, molto prossimo a Tommaso Salini), e ancora gliesemplari in coll. privata che erano stati riprodotti come opera diGiacomo Recco in Forma vera , a cura di P. Lorenzelli e A. Veca,Bergamo 1985, pp. 117 e 124.
STIMA 70.000-90.000
Master Of The Grotesque Vases - Vaso Di Fiori
Originale
Numero di lotto:
55
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Questo olio, per la caratteristica fisionomia dell’’impianto, può ben essere ricondotto a quel filone di produzione anonima di dipinti di fiori realizzati in aree molto estese della penisola che vanno dall’’Italia centro merdionale (Roma e Napoli) al Piemonte nei primi decenni del Seicento e che fanno capo ai cosiddetti “Maestri del vaso a grottesche”, nome derivato dai preziosi contenitori “all’’antica”, con manici figurati e corpo ospitante una illustrazione mitologica o religiosa o, piuttosto, “parlante” attraverso stemmi araldici. La situazione dei primi fioranti della scena italiana è ancora aperta ed il fenomeno dibattuto dalla critica che, già dalla storica mostra di Napoli nel 1964 sulle nature morte italiane a oggi, è stata capace di trovare, accanto a nomi incerti e variabili, alcuni nuclei consolidati di dipinti in un panorama ancora nebuloso, se confrontato con quello del nord Europa.
La nostra composizione, così come le altre del gruppo, è di carattere squisitamente arcaico sia per l’’impaginazione prospettica che per i valori plastici fra fondo neutro e figura e si avvale della solita soluzione del vaso con fiori recisi collocato su una base in pietra, isolata dal contesto ambientale al centro del dipinto; tipici sono anche il punto di vista elevato e frontale e l’’inquadratura perfettamente centrata.
Il modo in cui il serrato bouquet risulta impostato architettonicamente, ha come effetto una sorta di mosaico senza profondità composto attorno ad alcuni nuclei, come il grande fiore rosso al centro o la coppia delle sferiche virbunum opulus, a creare una massa imponente di forme dai colori sgargianti a contrasto perfettamente simmetrica attorno ad un immaginario asse centrale. Un’’architettura ordinata ed artificiale di fiori, dunque, più che una composizione naturale, che da un effetto di insieme di un ordinato disporsi dei singoli elementi - in zone ben distinte e individuabili, tanto dal punto di vista formale che cromatico, con una certa attenzione anche all’’aspetto plastico, come dimostra il girasole sommatale afflosciato sullo stelo e visto di scorcio. Attorno al vaso impreziosito dalla montatura in metallo dorato che reca motivi ornamentali cari al repertorio iconografico delle grottesche come mascheroni e busti femminili alati, piccoli insetti librati in volo.
La limitata abilità imitativa del dato naturale, stentata nella resa illusionistica del volume, è tuttavia compensata dall’’alto valore ‘decorativo’’ della gradevolissima tela.
Master Of The Grotesque Vases - Trois Personnages Devant La Grotte De Neptune À Tivoli
Originale 1785
Numero di lotto:
565
Altre OPERE IN ASTA






