Alcune opere di Andre Masson
Estratte tra le 1,821 opere nel catalogo di ArcadjaLA BIOGRAFIA DI Andre Masson
MASSON Andrè combattè nella Grande guerra perchè voleva provare gli "aspetti wagneriani della battaglia" e conoscere "l'estasi della morte".
La biografia di Masson scritta da Otto Hahn identifica quell'estasi con il momento in cui un proiettile perforò il torace di Masson: egli rimase in piedi, immobile, senza provare dolore.
"Il mondo attorno a lui divenne qualcosa di mirabile, e per la prima volta egli provò un senso di completa liberazione fisica, mentre nel cielo appariva un torso di luce".
Ognuno è inconsciamente convinto della propria immortalità, ma quando affronta il proprio destino il periodo di prova finisce e la realtà viene alla luce.
A causa di quella "esperienza estatica" Masson divenne il teologo perverso di un mondo che aveva subito una "caduta".
A partire da quel proiettile alchemico e da quel torso di luce, la morte divenne per l'artista una visione totalizzante.
La guerra tuttavia lo lasciò tormentato dagli incubi; soffriva di insonnia e trascorreva lunghe ore dolorose a sognare nuovi dipinti.
Spiegava che la relazione tra la vita e la morte è come quella tra due facce della stessa medaglia; nei grandi momenti di illuminazione e metamorfosi egli dipingeva ciò che affiora da entrambe le parti.
Molti giovani subirono esperienze di guerra traumatiche, che dettero forma alle loro vite e modificarono la storia.
Max Ernst bombardò le trincee in cui era di guardia il suo futuro grande amico Paul Eluard.
Franz Marc e Duchamp-Villon furono tra i caduti; Max Beckmann, Oskar Kokoschka, Ferdinand Lèger, Georges Braque e molti altri, appartennero tutti a una generazione per cui l'ecatombe della guerra fu una prova sconvolgente, che distrusse la fiducia negli assunti morali e razionali della cultura occidentale.
Dopo la guerra la vita di Masson fu tutt'altro che serena.
Aveva già sviluppato un perfetto stile cubista (Picasso aveva grande stima di lui); ma andava soggetto ad accessi di rabbia, ed era spesso preda di violente emozioni.
Si susseguirono ricoveri in ospedale e reclusioni nei reparti psichiatrici.
La nuova produzione artistica di Masson, segnata dal sangue, era una meditazione sulla morte, concentrata sulle realtà che gli appartenevano: metamorfosi, violenza erotica, morte e caos.
Egli si aprì alle provocazioni dell'ideologia surrealista, e la sua opera divenne un mezzo di indagine poetica, un regno in cui dominano miti oscuri e metamorfosi della psiche.
La "crisi del 1929" si aggiunse alla questione del rapporto del movimento surrealista con il partito comunista; Masson si allontanò e poi ruppe completamente con il movimento.
Decise che il surrealismo era un sistema chiuso; e qualunque sistema, per dirla con Nietzsche, manca di integrità.
Andrè Masson, spaventosa Cassandra, esplorò l'immaginario del suo inconscio, lo proiettò consapevolmente come soggetto evocativo e aprì una via creativa all'espressione emotiva e filosofica.
La sua opera era un ritratto accurato e sconvolgente degli aspetti psicotici della vita europea.
Heidegger liquidava Schopenhauer come uno dei molti autori religiosi; allo stesso modo a Masson veniva sovente assegnata l'etichetta di surrealista, e gran parte delle reazioni negative dell'epoca sono causate appunto dagli oggetti delle sue profezie.
La vita incute paura, ma l'artista e la sua opera vengono innalzati al di sopra della paura, in un'estasi visionaria.









