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Onorio Marinari

Italy (1627 -  1715 ) Wikipedia® : Onorio Marinari
MARINARI Onorio Giuditta Ed Oloferne

Bloomsbury Roma /19-nov-2009
20.000,00 - 30.000,00
23.560,00

Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Onorio Marinari nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
65

Alcune opere di Onorio Marinari

Estratte tra le 65 opere nel catalogo di Arcadja
Onorio Marinari - Progetto Di Orologio

Onorio Marinari - Progetto Di Orologio

Originale 1682
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 67
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Onorio Marinari (Firenze, 1627 - 1716) Progetto di orologio. 1682. Acquaforte. mm 197x212. Foglio: 245x360. Firmata e datata “1682” . In basso si legge “Longitudo styli collocandi perpendiculariter in plano horologi supra lineam horizzontalem ubi sunt duo signa notata sic”. Uomo dai molteplici interessi, oltre che alla pittura si dedicò in particolare allo studio degli strumenti musicali, e divenne apprezzato suonatore soprattutto di viola. Fu autore, inoltre, di un trattato di gnomonica, dal titolo Fabrica et uso dell’’annullo astronomico, in strumento universale per delineare Orivoli solari , illustrato con diciannove incisioni, dedicato al cardinale Leopoldo de’’ Medici, insigne collezionista ed erudito del tempo, pubblicato a Firenze nel 1674. Bellissima e rara prova impressa con leggera tonalità su carta vergellata con filigrana “sole a nove raggi su lettera B”; foglio intonso ad ampi margini. Minime tracce d’’uso e lieve alone all’’ angolo inferiore destro. Conservazione ottima.
Onorio Marinari - Sant’’ Agnese

Onorio Marinari - Sant’’ Agnese

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 222
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Onorio Marinari (Firenze 1627 – 1715) SANT’’ AGNESE olio su tela, cm 76,5 x 65 Provenienza già Palazzo Feroni, Firenze; per successione ereditaria, collezione privata, Firenze Il dipinto raffigura una giovane donna elegantemente abbigliata, facilmente identificabile in Sant'Agnese per la presenza della palma del martirio nella mano destra e dell'agnello, caratteristici attributi iconografici della giovanissima martire cristiana, uccisa a causa della propria fede durante le persecuzioni di Diocleziano all'inizio del IV secolo d.C. La tela è riferibile per via stilistica al pittore fiorentino Onorio Marinari , cugino e allievo di Carlo Dolci, di cui egli fu indubbiamente il miglior seguace. Nella bottega del maestro dovette entrare con buona probabilità già nella prima metà degli anni Quaranta del Seicento, probabilmente continuando la collaborazione con il padre Gismondo, anch'egli pittore come da consolidata tradizione famigliare. Dopo aver a lungo affiancato il celebre cugino nel far fronte alle sempre più pressanti richieste della committenza, Marinari divenne pittore pienamente indipendente e ricercatissimo dall'aristocrazia fiorentina. Tra i suoi numerosi committenti spiccano alcuni membri della famiglia granducale: Vittoria della Rovere, Cosimo III de'Medici, il figlio di quest'ultimo, il Gran Principe Ferdinando e il cardinale Francesco Maria. Possiamo ragionevolmente affermare di essere di fronte ad un'opera della piena maturità di Marinari: l'evidente sicurezza stilistica e compositiva acquisita dal pittore si esprime qui in un linguaggio personale che ormai, pur gemmato dalla consueta ripresa dei modelli di Dolci, non si limita alla pedissequa imitazione del maestro ma rivaleggia con la sua altissima perfezione formale. Marinari, infatti, raggiunge in questa tela un'estrema finezza tecnica, evidente nella resa quasi virtuosistica dei panneggi, nell'incarnato smaltato del volto appena acceso dal leggero rossore delle guance, dalla scelta dei sottili contrasti cromatici della veste. Non mancano, in questa Sant'Agnese, le cifre stilistiche peculiari di Marinari: assolutamente caratteristici risultano, infatti, la tonalità bionda dei capelli della fanciulla disposti in ciocche di boccoli che in parte ricadono lungo il volto, in parte sono raccolti ai lati della testa e sulla nuca a comporre una complicata acconciatura e l'esecuzione delle mani, da considerarsi quasi una firma del pittore, con le dita dalla tipica forma conica distese sul vello dell'agnello. che la santa tiene in grembo, altro brano di rilevante qualità pittorica e di evidente gusto naturalistico. Il volto regolare della giovane, inoltre, con lo sguardo diretto verso lo spettatore, richiama analoghe tipologie marinariane, specie un'altra Sant'Agnese , quella oggi conservata presso l'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera (della quale esiste una replica autografa di collezione privata; cfr. S. Benassai, Onorio Marinari pittore nella Firenze degli ultimi Medici , Firenze, 2011, n. 49), i cui occhi, al pari di quelli della modella che prestò il volto alla nostra santa, appaiono incorniciati dalle regolari linee arcuate delle sopracciglia. Lo schema compositivo di questo dipinto, invece, era già stato utilizzato da Marinari in un'ulteriore versione dello stesso soggetto [cfr. G. Cantelli, Repertorio della pittura fiorentina del Seicento , Fiesole, 1983, p. L05, n. 527) caratterizzata, tuttavia, da una più distesa trattazione del panneggio che induce a datare la tela agli anni Settanta del secolo (cfr. S. Benassai, op. cil, p.I27 , n. 47). Varie sono, infatti, le versioni autografe di Marinari di questo soggetto, assai frequente nella pittura fiorentina del Seicento -si ricorda, a titolo di esempio, la magnifica Teresa Bucherelli in veste di Sant'Agnese di Carlo Dolci- per le sue implicazioni di carattere morale volte ad esaltare i valori di purezza e integrità femminile attraverso la rappresentazione della giovanissima vergine Agnese, considerata fulgido esempio di tali virtù. Diversi esemplari di tele raffiguranti tale soggetto eseguite da Marinari sono ricordati dalle fonti e dai documenti d'archivio. Di un quadro di Onorio con una "Sant'Agnese con un agnellino in collo" conservato in casa Samminiati a Firenze scrive il biografo Francesco Saverio Baldinucci ( Vite di artisti dei secoli XVI-XVII , 1725-1730, ed. a cura di A. Matteoli, Roma, 1975, p. 56), definendolo significativamente "molto bello". Tre dipinti analoghi risultano, inoltre, menzionati nei cataloghi delle Esposizioni fiorentine organizzate nel chiostrino della basilica della Santissima Annunziata in occasione della festa di San Luca: uno, di proprietà del cavalier Marmi, esposto nel 1729, un secondo, di proprietà Uguccioni, esposto nel 1737 e, infine, un terzo, della raccolta Rosi, che comparve nella mostra del 1767 [cfr. F. Borroni Salvadori, Le esposizioni d'arte a Firenze dal 1674 al 1767, in " Mitteilungen des Kunsthistorischen Institut in Florenz ", XVIII, 1974, pp. 100-101). Si ha, altresì, notizia di "Una S. Agnese in mezza figura al naturale, con cornice dorata e intagliata" nell'inventario dei beni di Giovan Gualberto Guicciardini, compilato nel febbraio 1,727; anno nel quale il dipinto pervenne nella raccolta di Maria Maddalena Gondi Guicciardini (cfr. Archivio di Stato di Firenze, Panciatichi, n. 109, c. 103r, ed. in S. Bellesi, Note sulla collezione Guicciardini e su due gruppi bronzei del Soldani Benzi, in " Antichità viva ", XXXII, 5, 1993, p. 31 nota 12). Eseguita, com'è detto, nella fase matura dell'attività del pittore fiorentino, la tela qui in esame vide la luce, presumibilmente, tra la seconda metà degli anni ottanta e i primi anni novanta del Seicento, un periodo al quale risalgono alcuni dei capolavori del pittore fiorentino, quali un'altra versione della Sant'Agnese, ora in collezione privata londinese, e la magnifica Santa Cristina di Bolsena che distrugge gli idoli di raccolta privata newyorkese (cfr. S. Benassai, op. cit, pp. 158-159, nn. 88-89). Silvia Benassai
Onorio Marinari - Santa Caterina D'alessandria

Onorio Marinari - Santa Caterina D'alessandria

Originale -
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 470
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto n. 470 Onorio Marinari Firenze 1627 - 1716 Santa Caterina d'Alessandria Olio su tela, cm. 75x56 Comunicazione scritta riconfermata su foto di Mina Gregori, in data 7.2.07. Assegnata da Mina Gregori alla mano di Onorio Mari- nari, questa Santa Caterina d'Alessandria sembra rivelare echi della pittura devozionale di Carlo Dolci, seppure versata ad "una visione più libera e mondana". Un'altra versione dello stesso soggetto si trova agli Uffizi.
Onorio Marinari - Giuditta Ed Oloferne

Onorio Marinari - Giuditta Ed Oloferne

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 47
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
47. Onorio Marinari (Firenze 1627 - 1715) Giuditta ed Oloferne olio su tela cm 90 x 120 Reca antico numero di inventario: ‘48’’ (sul telaio e sulla cornice) Ringraziamo la Professoressa Mina Gregori per aver confermato l’’attribuzione dopo aver visionato il dipinto in originale.
Onorio Marinari - Morte Di Sisara

Onorio Marinari - Morte Di Sisara

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 83
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
83 ONORIO MARINARI € 20.000-25.000 Firenze 1627 – 1715 Morte di Sisara olio su tela, cm 83x69,5 La pregevole tela rappresenta il celebre episodio narrato dal libro dei Giudici (4, 12-24) di cui è protagonista il condottiero cananeo Sisara. Egli, sconfitto dall’’esercito di Israele, fuggì dal campo di battaglia e andò a rifugiarsi nella tenda di Giaele, moglie di Eber il Kenita, la quale apparteneva ad una tribù che era in pace con i cananei. Fattolo ubriacare, mentre dormiva prese un picchetto da tenda e con un martello glielo conficcò nella tempia fino ad inchiodarlo al suolo. E’’ questo il momento privilegiato dal pittore che ritrae Sisara assopito e l’’eroina che, posato il ferro sulla tempia, sta per colpirlo. Si tratta di un’’opera tipica di Onorio Marinari, figlio del pittore Sigismondo Marinari e cugino, oltre allievo, di Carlo Dolci. Insieme ad Agnese Dolci, raccolse l’’eredità del maestro portandone avanti la scuola e lavorando soprattutto a Firenze per committenti fiorentini e toscani. Sulla scia del Dolce, nonostante la tragica tematica, il pittore sembra operare all’’insegna d’’un raffinato intimismo, lo stesso che informa le più note composizioni d’’Onorio con sante ed eroine che sembrano attingere dalla tradizione delle mezze figure del celebre cugino. La ‘regolare’’ fisionomia della nostra giovane suggerisce confronti con lavori certi dell’’artista, e richiama alla mente la bellissima Salomè con la testa del Battista di raccolta privata, o la Santa Cristina di Bolsena in collezione Modestini. Insomma, senza difficoltà la nostra tela è riconducibile al catalogo del pittore per la caratteristica aristocratica gentilezza e per la leggerezza della materia pittorica che non è sbagliato definire ‘neo-dolciane’’, collocandola in una fase intermedia del proprio percorso artistico, verso il 1650.
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