Alcune opere di Brice Marden
Estratte tra le 325 opere nel catalogo di ArcadjaLA BIOGRAFIA DI Brice Marden
Brice MARDEN , artista americano, nasce a Bronxville nel 1939.
Il suo lavoro, sviluppatosi a partire dagli anni Sessanta è stato spesso erroneamente associato al movimento della Minimal Art, mentre il suo approccio meditativo e spirituale è in realtà assolutamente originale e non assimilabile direttamente a nessuna corrente artistica.
Grandi campi di colore puro , applicati su ampie superfici pittoriche trattate con la cera d'api, caratterizzano le opere del suo esordio.La stratificazione del pigmento e la calda sensualità della cera conferivano una qualità organica e sensoriale ai dipinti quanto alle opere su carta, sia pure nell'elementarità della composizione.
Dall'inizio degli anni Settanta, Marden trascorre gran parte dell'anno in Grecia, e le sue opere interpretano i miti mediterranei in chiave contemporanea, dal Grove Group ispirato agli uliveti sacri alle Muse a Thira dove la sovrapposizione di un pannello orizzontale su pannelli verticali è ispirato all'architettura classica.Dopo la serie Hydra all'inizio degli anni Ottanta, in cui l'artista dipinge e disegna trame simili a ragnatele servendosi di lunghi ramoscelli imbevuti d'inchiostro, Marden si appassiona alla calligrafia giapponese e cinese, traendo ispirazione per la celebre serie Cold Mountain dedicata al poeta e calligrafo Han Shan della dinastia Tang e sviluppando un linguaggio autonomo ed espressivo attraverso l'elaborazione e l'intreccio di caratteri di sua invenzione.Negli anni più recenti, l'armonia fluttuante delle linee sembra essere ispirata da forme scultoree librate nello spazio.Grandi retrospettive personali sono state dedicate a Brice Marden dai maggiori musei americani ed europei quali il Solomon Guggenheim di New York (1975), lo Stedelijk Museum di Amsterdam (1981), la Tate Gallery di Londra (1992) e ancora il Reina Sofìa di Madrid (1993), il Carnegie Museum of Art di Pittsburgh, il Dallas Museum of Art, la Serpentine Gallery di Londra (2000).Memorabile la sua partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1997.








