Alcune opere di Edouard Manet
Estratte tra le 634 opere nel catalogo di Arcadja
LA BIOGRAFIA DI Edouard Manet
Edouard MANET , artista francese, nasce a Parigi nel 1832.
Nato in una famiglia borghese, dopo gli studi classici si arruolò in Marina.
Respinto agli esami, decise di iniziare la carriera artistica.
Dal 1850 al 1856 studiò presso il pittore accademico Couture, pur non condividendone gli insegnamenti.
Viaggiò molto in Italia, Olanda, Germania, Austria, studiando soprattutto i pittori che avevano scelto il linguaggio tonale quali Giorgione, Tiziano, gli olandesi del Seicento, Goya e Velazquez.Divenne amico degli impressionisti Edgar Degas, Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Paul Cézanne e Camille Pissarro, attraverso la pittrice Berthe Morisot, che introdusse l'artista nel gruppo.
La Morisot convinse Manet a dedicarsi alla pittura en-plein-air, conosciuta grazie a Camille Corot: fu anche fonte di ispirazione per alcuni spunti tecnici che l'artista introdusse nelle proprie opere.
Nel 1874 Berthe sposò il fratello di Manet, Eugene.Nel 1863 Edouard sposò Suzanne Leenhoff, una pianista olandese sua coetanea, con la quale aveva già una relazione da dieci anni: Suzanne era stata assunta dal padre di Manet per insegnare a suonare il pianoforte ad Edouard e al fratello minore.
Nel 1852 Suzanne ebbe un figlio al di fuori del matrimonio, Leon Koella Leenhoff, il cui padre avrebbe potuto essere uno dei fratelli Manet.
Il ragazzo posò più volte per l'artista.Nel 1881, su suggerimento di Antonin Proust, amico dell'artista, il governo francese insignì Manet della Legion d'onore.Manet morì per sifilide e reumatismi non curati, contratti a quarant'anni.
La malattia gli causò forti dolori e una parziale paralisi negli ultimi anni di vita.
Gli venne amputato il piede sinistro, ma l'operazione non servì a risparmiarlo dalla morte, che sopraggiunse undici giorni dopo, il 30 aprile 1883.Manet è stato un pittore poco incline alle posizioni avanguardistiche.
Egli voleva giungere al rinnovamento della pittura operando all’interno delle istituzioni accademiche.
E, per questo motivo, egli, pur essendo il primo dei pittori moderni, non espose mai con gli altri pittori impressionisti.
Rimase sempre su posizione individuale e solitaria anche quando i suoi quadri non furono più accettati dalla giuria del Salon.Le sue prime opere non ebbero problemi ad essere accettate.
La rottura con la critica avvenne solo dopo il 1863, quando Manet propose il quadro "La colazione sull’erba".
In questa tela sono già evidenti i germi dell’impressionismo.
Manet aveva abbandonato del tutto gli strumenti classici del chiaroscuro e della prospettiva per proporre un quadro realizzato con macchie di colori puri e stesi uniformemente.
In esso, tuttavia, l’occhio riesce a cogliere una simulazione spaziale precisa se osservato ad una distanza non ravvicinata.Nello stesso anno realizzò l’"Olympia".
Da questo momento, molte delle opere più famose di Manet derivano da soggetti di pittori del passato, quasi a rendere omaggio a quei pittori tonali a cui lui aveva sempre guardato.
Questi quadri sono la dimostrazione inequivocabile di come la pittura di Manet sia decisamente moderna, sul piano della visione, rispetto a quella del passato.
Tuttavia, questo progresso non fu compreso proprio dal mondo accademico del tempo, al quale in realtà Manet si rivolgeva.
Fu invece compreso da quei giovani pittori, gli impressionisti, anche loro denigrati e rifiutati dal mondo ufficiale dell’arte.Nei confronti degli impressionisti Manet ebbe sempre un atteggiamento distaccato.
Partecipava alle loro discussioni, che si svolgevano soprattutto al Cafè Guerbois, e, in seguito, al Cafè della Nouvelle Athènes, ma non espose mai ad una mostra di pittura impressionista.
Egli, tuttavia, non rimase impermeabile allo stile che egli stesso aveva contribuito a far nascere.
Dal 1873 in poi, sono evidenti nei suoi quadri le influenze della pittura impressionista.
Il tocco diviene più simile a quello di Monet, così come la scelta di soggetti urbani rientra appieno nella poetica dell’impressionismo.
Egli, tuttavia, conserva sempre una maggior attenzione alla figura e continuerà sempre ad utilizzare il nero come colore, cosa che gli impressionisti non fecero mai.