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Antonio Mancini

Italy (Albano Laziale 1852 -  Roma 1930 ) Wikipedia® : Antonio Mancini
MANCINI Antonio  Il Ritratto Della Sig. Ines Pesaro

Vincent Casa d'Aste /16-apr-2016
18.000,00 - 25.000,00
19.840,00

Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Antonio Mancini nelle aste italiane ed internazionali.
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Detto anche :

Antoniomancini

 

Opere in Arcadja
315

Alcune opere di Antonio Mancini

Estratte tra le 315 opere nel catalogo di Arcadja
Antonio Mancini - Ritratto

Antonio Mancini - Ritratto

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 244
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Descrizione Lotto Mancini Antonio (Roma 1852 - 1930) Ritratto olio su tela, cm 54x35,5 firmato in basso a sinistra: A. Mancini a tergo ritratto femminile Opera registrata presso l'Archivio Mancini con il codice n. 95 (8) 0820 AV 2009 Bibliografia: OTTOCENTO Catalogo dell'arte Italiana dell'Ottocento n. 36, Ed. Metamorfosi Milano 2007, pag. 329 Non è poi così raro, tanto più fra le opere dell’’’’’’’’Ottocento, incappare in una tela o magari una tavola lavorate su entrambe le superfici: col radicale mutamento in età contemporanea dei meccanismi sottostanti la creazione dell’’’’’’’’opera d’’’’’’’’arte, ovvero con a non più necessaria presenza del primo fra i due poli del tradizionale rapporto committenza-artisti, furono questi ultimi a dover spesso cercare di accaparrarsi qualche illustre protettore (e non più vice versa), dandosi alla spasmodica produzione di opere da presentare al più vasto pubblico possibile, in continuo via vai dentro e fuori i confini italici e generalmente (e conseguentemente) in assidua penuria di denaro, costretti dunque come è ovvio a riutilizzare sostegni già dipinti, o materiali già adoperati in qualche modo. La vicenda di Antonio Mancini costituisce a tal proposito un exemplum memorabile, lui che mancava costantemente di tele, tavole, colori con cui lavorare (cui provvedevano il Morelli, suo grande maestro, e vari amici, fra cui soprattutto Gemito e Fabron), lui che confessò all’’’’’’’’amico (e suo discreto collezionista) Giuseppe Casciaro d’’’’’’’’essere stato «un derubato cronico». In effetti un difetto non trascurabile del Mancini fu il non preoccuparsi troppo della vendita delle sue opere, cioè del suo vantaggio e dunque del suo sostentamento (finendo spesso come si è detto nelle mani di mercanti di poca importanza e vergognosamente avidi), tutto perso com’’’’’’’’era nella ricerca della perfetta resa luministica attraverso i più vari modi di stendere gli impasti pittorici. L’’’’’’’’opera qui proposta va appunto apprezzata alla luce (è il caso di dirlo) di questa indagine spasmodica,come prova tangibile cioè dell’’’’’’’’evoluzione di estetica e stile cui Antonio Mancini andò incontro, insomma come testimonianza storico-artistica e non come semplice e banale caso di reimpiego. Sul recto dunque abbiamo un dipinto più probabilmente del periodo napoletano, quando Mancini si dedica prettamente ad opere di piccolo formato, spesso schizzate con sensibilità impressionistica ed adoperate come merce di scambio per pagare i propri creditori. Il fondo rafforzerebbe questa ipotesi, richiamando sia la foglia d’’’’’’’’oro delle grandi tavole del passato di cui il Mancini andava nutrendosi avidamente di chiesa in chiesa durante gli anni della giovinezza (sotto suggerimento del Morelli),sia le soluzioni adottate in alcuni dipinti del tempo, quali il meraviglioso “Prevetariello” (1870, in collezione Rotondo e poi a Capodimonte); potrebbe confermare la datazione anche il soggetto rappresentato, se vi si vuole identificare a partire dalla caratteristica, folta chioma Luigi Gianchetti o Luigiello, modello d’’’’’’’’elezione per il Mancini del primo periodo e protagonista di capolavori quali “Dopo il duello” del 1872 ed il grosso modo coevo “Scugnizzo col salvadanaio”. Più difficile invece risulta asserire se pure il verso ritragga il medesimo personaggio, vuoi per i lineamenti (almeno apparentemente) più duri e maturi, vuoi per l’’’’’’’’abbigliamento visibilmente femminile (per cui si tratterebbe allora per lo meno di un caso di travestimento). La datazione più tarda (certamente al periodo romano) si baserebbe sostanzialmente sull’’’’’’’’evidente traccia lasciata sulla tela dal reticolo di spaghi di cui abbiamo notizia Mancini si servì solo a partire dai tardi anni Ottanta del diciannovesimo secolo, al fine di ottenere una maggiore esattezza dell’’’’’’’’impianto prospettico. Attorno a questa caratteristica quadrettatura il raggrumarsi della materia pittorica s’’’’’’’’è definitivamente sostituito alle pennellate giovanili, quasi colando nella sua pesante densità al di fuori dello spazio della rappresentazione, sulla cui superficie il gioco dei chiaroscuri risulta così effettivamente concreto e tangibile, termine ultimo e maturo di una ricerca luministica e cromatica durata una vita intera.
Antonio Mancini - Sorriso

Antonio Mancini - Sorriso

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 224
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Antonio Mancini , Roma 1852 , 1930 "Sorriso" olio su tela applicata a cartone riportato su tavola (cm 67.5x53.2) Al retro: timbri e cartigli; cartiglio datato 1937; Provenienza: Milano, Collezione Baccolini, fino al 1954; Milano, Mondial Gallery, 1964; Milano, Collezione privata, fino al 1977; Milano, Galleria d'Arte Manzoni, 1977; Milano, Enrico Gallerie d'Arte, Milano. Catiglio e timbri al retro; Milano, Collezione privata Esposizioni: XII Esposizione Internazionale d'Arte della città di Venezia - Mostra Individuale di Antonio Mancini, Venezia 1920; "La donna nell'arte da Hayez a Modigliani" Società delle Belle Arti ed Esposizione Permamente, Milano Aprile/Giugno 1953; "La raccolta Baccolini" Galleria Guglielmi, Milano, maggio 1954; "Maestri dell'800 in una collezione privata" Mondial Gallery, Milano, 1964; "In cammino con l'ottocento italiano" Galleria d'Arte Sant'Ambrogio, Milano, 1969. Timbro al retro; "La donna e i bimbi nell'arte del nostro ottocento pittorico" Galleria d'Arte Sant'Ambrogio, Milano, 1969. Timbro al retro; "Antonio Mancini - Il collezionismo del suo tempo in Lombardia" Lovere, 1997. Cartiglio al retro Bibliografia: Catalogo della XII Esposizione Internazionale d'Arte della città di Venezia, Venezia 1920 sala 26, n.17; Ugo Nebbia "La donna nell'arte da Hayez a Modigliani" Società delle Belle Arti ed Esposizione Permamente, Milano Aprile /Giugno 1953; "La raccolta Baccolini" Galleria Guglielmi, Milano, maggio 1954, num.337, tav.8; "Maestri dell'800 in una collezione privata" Mondial Gallery, Milano 1964, n.32; Paul Nicholls "In cammino con l'ottocento italiano" Galleria d'Arte Sant'Ambrogio, Milano 1969, n.34; M.Borgiotti/P.Nicholls "La donna e i bimbi nell'arte del nostro ottocento pittorico" Galleria d'Arte Sant'Ambrogio, Aldo Martello ed., Milano 1969, Vol.II tav.190; "Asta di dipinti del'800 italiano" Manzoni Galleria d'Arte, Milano, 10 febbraio 1977, num.60 tav.22; "Pittura dell'800" Enrico Gallerie d'Arte, Genova 1994, tav.12 pag.36; Sergio Rebora "Antonio Mancini - Il collezionismo del suo tempo in Lombardia" Lovere 1997, num.24 pag.43 Opera accompagnata dal Certificato di Garanzia su fotografia di Enrico Gallerie d'Arte, Milano In cornice
Antonio Mancini - Bettina

Antonio Mancini - Bettina

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 53
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
53 ANTONIO MANCINI Albano Laziale (Roma) 14/11/1852 - Roma 28/12/1930 Bettina Carboncino e biacca su carta intelata cm. 60x47, opera non firmata, titolo in alto a destra, opera registrata presso l'Archivio Antonio Mancini (Roma) a cura della Dott.ssa Cinzia Virno come da dichiarazione su foto.
Antonio Mancini -  Il Ritratto Della Sig. Ines Pesaro

Antonio Mancini - Il Ritratto Della Sig. Ines Pesaro

Originale 1921
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 126
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Mancini Antonio (Roma 1852 - 1930 ) Il ritratto della Sig. Ines Pesaro olio su tela, cm 99x73,5 firmato, iscritto e datato in basso a sinistra: Alla Sig. Ines Pesaro A. Mancini Roma luglio 1921 Provenienza: Coll Pesaro, Mailno; coll. privata, Napoli Esposizioni: Arte Italiana Contemporanea, Milano, Galleria Pesaro, Ottobre – Novembre 1921; Mostra delle opere di Antonio Mancini. Onoranze Nazionali sotto l’’’’Alto Patronato di S.M. il Re ela Presidenza di S.E. Mussolini, Roma, Palazzo dell’’’’Augusteo, 1927 Bibliografia: Arte Italiana Contemporanea (Milano, Galleria Pesaro, esposizione Ottobre-Novembre 1921), catalogo con prefazione di U. Ojetti e notebiografiche di V. Bucci, Alfieri & Lacroix, Milano, 1921, p. 106; Mostra delle opere di Antonio Mancini (Roma, Palazzo dell’’’’Augusteo, 1927), catalogo, Arti Grafiche F.lli Palombi, Roma, 1927, p. 15; OTTOCENTO Catalogo dell'arteItaliana dell'Ottocento , Ed. Metamorfosi Milano2010, pag. 348; D. Di Giacomo, Antonio Mancini: la luce e il colore, Ianieri Editore, Pescara, 2015, tav. XCIV, p. 140
Antonio Mancini - Volto Di Fanciulla

Antonio Mancini - Volto Di Fanciulla

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 321
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Antonio Mancini VOLTO DI FANCIULLA Gessetto nero, pastello e rialzi a tempera bianca su carta avana. mm 335x255. Firmato a pastello rosso. Probabile ritratto di Tina, figlia di Ferdinand du Chene de Vere, mecenate di Mancini fra il 1912 ed il 1918. In quel periodo l’’artista romano produsse due ritratti di Tina dipinti ad olio, uno donato al governatore di Napoli in occasione delle nozze della ragazza con il Principe Diego Pignatelli di Terranova; l’’altro esposto nel 1924 alla Villa Reale di Monza alla mostra
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