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Alessandro Magnasco Il Lissandro

Italy (Genua 1667 -  Genua 1749 )
MAGNASCO IL LISSANDRO Alessandro Il Porto Di Genova (allegoria Della Forza)

Meeting Art /16-apr-2016
100.000,00 - 120.000,00
Non aggiudicato

Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Alessandro Magnasco Il Lissandro nelle aste italiane ed internazionali.
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Detto anche :

Magnasco Alessandro

Il Lissandrino

 

Opere in Arcadja
314

Alcune opere di Alessandro Magnasco Il Lissandro

Estratte tra le 314 opere nel catalogo di Arcadja
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Interno Di Convento, Con Suore Al Lavoro

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Interno Di Convento, Con Suore Al Lavoro

Originale 2015
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 341
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Alessandro Magnasco (Genova 1667-1749) - Interno di convento, con suore al lavoro - Dipinti Antichi - Cambi Casa d'Aste Lotto 341 Alessandro Magnasco (Genova 1667-1749) olio su tela, cm 93x132 L'inedito dipinto raffigura l'interno di un convento femminile dove le suore sono intente ai lavori con cui erano solite trascorrere le giornate: filo, cucito, pizzo al tombolo, rammendo, lavoro a maglia, addobbo floreale, tessitura e lettura due cagnolini e un gatto, in una scena che immaginiamo relativamente silenziosa e decisamente tranquilla. Il diverso abbigliamento consente anche di distruggere i vari livelli gerarchici del convento, dove sono presenti anche giovani educande (in abito rosa) che assistono le monache più anziane (fig. 5). L'opera vede assommati l'un l'altro un realistico approccio descrittivo con una pittura veloce ed espressionista; un binomio insolito, di cui però sappiamo essere capace Alessandro Magnasco il Lissandrino, a differenza dei suoi tanti, ma assai più modesti seguaci e imitatori. Basterà infatti indugiare un po' su alcuni dettagli - uno per tutti il drappo bianco per riconoscere la grafia inconfondibile propria del Magnasco, che gli imitatori risolvono sempre in maniera più goffa, mettendo diligenza e attenzione ove non può esserci. Sono oggi note diverse tele del Magnasco molto simili per soggetto, impostazione e stile a questo inedito, che viene così ad aggiungersi come significativo tassello di uno dei capitoli forse più singolari dell'artista, cioè quello della pittura di genere, e più in particolare dedicato alla descrizione della vita nei conventi. Il pittore affronta il tema sempre con un velato tono sarcastico, osservando con lucidità ma con giudizio severo la vita degli ordini monastici per il quale secondo gli ambienti più illuminati, urgevano riforme rigoriste. Tra gli interni più simili nel catalogo del Lissandrino si osservino, soprattutto per gli aspetti compositivi e la tipologia dello sfondo forse delegato a un collaboratore, le due tele di collezione privata, note da tempo e recentemente esposte a Palazzo Bianco a Genova P. Boccardo, Genova 2015 pp. 102-104, qui figg. 7-8), che peraltro hanno misure molto simile a queste ( 95x120cm). In quel caso la critica ha ravvisato l’intervento di più mani, per esempio uno per i bani di natura morta, laddove nel nostro caso pare plausibile che il Magnasco, autore delle figure, si sia fatto assistere da qualche collaboratore per la realizzazione degli sfondi e forse per la realizzazione di qualche figurina secondaria. Per ciò che concerne l’aspetto iconografico invece, alter opere possono essere richiamate per utili confronti, quali il COncerto di monache, Il Parlatorio, La cioccolata, pubblicati in più occasioni da Fausta Franchini Guelfi (cfr. tra gli altri Alessandro Magnasco, Ed Socnino, 1991).
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Cristo Sana Il Paralitico Cristo E L’adultera

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Cristo Sana Il Paralitico Cristo E L’adultera

Originale -
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 266
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto 266 Alessandro Magnasco (Genova 1667-1749) coppia di dipinti olio su tela, cm 97x122, in cornice dorataDipinti realizzati tra il 1736 e il 1738 Provenienza: Collezione privata GenovaCollezione Frua De Angeli MilanoBibliografia:Laura Muti - Daniele De Sarno PrignanoMagnasco Edit Faenza 1994 Cat. 204 e 205R. Calzini 1922; P. D'Ancona 1922 pag 426-427; B. Geiger 1923 pag 52 n 170 e 171 tav XXIX e XXX; G. Delogu 1931 pag 121 tav 156-157-158; B Geiger 1949 pag 110 tav n 236-242; P. Rosemberg 1984 pag 110
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Eremo Con Frati Francescani A Refezione In Un Bosco

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Eremo Con Frati Francescani A Refezione In Un Bosco

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 290
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Alessandro Magnasco Genova 1667 - 1749 Eremo con frati francescani a refezione in un bosco Olio su tela, cm. 97x72 Expertise scritta di Benno Geiger in data 9 marzo 1951. Benno Geiger nell'expertise scritto sul dipinto definisce così l'opera: "Opera notevolissima del suo secondo soggiorno lombardo, cioè della sua piena maturità", e lo paragona "per bella qualità" ai Frati in cammino dell'Accademia di Brera e ai paesaggi con figure già depositati all'Ambasciata Italiana di Londra e alla Corte d'Appello di Milano, Palazzo Clerici, già del coro della Parrocchiale di Gravedona. Bibliografia di riferimento Benno Geiger, Magnasco, Istituto Italiano di Arti Grafiche, Bergamo, 1949.
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Il Porto Di Genova (allegoria Della Forza)

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Il Porto Di Genova (allegoria Della Forza)

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 100
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
ALESSANDRO MAGNASCO DETTO IL LISSANDRINO Genova 04/02/1667 - Genova 12/03/1749 Il porto di Genova (allegoria della forza) Olio su tela, cm 113x125,5. Il dipinto si ricollega ad una serie di opere del Magnasco già note, in particolare nella tela con "L'imbarco dei galeotti nel porto di Genova" nel museo di Bordeaux; in realtà il soggetto dell'opera non sono i galeotti ma è l'affaccendarsi dei lavoratori in un porto dominato dalla statua di Ercole. Proprio la presenza di Ercole allude alla forza e al vigore; infatti tutti i personaggi sono intenti a lavori pesanti, trascinando, tirando, spingendo oggetti pesanti. Il quadro è pubblicato nell'ampia monografia dedicata al pittore da Laura Muti e Daniele De Sarno Prignano "Alessandro Magnasco" Faenza, 1994.
Alessandro Magnasco Il Lissandro - San Paolo Eremita Nel Deserto

Alessandro Magnasco Il Lissandro - San Paolo Eremita Nel Deserto

Originale -
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 110
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Magnasco Alessandro , Genova 1667 , 1749 e Carlo Antonio Tavella (Milano 1668 - Genova 1738) "San Paolo eremita nel deserto" olio su tela (cm 100x154,5) In cornice antica in legno intagliato e dorato a volute e frutti. Provenienza nostra asta numero 61, lotto numero 380. Bibl: B.Geiger "Magansco" Bergamo 1960, pag. 78, autentica su fotografia di Antonio Morassi in data 1960, allegata scheda attributiva di Anna Orlando in data 2016. "St. Paul the heremit" oil on canvas. Framed Allegata scheda critico/attributiva della Dott.ssa Anna Orlando

LA BIOGRAFIA DI Alessandro Magnasco Il Lissandro

Alessandro MAGNASCO Il Lissandrino , pittore italiano, nasce a Genova il 4 febbraio 1667.
Con la morte del padre Stefano, Magnasco venne affidato a un mercante della sua città natale che, intorno al 1682 , lo condusse a Milano come allievo di Filippo Abbiati; qui venne influenzato soprattutto dalla coeva pittura veneziana.
Suoi primi lavori, secondo le fonti, sono stati i ritratti, un genere abbandonato presto per dedicarsi a paesaggi con scene animate da piccole figure allampanate di frati, zingari, boscaioli e saltimbanchi inserite in grandi e tetri scenari, ricorrendo soprattuto a fondali con paesaggi burrascosi o tenebrose scenografie conventuali.
Dal 1703 al 1710 Magnasco fu a Firenze al servizio di colui che diverrà l'ultimo Granduca di Toscana della stirpe medicea: Gian Gastone secondogenito di Cosimo III.
Magnasco a Firenze s'imbatté in una serie di pittori e incisori che tra il Seicento e il Settecento si erano dedicati allo sviluppo del genere cosiddetto della pittura "caricata e giocosa", tutti frequentatori della corte degli ultimi granduchi medicei.
Nel 1711, tornato a Milano, fu chiamato ad eseguire la decorazione per l'entrata trionfale dell'Imperatore Carlo VI.
Tra il 1720 e il 1725 dipinse per il conte Colloredo, governatore di Milano, nove quadri, tra cui le Lezione di catechismo e la Sinagoga.
Tornato a Genova nel 1735 esegue il Trattenimento in un giardino di Albaro, ora conservato nella Galleria di Palazzo Bianco.
Considerato uno dei pittori più originali del Settecento italiano, si distinse, nella pittura di genere popolaresco, per la pennellata densa di contrasti luminosi che tendevano a costruire apparati oscuri e figure distorte, anticipando la pittura dei secoli successivi da William Turner agli Impressionisti.

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