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Alessandro Magnasco Il Lissandro

Italy (Genova 1667 -  Genua 1749 )
MAGNASCO IL LISSANDRO Alessandro Paesaggio Con Portatori Di Merci Paesaggio Con Lavandaie E Uomini A Cavallo

Wannenes Art Auctions
7-mar-2019
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Alessandro Magnasco Il Lissandro nelle aste italiane ed internazionali.
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Detto anche :

Magnasco Alessandro

Il Lissandrino

 

Opere in Arcadja
385

Alcune opere di Alessandro Magnasco Il Lissandro

Estratte tra le 385 opere nel catalogo di Arcadja
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Paesaggio Con Portatori Di Merci Paesaggio Con Lavandaie E Uomini A Cavallo

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Paesaggio Con Portatori Di Merci Paesaggio Con Lavandaie E Uomini A Cavallo

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 702
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
ALESSANDRO MAGNASCO (Genova, 1667 - 1749) ANTONIO FRANCESCO PERUZZINI (Ancona, 1643 - Milano, 1724) Paesaggio con portatori di merci Paesaggio con lavandaie e uomini a cavallo Olio su tela, cm 250 X190 (2) Provenienza: Digione, Collezione Van der Cruyssen Parigi, Collezione C. Levi-Broglio Milano, Collezione privata Prato, Farsetti, 17 aprile 2015, lotto 463 Milano, Collezione privata Bibliografia: B. Geiger, 'Magnasco', Bergamo, 1949, p. 126, tav. 80 L. Muti, D. De Sarno Prignano, 'Alessandro Magnasco', Faenza, 1994, p. 246, n. 274, p. 436, fig. 229 AA.VV.,'Un percorso d'arte dal XV al XX secolo', Milano, 2005, p. 10 Il sodalizio trentennale tra Alessandro Magnasco e Antonio Francesco Peruzzini inizia durante l'ultimo lustro del Seicento. Agli inizi del XVIII secolo la loro presenza è documentata a Livorno al servizio del Gran Principe di Toscana, verosimilmente dediti a dipingere opere per le residenze granducali. Lo straordinario connubio artistico si evince assai bene esaminando le tele qui presentate, che documentano la coincidenza d'intenti pur nella loro diversa prassi pittorica. Collocabili al secondo decennio, esse mostrano gli di straordinari esiti dei due maestri e la loro sconcertante modernità. Concepiti a pendant, i dipinti erano partecipi di una serie destinata alla decorazione di una residenza nobiliare. Lo si evince osservando la costruzione scenica dei paesaggi e alcuni brani dove si alternano, a seconda dell'originale collocazione, passaggi densi di colore e stesure a risparmio, figure quasi evanescenti e altre che emergono a tutto tondo, veloci e a macchia tipiche del Lissandrino. Ciò, si evince osservando anche i fondali, gioco forza risolti con sensibilità da quinta scenica teatrale, atta alle grandi superfici, ma nondimeno efficaci per dimostrare il talento del paesista. Il pittore anconetano, giudicato sino a tempi recenti quale semplice subordinato del genovese, si rivela uno dei suoi più validi coadiutori, specialmente in quelle composizioni dove il paesaggio ha un ruolo preponderante. Si deve allora convenire con Mina Gregori che lo definisce 'il paesista più originale e di rottura che si sia affermato alla fine del Seicento', in virtù di un distacco dirompente dalla consuetudine classicista. Per quanto riguarda il Magnasco, è persino inutile intesserne gli elogi, basti nel nostro caso, osservare i dettagli con cui sono realizzate le figure e soprattutto quelle del gruppo di portatori e il modo in cui sono delineate le masserizie e le merci caricate sui muli, da considerare veri e propri esempi di natura morta. Se in altri brani si percepisce un fare più sbrigativo e di minor impatto, si deve tener conto, come detto, delle dimensioni monumentali e il fine squisitamente ornamentale di queste opere, quindi, in linea con la consueta pratica della produzione artistica dell'epoca. Infatti, prima di un intervento di pulitura e al momento della monografia compiuta dagli studiosi Laura Sarno e Daniele de Prignano, la tela raffigurante le lavandaie era stata interpretata con un intervento di bottega, cosa poi smentita successivamente dai due studiosi. Bibliografia di riferimento: L. Muti, D. de Sarno Prignano, 'Antonio Francesco Peruzzini', Faenza, 1996, p. 86, fig. 41 M. Gregori, P. Zampetti, 'Antonio Francesco Peruzzini', catalogo della mostra a cura di M. Gregori e P. Zampetti, Milano 1997 A. Delneri, 'Antonio Francesco Peruzzini, un pittore che si conosce dalla franchezza e dal brio con che tocca tutte le parti de suoi paesi', in catalogo della mostra a cura di A. Delneri e D. Succi, Tavagnacco (Udine) 2003, pp. 59 - 61, nn. 10 -13
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Interno Di Convento, Con Suore Al Lavoro

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Interno Di Convento, Con Suore Al Lavoro

Originale 1991
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 204
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Interno di convento, con suore al lavoro Alessandro Magnasco (Genova 1667-1749) olio su tela, cm 93x132 L'inedito dipinto raffigura l'interno di un convento femminile dove le suore sono intente ai lavori con cui erano solite trascorrere le giornate: filo, cucito, pizzo al tombolo, rammendo, lavoro a maglia, addobbo floreale, tessitura e lettura due cagnolini e un gatto, in una scena che immaginiamo relativamente silenziosa e decisamente tranquilla. Il diverso abbigliamento consente anche di distruggere i vari livelli gerarchici del convento, dove sono presenti anche giovani educande (in abito rosa) che assistono le monache più anziane (fig. 5). L'opera vede assommati l'un l'altro un realistico approccio descrittivo con una pittura veloce ed espressionista; un binomio insolito, di cui però sappiamo essere capace Alessandro Magnasco il Lissandrino, a differenza dei suoi tanti, ma assai più modesti seguaci e imitatori. Basterà infatti indugiare un po' su alcuni dettagli - uno per tutti il drappo bianco per riconoscere la grafia inconfondibile propria del Magnasco, che gli imitatori risolvono sempre in maniera più goffa, mettendo diligenza e attenzione ove non può esserci. Sono oggi note diverse tele del Magnasco molto simili per soggetto, impostazione e stile a questo inedito, che viene così ad aggiungersi come significativo tassello di uno dei capitoli forse più singolari dell'artista, cioè quello della pittura di genere, e più in particolare dedicato alla descrizione della vita nei conventi. Il pittore affronta il tema sempre con un velato tono sarcastico, osservando con lucidità ma con giudizio severo la vita degli ordini monastici per il quale secondo gli ambienti più illuminati, urgevano riforme rigoriste. Tra gli interni più simili nel catalogo del Lissandrino si osservino, soprattutto per gli aspetti compositivi e la tipologia dello sfondo forse delegato a un collaboratore, le due tele di collezione privata, note da tempo e recentemente esposte a Palazzo Bianco a Genova P. Boccardo, Genova 2015 pp. 102-104, qui figg. 7-8), che peraltro hanno misure molto simile a queste ( 95x120cm). In quel caso la critica ha ravvisato l’intervento di più mani, per esempio uno per i bani di natura morta, laddove nel nostro caso pare plausibile che il Magnasco, autore delle figure, si sia fatto assistere da qualche collaboratore per la realizzazione degli sfondi e forse per la realizzazione di qualche figurina secondaria. Per ciò che concerne l’aspetto iconografico invece, alter opere possono essere richiamate per utili confronti, quali il COncerto di monache, Il Parlatorio, La cioccolata, pubblicati in più occasioni da Fausta Franchini Guelfi (cfr. tra gli altri Alessandro Magnasco, Ed Socnino, 1991).
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Cantastorie

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Cantastorie

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 27
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto 27 ALESSANDRO MAGNASCO (1667-1749) e Clemente Spera "Cantastorie" e "Rissa" coppia di olii cm. 112x75 autentica Professor Pallucchini datata 20/5/1975: Egregio signore, ho ammirato i due paesaggi con sfondi architettonici di sua proprietà (ambedue su tela, ciascheduna di cm.75x112), l'uno raffigurante un cantastorie che mostra ad alcuni popolani un'immagine di Sant'Antonio dentro un tabernacolo cuspidato dalle ante aperte, sullo sfondo di ruderi classici tra i quali gli archi d'un tempio e una piramide, l'altro una rissa sullo sfondo di architetture classiche in rovina, poste di sbieco, che portano lo sguardo verso un'insenatura marina. Si tratta evidentemente di due composizioni architettoniche di Clemente Spera ravvivate dalle figure di Alessandro Magnasco ben caratterizzate nel loro movimento e nella loro tensione di pennellata. Una scena consimile a quella della rissa è pubblicata da B.Geiger a tav.83 della sua monografia sul Magnasco del 1949 (Bergamo, Col.Mapelli). Come ci documentano le fonti, Alessandro Magnasco, specialmente all'inizio della sua carriera pittorica, si è valso della collaborazione dello Spera per inscenare episodi dove la "macchietta" acquista una sua particolare forza espressiva.
Alessandro Magnasco Il Lissandro - San Pietro Liberato Dall'angelo

Alessandro Magnasco Il Lissandro - San Pietro Liberato Dall'angelo

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 266
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
San Pietro liberato dall'Angelo Alessandro Magnasco (Genova 1667-1749) olio su tela,cm 74x61 Opera assai significativa ed esemplare dell'attivita di Alessandro Magnasco negli anni tra la fine del XVII secolo e gli inizi del successivo. I soggetti appartenenti ad una tematica ancora tradizionale, vengono tuttavia risolti con una pittura decisamente innovativa, che risente chiaramente di quanto assorbito a Genova, prima del trasferimento a Milano, dell’arte di Valerio Castello. I personaggi della scena già preannunciano le agili e frenetiche che caratterizzeranno l'evoluzione stilistica del Magnasco, sebbene, in questa fase, più elaborate nell'esecuzione e nei tratti somatici dei protagonisti.
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Sant'antonio Da Padova Predica Ai Pesci

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Sant'antonio Da Padova Predica Ai Pesci

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 935
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Asta 415 / Lotto n° 935 Alessandro Magnasco ( Genova 1667 - 1749 ) Sant'Antonio da Padova predica ai pesci olio su tela cm 84x64 in cornice Referenze Fototeca Zeri, inv. 126152, busta 0603; scheda 67601. Provenienza Christie's Londra, asta 7 luglio 1978, lotto 189 Nella fototeca Zeri è segnalata la motivazione dell'attribuzione che è da riferirsi ad una "nota autografa di F. Zeri sul verso della fotografia".

LA BIOGRAFIA DI Alessandro Magnasco Il Lissandro

Alessandro MAGNASCO Il Lissandrino , pittore italiano, nasce a Genova il 4 febbraio 1667.
Con la morte del padre Stefano, Magnasco venne affidato a un mercante della sua città natale che, intorno al 1682 , lo condusse a Milano come allievo di Filippo Abbiati; qui venne influenzato soprattutto dalla coeva pittura veneziana.
Suoi primi lavori, secondo le fonti, sono stati i ritratti, un genere abbandonato presto per dedicarsi a paesaggi con scene animate da piccole figure allampanate di frati, zingari, boscaioli e saltimbanchi inserite in grandi e tetri scenari, ricorrendo soprattuto a fondali con paesaggi burrascosi o tenebrose scenografie conventuali.
Dal 1703 al 1710 Magnasco fu a Firenze al servizio di colui che diverrà l'ultimo Granduca di Toscana della stirpe medicea: Gian Gastone secondogenito di Cosimo III.
Magnasco a Firenze s'imbatté in una serie di pittori e incisori che tra il Seicento e il Settecento si erano dedicati allo sviluppo del genere cosiddetto della pittura "caricata e giocosa", tutti frequentatori della corte degli ultimi granduchi medicei.
Nel 1711, tornato a Milano, fu chiamato ad eseguire la decorazione per l'entrata trionfale dell'Imperatore Carlo VI.
Tra il 1720 e il 1725 dipinse per il conte Colloredo, governatore di Milano, nove quadri, tra cui le Lezione di catechismo e la Sinagoga.
Tornato a Genova nel 1735 esegue il Trattenimento in un giardino di Albaro, ora conservato nella Galleria di Palazzo Bianco.
Considerato uno dei pittori più originali del Settecento italiano, si distinse, nella pittura di genere popolaresco, per la pennellata densa di contrasti luminosi che tendevano a costruire apparati oscuri e figure distorte, anticipando la pittura dei secoli successivi da William Turner agli Impressionisti.

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