Alessandro Magnasco Il Lissandro

Italy (Genua 1667Genua 1749 ) - Dipinti
MAGNASCO IL LISSANDRO Alessandro Monaci Penitenti Tentati Dai Demoni

Porro & C. /31-mag-2011
50.000,00 - 60.000,00
Non aggiudicato

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Detto anche :

Magnasco Alessandro

Il Lissandrino

 

Opere in Arcadja
259

Alcune opere di Alessandro Magnasco Il Lissandro

Estratte tra le 259 opere nel catalogo di Arcadja
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Paesaggio Con Lavandaie

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Paesaggio Con Lavandaie

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 419
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Magnasco Alessandro , Genova 1667 , 1749 e aiuti (attr.) "Paesaggio con lavandaie" olio su tela (cm 77x112). In cornice Il dipinto di Alessandro Magnasco che qui si presenta � al pari di quello al lotto 456, di identica provenienza � raffigura un fiume le cui rive sono popolate di piccole figure intente alle pi� diverse attivit�. Nel nostro caso sono raffigurate delle lavandaie. Per l�esecuzione del paesaggio, Magnasco spesso si avvalse di collaboratori. I nostri due dipinti, esposti l�uno accanto all�altro, offrono la preziosa opportunit� di rilevare le differenze nella condotta dello sfondo. Nel nostro "Paesaggio con lavandaie" alle spalle delle donne l�orizzonte si apre su un�ampia vallata. La pennellata � nervosa, elettrica, costruisce le forme in gran velocit� e stende i tocchi di luce in lunghi tratti sottili. Il paesaggio arcadico si tramuta in un mondo inquieto, dove in lontananza compare il profilo di una citt� diafana e biancastra, formata di case di cristallo. Sulla sinistra, quasi un�unica potentissima pennellata, una montagna aguzza si innalza all�improvviso come un�onda per poi sgretolarsi nella luce lunare. Non vi � dubbio che questo paesaggio spetta alla stessa mano che ha eseguito anche le figure con pari attitudine visionaria, ovvero al Magnasco stesso. A dimostrazione di quanto affermato, si veda un�altra versione dello stesso tema conservata all�Allen Memorial Art Museum di Oberlin (Ohio), dove le stesse figure di lavandaie si stagliano contro uno sfondo pi� calmo e sereno ma di tutt�altra forza, eseguito � questo s� � da un collaboratore.
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Paesaggi Animati

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Paesaggi Animati

Originale -
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 452
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Magnasco Alessandro , Genova 1667 , 1749 (Attr.) "Paesaggi animati" coppia di dipinti ad olio su tela ovale (cm 147x119,5 e 147x116). In cornici Perizia di Benno Geiger (1961) Attributed - "Landscapes with Figures", pair of oils on oval canvases. Framed. Expertise by Benno Geiger Valutazione: € 18.000,00 / € 20.000,00 Asta: 10/10/2012 ore 15.00
Alessandro Magnasco Il Lissandro -  Le Tantazioni Di Sant ’’’’antonio

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Le Tantazioni Di Sant ’’’’antonio

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 1076
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
ALESSANDRO MAGNASCO (1667-1749) Le tantazioni di sant ’’’’Antonio Olio su tela, cm 75 x 59 Siglato “AM ” in alto al centro Le lettere “A ” e “M ” , iniziali del Lissandrino, si nascondono nell ’’’’ombra del fondo scuro con cui il Magnasco definisce l ’’’’ambientazione cupa di nuvole e rocce di questa scena di straordinaria suggestione. In più di una occasione, con una quantità di varianti sceniche e compositive, il Lissandrino affronta il tema delle Tentazioni di Sant ’’’’Antonio; un soggetto che gli consente di trattare uno dei punti centrali della sua poetica, che si sovrappone semanticamente a quelli della stregoneria e della magia. Dello stesso soggetto si conoscono versioni al Louvre, al Poldi Pezzoli di Milano e ai musei statali di Berlino (questi ultimi con il paesaggio di Peruzzini), oltre a quelle di varie raccolte private in Italia e all ’’’’estero. Insieme al vecchio abate sono demoni, satiri e diavoletti i protagonisti di questa fascinosa quanto bizzarra mise en scéne. Ma non sarà certo l ’’’’estro di questo pittore a stupirci perché ci è nota da tempo la sua scelta di campo anti convenzionale, spesso contaminata da una vena satirica. Il tema religioso si contamina dell ’’’’ interesse nei confronti di scienza, filosofia e metafisica, condivisa da tanta sua committenza soprattutto nella Milano pre-illuminista in cui l ’’’’artista opera con successo tra Sei e Settecento. Come scrive Fausta Franchini Guelfi, “alla produzione matura del pittore appartiene un gruppo di dipinti nei quali l ’’’’ orrore delle tenebre dà vita a maligna presenze, a larve paurose nate dal “sonno della ragione ”. “Il Magnasco si avventura nelle zone più cupe e sotterranee della coscienza, esprimendo con straordinaria forza il fascino delle tenebre ” (Franchini Guelfi, La pittura di Alessandro Magnasco dalle fonti figurative e culturali alle tenebre della realtà , in Alessandro Magnasco, catalogo della mostra, Milano 1996, p. 32). Non vi sono forse parole più calzanti di queste per descrive l ’’’’atmosfera singolare, nonché la peculiarità di questo inedito manifesto dell ’’’’ avanguardia pittorica e culturale del maestro genovese. Anna Orlando
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Monaci Penitenti Tentati Dai Demoni

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Monaci Penitenti Tentati Dai Demoni

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 119
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Descrizione:
119 Alessandro Magnasco - Clemente Spera Genova 1667 - 1749 Genova 1667 - 1749 Novara ? 1661c. - Milano 1742Novara ? 1661c. - Milano 1742 Monaci penitenti tentati dai demoni olio su tela, cm 137x109 Stima: 50.000/60.000 E' ben nota la stretta e annosa collaborazione tra il genovese Alessandro Magnasco, detto il Lissandrino, e il pittore di Novara Clemente Spera, esperto “ruinista”. Si incontrarono a Milano, nell'ultimo decennio del Seicento, ma la loro attività congiunta si protrasse, seppur episodicamente, fino al terzo decennio del secolo successivo almeno. Il Magnasco portò avanti con grande coerenza la poetica di una pittura impegnata, meditativa, antitetica alle nuove scelte in voga di un superficiale decorativismo quale fu il rococò. Lo Spera, esperto nel dipingere rovine, ben si seppe adattare a quello spirito vagamente decadente che in realtà voleva essere di denuncia e di richiamo ai valori fondamentali dell'esistenza. Esemplare in tal senso, a livello iconografico, è la tela che qui si presenta dove entro uno scenario di ruderi che si stagliano scenograficamente contro l'azzurro del cielo si svolge una delle tipiche “fraterie” del Magnasco. Alcuni frati in preghiera invocano l'aiuto di Dio per resistere alle tentazioni dei demoni che li tormentano. L'estrosa fantasia e teatralità dello Spera si unisce alla visione disincantata del Magnasco e insieme ci restituiscono un autentico brano di tardo barocco pre-illuminista. Anna Orlando
Alessandro Magnasco Il Lissandro - San Filippo

Alessandro Magnasco Il Lissandro - San Filippo

Originale -
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 37
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Alessandro Magnasco, detto il Lissandrino (Genova 1667 -1749) San Filippo Olio su tela, cm 34,7 x 21,5 Bibliografia: F. Franchini Guelfi, La pittura di Alessandro Magnasco dallefonti figurative e culturali alle tenebre della realtà , inAlessandro Magnasco 1667-1749, catalogo della mostra, Milano 1996,figura 17 p. 27 Questa squisita teletta, conservata in prima tela econ il suo telaio originario, è stata pubblicata da FaustaFranchini Guelfi nel 1996. La studiosa la mette in relazione con laserie di dodici piccole tele con Figure di apostoli di misureanaloghe (cm 35 x 22,5) e integralmente conservate in un ’’’’’’’’’’’’’’’’unica collezione privata, che potevano essere "pensieri" fine a sé stessi, bozzetti per quadri più grandi di una cappella privata o anche progetti per un grandeapparato sacro (cfr. F. Franchini Guelfi, Alessandro Magnasco. Idisegni, Genova 1999, p. 68). La prossimità delnostro San Filippo con quello della citata serie (fig. 1), lasciasupporre uno stretto legame innanzi tutto cronologico e induce adatare al 1715-1720 anche questo esemplare. La studiosa ipotizza l ’’’’’’’’’’’’’’’’esistenza di una analoga serie completa con le singolefigure con un ’’’’’’’’’’’’’’’’ambientazione architettonica meno definita eprive dell ’’’’’’’’’’’’’’’’indicazione del nome del santo, ma è pur vero che potrebbe trattarsi anche una singola prova, forseuna prima idea eseguita dal Lissandrino, come studio per la serie.Il carattere di spontaneità e libertà d ’’’’’’’’’’’’’’’’esecuzione sono proprie del miglior Magnasco, anchequello delle opere finite e delle opere in grande invero; ma le dimensioni minute e il carattere intimo della teletta cisvelano da vicino tutto l ’’’’’’’’’’’’’’’’estro e la forza espressiva deisuoi "pensieri". Anna Orlando Figura 1: A. Magnasco, SanFilippo, cm 35x22,5, collezione privata

LA BIOGRAFIA DI Alessandro Magnasco Il Lissandro

Alessandro MAGNASCO Il Lissandrino , pittore italiano, nasce a Genova il 4 febbraio 1667.
Con la morte del padre Stefano, Magnasco venne affidato a un mercante della sua città natale che, intorno al 1682 , lo condusse a Milano come allievo di Filippo Abbiati; qui venne influenzato soprattutto dalla coeva pittura veneziana.
Suoi primi lavori, secondo le fonti, sono stati i ritratti, un genere abbandonato presto per dedicarsi a paesaggi con scene animate da piccole figure allampanate di frati, zingari, boscaioli e saltimbanchi inserite in grandi e tetri scenari, ricorrendo soprattuto a fondali con paesaggi burrascosi o tenebrose scenografie conventuali.
Dal 1703 al 1710 Magnasco fu a Firenze al servizio di colui che diverrà l'ultimo Granduca di Toscana della stirpe medicea: Gian Gastone secondogenito di Cosimo III.
Magnasco a Firenze s'imbatté in una serie di pittori e incisori che tra il Seicento e il Settecento si erano dedicati allo sviluppo del genere cosiddetto della pittura "caricata e giocosa", tutti frequentatori della corte degli ultimi granduchi medicei.
Nel 1711, tornato a Milano, fu chiamato ad eseguire la decorazione per l'entrata trionfale dell'Imperatore Carlo VI.
Tra il 1720 e il 1725 dipinse per il conte Colloredo, governatore di Milano, nove quadri, tra cui le Lezione di catechismo e la Sinagoga.
Tornato a Genova nel 1735 esegue il Trattenimento in un giardino di Albaro, ora conservato nella Galleria di Palazzo Bianco.
Considerato uno dei pittori più originali del Settecento italiano, si distinse, nella pittura di genere popolaresco, per la pennellata densa di contrasti luminosi che tendevano a costruire apparati oscuri e figure distorte, anticipando la pittura dei secoli successivi da William Turner agli Impressionisti.

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