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Alessandro Magnasco Il Lissandro

Italy (Genua 1667 -  Genua 1749 )
MAGNASCO IL LISSANDRO Alessandro San Paolo Eremita Nel Deserto

Il Ponte Casa D'aste Srl /6-apr-2016
22.000,00 - 24.000,00
Non aggiudicato

Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Alessandro Magnasco Il Lissandro nelle aste italiane ed internazionali.
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Detto anche :

Magnasco Alessandro

Il Lissandrino

 

Opere in Arcadja
304

Alcune opere di Alessandro Magnasco Il Lissandro

Estratte tra le 304 opere nel catalogo di Arcadja
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Cristo Sana Il Paralitico Cristo E L’adultera

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Originale -
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 266
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto 266 Alessandro Magnasco (Genova 1667-1749) coppia di dipinti olio su tela, cm 97x122, in cornice dorataDipinti realizzati tra il 1736 e il 1738 Provenienza: Collezione privata GenovaCollezione Frua De Angeli MilanoBibliografia:Laura Muti - Daniele De Sarno PrignanoMagnasco Edit Faenza 1994 Cat. 204 e 205R. Calzini 1922; P. D'Ancona 1922 pag 426-427; B. Geiger 1923 pag 52 n 170 e 171 tav XXIX e XXX; G. Delogu 1931 pag 121 tav 156-157-158; B Geiger 1949 pag 110 tav n 236-242; P. Rosemberg 1984 pag 110
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Eremo Con Frati Francescani A Refezione In Un Bosco

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Eremo Con Frati Francescani A Refezione In Un Bosco

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 290
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Alessandro Magnasco Genova 1667 - 1749 Eremo con frati francescani a refezione in un bosco Olio su tela, cm. 97x72 Expertise scritta di Benno Geiger in data 9 marzo 1951. Benno Geiger nell'expertise scritto sul dipinto definisce così l'opera: "Opera notevolissima del suo secondo soggiorno lombardo, cioè della sua piena maturità", e lo paragona "per bella qualità" ai Frati in cammino dell'Accademia di Brera e ai paesaggi con figure già depositati all'Ambasciata Italiana di Londra e alla Corte d'Appello di Milano, Palazzo Clerici, già del coro della Parrocchiale di Gravedona. Bibliografia di riferimento Benno Geiger, Magnasco, Istituto Italiano di Arti Grafiche, Bergamo, 1949.
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Il Porto Di Genova (allegoria Della Forza)

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Il Porto Di Genova (allegoria Della Forza)

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 100
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
ALESSANDRO MAGNASCO DETTO IL LISSANDRINO Genova 04/02/1667 - Genova 12/03/1749 Il porto di Genova (allegoria della forza) Olio su tela, cm 113x125,5. Il dipinto si ricollega ad una serie di opere del Magnasco già note, in particolare nella tela con "L'imbarco dei galeotti nel porto di Genova" nel museo di Bordeaux; in realtà il soggetto dell'opera non sono i galeotti ma è l'affaccendarsi dei lavoratori in un porto dominato dalla statua di Ercole. Proprio la presenza di Ercole allude alla forza e al vigore; infatti tutti i personaggi sono intenti a lavori pesanti, trascinando, tirando, spingendo oggetti pesanti. Il quadro è pubblicato nell'ampia monografia dedicata al pittore da Laura Muti e Daniele De Sarno Prignano "Alessandro Magnasco" Faenza, 1994.
Alessandro Magnasco Il Lissandro - San Paolo Eremita Nel Deserto

Alessandro Magnasco Il Lissandro - San Paolo Eremita Nel Deserto

Originale -
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 110
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Magnasco Alessandro , Genova 1667 , 1749 e Carlo Antonio Tavella (Milano 1668 - Genova 1738) "San Paolo eremita nel deserto" olio su tela (cm 100x154,5) In cornice antica in legno intagliato e dorato a volute e frutti. Provenienza nostra asta numero 61, lotto numero 380. Bibl: B.Geiger "Magansco" Bergamo 1960, pag. 78, autentica su fotografia di Antonio Morassi in data 1960, allegata scheda attributiva di Anna Orlando in data 2016. "St. Paul the heremit" oil on canvas. Framed Allegata scheda critico/attributiva della Dott.ssa Anna Orlando
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Soldati Accampati Fra Le Rovine

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Soldati Accampati Fra Le Rovine

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 360
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
ALESSANDRO MAGNASCO (1667-1749) Soldati accampati fra le rovine Indovini, cantastorie e pulcinella tra le rovine Olio su tela, cm 55 x 70 ciascuno Bibliografia: A. Morandotti, Cinque pittori del Settecento. Ghislandi, Crespi, Magnasco, Bazzani, Cerruti, catalogo della mostra, Roma 1943, p. 54, tav. 31-32 M. Pospsil, Magnasco, 1944, p. 82, tavv. 114-115 B. Geiger, Magnasco. Catalogo delle pitture, Venezia 1945, p. 62 Mostra del Magnasco, catalogo a cura di A. Morassi, Genova 1949, nn. 14-15, figg. 16-17 B. Geiger, Magnasco, 1949, p. 132 G. Gamulin, Per Alessandro Magnasco, in "Commentari", XIII, 1962, p. 66 L. Muti, D. De Sarno Prignano, Alessandro Magnasco, Faenza 1994, figg. 541 cat. 299 e cat. 300 Note già dagli anni Quaranta del secolo scorso, momento di approfondite ricerche sul Magnasco e della vera riscoperta critica della figura di questo straordinario protagonista della scuola pittorica genovese, furono esposte sia alla mostra del 1943 a Roma, sia a quella curata da Antonio Morassi del 1949 a Genova, quando si trovavano nella collezione romana di S.E. Vittorio Cerruti. Si tratta quindi di opere molto significative per la loro ricca e autorevole bibliografia, che le ha fin da subito presentate nell'ambito di due questioni centrali per la comprensione dell'opera del Magnasco. Da un lato quella iconografica dall'altro, la problematica dei rapporti di collaborazioni con altri pittori. Per ciò che riguarda il primo aspetto, considerate "tra le più sapide piccole scene del genere zingaresco dipinte dal Lissandrino", secondo il Morassi (1947), esse rientrano in quella singolare produzione di scene di genere in cui il pittore indaga la società del suo tempo nelle sua vaste zone d'ombra, popolate di emarginati, poveri, nulla facenti. In una delle sue scene vediamo protagonisti dei soldati, ritratti non certo in una delle loro eroiche azioni di battaglia, ma piuttosto intenti a passare il trascorre inesorabile del tempo nella noia, completamente inutili a se stessi e agli altri. La seconda scena mostra dei gruppi di teatranti di strada intenti forse a provare un spettacolo. Sono per il Magnasco tra i protagonisti di una larga fetta sociale di cui egli sottolinea, come nel primo caso, l'emarginazione e l'inutilità. L'aspra critica del Magnasco è nei confronti di un mondo di cui egli percepisce - e amplifica con la sua pittura severa- forti e inequivocabili segnali di sfacelo. Questo frantumarsi dei valori si ripercuote su una pittura sfatta, fatta di pennellate nervose, che si fondano su una linea spezzata, franta, vibrante. E pertanto di grande fascino e di assoluta modernità. Questa inconfondibile sigla stilistica si percepisce qui nelle figure,mentre una diversa stesura caratterizza le architetture del fondo. Esse costituiscono il fondale scenico su cui il Magnasco interviene con la sua composizione animata da tante piccole figure, e la critica ha ipotizzato che si potesse trattare del Perugini (Pospisil e Morassi) o di Clemente Spera (Geiger) o più recentemente di un collaboratore dello stesso Spera (Muti, De Sarno Prignano). Anna Orlando

LA BIOGRAFIA DI Alessandro Magnasco Il Lissandro

Alessandro MAGNASCO Il Lissandrino , pittore italiano, nasce a Genova il 4 febbraio 1667.
Con la morte del padre Stefano, Magnasco venne affidato a un mercante della sua città natale che, intorno al 1682 , lo condusse a Milano come allievo di Filippo Abbiati; qui venne influenzato soprattutto dalla coeva pittura veneziana.
Suoi primi lavori, secondo le fonti, sono stati i ritratti, un genere abbandonato presto per dedicarsi a paesaggi con scene animate da piccole figure allampanate di frati, zingari, boscaioli e saltimbanchi inserite in grandi e tetri scenari, ricorrendo soprattuto a fondali con paesaggi burrascosi o tenebrose scenografie conventuali.
Dal 1703 al 1710 Magnasco fu a Firenze al servizio di colui che diverrà l'ultimo Granduca di Toscana della stirpe medicea: Gian Gastone secondogenito di Cosimo III.
Magnasco a Firenze s'imbatté in una serie di pittori e incisori che tra il Seicento e il Settecento si erano dedicati allo sviluppo del genere cosiddetto della pittura "caricata e giocosa", tutti frequentatori della corte degli ultimi granduchi medicei.
Nel 1711, tornato a Milano, fu chiamato ad eseguire la decorazione per l'entrata trionfale dell'Imperatore Carlo VI.
Tra il 1720 e il 1725 dipinse per il conte Colloredo, governatore di Milano, nove quadri, tra cui le Lezione di catechismo e la Sinagoga.
Tornato a Genova nel 1735 esegue il Trattenimento in un giardino di Albaro, ora conservato nella Galleria di Palazzo Bianco.
Considerato uno dei pittori più originali del Settecento italiano, si distinse, nella pittura di genere popolaresco, per la pennellata densa di contrasti luminosi che tendevano a costruire apparati oscuri e figure distorte, anticipando la pittura dei secoli successivi da William Turner agli Impressionisti.

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