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Alessandro Magnasco Il Lissandro

Italy (Genua 1667 -  Genua 1749 )
MAGNASCO IL LISSANDRO Alessandro Interno Di Convento, Con Suore Al Lavoro

Cambi /17-mag-2017
30.215,47 - 50.359,12
Non aggiudicato

Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Alessandro Magnasco Il Lissandro nelle aste italiane ed internazionali.
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Detto anche :

Magnasco Alessandro

Il Lissandrino

 

Opere in Arcadja
331

Alcune opere di Alessandro Magnasco Il Lissandro

Estratte tra le 331 opere nel catalogo di Arcadja
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Elia E L'angelo, Tobia E L'angelo

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Elia E L'angelo, Tobia E L'angelo

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 323
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
ALESSANDRO MAGNASCO (1667-1749) "Elia e l'Angelo" e " Tobia e l'Angelo" coppia di olii di forma ovale cm. 110x85 Ambedue i dipinti coinvolgono un angelo, uno che dà cibo e del bere ad Elia nel deserto e l' altro che istruisce Tobia a levare il fiele dal pesce per rimediare con esso la cecità del padre. Si tratta di classiche storie bibliche adattate per essere raffigurate in quadri pendants. Si conosce un'altra tela del soggetto di Elia e l'angelo dipinta da Magnasco (nel Nelson Atkins Museum of Art a Kansas City) che ha come pendant una "Comunione della Maddalena" (ovale, riprodotta da Guelfi, 1977, fig. 132 e da Muti- Prignano 1994, fig. 273 -274). Le figure nel quadro di Elia e l'angelo appaiono rovesciate nel quadro di Kansas City, in cui il numero di alberi è inferiore, caratteristiche che hanno indotto Muti- Prignano ad attribuire i paesaggi a A. F. Peruzzini, collaboratore del Magnasco. Nei dipinti qui analizzati, comunque, le figure fanno parte dei relativi paesaggi, come mostrano i panneggi torniti che trovano un eco nello blu brillante del cielo, e come il fatto che gli alberi sono dipinti con le stesse vivaci pennellate delle figure. Ciò sembra indicare che queste due composizioni siano opere di un solo pittore, non di due. L'intelligenza, con cui il Magnasco scelse i suoi soggetti narrativi e la maniera brillante con cui egli sapeva comporre e costruire velocemente le sue composizioni, ha ispirato la maggior parte dei pittori genovesi verso la metà del Settecento, anche allievi di Lorenzo de Ferrari, un artista di orientazione accademica, come Antonio Giolfi (Villa Faraggiano, Albissola Marina). Mary Newcome 20 Maggio 2004
Alessandro Magnasco Il Lissandro - The Sacrifice Of Isaac

Alessandro Magnasco Il Lissandro - The Sacrifice Of Isaac

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 157
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Alessandro Magnasco, called il Lissandrino THE SACRIFICE OF ISAAC GENOA 1667 - 1749 oil on paper, laid on canvas 40 x 29.5 cm.; 15 3/4 x 11 5/8 in. A. Orlando, Dipinti genovesi. Dal Cinquecento al Settecento. Ritrovamenti dal collezionismo privato, Turin 2010, p. 186, reproduced in colour (as Carlo Antonio Tavella).
Alessandro Magnasco Il Lissandro -  Assalto Di Briganti In Un Bosco

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Assalto Di Briganti In Un Bosco

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 27
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Alessandro Magnasco, detto il Lissandrino Genova 1667 – 1749 ASSALTO DI BRIGANTI IN UN BOSCO olio su tela, cm 114 x 90. Provenienza: Genova, collezione Bertollo, ante 1931; Genova, collezione cav. Pietro Sanguinetti, ante 1939; Milano, collezione architetto Ulderico Tononi, ante 1949. Bibliografi a: G. Delogu, Pittori minori Liguri, Lombardi e Piemontesi del Seicento e del Settecento, Venezia 1931, p. 117, tav. 210; M. Pospisil, Magnasco, Firenze 1944, p. LXXVII, tav. 51; B. Geiger, Magnasco, Bergamo 1949, p. 94, tav. 8 e p. 114; L. Muti, D. De Sarno Prignano, Alessandro Magnasco, Faenza 1994, cat. 217 p. 237, fi g. 457 p. 618 Reso noto da Giuseppe Delogu nel 1931 che lo illustra indicandolo come proveniente dalla collezione Bertollo di Genova, a cui a quella data dunque non apparteneva più, e dove era conservato insieme a una Scena di pellegrini (Delogu 1931, fi g. 211; qui fi g. 1), meglio intitolata Preghiera davanti a una cappella campestre (fi g. 1). Quest\’ultima ha avuto successivamente vicende collezionistiche diverse dal quadro qui esposto, con il quale era evidentemente stato concepito en pendant, vista l\’identità di dimensione (cm 114x90). Oggi conservato nei Musei di Strada Nuova a Genova, rimase insieme al suo pendant ancora nella collezione del cavaliere Pietro Sanguinetti, sempre a Genova, dove è documentato nel 1938 (quando fu esposto alla storica mostra di Palazzo Reale), finché Maria Parocchino vedova Sanguinetti non la donò a Palazzo Bianco nel 1939. L\’Assalto di Briganti dalla collezione Sanguinetti, dove si conservavano anche altre opere del pittore genovese, in data imprecisata ma forse nello stesso 1939, passò a quella dell\’architetto Ulderico Tononi di Milano. Con questa collocazione la pubblica il Geiger nel 1949, forse traendo questa informazione da una fotografi a conservata all\’istituto germanico di Firenze, indicandone altresì la provenienza Bertollo e poi Sanguinetti. Nessuno studioso ne indica le misure, fatto, questo, che suggerisce che l\’opera non fosse conosciuta dal vero, se non forse dal solo Delogu che per primo ne rende nota l\’immagine. L\’assenza di questo dato ha impedito fi no a questo momento di ricostruire il pendant. A lungo celata dunque nei meandri del collezionismo privato, quest\’opera del Magnasco riappare oggi così consentendoci non solo di confermarne senza esitazione l\’attribuzione per la parte delle fi gure sul primo piano, squisitamente eseguite con il brio e con il tratto nervoso e sicuro che riconosciamo al maestro genovese nella sua maturità, ma anche di discuterne un\’eventuale collaborazione per la parte del paesaggio. Va rilevato innanzi tutto che ai dati prettamente naturalistici, come fronde, foglie, rami, sono intramezzati senza soluzione di continuità pittorica altri elementi, tra i quali la colonna al centro della composizione. Alcune pennellate tra gli alberi, quasi guizzi di puro colore, e la libertà esecutiva del tutto, risultano congruenti con quella che traccia velocemente la parte figurata. Ciò consente, come per il pendant, di ascrivere interamente al maestro questo bellissimo dipinto, e di datarlo alla sua maturità oltre la metà degli anni Venti del Settecento (cfr. per il pendant F. Franchini Guelfi in Alessandro Magnasco (1667-1749). Gli anni della maturistà di un pittore anticonformista, catalogo della mostra a cura di F. Franchini Guelfi , Parigi e Genova, 2015-216, cat. 6, pp. 44-45). Anna Orlando
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Interno Di Convento, Con Suore Al Lavoro

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Interno Di Convento, Con Suore Al Lavoro

Originale 2015
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 341
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Alessandro Magnasco (Genova 1667-1749) - Interno di convento, con suore al lavoro - Dipinti Antichi - Cambi Casa d'Aste Lotto 341 Alessandro Magnasco (Genova 1667-1749) olio su tela, cm 93x132 L'inedito dipinto raffigura l'interno di un convento femminile dove le suore sono intente ai lavori con cui erano solite trascorrere le giornate: filo, cucito, pizzo al tombolo, rammendo, lavoro a maglia, addobbo floreale, tessitura e lettura due cagnolini e un gatto, in una scena che immaginiamo relativamente silenziosa e decisamente tranquilla. Il diverso abbigliamento consente anche di distruggere i vari livelli gerarchici del convento, dove sono presenti anche giovani educande (in abito rosa) che assistono le monache più anziane (fig. 5). L'opera vede assommati l'un l'altro un realistico approccio descrittivo con una pittura veloce ed espressionista; un binomio insolito, di cui però sappiamo essere capace Alessandro Magnasco il Lissandrino, a differenza dei suoi tanti, ma assai più modesti seguaci e imitatori. Basterà infatti indugiare un po' su alcuni dettagli - uno per tutti il drappo bianco per riconoscere la grafia inconfondibile propria del Magnasco, che gli imitatori risolvono sempre in maniera più goffa, mettendo diligenza e attenzione ove non può esserci. Sono oggi note diverse tele del Magnasco molto simili per soggetto, impostazione e stile a questo inedito, che viene così ad aggiungersi come significativo tassello di uno dei capitoli forse più singolari dell'artista, cioè quello della pittura di genere, e più in particolare dedicato alla descrizione della vita nei conventi. Il pittore affronta il tema sempre con un velato tono sarcastico, osservando con lucidità ma con giudizio severo la vita degli ordini monastici per il quale secondo gli ambienti più illuminati, urgevano riforme rigoriste. Tra gli interni più simili nel catalogo del Lissandrino si osservino, soprattutto per gli aspetti compositivi e la tipologia dello sfondo forse delegato a un collaboratore, le due tele di collezione privata, note da tempo e recentemente esposte a Palazzo Bianco a Genova P. Boccardo, Genova 2015 pp. 102-104, qui figg. 7-8), che peraltro hanno misure molto simile a queste ( 95x120cm). In quel caso la critica ha ravvisato l’intervento di più mani, per esempio uno per i bani di natura morta, laddove nel nostro caso pare plausibile che il Magnasco, autore delle figure, si sia fatto assistere da qualche collaboratore per la realizzazione degli sfondi e forse per la realizzazione di qualche figurina secondaria. Per ciò che concerne l’aspetto iconografico invece, alter opere possono essere richiamate per utili confronti, quali il COncerto di monache, Il Parlatorio, La cioccolata, pubblicati in più occasioni da Fausta Franchini Guelfi (cfr. tra gli altri Alessandro Magnasco, Ed Socnino, 1991).
Alessandro Magnasco Il Lissandro - Cristo Sana Il Paralitico Cristo E L’adultera

Alessandro Magnasco Il Lissandro - Cristo Sana Il Paralitico Cristo E L’adultera

Originale -
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 266
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto 266 Alessandro Magnasco (Genova 1667-1749) coppia di dipinti olio su tela, cm 97x122, in cornice dorataDipinti realizzati tra il 1736 e il 1738 Provenienza: Collezione privata GenovaCollezione Frua De Angeli MilanoBibliografia:Laura Muti - Daniele De Sarno PrignanoMagnasco Edit Faenza 1994 Cat. 204 e 205R. Calzini 1922; P. D'Ancona 1922 pag 426-427; B. Geiger 1923 pag 52 n 170 e 171 tav XXIX e XXX; G. Delogu 1931 pag 121 tav 156-157-158; B Geiger 1949 pag 110 tav n 236-242; P. Rosemberg 1984 pag 110

LA BIOGRAFIA DI Alessandro Magnasco Il Lissandro

Alessandro MAGNASCO Il Lissandrino , pittore italiano, nasce a Genova il 4 febbraio 1667.
Con la morte del padre Stefano, Magnasco venne affidato a un mercante della sua città natale che, intorno al 1682 , lo condusse a Milano come allievo di Filippo Abbiati; qui venne influenzato soprattutto dalla coeva pittura veneziana.
Suoi primi lavori, secondo le fonti, sono stati i ritratti, un genere abbandonato presto per dedicarsi a paesaggi con scene animate da piccole figure allampanate di frati, zingari, boscaioli e saltimbanchi inserite in grandi e tetri scenari, ricorrendo soprattuto a fondali con paesaggi burrascosi o tenebrose scenografie conventuali.
Dal 1703 al 1710 Magnasco fu a Firenze al servizio di colui che diverrà l'ultimo Granduca di Toscana della stirpe medicea: Gian Gastone secondogenito di Cosimo III.
Magnasco a Firenze s'imbatté in una serie di pittori e incisori che tra il Seicento e il Settecento si erano dedicati allo sviluppo del genere cosiddetto della pittura "caricata e giocosa", tutti frequentatori della corte degli ultimi granduchi medicei.
Nel 1711, tornato a Milano, fu chiamato ad eseguire la decorazione per l'entrata trionfale dell'Imperatore Carlo VI.
Tra il 1720 e il 1725 dipinse per il conte Colloredo, governatore di Milano, nove quadri, tra cui le Lezione di catechismo e la Sinagoga.
Tornato a Genova nel 1735 esegue il Trattenimento in un giardino di Albaro, ora conservato nella Galleria di Palazzo Bianco.
Considerato uno dei pittori più originali del Settecento italiano, si distinse, nella pittura di genere popolaresco, per la pennellata densa di contrasti luminosi che tendevano a costruire apparati oscuri e figure distorte, anticipando la pittura dei secoli successivi da William Turner agli Impressionisti.

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