Pietro Libertino Liberi
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Italy (1614 - 1687 ) - Dipinti Wikipedia® - Pietro Libertino Liberi

Blindarte Casa d'Aste /13-dic-2009
€ 30.000,00 - € 40.000,00
€ 43.920,00
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Ubaldo Gandolfi, Giovanni Battista Salvi Il Sassoferrato, Francesco Paolo Michetti, Alessandro Magnasco Il Lissandro, Umberto Boccioni, Mario Schifano, Fernandez Arman , Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, School Florentine, Pablo Picasso
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Opere in Arcadja
86Alcune opere di Pietro Libertino Liberi
Estratte tra le 86 opere nel catalogo di ArcadjaPietro Libertino Liberi - Iustitia Et Pax Osculatae Sunt
Originale
Numero di lotto:
90
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
90. Pietro Liberi (Padova 1605 Venezia 1687) -
Iustitia et Pax osculatae sunt
olio su tela originale
cm 86 x 112
PIETRO LIBERI (PADUA 1605 - VENICE 1687), IUSTITIA ET PAX OSCULATAE SUNT, OIL ON UNLINED CANVAS, 86 X 112 CM
10000 15000
Linedito dipinto di Pietro Liberi raffigura lallegoria della Pace e della Giustizia, contraddistinte dai loro attributi iconografici, ovvero lulivo per la Pace e la spada e la bilancia per la Giustizia. Le due donne si abbracciano e si baciano, secondo il motto tratto dal Salmo 84.
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Pietro Libertino Liberi - Allegoria Dell’’’’architettura O Il Genio Del Disegno
Originale
Numero di lotto:
466
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
LOTTO N. 466
PIETRO LIBERI
Padova 1614 - Venezia 1687
Allegoria dell’’’’architettura o Il geniodel disegno olio su tela, cm. 125x104 Già attribuito da GiuseppeFiocco (26.1.66) a Paolo Veronese nella sua tarda maturità e cometale riconfermato da D.Bodart e da M.Marini, quest'ultomoperò lo anticipa cronologicamente, è stato poi correttamenteassegnato a Pietro Liberi da E.Martini nel dicembre 2003: è tipicaopera del pittore da collocare nel settimo decennio del Seicento.L'impostazione prospettica e il taglio compositivo fanno supporrepossa trattarsi di parte di una decorazione più ampia.
STIMA 23.000-25.000
Pietro Libertino Liberi - Venere E Cupido
Originale
Numero di lotto:
239
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
239
Pietro Liberi
Padova 1605 - 1687
Venere e Cupido
olio su tela, cm. 191x130.
Bibliografia:
U. Ruggeri, Pietro e Marco Liberi: pittori nella Venezia
del Seicento, Rimini 1996, n. 201
Il dipinto è pubblicato da Ugo Ruggeri nella recente
monografia dell'artista padovano; lo studioso data
l'opera all'inizio degli anni '80 del Seicento in
prossimità di opere come lo Sposalizio di Santa
Caterina di Vicenza - 1681- o la pala della cattedrale di
Chioggia del 1682.
Stima: € 30.000/40.000
Pietro Libertino Liberi - Ebbrezza Di Noè
Originale
Numero di lotto:
62
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Descrizione
Pietro Liberi
(Padova 1605-Venezia 1687)
Ebbrezza di Noè
olio su tela, cm 100x147
Il dipinto è stato riconosciuto opera autografa dal Prof. Ugo Ruggeri, che in una comunicazione ai proprietari del 31 ottobre 2009 scrive:"...si tratta di una nuova ed inedita versione del tema già affrontato dal Liberi nella tela di eguale soggetto conservata in palazzo Pisani Moretta a Venezia (cfr. U. Ruggeri, Pietro e Marco Liberi. Pittori nella Venezia del Seicento, Rimini 1996, pagg. 41, 169) dalla quale questa differisce non solo per le dimensioni, ma anche per numerose e significative varianti nella definizione dei personaggi, tali da escluderne un carattere derivativo”.
Per il prof. Ruggeri il dipinto è contemporaneamente “prossimo a quello di palazzo Pisani Moretta sia per l’’elaborazione delle figure, connotate con michelangiolismo e da derivazioni dall’’antico tipiche del Liberi […] sia per la stesura cromatica, di espanso e caldo pittoricismo tanto nei personaggi quanto nel primo piano e nel fondale arboreo, contro un cielo di drammatica e corrusca luminosità, in esiti riscontrati nel Liberi soprattutto nelle opere del settimo decennio del Seicento. Noto infine che un’’opera di eguale soggetto, ma di dimensioni non conosciute è documentata da un’’incisione di Giovan Battista Volpato, tavola n. 97 della sua Raccolta cento dodici stampe di pitture della storia sacra incise per la prima volta in rame, fedelmente copiate dagli originali di celebri autori antichi e moderni esistenti in Venezia. Da Pietro Monaco Venezia. Presso Guglielmo Zerletti. MDCCLXIII, con la didascalia in calce “Cam che ride della nudità del padre Pittura del Cavaliere Pietro Liberi posseduta da N.H.S. Giovanni Sagredo S. Paterniano” (cfr. Ruggeri, cit., pag.16 – Apolloni, Pietro Monaco e la raccolta di cento dodici stampe di pitture della storia sacra, Marano del Friuli 2000, pag. 310). È ragionevole pensare che il dipinto sia da identificare con quello già nella collezione di Giovanni Sagredo, appartenente a un ramo della nobile famiglia veneziana […] La qualità dell’’opera e la sua possibile provenienza da un’’illustre collezione accrescono importanza al repertorio da considerarsi ragguardevole aggiunta al catalogo di Pietro Liberi” .
Pietro Libertino Liberi - Maddalena Penitente
Originale
Numero di lotto:
72
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
72
PIETRO LIBERI
€ 35.000-45.000
Padova 1614 - Venezia 1687
Maddalena penitente
olio su tela, cm 59x72,5
Lopera reca lattribuzione al pittore veneto Pietro Liberi che, dopo lunghi viaggi in Turchia, Tunisia, Portogallo, Francia, Spagna e un soggiorno a Roma (1638-41) si stabilì a Venezia (1643), dove, grazie agli studi compiuti su Raffaello, Michelangelo, Annibale Carracci e Tiziano, si conquistò fama e autorevoli commissioni rivolte soprattutto, più che alle grandi composizioni storiche, al genere erotico-mitologico nel quale il pittore era sicuramente più versato.
Si tratta, in questo caso, di una nuova redazione di un tema caro allartista, quello della Maddalena penitente ritratta ignuda a sorreggere il teschio, memento mori e allusione alla caducità della vita terrena. La tipologia del volto della figura e il trattamento elegante in piccole ciocche ricciute della capigliatura, ravvivate da bagliori dorati che ne esaltano la biondezza, fanno supporre che si tratti di unopera della maturità da collocarsi accanto allAllegoria del Podestà Zaccaria Vendramin della Rotonda di Rovigo, datato 1663, anche per la forma disegnativa distesa e pacata, i toni tenui, preziosi e freddi, distribuiti in campiture distinte, in unatmosfera fosca di fondo che ne esalta la chiarezza. Il soggetto religioso è qui trattato nella stessa chiave sensualistica e con la medesima grazia presettecentesca con cui il pittore era solito approcciare alle sue opere a soggetto profano: facea con piacere glignudi osservava lo Zanetti (1771) e spezialmente le femmine, che sono i suoi capi dopera, tanto da meritarsi la fama di pittore libertino. Tali soggetti, per la spregiudicata modernità, dovevano piacere non solo ai committenti italiani ma anche a quelli tedeschi: il che spiega il largo successo ottenuto dallartista dal sesto decennio in poi.
Bibliografia:
U. Ruggeri, Pietro e Marco Liberi, pittori nella Venezia del Seicento, Rimini 1996, cat. p111, p. 163





