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Pietro Libertino Liberi

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Italy (16141687 ) - Dipinti Wikipedia® - Pietro Libertino Liberi
LIBERI Pietro Libertino Ebbrezza Di Noè

Blindarte Casa d'Aste /13-dic-2009
30.000,00 - 40.000,00
43.920,00
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Pietro Libertino Liberi nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
86

Alcune opere di Pietro Libertino Liberi

Estratte tra le 86 opere nel catalogo di Arcadja
Pietro Libertino Liberi - Iustitia Et Pax Osculatae Sunt

Pietro Libertino Liberi - Iustitia Et Pax Osculatae Sunt

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 90
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
90. Pietro Liberi (Padova 1605 – Venezia 1687) - Iustitia et Pax osculatae sunt olio su tela originale cm 86 x 112 PIETRO LIBERI (PADUA 1605 - VENICE 1687), IUSTITIA ET PAX OSCULATAE SUNT, OIL ON UNLINED CANVAS, 86 X 112 CM €10000 – €15000 L’inedito dipinto di Pietro Liberi raffigura l’allegoria della Pace e della Giustizia, contraddistinte dai loro attributi iconografici, ovvero l’ulivo per la Pace e la spada e la bilancia per la Giustizia. Le due donne si abbracciano e si baciano, secondo il motto tratto dal Salmo 84. Torna indietro Free Online bidding
Pietro Libertino Liberi - Allegoria Dell’’’’architettura O Il Genio Del Disegno

Pietro Libertino Liberi - Allegoria Dell’’’’architettura O Il Genio Del Disegno

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 466
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
LOTTO N. 466 PIETRO LIBERI Padova 1614 - Venezia 1687 Allegoria dell’’’’architettura o Il geniodel disegno olio su tela, cm. 125x104 Già attribuito da GiuseppeFiocco (26.1.66) a Paolo Veronese nella sua tarda maturità e cometale riconfermato da D.Bodart e da M.Marini, quest'ultomoperò lo anticipa cronologicamente, è stato poi correttamenteassegnato a Pietro Liberi da E.Martini nel dicembre 2003: è tipicaopera del pittore da collocare nel settimo decennio del Seicento.L'impostazione prospettica e il taglio compositivo fanno supporrepossa trattarsi di parte di una decorazione più ampia. STIMA 23.000-25.000
Pietro Libertino Liberi - Venere E Cupido

Pietro Libertino Liberi - Venere E Cupido

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 239
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
239 Pietro Liberi Padova 1605 - 1687 Venere e Cupido olio su tela, cm. 191x130. Bibliografia: U. Ruggeri, Pietro e Marco Liberi: pittori nella Venezia del Seicento, Rimini 1996, n. 201 Il dipinto è pubblicato da Ugo Ruggeri nella recente monografia dell'artista padovano; lo studioso data l'opera all'inizio degli anni '80 del Seicento in prossimità di opere come lo Sposalizio di Santa Caterina di Vicenza - 1681- o la pala della cattedrale di Chioggia del 1682. Stima: € 30.000/40.000
Pietro Libertino Liberi - Ebbrezza Di Noè

Pietro Libertino Liberi - Ebbrezza Di Noè

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 62
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Descrizione Pietro Liberi (Padova 1605-Venezia 1687) Ebbrezza di Noè olio su tela, cm 100x147 Il dipinto è stato riconosciuto opera autografa dal Prof. Ugo Ruggeri, che in una comunicazione ai proprietari del 31 ottobre 2009 scrive:"...si tratta di una nuova ed inedita versione del tema già affrontato dal Liberi nella tela di eguale soggetto conservata in palazzo Pisani Moretta a Venezia (cfr. U. Ruggeri, Pietro e Marco Liberi. Pittori nella Venezia del Seicento, Rimini 1996, pagg. 41, 169) dalla quale questa differisce non solo per le dimensioni, ma anche per numerose e significative varianti nella definizione dei personaggi, tali da escluderne un carattere derivativo”. Per il prof. Ruggeri il dipinto è contemporaneamente “prossimo a quello di palazzo Pisani Moretta sia per l’’elaborazione delle figure, connotate con michelangiolismo e da derivazioni dall’’antico tipiche del Liberi […] sia per la stesura cromatica, di espanso e caldo pittoricismo tanto nei personaggi quanto nel primo piano e nel fondale arboreo, contro un cielo di drammatica e corrusca luminosità, in esiti riscontrati nel Liberi soprattutto nelle opere del settimo decennio del Seicento. Noto infine che un’’opera di eguale soggetto, ma di dimensioni non conosciute è documentata da un’’incisione di Giovan Battista Volpato, tavola n. 97 della sua Raccolta cento dodici stampe di pitture della storia sacra incise per la prima volta in rame, fedelmente copiate dagli originali di celebri autori antichi e moderni esistenti in Venezia. Da Pietro Monaco Venezia. Presso Guglielmo Zerletti. MDCCLXIII, con la didascalia in calce “Cam che ride della nudità del padre Pittura del Cavaliere Pietro Liberi posseduta da N.H.S. Giovanni Sagredo S. Paterniano” (cfr. Ruggeri, cit., pag.16 – Apolloni, Pietro Monaco e la raccolta di cento dodici stampe di pitture della storia sacra, Marano del Friuli 2000, pag. 310). È ragionevole pensare che il dipinto sia da identificare con quello già nella collezione di Giovanni Sagredo, appartenente a un ramo della nobile famiglia veneziana […] La qualità dell’’opera e la sua possibile provenienza da un’’illustre collezione accrescono importanza al repertorio da considerarsi ragguardevole aggiunta al catalogo di Pietro Liberi” .
Pietro Libertino Liberi - Maddalena Penitente

Pietro Libertino Liberi - Maddalena Penitente

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 72
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
72 PIETRO LIBERI € 35.000-45.000 Padova 1614 - Venezia 1687 Maddalena penitente olio su tela, cm 59x72,5 L’opera reca l’attribuzione al pittore veneto Pietro Liberi che, dopo lunghi viaggi in Turchia, Tunisia, Portogallo, Francia, Spagna e un soggiorno a Roma (1638-41) si stabilì a Venezia (1643), dove, grazie agli studi compiuti su Raffaello, Michelangelo, Annibale Carracci e Tiziano, si conquistò fama e autorevoli commissioni rivolte soprattutto, più che alle grandi composizioni storiche, al genere erotico-mitologico nel quale il pittore era sicuramente più versato. Si tratta, in questo caso, di una nuova redazione di un tema caro all’artista, quello della Maddalena penitente ritratta ignuda a sorreggere il teschio, memento mori e allusione alla caducità della vita terrena. La tipologia del volto della figura e il trattamento elegante in piccole ciocche ricciute della capigliatura, ravvivate da bagliori dorati che ne esaltano la biondezza, fanno supporre che si tratti di un’opera della maturità da collocarsi accanto all’Allegoria del Podestà Zaccaria Vendramin della Rotonda di Rovigo, datato 1663, anche per la forma disegnativa distesa e pacata, i toni tenui, preziosi e freddi, distribuiti in campiture distinte, in un’atmosfera fosca di fondo che ne esalta la chiarezza. Il soggetto religioso è qui trattato nella stessa chiave sensualistica e con la medesima grazia presettecentesca con cui il pittore era solito approcciare alle sue opere a soggetto profano: “facea con piacere gl’ignudi – osservava lo Zanetti (1771) – e spezialmente le femmine, che sono i suoi capi d’opera”, tanto da meritarsi la fama di pittore libertino. Tali soggetti, per la spregiudicata modernità, dovevano piacere non solo ai committenti italiani ma anche a quelli tedeschi: il che spiega il largo successo ottenuto dall’artista dal sesto decennio in poi. Bibliografia: U. Ruggeri, Pietro e Marco Liberi, pittori nella Venezia del Seicento, Rimini 1996, cat. p111, p. 163