Angelica Kauffman
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Switzerland (Coire 1741 - Roma 1807 ) - Dipinti Wikipedia® - Angelica Kauffman

Porro & C. /23-nov-2006
€ 30.000,00 - € 40.000,00
Non aggiudicato
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Opere in Arcadja
363Alcune opere di Angelica Kauffman
Estratte tra le 363 opere nel catalogo di ArcadjaAngelica Kauffman - Dopo La Lettura
Originale
Numero di lotto:
146
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
LOTTO N. 146
ANGELICA KAUFFMANN
Coira 1741 - Roma 1807
Dopo la lettura
olio su cartone, cm.22x14.
Al retro reca la scritta: A tergo e a mia opinione un originale della pittrice Angelica Catharina Kauffman. Ang.... Provenienza: Raccolta Lady Kentwort; Collezione privata.
STIMA 4.500-5.000
Angelica Kauffman - Ritratto Della Poetessa Teresa Bandettini Landucci (1763-1837) Nelle Vesti Di Una Musa[oil On Canvas]
Originale 1794
Numero di lotto:
267
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
ANGELICA KAUFFMANN (1741-1807) - RITRATTO DELLA POETESSA TERESA BANDETTINI LANDUCCI (1763-1837) NELLE VESTI DI UNA MUSA[OIL ON CANVAS] -
Mis: 128 x 94 cm.
firmato e datato sul foglio a sinistra al centro: Angelica Ars pictam/ divina Amarilli, dicavit/ Te tibi, paladiae [?]/ pignus amicitiae/ Carmina 1794 olio su tela
PROVENANCE
Donato dall'artista a Teresa Bandettini Landucci a Roma, Marzo 1794; Da qui per successione al figlio (vedi Atti della Reale Accademia Lucchese, in bibliografia, 1837); Principessa Elisa Napoleone Baiocchi (1806-1869); Venduto da Goldsmith a Agnew nel 1896 (vedi V. Manners in bibliografia); C.F. Murray collection, Firenze, dal 1911; Sestieri, Roma, 23-31 Marzo 1931, lotto 36; Fabrizio Guidi Bruscoli, Firenze, da cui acquistato nel Novembre 1989.
EXHIBITED
Firenze, Palazzo Vecchio, Mostra del Ritratto, 1911; Firenze, Palazzo Strozzi, Mostra Internazionale di Antiquariato, 23 Settembre-9 Ottobre 1989.
REFERENCES
G.G. De Rossi, Vita di Angelica Kauffmann pittrice, Firenze 1810, p. 76; G. Canonici Fachini, Prospetto Biografico delle Donne Italiane rinomate in Letteratura, Venezia 1824, p. 229; Atti della Reale Accademia Lucchese in morte di Teresa Bandettini Landucci fra gli arcadi Amarilli Etrusca, Lucca 1837, p. 93; V. Manners e G.C. Williamson, Angelica Kauffmann, R.A. Her Life and Her Works, New York 1976, pp. 94, 165 e 233; Mostra Internazionale di Antiquariato, catalogo della mostra, Firenze, Palazzo Strozzi, 23 Settembre - 9 Ottobre 1989, pp. 274-5; C. Knight (a cura di), La "memoria delle piture" di Angelica Kauffmann, Roma 1998, p. 68; B. Baumgärtel, Angelika Kauffmann, catalogo della mostra, Düsseldorf, Kunstmuseum, 15 Novembre 1998 - 24 Gennaio 1999, pp. 240 e 321. INCISIONI Francesco Bartolozzi (1727-1815); Francesco Rosaspina (1762-1841) per il frontespizio dell'edizione del 1805 de La Teseide di Bandettini Landucci.
CATALOGUE NOTE
Teresa Bandettini Landucci era una poetessa di Lucca, ammessa in Arcadia con il nome di 'Amarilli Etrusca' o 'Amaryllis'. Iniziò la sua carriera come danzatrice e divenne una poetessa improvvisatrice di successo, raggiungendo l'apice della fama nell'ultimo decennio del XVIII secolo, proprio negli anni in cui questo ritratto fu eseguito. Bandettini Landucci recitò le sue poesie in tutta Italia "ov' ella fu udita le mille e mille volte, accesa d'estro vivace, correre estemporanea e felice tutte le vie d'Elicona, quando da maestosi sublimi pensieri innalzata, quando da cari soavi affetti commossa, ma sempre nobile nello immaginare, ma sempre leggiadra e fervida nel dire, ma sempre sobria e decente nel trattare argomenti liberi o pericolosi" (Canonici Fachini, p. 229). Il suo carattere mite e modesto ispirò rispetto e ammirazione ma anche aspre critiche. Nello stesso anno in cui è stato dipinto questo ritratto il poeta Vincenzo Monti scrisse per lei un'ode: Teco vien la pietà, teco il diletto/ Teco eleganza ne' modi ardita... (in Emporium, vol. LXIX, 1929, p. 22). Angelica Kauffmann viaggiò molto in Italia nel 1781 dopo il matrimonio con il pittore Antonio Zucchi e vi rimase fino alla morte (1807). Verso la fine del 1782 con il marito si stabilì a Roma dove i suoi lavori erano molto richiesti, in particolare dai viaggiatori del Grand Tour, ed è probabile che a Roma abbia incontrato la Bandettini Landucci. Le due donne divennero buone conoscenti e nel 1794 la pittrice dipinse il ritratto dell'amica nelle vesti di una Musa, cinta d'edera e nell'atto di recitare una poesia. L'immagine fu incisa da Francesco Rosaspina e usata come frontespizio in diverse pubblicazioni della Bandettini Landucci, tra cui l'edizione del 1805 de La Teseide, e nel 1837 per gli Atti della Reale Accademia Lucchese in cui è menzionato il ritratto che qui presentiamo. Solo due anni prima Angelica Kauffmann aveva dipinto il ritratto di un'altra poetessa sua amica, Fortunata Fantastici, opera che oggi si trova nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze (inv. 1890, n. 4339, vedi Baumgartel, pp. 259-261, cat. n. 130, illustrato a colori). Entrambi i dipinti raffigurano il soggetto in abiti classici: la Fantastici seduta vicino a un rotolo di pergamena con la mano alzata in un gesto retorico; la Bandettini Landucci invece in piedi e in una posa più dinamica, adeguata al suo ruolo di improvvisatrice. I dipinti furono eseguiti dalla Kauffmann come segno di amicizia e il presente ritratto fu donato dalla pittrice stessa all'amica, nella cui collezione rimase fino alla sua morte, passando poi in eredità al figlio (nella cui collezione è ricordato dagli Atti della Reale Accademia Lucchese). Quando il dipinto fu offerto in asta nel 1931 era catalogato come appartenente alla Principessa Elisa Baciocchi Bonaparte, quasi certamente da identificare con Elisa Napoleone Baciocchi (1806-1869), figlia di Elisa Bonaparte, sorella minore di Napoleone I, e Felice Baciocchi, divenuti Principe e Principessa di Lucca nel 1805. Certamente i principi conoscevano la Bandettini Landucci ed è probabilmente per questo che il figlio della poetessa, dopo la morte della madre, abbia ceduto il ritratto a Elisa. Un'altra versione del dipinto, mancante di firma e data, fu offerto nella vendita Moser a Lucerna, Fischer, 6-9 Giugno 1945, lotto 1614 (con la mancata identificazione del soggetto). Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha comunicato per questo lotto il diniego del rilascio dell'Attestato di Libera Circolazione e la dichiarazione di interesse storico artistico particolarmente importante. The Ministero per i Beni e le Attività Culturali has denied the export licence for this lot and it has declared its importance in the context of the Italian cultural patrimony.
Mis: 128 x 94 cm.
firmato e datato sul foglio a sinistra al centro: Angelica Ars pictam/ divina Amarilli, dicavit/ Te tibi, paladiae [?]/ pignus amicitiae/ Carmina 1794 olio su tela
PROVENANCE
Donato dall'artista a Teresa Bandettini Landucci a Roma, Marzo 1794; Da qui per successione al figlio (vedi Atti della Reale Accademia Lucchese, in bibliografia, 1837); Principessa Elisa Napoleone Baiocchi (1806-1869); Venduto da Goldsmith a Agnew nel 1896 (vedi V. Manners in bibliografia); C.F. Murray collection, Firenze, dal 1911; Sestieri, Roma, 23-31 Marzo 1931, lotto 36; Fabrizio Guidi Bruscoli, Firenze, da cui acquistato nel Novembre 1989.
EXHIBITED
Firenze, Palazzo Vecchio, Mostra del Ritratto, 1911; Firenze, Palazzo Strozzi, Mostra Internazionale di Antiquariato, 23 Settembre-9 Ottobre 1989.
REFERENCES
G.G. De Rossi, Vita di Angelica Kauffmann pittrice, Firenze 1810, p. 76; G. Canonici Fachini, Prospetto Biografico delle Donne Italiane rinomate in Letteratura, Venezia 1824, p. 229; Atti della Reale Accademia Lucchese in morte di Teresa Bandettini Landucci fra gli arcadi Amarilli Etrusca, Lucca 1837, p. 93; V. Manners e G.C. Williamson, Angelica Kauffmann, R.A. Her Life and Her Works, New York 1976, pp. 94, 165 e 233; Mostra Internazionale di Antiquariato, catalogo della mostra, Firenze, Palazzo Strozzi, 23 Settembre - 9 Ottobre 1989, pp. 274-5; C. Knight (a cura di), La "memoria delle piture" di Angelica Kauffmann, Roma 1998, p. 68; B. Baumgärtel, Angelika Kauffmann, catalogo della mostra, Düsseldorf, Kunstmuseum, 15 Novembre 1998 - 24 Gennaio 1999, pp. 240 e 321. INCISIONI Francesco Bartolozzi (1727-1815); Francesco Rosaspina (1762-1841) per il frontespizio dell'edizione del 1805 de La Teseide di Bandettini Landucci.
CATALOGUE NOTE
Teresa Bandettini Landucci era una poetessa di Lucca, ammessa in Arcadia con il nome di 'Amarilli Etrusca' o 'Amaryllis'. Iniziò la sua carriera come danzatrice e divenne una poetessa improvvisatrice di successo, raggiungendo l'apice della fama nell'ultimo decennio del XVIII secolo, proprio negli anni in cui questo ritratto fu eseguito. Bandettini Landucci recitò le sue poesie in tutta Italia "ov' ella fu udita le mille e mille volte, accesa d'estro vivace, correre estemporanea e felice tutte le vie d'Elicona, quando da maestosi sublimi pensieri innalzata, quando da cari soavi affetti commossa, ma sempre nobile nello immaginare, ma sempre leggiadra e fervida nel dire, ma sempre sobria e decente nel trattare argomenti liberi o pericolosi" (Canonici Fachini, p. 229). Il suo carattere mite e modesto ispirò rispetto e ammirazione ma anche aspre critiche. Nello stesso anno in cui è stato dipinto questo ritratto il poeta Vincenzo Monti scrisse per lei un'ode: Teco vien la pietà, teco il diletto/ Teco eleganza ne' modi ardita... (in Emporium, vol. LXIX, 1929, p. 22). Angelica Kauffmann viaggiò molto in Italia nel 1781 dopo il matrimonio con il pittore Antonio Zucchi e vi rimase fino alla morte (1807). Verso la fine del 1782 con il marito si stabilì a Roma dove i suoi lavori erano molto richiesti, in particolare dai viaggiatori del Grand Tour, ed è probabile che a Roma abbia incontrato la Bandettini Landucci. Le due donne divennero buone conoscenti e nel 1794 la pittrice dipinse il ritratto dell'amica nelle vesti di una Musa, cinta d'edera e nell'atto di recitare una poesia. L'immagine fu incisa da Francesco Rosaspina e usata come frontespizio in diverse pubblicazioni della Bandettini Landucci, tra cui l'edizione del 1805 de La Teseide, e nel 1837 per gli Atti della Reale Accademia Lucchese in cui è menzionato il ritratto che qui presentiamo. Solo due anni prima Angelica Kauffmann aveva dipinto il ritratto di un'altra poetessa sua amica, Fortunata Fantastici, opera che oggi si trova nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze (inv. 1890, n. 4339, vedi Baumgartel, pp. 259-261, cat. n. 130, illustrato a colori). Entrambi i dipinti raffigurano il soggetto in abiti classici: la Fantastici seduta vicino a un rotolo di pergamena con la mano alzata in un gesto retorico; la Bandettini Landucci invece in piedi e in una posa più dinamica, adeguata al suo ruolo di improvvisatrice. I dipinti furono eseguiti dalla Kauffmann come segno di amicizia e il presente ritratto fu donato dalla pittrice stessa all'amica, nella cui collezione rimase fino alla sua morte, passando poi in eredità al figlio (nella cui collezione è ricordato dagli Atti della Reale Accademia Lucchese). Quando il dipinto fu offerto in asta nel 1931 era catalogato come appartenente alla Principessa Elisa Baciocchi Bonaparte, quasi certamente da identificare con Elisa Napoleone Baciocchi (1806-1869), figlia di Elisa Bonaparte, sorella minore di Napoleone I, e Felice Baciocchi, divenuti Principe e Principessa di Lucca nel 1805. Certamente i principi conoscevano la Bandettini Landucci ed è probabilmente per questo che il figlio della poetessa, dopo la morte della madre, abbia ceduto il ritratto a Elisa. Un'altra versione del dipinto, mancante di firma e data, fu offerto nella vendita Moser a Lucerna, Fischer, 6-9 Giugno 1945, lotto 1614 (con la mancata identificazione del soggetto). Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha comunicato per questo lotto il diniego del rilascio dell'Attestato di Libera Circolazione e la dichiarazione di interesse storico artistico particolarmente importante. The Ministero per i Beni e le Attività Culturali has denied the export licence for this lot and it has declared its importance in the context of the Italian cultural patrimony.
Angelica Kauffman - Sacrifico A Imene
Originale
Numero di lotto:
67
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
67
Angelika Kauffmann
Coira 1740 - Roma 1807
Sacrifico a Imene
olio su carta applicata su tela, cm. 47x102,5
Il dipinto era originariamente en suite con altre due
opere di uguali dimensioni: un Giudizio di Paride e un
Cupido che presenta Paride ad Elena. Le tre opere si
collocano con ogni probabilità nell'ottavo decennio del
Settecento, durante il soggiorno inglese di Angelika,
giunta a Londra nel 1766 su invito di Lady Wentworth,
moglie dell'ambasciatore inglese a Venezia.
Il ciclo doveva costituire la decorazione di una
ambiente, forse uno studio o un boudoir, di una delle
numerose residenze sia di campagna sia di città della
nobiltà inglese che la Kauffmann fu chiamata a
decorare durante il suo soggiorno oltremanica. Pur in
mancanza di un riferimento preciso si può forse
pensare che i tre dipinti siano identificabili con quelli
ricordati da William Angus (The Seats of the Nobilty
and Gentry, Londra 1787 - 1815) nello studiolo di Hare
Hall, la residenza di campagna costruita da James
Paine per J.A. Walliger nell'Essex, dove si trovavano
sei dipinti della Kauffmann con il Trionfo di Amore.
Stima: € 30.000/40.000
Angelica Kauffman - Giacobbe E Rachele
Originale
Numero di lotto:
338
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
338
Angelika Kauffmann
Coira 1741 - Roma 1807
Giacobbe e Rachele
olio su tela, cm. 65,5x93,5
Il dipinto, inedito, è stato riconosciuto come opera di
Angelika Kauffmann dal Professore Oskar Sandner in
una comunicazione scritta ai proprietari del 5 marzo
2005. Il Professore Sandner nel suo studio colloca
l'opera in un momento molto precoce della carriera
dell'artista, ancora sul principio degli anni '60 quando
Angelika era da poco giunta in Italia. Sono anni di
intensi viaggi in cui la pittrice svizzera completa la sua
formazione spostandosi tra le diverse città
italiane - prima Milano, poi Parma, Bologna, Firenze,
Roma e Napoli - studiando i maestri antichi e moderni
Le diverse influenze, e in particolare quella di Pompeo
Batoni, allora il più celebre pittore vivente, sono ben
visibili in quest'opera che mostra ancora delle
titubanze che scompariranno in dipinti come il Bacco e
Arianna di Bregenz (1764) o la Penelope al telaio
dell'Hove Museum (1765), le opere con cui l'ancora
giovanissima artista si imporrà all'attenzione dei
conoscitori sulla scena romana.
Stima: € 30.000/40.000


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