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Antonio Joli De Dipi

Italy (Modena 1700 -  Naples 1777 )
JOLI DE DIPI Antonio Veduta Del Tevere Con Castel Sant\’angelo E San Pietro

Pandolfini
16-mag-2017
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Antonio Joli De Dipi nelle aste italiane ed internazionali.
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Detto anche :

Gioli Antonio

Antonio Joli

 

Opere in Arcadja
182

Alcune opere di Antonio Joli De Dipi

Estratte tra le 182 opere nel catalogo di Arcadja
Antonio Joli De Dipi - Fantasia Architettonica Presso Un Porto

Antonio Joli De Dipi - Fantasia Architettonica Presso Un Porto

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 241
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Joli Antonio Modena 1700 - Napoli 1777 Descrizione: Fantasia architettonica presso un porto. Olio su tela, cm 196x140. L'opera, dall'altissima qualità pittorica, mostra una costruzione architettonica classica e teatrale di gusto binienesco e si fonde con il rovinismo di Pietro Cappelli e Gaetano Brandi, mentre le figure mostrano una libertà di tocco di stampo ?riccesco?, per le quali è possibile avanzare il nome di Gaspare Diziani stando a numerose e documentate cooperazioni con lo Joli. Questi riferimenti stilistici rivolti a pittori che dominarono il mercato artistico del capriccio architettonico tra Napoli, Roma, Modena e Venezia ben si accordano alla biografia e personalità artistica di Antonio Joli, pittore specialista di vedute, capricci, rovine e scenografie teatrali.
Antonio Joli De Dipi - Veduta Del Tevere Con Castel Sant\’angelo E San Pietro

Antonio Joli De Dipi - Veduta Del Tevere Con Castel Sant\’angelo E San Pietro

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 56
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Antonio Joli (Modena 1700 - Napoli1777) VEDUTA DEL TEVERE CON CASTEL SANT\’ANGELO E SAN PIETRO olio su tela, cm 40x112 Provenienza Christie\’s, Londra, 10 luglio 1981, n. 62 Bibliografia M. Manzella, Antonio Joli. Opera pittorica , Venezia 2000, p. 91, R8; fig. 57. Proposta per la prima volta da Gaspar van Wittel nei primi anni del nono decennio del Seicento, la veduta del Tevere a Castel Sant\’Angelo fu certo tra le più replicate su richiesta dei collezionisti italiani e dei viaggiatori del Grand Tour che in quest\’immagine di Roma trovavano una vera e propria icona della città antica e moderna, classica e cristiana. Il successo di questa veduta è appunto documentato dalla sua persistenza, ancora alla metà del Settecento, per opera di Antonio Joli, l\’artista – scenografo riconosciuto nelle principali capitali d\’Europa come uno dei seguaci più dotati ed originali di Vanvitelli. Non a caso, il catalogo dell\’artista modenese stilato da Ralph Toledano riunisce venticinque versioni di questo soggetto, eseguite tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta del Settecento. Tra queste, la bella veduta eseguita intorno al 1747 per la sala da pranzo di Chesterfield House, scelta insieme a un\’immagine di piazza del Popolo per rappresentare Roma. Variabili per dimensioni, occasionalmente rilevanti come nel caso della tela di oltre tre metri venduta da Christie\’s a Londra nel 1993, tutte le versioni note coincidono sostanzialmente nel punto di vista e nei dettagli dei monumenti raffigurati, il mausoleo di Adriano sulla riva destra del fiume, ponte Sant\’Angelo con le statue berniniane degli angeli, e al centro la facciata e la cupola di San Pietro. Sommaria e di probabile invenzione nei suoi dettagli la riva sinistra; animate da barche e figurine simili tra loro ma mai identiche le acque del fiume. Unica nel suo genere, la tela qui proposta ripete questo celebre soggetto nel formato, davvero inconsueto, di un sovrapporta, probabilmente accompagnato in origine da altre tele di uguali dimensioni ancora da rintracciare. Pubblicata da Manzella (con riferimenti imprecisi) sulla base di una foto scarsamente leggibile, e per questo motivo assente nella più completa monografia di Ralph Toledano ( Antonio Joli. Modena 1700 – 1777 Napoli , Torino 2006), la versione qui offerta è stata confermata a Joli da quest\’ultimo studioso sulla base di fotografie in alta risoluzione.
Antonio Joli De Dipi - Capriccio Architettonico

Antonio Joli De Dipi - Capriccio Architettonico

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 746
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
ANTONIO JOLI
(Modena, 1700 - Napoli,1777)

Capriccio architettonico

Olio su tela, cm 124X171

Bibliografia:

G. Sestieri, Il Capriccio architettonico in Italia nel XVII e XVIII secolo, Foligno 2015, pp. 230 ' 251- p. 249, fig. 22

Vedutista, scenografo, creatore di paesaggi ideati e fantastici, Antonio Joli sintetizza la figura dell'artista moderno, versatile, di gusto e con frequentazioni cosmopolite. Durante la sua carriera soggiornò a Venezia, Roma, Napoli, Londra, Madrid e l'opera qui presentata conferma quella sua indole fantastica che lo rese famosissimo quale creatore di suntuose scenografie per i principali teatri europei. La sua arte risente in degli esempi di Giovanni Paolo Pannini (Piacenza, 1691 - Roma, 1765), in modo particolare quando si cimenta con il genere del capriccio e questa veduta ideale di costa mediterranea con edifici e rovine classiche esprime al meglio l'indole rococò del pittore. Giancarlo Sestieri ne colloca l'esecuzione all'ultimo periodo napoletano, ossia dopo al 1762, quando il pittore realizza le tele per la reggia di Caserta.

Bibliogafia di riferimento:

M. Manzelli, 'Antonio Joli. Opera pittorica', Venezia 1999, ad vocem

R. Toledano, 'Antonio Joli', Torino 2006, ad vocem
'Antonio Joli tra Napoli, Roma e Madrid, le vedute, le rovine, i capricci, le scenografie teatrali', catalogo della mostra cura di V. de Martini, Napoli 2012
Antonio Joli De Dipi - Capriccio Architettonico Con Cesare Che Si Reca In Senato, Mentre La Moglie Calpurnia Cerca Di Dissuaderlo E Il Figliastro Bruto Lo Convince A Partire

Antonio Joli De Dipi - Capriccio Architettonico Con Cesare Che Si Reca In Senato, Mentre La Moglie Calpurnia Cerca Di Dissuaderlo E Il Figliastro Bruto Lo Convince A Partire

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 89
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
ANTONIO JOLI
Modena 1700 - Napoli 1777
Capriccio architettonico con Cesare che si reca in Senato, mentre la moglie Calpurnia cerca di dissuaderlo e il figliastro Bruto lo convince a partire
Olio su tela, cm 76x102; cornice antica.
Lo splendido dipinto rappresenta un episodio della vita di Giulio Cesare ambientato all'interno di una sonora e grandiosa architettura.
La tela è opera di un illustre pittore: Antonio Joli, che dopo una prima formazione a Modena si trasferì a Roma nel 1720 prendendo contatti con il Pannini, dal quale trasse il gusto per la veduta con inserti archeologici. Nel 1725 è di nuovo a Modena, poi a Venezia nel 1740: qui viene influenzato dal Canaletto e dal Bellotto. Nel 1746 dipinge varie vedute di città e di monumenti tedeschi. Già nel 1744 avvia una fortunata attività di scenografo, prima in Inghilterra e poi in Spagna (dal 1749 al 1754) dove fu chiamato a servizio della corte di Fernando VI. Tornato in Italia nel 1754, si trasferì nuovamente a Venezia e nel 1755 fu tra i fondatori dell'Accademia di pittura e scultura. Nel 1759 è documentato per la prima volta a Napoli, dove rimane fino alla sua morte nel 1777.
La tela appare perfettamente confrontabile con molti celebri capricci dipinti dall'artista e presenti in musei di tutto il mondo.
Cfr. R.Middione "Antonio Joli" CR 1995, p.130.
Antonio Joli De Dipi - Alessandro Visita La Tomba Di Achille

Antonio Joli De Dipi - Alessandro Visita La Tomba Di Achille

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 98
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Antonio Joli
(Modena 1700-Napoli 1777)
ALESSANDRO VISITA LA TOMBA DI ACHILLE
olio su tela, cm 70x91,5

Provenienza
: Galleria Concha Barrios, Madrid;
collezione privata

Corredato da attestato di libera circolazione

L'inedito dipinto qui presentato costituisce una versione ulteriore e variata di un tema altre volte affrontato da Antonio Joli, certo in relazione alla sua attività di scenografo. Già nel 1736, infatti, l'artista modenese aveva fornito i disegni per un'opera su libretto di Pietro Metastasio dedicata ad Alessandro e rappresentata a Venezia, mentre nel 1768 e nel 1774 curò le scene di "Alessandro nelle Indie" per il San Carlo di Napoli. È probabilmente questa esperienza a suggerire la grandiosa prospettiva \“all\’\’antica\”, vero \“atrio magnifico\” ornato da rilievi e sculture e qualificato da un monumento equestre in cui, in una tela di imponenti dimensioni ora in Scozia (Paisley Museum and Art Galleries) Antonio Joli codifica in maniera definitiva la rappresentazione di un tema altre volte affrontato con prevalenza delle figure sullo spazio circostante (R. Toledano, Antonio Joli. Modena 1700-1777 Napoli, Torino 2006, p. 95 C.V.3). Il nostro è appunto una replica di quel dipinto, di cui ripropone la composizione con dimensioni più contenute e alcune varianti nelle figure e negli ornati architettonici. Considerazioni di ordine stilistico, e soprattutto la raffinata qualità pittorica suggeriscono di riferire l\’\’opera alla maturità del pittore modenese e più precisamente al suo secondo periodo napoletano dopo il 1762 quando, in qualità di scenografo reale, Joli fu responsabile degli spettacoli teatrali e delle cerimonie pubbliche della corte, oltre che della loro rappresentazione ad uso delle corti europee. Un tempo sul mercato antiquario internazionale come opera di Giovanni Paolo Panini, il nostro dipinto si lega in effetti a due ulteriori repliche in collezione privata pubblicate da Ferdinando Arisi come opera dell\’\’artista piacentino (Gian Paolo Panini e i fasti della Roma del 700, Roma 1986, p. 243, nn. 53-54) ma giustamente ricondotte da Ralph Toledano al catalogo di Antonio Joli, insieme a una terza composizione che utilizza la grandiosa scenografia dell\’\’ \“atrio regio\” per una semplice scena di conversazione (F. Arisi 1986, cit., p. 242, n. 52). Al Panini si deve tuttavia l\’\’invenzione di questo soggetto, che nel 1719 costituì la sua \“pièce de réception\” alla romana Accademia di San Luca e che si lega idealmente al Marco Curzio si getta nella voragine di fuoco: entrambi documenti di quel riferirsi all\’\’Antico per i suoi valori ideali ancor prima che per i canoni estetici che caratterizza il Settecento romano trovando espressione compiuta nella prima età Neoclassica.

LA BIOGRAFIA DI Antonio Joli De Dipi

JOLI Antonio nato a Modena nel 1700 e morto a Napoli nel 1777.
Pittore, scenografo e decoratore italiano, fu alliveo a Modena di R.
M.
Rinaldi ed a Roma di G.
P.
Pannini, fu uno degli esponenti della tradizione emiliana dei quadraturisti.
Dipinse vedute italiane e rovine, anche pastiches tratti dalle vedute di Pannini e del Canaletto.
Svolse una notevole attività di scenografo in molti teatri, sia italiani che europei e nella sua ultima fase aderì alle nuove correnti classicistiche.

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