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Vincenzo Irolli

Italy (Napoli 1860 -  1949 )
IROLLI Vincenzo Il Libro Verde

Wannenes Art Auctions
30-mag-2018
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Vincenzo Irolli nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
715

Alcune opere di Vincenzo Irolli

Estratte tra le 715 opere nel catalogo di Arcadja
Vincenzo Irolli - Pesca Miracolosa

Vincenzo Irolli - Pesca Miracolosa

Originale
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Prezzo:

Numero di lotto: 64
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Descrizione Lotto Irolli Vincenzo (Napoli 1860 - 1949) Pesca miracolosa acquerello su cartone, cm 70x100 firmato in basso a sinistra: V. Irolli a tergo dedicato e firmato: all'esimio magistrato Giulio.... La Marca esultante per l'unanime riconoscimento dei tuoi alti meriti mi ricordo al tuo affetto con fierezza aff. zio V. Irolli Napoli 29 Luglio 1948 Ha un nonsoché di fatale la circostanza che Vincenzo Irolli si formasse artisticamente nell\’Accademia di Belle Arti di Napoli (ove si iscrisse su consiglio del fratello maggiore Gennaro, impiegato presso lo studio di un pittore di immagini sacre) fra il 1877 ed il 1880, gli anni cioè delle due grandi esposizioni nazionali tenutesi a Napoli che determineranno in qualche modo la ribalta per tutte le scuole locali, fra le quali vanno assolutamente menzionate per primato cronologico le prime tendenze veriste a fare la propria comparsa nella scena artistica italiana. Proprio a questi più nuovi interessi del resto Irolli impronterà la primissima fase della sua assai prolifica produzione, mai abbandonata nella pratica sino alla fine dei suoi giorni, coi quali può forse considerarsi definitivamente chiusa (c\’è ancora il destino di mezzo?) anche la lunga e ricca parabola della grande pittura napoletana del secondo Ottocento. La vita artistica di Irolli è stata incessantemente segnata da una sorta di dualismo, da due poli che in qualche modo hanno sempre esercitato (anche dopo la morte dell\’autore) la propria forza sulla ricezione e quindi sul successo che egli ebbe presso il pubblico e la critica nell\’età a lui contemporanea ed in quella successiva. Due innanzitutto furono i suoi modelli ispiratori, quel Domenico Morelli innovatore dell\’arte napoletana a metà Ottocento prima ed in seguito Antonio Mancini, così ammirato da scatenare una lunga querelle storico-critica che è arrivata nel tempo ad avanzare accuse di vera e propria imitazione nei suoi confronti da parte di Irolli, in un aspro processo cui hanno posto in qualche modo fine solo il Siviero ed il Manzi alcuni anni dopo la morte dell\’artista. Luigi Manzi in vero dovette fare i conti nella sua ampia monografia sull\’Irolli anche con il secondo e forse più greve bipolarismo cui andò soggetta la produzione dell\’artista, e cioè quel trattamento così differente ch\’essa ricevette in Italia e all\’estero; non a caso infatti Manzi scrisse: \“L\’arte sua piace comunque, educa. Ed io credo che ad un artista non si possa chiedere più di questo; anzi non si debba chiedere che questo. Se il pubblico non viene attratto, neppure il sipario s\’alza, ed allora parli pure a vuoto l\’arte e la sua critica, senza spettatori!\”. Irolli infatti fin dagli anni Ottanta del diciannovesimo secolo espose alacremente all\’infuori della Penisola (Monaco, Amburgo, Berlino, Londra e soprattutto Parigi), mietendo successi di pubblico e critica e, ad esser pratici, vendendo molto bene anche a grandi collezionisti; in Italia, invece, l\’autore stentò a lungo ad affermarsi, complice una critica per lo più avversa che alla luce delle più innovatrici tendenze bollava la sua arte come compassata e banalmente piacevole, attenta insomma più che altro ad un commercio abbondante, sicuro e rapido. Invero non va trascurato in proposito il mantenimento di una vasta famiglia che pesò economicamente sulle spalle di Irolli per più decadi, obbligandolo appunto almeno ad affiancare alle sue opere più impegnate una produzione minore che assicurasse il pane a lui ed ai suoi cari. In definitiva solo in età fascista l\’artista andò incontro ad una unanime consacrazione entro i confini italici: nel 1930 egli allestì la sua prima personale alla \“Fiamma\” di Roma, due anni dopo espose (con ottime vendite) a Bari e nel 1935 grande successo riscontrò alla \“Dedalo\” di Milano. Aveva ragione allora già cinquant\’anni prima Giovanni Bovio, che scrivendo dell\’amico Irolli affermò: \“gli anni lo restituiranno tutto a se stesso\”. Se il coronamento dell\’arte sacra di Vincenzo Irolli fu con ogni probabilità la mostra del 1936 alla Sala della Minerva a Napoli (ove fu peraltro esposta un\’altra, e certo più celebre, \“Pesca miracolosa\”), il tema biblico e cristologico permeò in vari momenti l\’intera sua produzione. Risulta impossibile allora non operare un collegamento con l\’arte del suo primo, illustre modello, ovvero Domenico Morelli, che circa cinquant\’anni prima incentrò vari capolavori sulla figura di Cristo sotto l\’influenza della \“Vie de Jésus\” di Joseph-Ernest Renan; a questa fase mistica corrispose in Morelli anche un mutamento dello stile, con una dissoluzione via via maggiore delle forme in sintetiche macchie di colore, e allora non è forse un caso che Irolli adottasse pennellate simili in questo grande acquerello. Comprovato è inoltre che il Morelli adoperò la tematica cristologica anche nei suoi primi anni di insegnamento presso l\’Accademia di Belle Arti di Napoli (determinando ad esempio le scelte tematiche del giovane Gaetano Esposito), nel periodo insomma in cui l\’Irolli andò formandosi artisticamente.
Vincenzo Irolli - Il Libro Verde

Vincenzo Irolli - Il Libro Verde

Originale
Stima:
Base d'asta:

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Numero di lotto: 887
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
VINCENZO IROLLI Napoli, 1860 - 1942 Il libro verde Firmato 'V Irolli' in basso a sinistra Olio su tela, cm 100 X64 Provenienza: Napoli, collezione privata Esposizioni: 'La Pittura napoletana dell'Ottocento tra innovazione e internazionalit Ã', Galleria Bottegantica, Milano 2010 p. 15 L'artista, pur ispirato dalla pittura morelliana e michettiana soprattutto dal punto di vista iconografico, si distinse per la pennellata veloce e vibrante e per la tavolozza ricca di accensioni cromatiche. Bibliografia di riferimento: AA.VV., 'Ottocento' n. 36, Milano, 2007, p. 296 E. Savoia, S. Bosi, 'La Pittura napoletana dell'Ottocento tra innovazione e internazionalit Ã', Treviso, 2010, p. 15
Vincenzo Irolli - La Mora

Vincenzo Irolli - La Mora

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 45
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Descrizione Lotto Irolli Vincenzo (Napoli 1860 - 1949) La mora olio su tela, cm 54x28 firmato in basso a sinistra: V. Irolli La produzione di Vincenzo Irolli godette come è noto di alterna fama fra l\’estero, che presto e sempre celebrò il talento dell\’artista accostandolo talvolta a grandi nomi internazionali (come Édouard Manet), e l\’Italia, che assai tardò paradossalmente a riconoscere i meriti di un artista cui aveva dato i natali, cominciando a dargli il dovuto spazio, dopo anni di aspri giudizi nei suoi confronti, solo a partire dal terzo decennio del Novecento. La critica italiana guardò probabilmente, più che ai capolavori di maggior impegno dell\’artista, alla grossa mole di opere che quest\’ultimo realizzò con fare più rapido ed all\’insegna di una più semplice piacevolezza col fine di una sicura vendita, costretto com\’era a provvedere da solo ai bisogni economici della sua vasta famiglia. L\’opera proposta mostra un soggetto infantile tipicamente caro all\’autore (forse uno dei motivi che ne ha causato un frequente paragone con Antonio Mancini) e ricorrente in questo caso particolare in altre sue opere (ad esempio \‘La bambola\’, in collezione privata). Alla resa sintetica della veste e del vago motivo a fantasia dello sfondo, nonché dell\’imponente massa scura di capelli, fa da contraltare un viso che pur nella sua realizzazione per macchie di colore non rinuncia alla più precisa definizione dei tratti somatici, né alla resa sapiente degli effetti chiaroscurali e delle variazioni di luce
Vincenzo Irolli - La Lettura

Vincenzo Irolli - La Lettura

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 28
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Descrizione Lotto Irolli Vincenzo (Napoli 1860 - 1949) La lettura olio su tela, cm 47x46 firmato in basso a destra: V. Irolli Bibliografia: L. Montanari "Come vedo e come sento Vncenzo Irolli ", Bologna 1942; Don Riccardo, Artevalore napoletano Editorialtipo Roma pag. 241; Don Riccardo, Artecatalogo Vesuvio Editorialtipo , Roma 1973, vol. II tav. 39
Vincenzo Irolli - Il Mercato

Vincenzo Irolli - Il Mercato

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 524
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Vincenzo Irolli Napoli 1860 - 1949 Il mercato Olio su tela, cm. 57x70,4 Firma in basso a sinistra: V. Irolli. Al verso sul telaio: timbro Galleria d'Arte Fogliato, Torino. Storia Galleria Datrino, Torre Canavese; Collezione privata Bibliografia Maurizio Agnellini, Ottocento italiano. Pittori e scultori. Opere e mercato 1998-1999, De Agostini, Novara, 1998, tav. XL.
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