Giovanni Battista Salvi Il Sassoferrato

Italy (Sassoferrato 1609Roma 1685 ) - Dipinti
IL SASSOFERRATO Giovanni Battista Salvi Madonna Con Bambino E San Giovannino

Boetto /28-set-2009
35.000,00 - 40.000,00
Non Divulgato

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Detto anche :

Sassoferrato Giov. Batt. Salvi

Salvi Giovanni Battista Sassoferrato

 

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353

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Giovanni Battista Salvi Il Sassoferrato -  Sacra Famiglia

Giovanni Battista Salvi Il Sassoferrato - Sacra Famiglia

Originale -
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Prezzo Netto
Numero di lotto: 110
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
110 GIOVANNI BATTISTA SALVI DETTO SASSOFERRATO Sassoferrato 1609 - Roma 1685 (attribuito a) Sacra Famiglia Olio su tela, cm 130,5x98. Giovan Battista Salvi, detto Sassoferrato, compì la sua prima educazione presso il padre, passò poi a Roma a studiare le opere di Raffaello sotto l'alto magistrato di Domenichino (Domenico Zampieri) con il quale probabilmente fu a Napoli quando lo Zampieri era impegnato agli inizi del 1640 alla esecuzione degli affreschi con i temi iconografici del martirio di San Gennaro nella Cappella del Tesoro all'interno della Cattedrale napoletana. Intorno ala metà del Seicento, ormai come artista affermato, il Sassoferrato svolse la sua attività per lo più impegnata nella raffigurazione di "Madonne con Bambino", tra Roma, Urbino e Perugia; quindi passò a Napoli e a Venezia intorno al 1660. Il suo stile purissimo, i toni freddi della sua gamma cromatica, le forme regolarissime sono caratteristiche ancora legate alla grande tradizione cinquecentesca di matrice disegnativa. Le sue figure, come è anche evidente nel dipinto qui posto in vendita, sono il frutto di una sapiente selezione disegnativa. Per queste ragioni l'artista è stato giustamente ritenuto un continuatore del classicismo raffaellesco e poco attento a recepire le rivolgenti novità della corrente naturalistica, tanto meno le prorompenti forme espressive del movimento barocco. Tuttavia proprio in questo dipinto, se da un lato si percepiscono in maniera evidente i ricordi dell'insegnamento domenichiniano proprio nella regolata misura classica della composizione, nell'accuratezza del panneggio, nella purezza dei volti, nella nettezza dei colori, sotto altro aspetto non si può negare un interesse per la componente naturalistica nella scelta di una resa di atmosfera più calda e coinvolgente, più spiritualmente partecipativa rispetto al freddo e distaccato classicismo di tante altre composizioni. Quasi sicuramente questo aspetto, al quanto inedito del pittore, è il frutto della sua permanenza napoletana; di quella al seguito dello Zampieri nel quaranta o di quella più tarda avvenuta negli anni sessanta del Seicento. Si ringrazia il prof. Vincenzo Pacelli per la relazione scritta qui ripresa e allegata a corredo dell'opera. Oil on canvas. base d’’asta: 12.000 €
Giovanni Battista Salvi Il Sassoferrato - Madonna Con Bambino

Giovanni Battista Salvi Il Sassoferrato - Madonna Con Bambino

Originale
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Prezzo Netto
Numero di lotto: 1150
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Giovan Battista Salvi, detto il Sassoferrato (Sassoferrato 1605 - Roma 1685). Madonna con Bambino. Olio su tela, con cornice coeva in legno dorato. cm74x62. Perizia scritta dal Professor Maurizio Mariniche attribuisce l’opera al Sassoferrato datando il dipinto intornoal 1650-51 circa e connettendo la tela in esame ad altre già note:“Vergine col Bambino” (seduta fra le nuvole con cherubini), Dublino National Gallery of Ireland.
Giovanni Battista Salvi Il Sassoferrato - Santa Caterina Da Siena

Giovanni Battista Salvi Il Sassoferrato - Santa Caterina Da Siena

Originale
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Numero di lotto: 43
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Descrizione:
43. Giovanni Battista Salvi, il Sassoferrato(Sassoferrato 1609 - Roma 1685) SantaCaterina da Siena olio su tela, senza cornice cm 68,5 x 52 Per l'attribuzione del presente dipinto cfr. ledieci tele con 'Santi' a Perugia, Monastero di San Pietro, allequali si riferiscono documenti del 1649 (cf. F. Macé de Lepinay in Giovanni Battista Salvi il Sassoferrato , catalogo,Cinisello Balsamo 1990, pp. 106-115, nn. 44-53). La serie dei 'Santi' di Sassoferrato al Monastero di San Pietro aPerugia è composta sia da copie da Perugino, sia da immaginiarcaizzanti concepite reinterpretando liberamente il suo stile. Ilpresente dipinto mostra caratteri stilistici tipici di Sassoferratonella precisione del disegno, nella materia pittorica smaltata enell'impianto romano-bolognese alla Reni della figura, con undeliberato accento di arcaismo nei raggi che escono dalle stimmatedella santa. Tutti questi elementi inducono a supporre che si possatrattare di un elemento per la serie di Perugia, o comunque diun'opera concepita nel solco di quel momento. A conferma di taleipotesi va notato che le misure dei dipinti della serie di Perugiasono molto vicine a quelle del presente lotto.
Giovanni Battista Salvi Il Sassoferrato - Madonna Con Bambino E San Giovannino

Giovanni Battista Salvi Il Sassoferrato - Madonna Con Bambino E San Giovannino

Originale
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Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 42
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Descrizione:
G.B.Salvi detto il Sassoferrato (Sassoferrato 1606- Roma 1685) "Madonna con Bambino e San Giovannino" olio cm. 60x75 Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato, dal nome della cittadina marchigiana che gli diede i natali, ebbe modo di formarsi a Roma. Nella capitale, grazie al contatto con l'arte classicista dei bolognesi - Carracci, Reni, Domenichino - , ricevette un'impronta che rimase fondamentale per la sua intera opera. Alla matrice classicista si ancorò con tale vigore da resistere negli anni alle intemperie delle nuove tendenze di diverso segno che, soprattutto nella Città Eterna, vedevano la luce e si sviluppavano. "Senza tempo", per dirla con Federico Zeri, la sua pittura si rivolse ai diversi generi, dal ritratto all'arte sacra. In quest'ultimo settore realizzò le opere forse più straordinarie, per perfezione formale, purezza e qualità di dettaglio, procedendo con una reiterazione quasi maniacale degli stessi temi e soggetti, con la costante intenzione di raggiungere la perfezione. Così si spiega l'immutabilità del suo stile nel lungo arco di sessant'anni di attività , in cui come pochi altri artisti giunse all'apice del virtuosismo tecnico in pittura.
Giovanni Battista Salvi Il Sassoferrato - Santa Cecilia

Giovanni Battista Salvi Il Sassoferrato - Santa Cecilia

Originale
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Prezzo Lordo
Numero di lotto: 46
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Descrizione:
GIOVANNI BATTISTA SALVI, DETTO SASSOFERRATO SASSOFERRATO 1609-1685 ROMA measurements note 48.5 x 39.5 cm. iscrizione parzialmente leggibile sullo spartito musicale in basso a sinistra: se del di più dolor tu hai / se di uccider chi t'ama non ti penti se d' / uccider chi t'ama non ti penti se l mancar / di tua... olio su tela PROVENANCE Rev. John Humfrey Wroxsham House Norfolk Robert Blake Harvey Mason Mr Onley Savile Onley Mr Harvey Ranking Mrs Gurney Mr Samuel Gurmey (1932) come da etichette sul retro. CATALOGUE NOTE È una Santa Cecilia meravigliosamente eterea e raffinata quella che Sassoferrato illustra in questo dipinto, molto distante dalle Madonne compite e mistiche generalmente associate alla sua mano. Quella che ci si pone di fronte, infatti, è un'immagine di grande eleganza formale, classicissima, perfino sensuale, e perciò un unicum nella produzione di un pittore ricercato ai suoi tempi più per l'ascetismo delle sue immagini religiose che per la carnalità delle sue sante. Per questa sua asciuttezza il maestro marchigiano si distinse da contemporanei quali Cagnacci - che dietro alle proprie Cleopatre e Maddalene celava a fatica la prospera fisicità di languide modelle - ma anche da grandi interpreti del classicismo come Reni, il cui modello è sempre filtrato da Sassoferrato attraverso la lente neocinquecentesca del primo raffaellismo. In questo dipinto il pittore dimostra, invece, di aver assimilato la lezione del grande urbinate non solo sul piano della pala d'altare o dell'immagine strettamente devozionale, ma anche su quello più terreno della bellezza femminile. La Cecilia che Sassoferrato mette in scena è una principessa romana classicamente distillata, ormai dimentica dei canonici attributi della Santa, tanto da essere perfino priva di aureola. Ne risulta un'immagine smaltata, di assoluta purezza formale, la cui bellezza è tutta giocata sui passaggi di tono dal rosa, al bianco, al grigio, all'oro, apprezzabili grazie al perfetto stato di conservazione di questa piccola tela, il cui significato più recondito si cela, forse, nella canzone che Cecilia intona accompagnandosi all'arpa, leggibile nella carta da musica: "se del di più dolor tu hai / se di uccider chi t'ama non ti penti se d' / uccider chi t'ama non ti penti sel mancar / di tua...". Niente di più lontano dalla pur splendida Santa Cecilia del Poldi Pezzoli, ben più tradizionale, nè dalle Vergini cui il pittore ci ha abituati, di questa fanciulla insieme altera e carnale che, per una volta, ci canta d'Amore.
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