Giovanni Battista Salvi

Italy (Sassoferrato 1609Roma 1685 ) - Dipinti
 SALVI Giovanni Battista Santa Caterina Da Siena

Bloomsbury Roma /25-mag-2010
4.000,00 - 6.000,00
Non aggiudicato

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Detto anche :

Sassoferrato Giov. Batt. Salvi

Salvi Giovanni Battista Sassoferrato

 

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375

Alcune opere di Giovanni Battista Salvi

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Giovanni Battista  Salvi - Madonna Con Bambino Dormiente

Giovanni Battista Salvi - Madonna Con Bambino Dormiente

Originale -
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Numero di lotto: 522
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Giovanni Battista Salvi , Sassoferrato 1609 , Roma 1685 detto "Sassoferrato" "Madonna con Bambino dormiente" olio su tela (cm. 48x35) in cornice antica. Si ringrazia il professor Massimo Pulini per aver confermato l'autografia da immagine fotografica known as Sassoferrato "Madonna and Sleeping Child" oil on canvas. Antique frame
Giovanni Battista  Salvi -  Sacra Famiglia

Giovanni Battista Salvi - Sacra Famiglia

Originale -
Stima:
Base d'asta:

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Prezzo Netto
Numero di lotto: 110
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
110 GIOVANNI BATTISTA SALVI DETTO SASSOFERRATO Sassoferrato 1609 - Roma 1685 (attribuito a) Sacra Famiglia Olio su tela, cm 130,5x98. Giovan Battista Salvi, detto Sassoferrato, compì la sua prima educazione presso il padre, passò poi a Roma a studiare le opere di Raffaello sotto l'alto magistrato di Domenichino (Domenico Zampieri) con il quale probabilmente fu a Napoli quando lo Zampieri era impegnato agli inizi del 1640 alla esecuzione degli affreschi con i temi iconografici del martirio di San Gennaro nella Cappella del Tesoro all'interno della Cattedrale napoletana. Intorno ala metà del Seicento, ormai come artista affermato, il Sassoferrato svolse la sua attività per lo più impegnata nella raffigurazione di "Madonne con Bambino", tra Roma, Urbino e Perugia; quindi passò a Napoli e a Venezia intorno al 1660. Il suo stile purissimo, i toni freddi della sua gamma cromatica, le forme regolarissime sono caratteristiche ancora legate alla grande tradizione cinquecentesca di matrice disegnativa. Le sue figure, come è anche evidente nel dipinto qui posto in vendita, sono il frutto di una sapiente selezione disegnativa. Per queste ragioni l'artista è stato giustamente ritenuto un continuatore del classicismo raffaellesco e poco attento a recepire le rivolgenti novità della corrente naturalistica, tanto meno le prorompenti forme espressive del movimento barocco. Tuttavia proprio in questo dipinto, se da un lato si percepiscono in maniera evidente i ricordi dell'insegnamento domenichiniano proprio nella regolata misura classica della composizione, nell'accuratezza del panneggio, nella purezza dei volti, nella nettezza dei colori, sotto altro aspetto non si può negare un interesse per la componente naturalistica nella scelta di una resa di atmosfera più calda e coinvolgente, più spiritualmente partecipativa rispetto al freddo e distaccato classicismo di tante altre composizioni. Quasi sicuramente questo aspetto, al quanto inedito del pittore, è il frutto della sua permanenza napoletana; di quella al seguito dello Zampieri nel quaranta o di quella più tarda avvenuta negli anni sessanta del Seicento. Si ringrazia il prof. Vincenzo Pacelli per la relazione scritta qui ripresa e allegata a corredo dell'opera. Oil on canvas. base d’’asta: 12.000 €
Giovanni Battista  Salvi - Madonna Con Bambino

Giovanni Battista Salvi - Madonna Con Bambino

Originale
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Prezzo Netto
Numero di lotto: 1150
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Descrizione:
Giovan Battista Salvi, detto il Sassoferrato (Sassoferrato 1605 - Roma 1685). Madonna con Bambino. Olio su tela, con cornice coeva in legno dorato. cm74x62. Perizia scritta dal Professor Maurizio Mariniche attribuisce l’opera al Sassoferrato datando il dipinto intornoal 1650-51 circa e connettendo la tela in esame ad altre già note:“Vergine col Bambino” (seduta fra le nuvole con cherubini), Dublino National Gallery of Ireland.
Giovanni Battista  Salvi - Santa Caterina Da Siena

Giovanni Battista Salvi - Santa Caterina Da Siena

Originale
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Numero di lotto: 43
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Descrizione:
43. Giovanni Battista Salvi, il Sassoferrato(Sassoferrato 1609 - Roma 1685) SantaCaterina da Siena olio su tela, senza cornice cm 68,5 x 52 Per l'attribuzione del presente dipinto cfr. ledieci tele con 'Santi' a Perugia, Monastero di San Pietro, allequali si riferiscono documenti del 1649 (cf. F. Macé de Lepinay in Giovanni Battista Salvi il Sassoferrato , catalogo,Cinisello Balsamo 1990, pp. 106-115, nn. 44-53). La serie dei 'Santi' di Sassoferrato al Monastero di San Pietro aPerugia è composta sia da copie da Perugino, sia da immaginiarcaizzanti concepite reinterpretando liberamente il suo stile. Ilpresente dipinto mostra caratteri stilistici tipici di Sassoferratonella precisione del disegno, nella materia pittorica smaltata enell'impianto romano-bolognese alla Reni della figura, con undeliberato accento di arcaismo nei raggi che escono dalle stimmatedella santa. Tutti questi elementi inducono a supporre che si possatrattare di un elemento per la serie di Perugia, o comunque diun'opera concepita nel solco di quel momento. A conferma di taleipotesi va notato che le misure dei dipinti della serie di Perugiasono molto vicine a quelle del presente lotto.
Giovanni Battista  Salvi - Madonna Con Bambino E San Giovannino

Giovanni Battista Salvi - Madonna Con Bambino E San Giovannino

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 42
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Descrizione:
G.B.Salvi detto il Sassoferrato (Sassoferrato 1606- Roma 1685) "Madonna con Bambino e San Giovannino" olio cm. 60x75 Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato, dal nome della cittadina marchigiana che gli diede i natali, ebbe modo di formarsi a Roma. Nella capitale, grazie al contatto con l'arte classicista dei bolognesi - Carracci, Reni, Domenichino - , ricevette un'impronta che rimase fondamentale per la sua intera opera. Alla matrice classicista si ancorò con tale vigore da resistere negli anni alle intemperie delle nuove tendenze di diverso segno che, soprattutto nella Città Eterna, vedevano la luce e si sviluppavano. "Senza tempo", per dirla con Federico Zeri, la sua pittura si rivolse ai diversi generi, dal ritratto all'arte sacra. In quest'ultimo settore realizzò le opere forse più straordinarie, per perfezione formale, purezza e qualità di dettaglio, procedendo con una reiterazione quasi maniacale degli stessi temi e soggetti, con la costante intenzione di raggiungere la perfezione. Così si spiega l'immutabilità del suo stile nel lungo arco di sessant'anni di attività , in cui come pochi altri artisti giunse all'apice del virtuosismo tecnico in pittura.

LA BIOGRAFIA DI Giovanni Battista Salvi

Giovanni Battista Salvi detto il SASSOFERRATO, pittore italiano, nato a Sassoferrato nel 1609.
Obliato per molti secoli e poco considerato già da vivo, oggi la critica sta rivalutando la sua opera pittorica, esaminando in modo scientifico i lavori principali.
Poco sappiamo della biografia del Sassoferrato: con certezza possiamo dire che ebbe fruttuosi ed utili contatti con i benedettini di Perugia; che a Roma realizzò varie tele e ritratti su commissione della Principessa “Pamphili di Rossano”.Il suo gusto dolcemente classicheggiante, tendente a un eletto purismo, fu impostato sullo studio del Domenichino, di Guido Reni, di Raffaello.
Il luminismo e la verità naturalistica delle sue superfici pittoriche sono tuttavia da porre in relazione con Gentileschi.Dal 1640 visse un periodo molto proficuo dal punto di vista artistico e dipinse parecchi ritratti, oltre a numerose copie di dipinti di altri famosi pittori.
Conosciamo poco altro delle sue vicende personali e solo una rigorosa ricerca di documenti inediti potrebbe fornirci ulteriori indicazioni.
Per quanto concerne la produzione artistica del Sassoferrato, egli è stato giustamente chiamato “il pittore delle Madonne”.Infatti, realizzò centinaia di tele dedicate a questo soggetto e la sua predilezione per le immagini sacre lo accomuna a tutta un’epoca in cui la Controriforma aveva portato a celebrare l’iconografia religiosa ed il culto mariano in particolare.
Se il successo delle Madonne da lui raffigurate fu enorme, è anche vero che, col tempo, le Madonne del Sassoferrato, reputate “uguali le une alle altre”, andarono perdendo d’interesse; a ciò contribuirono anche il graduale calo della fede religiosa e la diminuita importanza del culto mariano; infine, anche la gran quantità di Vergini del Sassoferrato confluite nelle aste pubbliche portò alla svalutazione delle sue opere.
Tutti questi elementi sancirono l’oblio del pittore.Tuttavia la generale rivalutazione della pittura italiana del XVII secolo ha permesso di guardare con occhio nuovo le tele del Sassoferrato (distinte fra opere originali, repliche e copie tardive) e di coglierne la sorprendente qualità pittorica.
Il Sassoferrato dipinse raramente tele destinate ad ornare pale d’altare; ciò per una scelta volontaria e per una personale predilezione per dipinti di piccolo formato.Dipinse invece molti quadri di enormi dimensioni, raffiguranti episodi religiosi, come L'Ultima Cena.
Realizzò poi un cospicuo numero di tele raffiguranti Santi e Sante, fra cui citiamo la Santa Apollonia di Recanati.
Curò pochissimo la pittura profana, fatta eccezione per la assai amata ritrattistica .
Oltre al celebre Autoritratto, di piccolo formato e dalle austere tonalità, vanno ricordati i numerosi ritratti di ecclesiastici, come Il Ritratto del Cardinale Rapaccioli , mentre rarissimi sono i ritratti di donne.
Se i ritratti del Sassoferrato colpiscono per la loro ieraticità e per la voluta semplicità della gamma cromatica, è pur vero che il pittore va ricordato anche per aver realizzato numerose copie di dipinti altrui.
Nel riprodurre le opere di altri maestri, se da un lato diede vita a copie totalmente fedeli al modello, dall’altro, nelle maggior parte dei casi, optò per copie “libere”, apportando modifiche agli originali con straordinaria abilità.
Pertanto, intervenendo sul modello, cercò palesemente di migliorarlo, ad esempio eliminando gli oggetti superflui o riducendo l’opera all’essenziale.Copiando le opere di celebri pittori, quali Barocci, Pierre Mignard , Raffaello, Tintoretto, riuscì, con rigore e chiarezza, a “farle sue”, rappresentando così un caso unico nella pittura italiana.
Ricordiamo infine il Sassoferrato disegnatore: i suoi disegni sono prevalentemente schizzi preparatori di alcune tele e ,sebbene non abbiano un eccessivo valore, colpiscono per il tratto deciso e quasi mai ripassato, per la nitidezza, per l’accurata fattura.
In ogni caso, tutta la produzione del Sassoferrato è un’aspirazione alla perfezione.Lo dimostrano la classicità delle forme, la rigorosa compostezza delle immagini, gli splendidi e sapienti accostamenti cromatici.
Ne deriva la profonda originalità dell’artista rispetto ai suoi contemporanei, anche se molti dubbi sulle sue vicende e sulla sua produzione artistica non sono stati ancora fugati.Il sassoferrato muore a Roma nel 1685.

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