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Francisco Goya Y Lucientes

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Spain (17461828 ) - Stampe
GOYA Y LUCIENTES Francisco La Tauromachia

Il Ponte Casa D'aste Srl /14-dic-2009
1.000,00 - 1.200,00
1.800,00
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De Goya Francisco José

 



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Alcune opere di Francisco Goya Y Lucientes

Estratte tra le 1,134 opere nel catalogo di Arcadja
Francisco Goya Y Lucientes - Ritratto Di Ramón De Pignatelli

Francisco Goya Y Lucientes - Ritratto Di Ramón De Pignatelli

Originale 1790/92
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 417
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto n. 417 Francisco Goya Fuente de Todos (Aragona) 1746 - Bordeaux 1828 Ritratto di Ramón de Pignatelli, 1790-92 ca. Olio su tela, cm. 53x43,5 Il dipinto è accompagnato da una comunicazione scritta di Pierre Gassier in data febbraio 1976. Per confronto si veda in: Tout l'oeuvre peint de Goya, introduction par Paul Guinard, documentation par Rita De Angelis, Nouvelle édition mise à jour par Pierre Gassier, Paris, Flammarion, p. 105, n. 248a; Pierre Gassier, Juliet Vilson, Francois Lachenal, Goya. Life and Work, Office du Livre, Friburgo, (1971), 1994, p. 99, nn. 291, 292; L'opera pittorica completa di Goya, introdotta e coordinata da Rita De Angelis, Rizzoli, Milano, 1974, nn. 247, 248a; Jose Gudiol, Goya, 1746-1828. Biography, Analytical Study and Catalogue of his Paintings, Ediciones Poligrafa, Barcel- lona, 1985, n. 283, fig. 277.
Francisco Goya Y Lucientes - Barbarroxa

Francisco Goya Y Lucientes - Barbarroxa

Originale -
Stima:
Base d'asta:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 79
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Francisco Goya y Lucientes (Fuendetodos 1746 - Bordeaux 1828) Barbarroxa. Acquaforte, acquatinta, bulino e rotella. mm 285x165. Harris , 12. Uno dei primi lavori incisi del maestro spagnolo; da un soggetto di Velazquez. Probabile prova di stato antecedente alle tre edizioni (dal 1778 al 1868), dopo il testo e prima della bisellatura della lastra. Bellissima impressione stampata su carta non vergellata e priva di filigrana. Al verso timbro della collezione Alianello ( Lugt , 5k). Al recto , in basso a sinistra, timbro di collezione non leggibile. Grandi margini, lievissime tracce di fioriture, per il resto ottima conservazione.
Francisco Goya Y Lucientes - Esto Si Que Es Leer

Francisco Goya Y Lucientes - Esto Si Que Es Leer

Originale -
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 279
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
LOTTO N. 279 FRANCISCO GOYA Y LUCIENTES Fuendetodos 1746 - Bordeaux 1828 Lotto di 2 acqueforti - acquetinte, tavole numero 29 e 76 dalla serie Los Caprichos, sesta edizione, eseguita tra il 1890 ed il 1900, foglio mm. 340x240; (tutti senza cornice). a) Esto si que es leer b) ¿Està umd .. pues, como digo .. eh! Cuidado! Si no! .. Bibliografia T. Harris, Goya: Engravings and Lithographs , Alan Wofsy Fine Arts, San Francisco 1983, nn. 64 e 111. Provenienza Milano, collezione privata. STIMA 200-300
Francisco Goya Y Lucientes - La Tauromachia

Francisco Goya Y Lucientes - La Tauromachia

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 611
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Goya Francisco, Fuendetodos 1746 Bordeaux 1828 "La tauromachia" serie di 8 tavole pi� frontespizio dalla serie completa di 33 tavole con il ritratto di Goya inciso da A. Lobo. V edizione pubblicata dal Circolo di Belle Arti di Madrid nel 1921. Acquatinta e acquaforte impressa in tono rossastro su carta greve vergellata, lastre bisellate. Tutte le tavole portano il timbro a secco editoriale con il ritratto di Goya e sono numerate in alto a destra. La presente edizione fu tirata in sole 200 copie numerate. Dimensioni foglio mm 350x440. In cornici. Bibl.: Harris, pag. 309 Valutazione: € 1.000,00 / € 1.200,00 Asta: 16/12/2009 ore 15.00 Ingrandisci immagine
Francisco Goya Y Lucientes - Los Desastres De La Guerra

Francisco Goya Y Lucientes - Los Desastres De La Guerra

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 254
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
LOTTO N. 254 FRANCISCO JOSE DE GOYA Y LUCIENTES Fuentetodos 1746 – Bordeaux 1828 Los Desastres de la Guerra acquaforte su carta, mm. 258x356 (foglio con rilegatura), mm.258x333 (il solo foglio). Terza edizione (?1903, data abrasa) della serie di ottanta incisioni dedicate alle guerre napoleoniche del 1804-1814, edite per la prima volta a cura dell’’’’ Accademia Reale di Belle Arti San Fernando di Madrid nel 1863. Edizione rilegata dalla Legatoria Argenton e Tansini di Milano priva di coperta e con frontespizio non unito alla rilegatura. I fogli sono numerati 1-80 sulla lastra in alto a sinistra fuori della parte incisa eccetto il n. 69; in alcune lastre in basso compare altra numerazione non corrispondente alla numerazione superiore STIMA 20.000-25.000

LA BIOGRAFIA DI Francisco Goya Y Lucientes

GOYA Y LUCIENTES Francisco pittore e incisore spagnolo (Fuendetodos [Saragozza] 1746 - Bordeaux 1828).
Dopo aver frequentato quindicenne, a Saragozza, lo studio di Josè Luzon y Martinez, un allievo di F.
Solimena, tentò per due volte, con esito sfavorevole, il concorso per l'ammissione all'accademia di S.
Fernando a Madrid.
Dopo alcuni anni di studio presso il Luzon, soggiornò per un breve periodo in Italia.
Nel 1771 rientrò a Madrid e sposò Josefa, figlia del pittore Francisco Bayeu.
Sono di questi anni, oltre alla decorazione della volta della chiesa di Nuestra Senora del Pilar di Saragozza, diversi ritratti, tra i quali quelli della moglie, del cognato e di Don Pedro Alcantara de Zuniga, alcune incisioni e soprattutto i cartoni eseguiti per la manifattura reale degli arazzi (l'Ombrello, il Mercante di ceramiche, la Fiera di Madrid), attenti al gusto brillante della pittura dei Tiepolo, attivi precedentemente in Spagna: tale commissione ottenuta grazie all'interessamento di Rapahael Mengs e del suocero, gli valse vasta popolarità, oltre all'ammissione all'accademia e, nel 1786, la nomina a pittore del re.
Negli anni successivi G.
continuò a lavorare intensamente per la corte e l'aristocrazia spagnola, nonostante una progressiva malattia che nel 1794 lo rese completamente sordo.
Sono di questi anni: l'Albero della cuccagna, l'Altalena, la Famiglia de Osuna (Madrid, Prado), numerosi ritratti di personaggi dell'alta società e le scene di genere dell'Accademia di S.
Fernando, del 1793, che anticipano il gusto fantasioso dei Capricci.
Nel 1795 G.
fu nominato direttore della scuola di pittura dell'accademia al posto del Bayeu e in seguito primo pittore di camera del re, rivelandosi negli anni della maturità artista di profonda sensibilità moderna, sia nel cromatismo acceso, drammaticamente in rapporto con le scene raffigurate, sia nell'essenzialità del disegno, che mai indulge al superficiale accademismo dell'epoca.
Del 1799 è la pubblicazione dei già citati Capricci, una serie di incisioni con le quali G.
volle appoggiare la lotta alla superstizione dilagante nell'ignoranza popolare, condotta da alcuni rappresentanti dell'aristocrazia illuminista madrilena; esemplificativo di questa posizione è l'incisione, giustamente famosa, con l'iscrizione El sueno de la razon produce monstruos.
Nel 1795 aveva dipinto il primo ritratto della Duchessa d'Alba (Madrid, Collezione del Duca d'Alba), l'anno successivo gli stupendi affreschi della cappella di S.
Antonio de la Florida, le Scene di stregoneria commissionategli dal duca di Osuna.
Celebri i ritratti di questi anni, quali quelli della regina Maria Luisa, del cardinale di Borbone, della famiglia di Carlo IV, la Maja desnuda e la Maja vestida del Prado, la serie della Cattura del bandito Maregato, i ritratti di Ferdinando VII del museo di S.
Paolo, della Collezione Thyssen di Lugano e del Prado.
L'invasione napoleonica dettò poi a G.
le drammatiche incisioni dei Disastri della guerra (1810) e le Fucilazioni del 3 maggio 1808 (1814, Museo del Prado), commissionato ed eseguito quest'ultimo dopo la restaurazione, quando il pittore aveva rifiutato di riprendere il posto di pittore di corte.
Negli anni dell'occupazione francese dipinse tra l'altro La portatrice d'acqua e L'arrotino del museo di Budapest, la Fabbrica di polvere dell'Escorial, L'ospedale degli appestati, poi il ritratto di lord Wellington e gli autoritratti del Prado e dell'Accademia di S.
Fernando.
Dopo le incisioni della Tauromachia del 1816, si collocano le opere più severe degli ultimi anni, L'ultima Comunione di S.
Giuseppe di Calasanzio e il Cristo nel giardino degli Olivi, quindi tra il 1820 e il 1822 la serie fantastica, di una fantasia misticheggiante e stregonesca tipicamente spagnola, dei dipinti della sua residenza sul Manzanarre, la Quinta del Sordo, (ora al Prado), con i quali illustrò sulle pareti delle varie stanze scene macabre ispirate ai miti classici (Crono divora i propri figli) o al mondo medievale (Sabba di streghe,Pellegrini), oltre a figure grottesche e mostruose, dette per i soggetti e le tonalità cupe pitture nere.
A seguito della sua adesione alla sollevazione liberale del 1820 per sfuggire alla reazione assolutista del 1824 fu costretto a vivere prima nel ritiro della sua casa di campagna e poi ad accettare l'esilio in Francia.
Stabilitosi a Parigi con l'amica L'ocadie Weiss, e quindi a Bordeaux, G.
continuò a lavorare eseguendo sia le serie di litografie dei cosiddetti Tori di Bordeaux, sia vari ritratti tra i quali quelli di Moratin, di don Santiago Galos, di Juan Bautista Muguiro, la deliziosa Lattaia di Bordeaux del Prado e infine, ultima opera, il ritratto di Josè Pio de Molina.
Figura d'eccezione nel contesto delle poetiche neoclassica e romantica della pittura europea del suo tempo, G.
risultò, per le libere scelte formali, di particolare esemplarità per gli artisti antiaccademici dell'Impressionismo, E.
Manet in particolare, e, per l'impatto emotivo dei soggetti, per tutta la produzione successiva aperta ai temi del visionario.