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Arcadja Auctions

Corrado Giaquinto

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(17031766 ) - Dipinti
GIAQUINTO Corrado Santi In Gloria

Antonina /2-ott-2012
12.000,00 - 15.000,00
Non aggiudicato
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Opere in Arcadja
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Alcune opere di Corrado Giaquinto

Estratte tra le 18 opere nel catalogo di Arcadja
Corrado Giaquinto - San Nicola Che Benedice I Guerrieri

Corrado Giaquinto - San Nicola Che Benedice I Guerrieri

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 416
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
CORRADO GIAQUINTO (Molfetta, 1703 - Napoli, 1766) San Nicola che benedice i guerrieri Olio su tela riportata su cartone, cm. 51x39,5 Sul retro: provenienza collezione Ugo Iandolo, Roma.Il dipinto � da riferirsi alla commissione delle due tele laterali nel presbiterio della chiesa di San Nicola dei Lorenesi a Roma (1746) raffiguranti rispettivamente "San Nicola benedice i guerrieri" a sinistra, e "San Nicola salva i naufraghi dalla tempesta" a destra. Del dipinto di sinistra erano sino ad oggi conosciuti tre bozzetti, conservati rispettivamente presso il Museo di Capodimonte a Napoli, presso la Pinacoteca Civica Fortunato Duranti a Montefortino e nella Staatsgalerie a Stoccarda . A causa delle molte varianti rispetto al modello finito e agli altri bozzetti menzionati si suppone che la presente opera rappresenti la prima ideazione del soggetto. Expertise in fase di elaborazione a cura di Stella Rudolph.
Corrado Giaquinto - Studio Dell'allegoria Della Speranza ;studio Per L'episodio Della Discesa Della Manna

Corrado Giaquinto - Studio Dell'allegoria Della Speranza ;studio Per L'episodio Della Discesa Della Manna

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 120
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
CORRADO GIAQUINTO Molfetta 1703 - Napoli 1765 STUDIO DELL'ALLEGORIA DELLA SPERANZA STUDIO PER L'EPISODIO DELLA DISCESA DELLA MANNA Grafite su carta double-faces, cm. 26 x 19,5 Foglio libero PROVENIENZA Collezione privata romana Sulla base degli studi eseguiti dal Di Giampaolo lo schizzo riguardante l'allegoria della speranza pu� essere ricondotto alla medesima allegoria presente nell'affresco della cappella nel Palazzo Reale di Madrid realizzato nel 1755. In questa ultima realizzazione la Speranza � raffigurata accanto alla Fede Cattolica ed alla Carit�. Da questo si pu� dedurre che il disegno in questione potrebbe costituire una prima idea sull'iconografia Il disegno � accompagnato da perizia dello studioso Mario Di Giampaolo in data Luglio 2002
Corrado Giaquinto - Il Trionfo Di Galatea

Corrado Giaquinto - Il Trionfo Di Galatea

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 704
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
704.CORRADO GIAQUINTO Dipinti antichi Descrizione: Molfetta 1703 - Napoli 1765 Il Trionfo di Galatea olio su tela, cm. 63x84 (restauro al centro); cornice coeva di legno intagliato e dorato Si acclude comunicazione scritta del prof. Gérard Maurice-Dugay STIMA: Euro 9000/11000 Promemoria Fai un'offerta per questo lotto
Corrado Giaquinto - Santi In Gloria

Corrado Giaquinto - Santi In Gloria

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 175
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
175.CORRADO GIAQUINTO Molfetta 1703 - Napoli 1766 Santi in gloria olio su tela, cm. 92x136 Probabile bozzetto da collegare verosimilmente ad una decorazione parietale o absidale scandita in cinque spicchi, la tela in catalogo è opera di pregevole esecuzione pittorica e complessa articolazione iconografica. A sostenere l’’’’ attribuzione proposta concorrono in ugual misura le tematiche illustrate dal bozzetto (la Gloria celeste nello scomparto centrale, con l’’’’Ascensione di un santo sormontata dalla Trinità; angeli con gli strumenti della Passione ai lati, l’’’’Esaltazione della Croce, le Virtù teologali e cardinali), appartenenti al repertorio elaborato da Giaquinto per la decorazione di grandi superfici murali, il pittoricismo giordanesco, le vigorose soluzioni del barocco (qui desunte da Mattia Preti) e la personale, decisa virata rococò: tutti elementi riconosciuti del suo magniloquente stile pittorico. Alla base della progettazione di ogni ciclo pittorico eseguito da Giaquinto vi è sempre la realizzazione di un rilevante numero di disegni preparatori e bozzetti: tra questi potrebbe ben figurare l’’’’esempio in questione anche dal punto di vista dei contenuti, ispirati ai temi dell’’’’autorità istituzionale della Chiesa di Roma e alla Croce, simbolo del suo trionfo. Per il dipinto in oggetto Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ufficio Esportazioni di Roma, ha comunicato il diniego dell'attestato di libera circolazione
Corrado Giaquinto - Sant'agnese: Allegoria Della Mansuetudine

Corrado Giaquinto - Sant'agnese: Allegoria Della Mansuetudine

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 488
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto n. 488 Corrado Giaquinto Molfetta (Ba) 1703 - Napoli 1766 Sant'Agnese: Allegoria della Mansuetudine Olio su tela, cm. 46x58 Il dipinto reca una comunicazione scritta di Nicola Spi- nosa in data 30/03/2006 e una perizia scritta di Emilio Negro in data 16/09/2005. Secondo Nicola Spinosa: "[...] si tratta certamente di un autografo di Corrado Giaquinto, cm. 46x58, riferibile agli anni avanzati della sua attivit�, di cui si conoscono anche altre repliche autografe o di bottega". Sulle stesse posizioni di Spinosa si pone anche Emilio Ne- gro: "II dipinto, a olio su tela, misura cm 47 x 63, � ben conservato e raffigura S. Agnese, la vergine e martire che fu una delle prime sante della cristianit� e che, secondo la tradizione, visse a Roma al tempo delle persecuzioni di Diocleziano. Nei dipinti devozionali, al pari della bel- la tela in esame, Agnese � raffigurata come una fanciulla avvenente, dai lunghi capelli e con l'immancabile attribu- to iconografico dell'agnello che le fu assegnato a cagione dell'assonanza del suo nome con il termine latino agnus. Riguardo ai caratteri stilistici del quadro in esame, risul- ta essere opera di un erudito maestro italiano attivo nei decenni intorno alla met� del Settecento: l'autore della tela evidenzia una cultura visiva ricca di colte citazioni dai grandi pittori dell'epoca barocca, specie quelli di for- mazione centroitaliana come Pietro da Cortona e Gaulli, scorrendo indietro fino a Lanfranco e, dunque, alla pit- tura emiliana (Parma e Correggio in primis) e napoleta- na solimenesca; non mancano, inoltre, echi di raffinato colorismo veneto che rievocano Francesco Trevisani, ed una educazione al disegno di matrice tosco-romana (Lu- igi Garzi, Benedetto Luti e Agostino Masucci) che poco indugia sulle frivole cadenze rococ�, ma si indirizza sem- mai verso un registro pi� classico, ispirato allo studio della statuaria antica. L'esistenza di un'altra versione di questa composizione (cm 49 x 64,7, gi� in raccolta Rojtman Ber- kam e passata sul mercato internazionale all'inizio del 2005) con perizia di Nicola Spinosa a Corrado Giaquinto, consente di restituire anche la nostra S. Agnese all'artista pugliese nato a Molfetta nel 1703 e scomparso a Napoli nel 1766. Le coordinate culturali di questo maestro sono infatti quelle sopra riassunte, avendo frequentato attiva- mente, dopo un primo apprendistato in patria, la cultura romana del pieno Settecento: quella, per intendersi, do- minata dai vari Trevisani, Masucci, Conca, Odazzi, Zobo- li, ecc. Giaquinto ebbe modo di lavorare attivamente per Roma e Napoli, sempre chiamato dalla migliore commit- tenza dell'epoca, lasciando opere anche a Torino, Cesena, Pisa, ecc., giungendo, alla fine della carriera, in Spagna: qui si trasfer� nel 1752, licenziandosi dalla romana Ac- cademia di S. Luca, col titolo di "pittore di camera" dei Reali in sostituzione del defunto Amigoni, ed anche per la corte di Madrid Giaquinto fu attivissimo e ricercatis- simo, eseguendo soprattutto piacevoli storie religiose. A conferma dell'attribuzione proposta baster� confrontare la nostra tela con altre del maestro pugliese, che sovente usava replicare le proprie invenzioni: � il caso, ad esem- pio, della Trinit� con Cristo morto, di cui si conoscono le versioni della Galleria Nazionale dell'Umbria a Perugia e della Pinacoteca Comunale di Montefortino (ma il tema fu trattato ulteriormente da Giaquinto: si veda H. Olsen, in Atti del Convegno Internazionale, Molfetta, 1981, ed. 1985, pp. 65-66), opere, al pari della nostra S. Agnese, in cui si evidenzia una pittura assai piacevole caratterizzata da una garbata combinazione delle principali componenti culturali della pittura romana degli anni Quaranta-Cin- quanta del XVIII secolo, verosimile epoca d'esecuzione di questa tela di Corrado Giaquinto".