
Antonina /2-ott-2012
€ 12.000,00 - € 15.000,00
Non aggiudicato
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Corrado Giaquinto nelle aste italiane ed internazionali.
Consulta stime ed aggiudicazioni di Corrado Giaquinto
I clienti che hanno cercato Corrado Giaquinto hanno cercato anche:
Jacopo Amigoni, Christian Seybold, Jean-Baptiste Greuze, Francesco Trevisani, Nicola Malinconico, Giuseppe Bonito, Alessio De Marchis
Jacopo Amigoni, Christian Seybold, Jean-Baptiste Greuze, Francesco Trevisani, Nicola Malinconico, Giuseppe Bonito, Alessio De Marchis
Opere in Arcadja
18Alcune opere di Corrado Giaquinto
Estratte tra le 18 opere nel catalogo di ArcadjaCorrado Giaquinto - San Nicola Che Benedice I Guerrieri
Originale
Numero di lotto:
416
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
CORRADO GIAQUINTO (Molfetta, 1703 - Napoli, 1766)
San Nicola che benedice i guerrieri
Olio su tela riportata su cartone, cm. 51x39,5
Sul retro: provenienza collezione Ugo Iandolo, Roma.Il dipinto � da riferirsi alla commissione delle due tele laterali nel presbiterio della chiesa di San Nicola dei Lorenesi a Roma (1746) raffiguranti rispettivamente "San Nicola benedice i guerrieri" a sinistra, e "San Nicola salva i naufraghi dalla tempesta" a destra. Del dipinto di sinistra erano sino ad oggi conosciuti tre bozzetti, conservati rispettivamente presso il Museo di Capodimonte a Napoli, presso la Pinacoteca Civica Fortunato Duranti a Montefortino e nella Staatsgalerie a Stoccarda . A causa delle molte varianti rispetto al modello finito e agli altri bozzetti menzionati si suppone che la presente opera rappresenti la prima ideazione del soggetto. Expertise in fase di elaborazione a cura di Stella Rudolph.
Corrado Giaquinto - Studio Dell'allegoria Della Speranza ;studio Per L'episodio Della Discesa Della Manna
Originale
Numero di lotto:
120
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
CORRADO GIAQUINTO
Molfetta 1703 - Napoli 1765
STUDIO DELL'ALLEGORIA DELLA SPERANZA
STUDIO PER L'EPISODIO DELLA DISCESA DELLA MANNA
Grafite su carta double-faces, cm. 26 x 19,5
Foglio libero
PROVENIENZA
Collezione privata romana
Sulla base degli studi eseguiti dal Di Giampaolo lo schizzo riguardante l'allegoria della speranza pu� essere ricondotto alla medesima allegoria presente nell'affresco della cappella nel Palazzo Reale di Madrid realizzato nel 1755. In questa ultima realizzazione la Speranza � raffigurata accanto alla Fede Cattolica ed alla Carit�. Da questo si pu� dedurre che il disegno in questione potrebbe costituire una prima idea sull'iconografia
Il disegno � accompagnato da perizia dello studioso Mario Di Giampaolo in data Luglio 2002
Corrado Giaquinto - Il Trionfo Di Galatea
Originale
Numero di lotto:
704
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
704.CORRADO GIAQUINTO
Dipinti antichi
Descrizione:
Molfetta 1703 - Napoli 1765
Il Trionfo di Galatea
olio su tela, cm. 63x84 (restauro al centro); cornice coeva di legno intagliato e dorato
Si acclude comunicazione scritta del prof. Gérard Maurice-Dugay
STIMA: Euro 9000/11000
Promemoria
Fai un'offerta per questo lotto
Corrado Giaquinto - Santi In Gloria
Originale
Numero di lotto:
175
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
175.CORRADO GIAQUINTO
Molfetta 1703 - Napoli 1766
Santi in gloria
olio su tela, cm. 92x136
Probabile bozzetto da collegare verosimilmente ad una decorazione parietale o absidale scandita in cinque spicchi, la tela in catalogo è opera di pregevole esecuzione pittorica e complessa articolazione iconografica.
A sostenere l’’’’ attribuzione proposta concorrono in ugual misura le tematiche illustrate dal bozzetto (la Gloria celeste nello scomparto centrale, con l’’’’Ascensione di un santo sormontata dalla Trinità; angeli con gli strumenti della Passione ai lati, l’’’’Esaltazione della Croce, le Virtù teologali e cardinali), appartenenti al repertorio elaborato da Giaquinto per la decorazione di grandi superfici murali, il pittoricismo giordanesco, le vigorose soluzioni del barocco (qui desunte da Mattia Preti) e la personale, decisa virata rococò: tutti elementi riconosciuti del suo magniloquente stile pittorico.
Alla base della progettazione di ogni ciclo pittorico eseguito da Giaquinto vi è sempre la realizzazione di un rilevante numero di disegni preparatori e bozzetti: tra questi potrebbe ben figurare l’’’’esempio in questione anche dal punto di vista dei contenuti, ispirati ai temi dell’’’’autorità istituzionale della Chiesa di Roma e alla Croce, simbolo del suo trionfo.
Per il dipinto in oggetto Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ufficio Esportazioni di Roma, ha comunicato il diniego dell'attestato di libera circolazione
Corrado Giaquinto - Sant'agnese: Allegoria Della Mansuetudine
Originale
Numero di lotto:
488
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto n.
488
Corrado Giaquinto
Molfetta (Ba) 1703 - Napoli 1766
Sant'Agnese: Allegoria della Mansuetudine
Olio su tela, cm. 46x58
Il dipinto reca una comunicazione scritta di Nicola Spi-
nosa in data 30/03/2006 e una perizia scritta di Emilio
Negro in data 16/09/2005.
Secondo Nicola Spinosa: "[...] si tratta certamente di un
autografo di Corrado Giaquinto, cm. 46x58, riferibile agli
anni avanzati della sua attivit�, di cui si conoscono anche
altre repliche autografe o di bottega".
Sulle stesse posizioni di Spinosa si pone anche Emilio Ne-
gro: "II dipinto, a olio su tela, misura cm 47 x 63, � ben
conservato e raffigura S. Agnese, la vergine e martire che
fu una delle prime sante della cristianit� e che, secondo
la tradizione, visse a Roma al tempo delle persecuzioni
di Diocleziano. Nei dipinti devozionali, al pari della bel-
la tela in esame, Agnese � raffigurata come una fanciulla
avvenente, dai lunghi capelli e con l'immancabile attribu-
to iconografico dell'agnello che le fu assegnato a cagione
dell'assonanza del suo nome con il termine latino agnus.
Riguardo ai caratteri stilistici del quadro in esame, risul-
ta essere opera di un erudito maestro italiano attivo nei
decenni intorno alla met� del Settecento: l'autore della
tela evidenzia una cultura visiva ricca di colte citazioni
dai grandi pittori dell'epoca barocca, specie quelli di for-
mazione centroitaliana come Pietro da Cortona e Gaulli,
scorrendo indietro fino a Lanfranco e, dunque, alla pit-
tura emiliana (Parma e Correggio in primis) e napoleta-
na solimenesca; non mancano, inoltre, echi di raffinato
colorismo veneto che rievocano Francesco Trevisani, ed
una educazione al disegno di matrice tosco-romana (Lu-
igi Garzi, Benedetto Luti e Agostino Masucci) che poco
indugia sulle frivole cadenze rococ�, ma si indirizza sem-
mai verso un registro pi� classico, ispirato allo studio della
statuaria antica. L'esistenza di un'altra versione di questa
composizione (cm 49 x 64,7, gi� in raccolta Rojtman Ber-
kam e passata sul mercato internazionale all'inizio del
2005) con perizia di Nicola Spinosa a Corrado Giaquinto,
consente di restituire anche la nostra S. Agnese all'artista
pugliese nato a Molfetta nel 1703 e scomparso a Napoli
nel 1766. Le coordinate culturali di questo maestro sono
infatti quelle sopra riassunte, avendo frequentato attiva-
mente, dopo un primo apprendistato in patria, la cultura
romana del pieno Settecento: quella, per intendersi, do-
minata dai vari Trevisani, Masucci, Conca, Odazzi, Zobo-
li, ecc. Giaquinto ebbe modo di lavorare attivamente per
Roma e Napoli, sempre chiamato dalla migliore commit-
tenza dell'epoca, lasciando opere anche a Torino, Cesena,
Pisa, ecc., giungendo, alla fine della carriera, in Spagna:
qui si trasfer� nel 1752, licenziandosi dalla romana Ac-
cademia di S. Luca, col titolo di "pittore di camera" dei
Reali in sostituzione del defunto Amigoni, ed anche per
la corte di Madrid Giaquinto fu attivissimo e ricercatis-
simo, eseguendo soprattutto piacevoli storie religiose. A
conferma dell'attribuzione proposta baster� confrontare
la nostra tela con altre del maestro pugliese, che sovente
usava replicare le proprie invenzioni: � il caso, ad esem-
pio, della Trinit� con Cristo morto, di cui si conoscono le
versioni della Galleria Nazionale dell'Umbria a Perugia e
della Pinacoteca Comunale di Montefortino (ma il tema
fu trattato ulteriormente da Giaquinto: si veda H. Olsen,
in Atti del Convegno Internazionale, Molfetta, 1981, ed.
1985, pp. 65-66), opere, al pari della nostra S. Agnese, in
cui si evidenzia una pittura assai piacevole caratterizzata
da una garbata combinazione delle principali componenti
culturali della pittura romana degli anni Quaranta-Cin-
quanta del XVIII secolo, verosimile epoca d'esecuzione
di questa tela di Corrado Giaquinto".






