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Arcadja Auctions

Matteo Dei Pitocchi Ghidoni

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Italy (16261689 ) - Dipinti
GHIDONI Matteo dei Pitocchi La Sagra Dei Pitocchi

San Marco /15-ott-2006
25.000,00 - 30.000,00
Non Divulgato
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Detto anche :

Pitocchi De Matteo

 



Opere in Arcadja
39

Alcune opere di Matteo Dei Pitocchi Ghidoni

Estratte tra le 39 opere nel catalogo di Arcadja
Matteo Dei Pitocchi Ghidoni - Scena Di Genere Con Popolani

Matteo Dei Pitocchi Ghidoni - Scena Di Genere Con Popolani

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 47
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
MATTEO GHIDONI detto MATTEO DEI PITOCCHI (att. a) ? 1626 - Padova 1689 SCENA DI GENERE CON POPOLANI Olio su tela circolare, cm. 41,5 PROVENIENZA Collezione privata romana CONDIZIONI DEL DIPINTO Rintelo ottocentesco. Mancanza alla tela al bordo sinistro, una piccola zona di restauro sulla destra
Matteo Dei Pitocchi Ghidoni - Pitocchi

Matteo Dei Pitocchi Ghidoni - Pitocchi

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 58
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
58 MATTEO GHIDONI DETTO MATTEO DEI PITOCCHI € 25.000-35.000 Firenze (?) 1626 c.a – Padova 1689 La sagra dei pitocchi olio su tela, cm 96x145 Scena villereccia con pitocchi olio su tela, cm 96x145 E’’ dal confronto tra questa coppia di dipinti e altre opere comunemente ammesse dalla critica al catalogo di Matteo Ghidoni, come La festa campestre presso il castello della Pinacoteca Querini-Stampalia di Venezia o la Scena dinanzi all’’osteria della collezione Ferri a Padova (entrambi riprodotti in R. Pallucchini, La pittura veneziana del Seicento, Milano 1981, vol. II, figg. 964, 966), che si attesta l’’appartenenza anche delle due tele che qui si presentano alla mano di questo maestro forse fiorentino ma a lungo attivo a Padova. Dedito di sovente anche a dipinti di destinazione chiesastica, tra i quali occorre ricordare le numerose opere realizzate per la Basilica di Sant’’Antonio e per la chiesa di Santa Maria dei Servi, nelle quali emerge la notevolissima tensione chiaroscurale, prossima a quella dei “tenebrosi” veneziani, il pittore deve soprattutto la sua fama alle tele di soggetto popolaresco, nelle quali egli riesce a infondere notevolissima vitalità alle figure di poveri (i “pitocchi”, da cui deriva il soprannome con cui è soprattutto noto) colti spesso nelle pose più strane, strampalate, resi per lo più con modi volutamente goffi. In queste opere affiora la conoscenza nel pittore dei modelli tardomanieristici del Callot - spiegabile con la sua origine toscana - e dei Bamboccianti romani, forse conosciuti in giovinezza, tradotti però in forme pittoriche quasi naif, senza strutture compositive predeterminate e senza particolare attenzione alle fonti di luce. D’’altra parte la tematica delle bambocciate e della pittura di gusto popolare era stata trasferita anche in Veneto, con modi più corsivi, e trovò adesioni in Maffei, Mazzoni, Monsù Bernardo e negli ‘antiaccademici’’ Pietro Bellotti e Antonio Carneo, tutti aperti ad un naturalismo spietato che a tratti sfuma verso il grottesco. Perfettamente consonanti al resto della sua produzione appaiono la qualità della stesura pittorica, caratterizzata da una pennellata rapida, guizzante, illuminata da bagliori improvvisi di luce, e le tipologie alquanto scomposte delle figurette dei pitocchi, ripresi nelle pose più diverse. Caratteristica anche l’’impostazione complessiva delle scene affollate, veri e propri baccanali contadineschi, ambientate contro sfondi architettonici che emergono solo parzialmente dall’’illuminazione crepuscolare, un particolare questo ricorrente nelle opere del pittore che lascia intendere forse una sua precisa conoscenza dei modi di Antonio Travi.
Matteo Dei Pitocchi Ghidoni - La Battaglia Delle Amazzoni

Matteo Dei Pitocchi Ghidoni - La Battaglia Delle Amazzoni

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 611
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Descrizione:
LOTTO N. 611 MATTEO GHIDONI detto DEI PITOCCHI (?) 1626 ca. – Padova 1689 a) La battaglia delle Amazzoni b) Ratto delle Sabine olio su tela, cm. 97x175 (ciascuno). L’’’’attribuzione a Matteo Ghidoni spetta a Mina Gregori. Si tratta di due caratteristici dipinti del pittore attivo a Padova dalla metà del XVII secolo, qui iscritto alla Fraglia nel 1674, a suo tempo noto per i “pitocchi” spesso raffigurati nelle sue composizioni ma che nelle fonti è ricordato quale autore di complesse allegorie. Anche la presente coppia Amazzoni/Sabine, nel contrapporre due aspetti del femminile, sembra rimandare ad un significato più complesso che una semplice raffigurazione di battaglie, giustificando quanto di lui scriveva R. Pallucchini “più complesso di quanto a prima vista si creda” STIMA 40.000-60.000
Matteo Dei Pitocchi Ghidoni - La Sagra Dei Pitocchi

Matteo Dei Pitocchi Ghidoni - La Sagra Dei Pitocchi

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 45
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
MATTEO GHIDONI DETTO MATTEO DEI PITOCCHI € 25.000-30.000 Firenze (?), 1626 c.a – Padova, 1689 La sagra dei pitocchi Olio su tela, cm 56x97 Ben poche sono le notizie giunte fino a noi riguardanti la biografia di Matteo Guidoni, detto, per i soggetti ricorrenti nei suoi dipinti, Matteo de’’ Pitocchi. Non si ha certezza neppure circa la sua città natale, anche se alcuni storici settecenteschi ipotizzano che egli fosse originario di Firenze; si sa solo che il pittore era sicuramente presente a Padova, città nella quale operò fino alla morte, negli anni immediatamente successivi alla metà del secolo. Cospicua è la sua produzione di dipinti con destinazione chiesastica, tra i quali occorre ricordare le numerose opere realizzate per la Basilica di Sant’’Antonio e per la chiesa di Santa Maria dei Servi, nelle quali emerge la notevolissima tensione chiaroscurale, prossima a quella dei “tenebrosi” veneziani. Ma soprattutto la fama del pittore è legata alle tele di soggetto popolaresco, nelle quali egli riesce a infondere notevolissima vitalità alle figure di poveri (i “pitocchi”, da cui deriva il soprannome con cui il pittore è soprattutto noto) colti spesso nelle pose più strane, strampalate, resi per lo più con modi volutamente goffi. In queste opere affiora la conoscenza del pittore dei modelli del Callot e dei Bamboccianti romani, forse conosciuti in giovinezza, tradotti però in forme pittoriche quasi naif, senza strutture compositive predeterminate e senza particolare attenzione alle fonti di luce. Il confronto tra questo dipinto e altre opere comunemente ammesse dalla critica la catalogo di Matteo (si veda, ad esempio, La festa campestre con sfondo di rovine di collezione Montesi a Padova, riprodotta da R. Pallucchini, La pittura veneziana del Seicento, Milano 1981, vol. II, fig. 967), attesta al di là di ogni dubbio l’’appartenenza anche della tela che qui si presenta alla mano di questo maestro a lungo attivo a Padova. Identiche appaiono infatti la qualità della stesura pittorica, caratterizzata da una pennellata rapida, guizzante, illuminata da guizzi improvvisi di luce, e le tipologie alquanto scomposte delle figurette dei pitocchi, ripresi nelle pose più diverse. Del tutto simile anche l’’impostazione complessiva della scena, ambientata contro sfondi architettonici che emergono solo parzialmente dall’’illuminazione notturna, un particolare questo ricorrente nelle opere del pittore, che lasciano intendere forse una sua precisa conoscenza delle opere di Antonio Travi.
Matteo Dei Pitocchi Ghidoni - La Clemenza Di Un Condottiero

Matteo Dei Pitocchi Ghidoni - La Clemenza Di Un Condottiero

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 637
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
637
Matteo Ghidoni detto Matteo De? Pitocchi
(Firenze 1626 ca. - Padova 1689)
LA CLEMENZA DI UN CONDOTTIERO
olio su tela, cm 170x201
Bibl.: P.L. Fantelli, Pittura minore
padovana del seicento: Matteo de?
Pitocchi in ?Atti dell?Istituto Veneto
di Scienze, Lettere e Arti?, Torino
CXXXVI, 1978-79, p.162, nota 10,
fig. 5
Reca inoltre una perizia scritta del
Professor Ugo Ruggeri, nella quale
il dipinto viene confrontato con
altre opere dell?artista quali il
Miracolo della ruota e il Miracolo
del ritratto della Chiesa di S. Maria
dei Servi a Padova
? 14.800,00/15.000,00