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Ubaldo Gandolfi

(1728 -  1781 )
GANDOLFI Ubaldo Ritratto Virile In Medaglione

Gonnelli
11-dic-2015
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Ubaldo Gandolfi nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
142

Alcune opere di Ubaldo Gandolfi

Estratte tra le 142 opere nel catalogo di Arcadja
Ubaldo Gandolfi - San Giuseppe Che Legge

Ubaldo Gandolfi - San Giuseppe Che Legge

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 46
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Ubaldo Gandolfi (San Matteo della Decima, 1728 – Ravenna, 1781) SAN GIUSEPPE CHE LEGGE olio su tela, cm , 87 , x6 , 9 Opera corredata da parere scritto di Donatella Biagi Maino, Bologna, 18 febbraio 2013 Bibliografia di riferimento D. Biagi Maino, , , Torino 1990. Gaetano e Ubaldo Gandolfi. Opere scelte , , catalogo della mostra a cura di D. Biagi Maino (Cento 2002), Torino 2002. Ubaldo Gandolfi può rientrare a buon diritto tra i protagonisti della pittura italiana del secondo Settecento grazie alla sua ineccepibile maniera fondata sulla sicurezza del disegno di matrice bolognese, la gradevolezza della tavolozza debitrice della cultura veneta e l\’ispirazione poetica delle sue composizioni. Ne è prova l\’insolita raffigurazione di San Giuseppe di questa tela, dove il padre putativo di Gesù è assorto nella lettura secondo una rara iconografia da letterato cara al Gandolfi, che la replica infatti anche nella figura di Gioacchino della pala con l\’ , Educazione di Maria , commissionatagli nel 1779 (cfr. , , catalogo della mostra a cura di D. Biagi Maino, Torino 2002). Una datazione sul finire degli anni Settanta del Settecento è quella proposta per il dipinto qui offerto nel parere scritto di Donatella Biagi Maino (18 febbraio 2013) che cita l\’altra versione di Gandolfi del San Giuseppe leggente oggi conservata presso le Collezioni Comunali di Bologna, in controparte e con qualche variante, secondo la studiosa di poco successiva. Si segnala infine sulla tela qui presentata il suggestivo effetto del trascolorare del cielo sullo sfondo che fa da contrappunto alla solenne colonna sulla destra, facendo risaltare la figura del santo. Al retro, sul telaio, è presente l\’etichetta della Mostra del Settecento Bolognese tenutasi presso il Palazzo D\’Accursio di Bologna nel 1935 e curata da Roberto Longhi e Guido Zucchini.
Ubaldo Gandolfi - Vergine In Adorazione

Ubaldo Gandolfi - Vergine In Adorazione

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 257
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
UBALDO GANDOLFI (San Matteo della Decima 1728 - Ravenna 1781) VERGINE IN ADORAZIONE FANCIULLA IN ADORAZIONE Coppia di dipinti ad olio su tela, cm. 48 x 39 PROVENIENZA Illustre famiglia romana CONDIZIONI DEI DIPINTI Rinteli recenti. Alcuni punti di restauro a destra del volto nel primo dipinto. Alcuni piccoli punti di restauro quasi ossidati sui capelli e sul braccio della Vergine nel secondo dipinto. I dipinti sono in buono stato di conservazione CORNICI Cornici modanate in legno dorato, della fine del XVIII secolo €
Ubaldo Gandolfi - San Lorenzo

Ubaldo Gandolfi - San Lorenzo

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 27
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Ubaldo Gandolfi (San Matteo della Decima 1728-Ravenna 1781) SAN LORENZO olio su tela centinata, cm 145x98

Esposizioni

Mostra del Settecento Bolognese

, Bologna 1935.

Bibliografia

Mostra del Settecento Bolognese. Catalogo delle opere

, Bologna 1935, p. 61, n. 35.

L. Bianchi,

I Gandolfi

, Roma 1936, pp. 49-50; nota 53; p. 126.

Esposto alla storica mostra del 1935 come opera di Gaetano Gandolfi ma non riprodotto nel catalogo, denso ma estremamente parco di illustrazioni, che accompagnava l\’\’esposizione, e mai più comparso in pubblico dopo quella data, il dipinto qui offerto è rimasto sostanzialmente ignoto agli studi moderni sui Gandolfi, e alla ricognizione del

corpus

Unica a farne menzione, e con viva intelligenza critica, fu Lidia Bianchi nella monografia dedicata a entrambi pubblicata nel 1936, appena un anno dopo l\’\’esposizione bolognese: e fu appunto la Bianchi a restituirlo con lucidi e pertinenti confronti al catalogo di Ubaldo Gandolfi.

Pur in assenza di menzioni tra le fonti contemporanee, come è del resto quasi inevitabile per un dipinto destinato con ogni probabilità alla devozione privata, la paletta qui offerta si inserisce infatti agevolmente nel percorso di Ubaldo tra la seconda metà degli anni Sessanta e i primi dell\’\’ottavo decennio del Settecento. Innumerevoli sono infatti i confronti possibili con opere documentate, a partire da quelli, più immediati, concernenti il modello e la posa della figura maschile: la ritroviamo, con minime varianti, nella possente figura del Beato Filippo Bertoni nell\’\’omonima pala nella chiesa bolognese dei Servi probabilmente del 1765, nel

San Vincenzo Ferreri

in S. Domenico a Budrio, firmato e datato dello stesso anno, e ancora nel più tardo San Sebastiano raffigurato insieme ai SS. Antonio abate e Marco nella pala della parrocchiale di Vigoroso, del 1773.

Anche la vivace cromia, più ricca e pastosa che non in Gaetano (come già sottolineava la Bianchi) ritorna, per ovvi motivi liturgici, nel San Lorenzo che insieme ad altri santi assiste in estasi all\’\’apparizione di Cristo nell\’\’imponente e bellissima pala di Medicina del 1766, e ancora nel

Vescovo

nella pala di Riolo, dell\’\’anno precedente.

Più ardua l\’\’identificazione di un possibile studio preparatorio: sebbene molto simile (ma non identica) per impostazione, la figura di San Lorenzo nel foglio dello Hessisches Landesmuseum a Darmstadt, anch\’\’esso un tempo attribuito a Gaetano, si riferirebbe, come osserva Donatella Biagi a partire da una nota sulla montatura del foglio (

Ubaldo Gandolfi

, Torino 1990, p. 18, nota 32) a un \“pallione\”, ovvero stendardo processionale, che non può certo identificarsi col nostro dipinto ma ne riflette forse una declinazione ulteriore o un progetto diverso. A questo proposito desta senz\’\’altro interesse la proposta avanzata da Jadranka Bentini in una comunicazione privata al museo di collegare il disegno a uno stendardo processionale eseguito da Ubaldo per la chiesa dei Filippini a Bologna (S. Twiehaus,

Zeichnungen Bolognas und der Emilia 16. bis 18. Jahrhundert. Graphische Sammlung des Hessisches

Landesmuseum Darmstadt

, Darmstadt 2005, pp. 152-53, n. 99).

È possibile invece che la nostra figura, composta e insieme imponente, costituisca l\’\’elaborazione di una di quelle \“accademie\” che Ubaldo Gandolfi, più volte Professore di Figura all\’\’Accademia Clementina fra il 1761 e il 1780, tracciò lungo il suo intero percorso servendosene poi per scopi diversi. Ricordiamo, tra gli altri, il foglio della Fondazione Cini a Venezia, dalla collezione Certani (inv. 32971) più immediatamente riconducibile a un San Sebastiano, ma assolutamente consonante con questa figura di San Lorenzo, esaltata nella nostra tela dalla sontuosa policromia che la distingue.
Ubaldo Gandolfi - Ritratto Virile In Medaglione

Ubaldo Gandolfi - Ritratto Virile In Medaglione

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 224
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Ubaldo Gandolfi (San Matteo della Decima, 1728 - Ravenna, 1781)

Ritratto virile in medaglione (Stefano Orlandi?) (recto). Schizzi di figure (al verso).

1750 ca.

Penna e inchiostro, lievissime tracce di matita nera sottostante; carboncino (al verso) e matita nera; carta bianca vergata e filigranata (appena visibile un porzione di cerchio lungo il margine destro). Foglio: mm 240x168. Proveniente quasi certamente da un album di schizzi, date le dimensioni degli studi al verso. Il ritratto si ricollega all\’\’attività incisoria del Gandolfi.
In ottimo stato di conservazione. Rare tracce di precedenti incollaggi al verso e alcune piccole macchie.
Ubaldo Gandolfi -  Vulcano Nella Fucina

Ubaldo Gandolfi - Vulcano Nella Fucina

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 147
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
UBALDO GANDOLFI, att. a
(San Matteo della Decima 1728 - Ravenna 1781)

VULCANO NELLA FUCINA
Olio su tela, cm. 164 x 90
Cornice dorata

PROVENIENZA
Illustre collezione privata romana

CONDIZIONI DEL DIPINTO
Rintelo recente. Vasta zona di restauro a sinistra nelle adiacenze del braccio sollevato. Accumuli di grasso
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