Alcune opere di Giovanni Dupre
Estratte tra le 6 opere nel catalogo di ArcadjaLA BIOGRAFIA DI Giovanni Dupre
DUPRE ' Giovanni, scultore italiano, nasce a Siena nel 1817.
Duprè che iniziato all'arte dal padre intagliatore in legno e dopo un breve alunnato all'Istituto d'arte di Siena si trasferì a Firenze dove godette della stima e della protezione del Bartolini.
L'opera che gli diede fama sin da giovane fu un Abele moribondo (1843), modellata quando aveva appena venticinque anni, che suscitò un certo scandalo per il disincantato realismo della figura sdraiata, tanto da essere accusato addirittura di aver fatto un calco dal vero, anche se non era vero.
L'opera fu acquistata dalla zar di Russia e ora si trova all'Ermitage.
Un anno dopo eseguì un Caino, scultura eretta a tutto tondo di impostazione più accademica.
La produzione successiva comunque oscilla sempre ora verso il naturalismo, ora verso un accademismo più freddo e di maniera, ma in ogni caso è sempre fuori discussione l'alta qualità della sua tecnica.
Il Trionfo della Croce (1861) nella lunetta del portale centrale della nuova facciata della chiesa di Santa Croce a Firenze e il Monumento a Cavour (1878) a Torino sono opere più convenzionali e per certi sensi mediocri, mentre la statua di Giotto e quella di Sant'Antonino (1844) per il loggiato degli Uffizi sono più vitali, con uno stile forse più ruvido, ma più spontaneo.
Però anche quale ideale di pagana bellezza egli sapesse esprimere affrontando un soggetto classico lo dimostra la Saffo abbandonata della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nel cui volto e nella cui salda nudità affiora un vago ricordo michelangiolesco che tuttavia contrasta un po' con l'accademica cincischiatura del drappo che la avvolge dai fianchi in giù.
Il suo capolavoro è da alcuni considerato la Pietà (1867) nella cappella Bichi Ruspoli nel Cimitero della Misericordia di Siena.
Vi è impressa una notevole carica espressiva, con una composizione inconsueta, forse ispirata da un quadro simile di Fra Bartolomeo.
Dalle sue idee sull'arte, del profondo, assiduo e talvolta travagliato impegno che pose nel suo lavoro nonché del mondo artistico del suo tempo il Duprè ci ha lasciato una vivace testimonianza nei suoi "Pensieri sull'arte e ricordi autobiografici", un delizioso libro scritto in limpidissima lingua toscana che, pubblicato nel 1879, ebbe subito grandissima diffusione anche in edizioni straniere e che oggi nessuno legge più.







