Alcune opere di Raoul Dufy
Estratte tra le 3,140 opere nel catalogo di ArcadjaLA BIOGRAFIA DI Raoul Dufy
DUFY Raoul nacque a Le Havre il 3 giugno 1877.
Nel 1891, a causa dei gravi problemi economici della famiglia, interruppe gli studi per lavorare in una ditta di importazioni, studi che in parte riprese nel 1892, quando seguì un corso serale alla Scuola di Belle Arti di Le Havre, dove conobbe Othon Friesz.
Dufy, Othon Friesz e Georges Braque sono comunemente riuniti nella cosiddetta "scuola di Le Havre": i primi due sono nati nella località della Normandia, il terzo vi è giunto all'età di otto anni.
Nel 1900 Dufy ottenne una borsa di studio e raggiunse Othon Friesz a Parigi, dove frequentarono l'Ecole des Beaux- Arts ed affittarono uno studio a Montmartre.
Nel 1903 partecipò per la prima volta al Salon des Indipendants, in cui espose fino al 1936.
Nel 1906 venne accettato al Salon d'Automne, a cui prese parte fino al 1943.
In questi anni si assiste ad una frenetica evoluzione del suo stile: i primi dipinti, eseguiti tra il 1901 e il 1904, si ispirano all'impressionismo di Eugène Boudin.
A partire dal 1905, colpito dalle opere di Henri Matisse, si orienta verso la pittura dei fauves; il fauvismo di Dufy è molto moderato, manca dei toni troppo accesi e dei contrasti eccessivi, si caratterizza per l'armonia ritmicamente delicata, per la vivace e gioiosa ispirazione, per i colori freschi, per la rapidità e sicurezza del disegno in cui le superfici colorate sembrano brillare grazie a brevi pennellate.
Nel 1907, dopo aver visitato una mostra retrospettiva dedicata a Paul Cèzanne, Dufy ne assimila alcuni caratteri distintivi, procedendo ad una sistematica semplificazione delle forme, ad un graduale abbandono della tradizionale prospettiva e ad un uso sempre più libero ed incisivo dei colori.
In questi anni un altro evento assunse particolare importanza: a partire dal 1908, Dufy cominciò a frequentare assiduamente la Costa Azzurra, attratto dalla calda luce mediterranea che cercò di infondere nelle sue tele.
I temi ricorrenti delle sue opere sono le marine, costantemente vivacizzate dalle bandierine colorate che diventano una sorta di "firma" e che ottengono un buon successo commerciale, e l'altrettanto celebre serie dedicata alle corse ippiche: il suo modello è Edgar Degas, ma l'impostazione spaziale e cromatica è la sintesi tra lo stile rilanciato dai cubisti di Paul Cèzanne e le opere fauve di Henri Matisse.
Nel 1910 Dufy stampò alcune xilografie su stoffa che lo indussero alla ricerca di nuove forme decorative, caratterizzate dalla grazia tipica delle miniature orientali.
Nel 1919 soggiornò per la prima volta a Vence, pittoresco borgo provenzale in cui ritornò più volte negli anni seguenti e dove eseguì una serie di vedute, tra le più belle della sua ricca produzione.
Alcune tele ne mettono in primo piano la cittadella, con le vecchie case e le piccole vie asfaltate di ciottoli, altre spaziano tra eleganti colline e nubi arabescate nel cielo, con il dolce Mar Mediterraneo sullo sfondo.
Nei decenni successivi compì diversi viaggi e partecipò con crescente successo a numerose mostre personali e collettive.
Morì il 23 marzo 1953 a Forcalquier.









