Alcune opere di Piero Dorazio
Estratte tra le 1,703 opere nel catalogo di ArcadjaLA BIOGRAFIA DI Piero Dorazio
Nasce a Roma nel 1927.
Giovanissimo espone col gruppo romano Arte Sociale, interessandosi contemporaneamente al Futurismo ed al Divisionismo.
A Parigi entra in contatto con Severini, e Magnelli.
Conosce, sempre a Parigi, i maestri moderni come Matisse, Lager, Picasso, Braque, Picabia, Arp, Vantongerloo, Pevsner, Delaunay, Kupka, Le Corbusier, Brancusi, Wols.
Nel 1946 fa parte del gruppo Arte Sociale.
Con P.
Consagra e G.
Turcato firma nel 1947 il manifesto della pittura astratta italiana, Forma Uno.
A Roma frequenta Balla, Prampolini, Lionello Venturi, Matta e Angelo Maria Ripellino.
Opponendo al realismo contenutistico le ragioni della forma, svolge un linguaggio originale, anche con esperienze tridimensionali, che con coerenza svilupperà sino ad oggi.
Nel 1948 espone alla Quadriennale di Roma e nel 1952 alla Biennale di Venezia.
Tra 1948 e 1954 si dedica alle sperimentazioni sul mezzo pittorico come l'olio, la matita, l'inchiostro, la penna, il collage.
Nel 1950 apre con Perilli e Mino Guerrini a Roma la Galleria-Libreria "Age d'Or", che pubblica il quaderno "Forma 2" e promuove, con l'Art Club (di cui è segretario), la mostra "arte astratta e arte concreta in Italia" alla Galleria Nazionale di Roma nel 1951.
Vicino sin dalla sua fondazione al M.A.C., vi aderisce formalmente alla metà degli anni Cinquanta.
Tra 1950 e 1954 Dorazio collabora attivamente all'"Age d'Or" ed alla "Fondazione Origine" di Roma e avvia un importante confronto tra arte astratta e architettura, tramite le riviste "Spazio", "Art d'Aujourd'hui-Italie", "L'architecture d'Aujourd'hui" (realizzate da Dorazio in collaborazione con Vittoriano Viganò nel 1950) e i due convegni su Arte e Architettura organizzati a Firenze dallo stesso Dorazio e da Michelucci.
Invitato dall'Università di Harvard, soggiorna un anno a Cambridge ed a New York, città dove frequenta gli artisti della New York School ed il critico Clement Greenberg e dove espone presso la Wittenborn Gallery.
Nel 1954 espone, sempre a New York, i rilievi bianchi alla Rose Fried Gallery.
Nel 1955 espone alla Galleria Apollinaire di Milano e alla Galleria del Cavallino a Venezia le prime sculture in perspex, chiamate "Sospensioni trasparenti".
Nel 1954-55 pubblica a Roma per l'editore Quinti il primo compendio d'arte moderna apparso in Italia, "La fantasia dell'Arte nella vita moderna" e collabora al volume "The word of abstract art" di Wittenborn.
Nel 1955 espone alla mostra "Le Arti Plastiche nella Civiltà Meccanica" alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.
Tra 1955 e 19556 si dedica alle fusioni in bronzo ed in argento.
Nel 1957 tiene la prima personale alla Galleria Tartaruga di Roma.
Nel 1960 gli viene consacrata una sala personale alla Biennale di Venezia.
Espone quindi a Berlino, Dusseldorf, Anversa.
Nel 1961 vince il Prix Kandinsky, il Primo Premio della Biennale di Parigi ed espone al Kunstverein di Dusseldorf.
Tra 1964 e 196e tiene mostre alla Marlborough di Roma, di New York e di Londra.
Dal 1960 al 1970 riorganizza e dirige il dipartimento di pittura, scultura e grafica della School of Fine Arts dell'Università della Pennsylvania, dove fonda nel 1966 l'Institute of Contemporary Art.
Espone a New York, Londra, Berlino, Belgrado, Roma, Milano, Stoccolma, St.
Gallen, divenendo uno dei maestri indiscussi dell'astrattismo internazionale.
Dorazio è famoso per i quadri in cui sottili segni di colore si incrociano, si dispongono a grosse bande o a fitte linee parallele, si stemperano a macchia d'olio sulla tela.
Nel 1966 e nel 1988 presenta due personali alle Biennali di Venezia.
Nel 1973 espone alla Quadriennale di Roma.
Nel 1975 espone alla Galleria del Milione di Milano, nel 1979 alla Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, nel 1983 alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, nel 1990 alla Galleria Comunale d'Arte Moderna di Bologna.
Nel 1998 una selezione di opere tra 1960 e 1970 viene presentata al P.A.C.
di Milano.
Per le sue attività di artista, critico, promotore d'arte contemporanea ha ricevuto nel 1986 il Premio dell'Accademia di San Luca e nel 1997 il Premio Michelangelo.
PIERO DORAZIOReticolo fitto, 1962Tempera su carta70 x 50 PIERO DORAZIOReticolo fitto, 1962Tempera su carta70 x 50









