Francisco De Zurbaran

(15981664 ) - Dipinti Wikipedia® - Francisco De Zurbaran
ZURBARAN de Francisco Bebådelsen

Uppsala Auction /12-giu-2012
1.353,79 - 1.692,24
Non aggiudicato

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Alcune opere di Francisco De Zurbaran

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Francisco De Zurbaran - Una Giovane Madre Implora La Benedizione Di San Ramón Nonato Per Il Proprio Neonato

Francisco De Zurbaran - Una Giovane Madre Implora La Benedizione Di San Ramón Nonato Per Il Proprio Neonato

Originale
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Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 87
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Descrizione:
87 FRANCISCO DE ZURBARAN € 200.000-300.000 Fuente de Cantos 1598 - Madrid 1664 Una giovane madre implora la benedizione di san Ramón Nonato per il proprio neonato Olio su tela, cm 81,9x41,9 Cresciuto artisticamente dal 1614 a fianco del pittore sivigliano Pedro Diaz de Villanueva, Francisco fu ben presto a capo di una fiorente bottega attiva a Llerena in Estremadura. Qui dipinse le ventuno tele per il convento di San Pablo el Real a Siviglia (oggi chiesa di Sancta Magdalena), tra cui l'Apparizione della Vergine al monaco Soriano e la Guarigione del beato Reginaldo d'Orléans (in loco), San Gregorio, il San Girolamo (Siviglia, Museo Provinciale) e il Cristo Crocifisso (Chicago, Art Institute). Divenuto celebre, fu chiamato a Siviglia nel 1629 per voto unanime della municipalità, divenendo ben presto l'interprete di una severa spiritualità. Importanti commissioni gli giunsero dai potenti ordini monastici dei certosini, trinitari, gesuiti, geronimiti e francescani (Storie di San Bonaventura, Collegio Francescano; Visione della Gerusalemme celeste e Apparizione di San Pietro crocifisso a San Pietro Nolasco, Madrid, Museo del Prado; Visione di Alonso Rodriguez, Madrid, Accademia di San Fernando). Al 1633 risale uno dei suoi più celebri bodegones, la Natura morta con piatto di cedri, arance e tazza con rosa (Pasadena, Norton Simon Foundation); l'anno successivo Zurbarán fu chiamato a Madrid dove, con la mediazione di Velázquez, fu incaricato di dipingere dieci tele con le Fatiche d’’Ercole e due Battaglie per il palazzo del Buen Retiro (Madrid, Museo del Prado). Rientrato a Siviglia riprense a dipingere grandi cicli di pittura religiosa per il convento di Guadalupe e per Nostra Señora de la Defension a Jerez de la Frontera e una serie di tele ispirate alla contemporanea letteratura devozionale spagnola (Santa Rufina, Dublino, National Gallery; Santa Casilda, Madrid, Museo del Prado; Santa Dorotea, Siviglia, Museo Provinciale). Profondamente influenzato da questo clima mistico, anche nelle nature morte fa ricorrere forti allusioni simboliche, come nelle mirabili piccole tele con il cordero , l'Agnello, chiara allusione al Cristo. Nonostante la fama e queste numerose commissioni - a cui vanno sommate quelle poi giunte dai conventi dell'America Latina (Cena in Emmaus, Città del Messico, Museo Nazionale, 1639) -, trasferitosi a Madrid nel 1658, vi muore sei anni più tardi dimenticato e in povertà. Questa importante tela, già approfondita da Benito Navarrete in una comunicazione scritta al proprietario, era in origine destinata alla chiesa della Merced Descalza di Siviglia, complesso per il quale Zurbaran aveva realizzato un cospicuo numero di dipinti intorno al 1636, data che è possibile leggere su due dei quadri provenienti dal transetto dello stesso edificio. Fra gli altri, famosissimo il retablo composto da cinque tele dedicate alla narrazione degli episodi salienti dell’’esistenza di san Pedro Nolasco, fondatore dell’’Orden de la Merced, di cui due elementi sono oggi conservati al Prado. Stando agli antichi registri della chiesa che raccontano come ciascun altare fosse ornato da cinque tele raffiguranti episodi della vita del santo dedicatario (J. Matute y Gaviria, Adiciones y correciones de D. Justino Matutete al tomo IX del “Viaje de España” por Don Antonio Ponz, «Archivo Hispalense», 1, I-IV, 1886-88), anche il nostro dipinto, dunque, doveva accompagnarsi ad altri quattro quadri relativi alle vicende di san Ramón Nonato che dovevano ornare la Cappella di san José, uno degli altari laterali ove certamente si ergeva la scultura in legno policromato di san Ramón commissionata nel 1626 a Juan de Mesa. Tutte le pitture dell’’altare maggiore e degli altari laterali che lo stesso Ceán Bermúdez (Diccionario histórico de los más ilustres profesores de las Bellas Artes en España, Madrid 1800, vol. VI, p. 49) considerava opera di Zurbaran furono tolte d’’opera all’’inizio dell’’Ottocento e depositate all’’Alcázar, ove in un inventario risalente al 1810 al numero 243 è citata la tela con San Ramón Nonato incoronato da Cristo che, insieme alla nostra e a quella raffigurante San Ramón Nonato resuscita un cristiano prigioniero dei mori è l’’unica nota del ciclo dedicato al santo taumaturgo patrono delle partorienti; nato, infatti, da un difficile parto cesareo in cui la madre morì, il santo viene invocato a protezione delle donne incinte e di coloro che le assistono. Ben noto in letteratura per essere stato pubblicato sulla rivista Archivio Espãnol de Arte e sul Burlnighton Magazine in occasione della sua comparsa all’’esposizione del 1964 a Londra presso Colnaghi & Co. Ltd e, infine, per essere apparso sulla monografia del pittore di Gudiol, il nostro dipinto può ben trovare significative corrispondenze con altre opere di Zurbaran per la tipica composizione in diagonale, per le caratteristiche raffinatezze cromatiche, evidenti nella veste purpurea e nel drappo giallo in dosso alla giovane madre che, assieme alla luminosa veste cardinalizia del santo benedicente tra i nimbi dorati, sono le uniche note di colore sul fondo scuro ove si aprono arcate su pilastri tipiche delle opere di Zurbaran che rievocano le scenografie teatrali in carta pesta e le ambientazioni delle stampe nordiche. Significativa la somiglianza fra il capo raffigurato in tralice del nostro neonato e quello del piccolo Gesù della Adorazione dei pastori di collezione privata a Ginevra (Gudiol, n. cat. 21) Bibliografia: Bibliografia in “Archivio Espãnol de Arte”, 148, 1964, pp. 352-353, fig. III Current and forthcoming exhibitions, in “The Burlinghton Magazine”, maggio 1964, p. 240, fig. 68 J. Gállego e J. Gudiol, Zurbáran 1598-1664, Barcelona 1976, p. 115, n. cat. 471 Opera in temporanea importazione
Francisco De Zurbaran -  Studio Saint Francis Of Assisi In Prayer

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LA BIOGRAFIA DI Francisco De Zurbaran

Francisco de ZURBARAN , pittore spagnolo Figlio di Luis, un ricco commerciante di origine basca, e di Isabel Márquez, viene battezzato il 7 novembre 1598 nella chiesa parrocchiale di Fuente de Cantos, nell'Estremadura.
Dal gennaio 1614 è apprendista a Siviglia nella bottega di Pedro Diaz de Villanueva, un pittore di immagini devozionali rimasto sconosciuto.
Dopo solo tre anni dirigeva una propria attivissima bottega a Llerena in Estremadura, dove dipinse, fra l'altro, le 21 tele per il convento di San Pablo el Real a Siviglia, tra cui l'Apparizione della Vergine al monaco di Soriano, le figure di San Gregorio, Sant'Ambrogio e San Girolamo e il Cristo Crocifisso dell'Art Istitute di Chicago.Chiamato a Siviglia nel 1629 Zurbaràn proseguì la sua opera al servizio dei potenti ordini monastici presenti nella città divenendo in breve tempo l'interprete ideale di una spiritualità austera e drammatica, resa attraverso immagini di impianto arcaizzante, caratterizzate dall'indeterminatezza della resa spaziale e ambientale, che conferisce per contrasto il massimo di evidenza a frammenti intensamente naturalistici e alla possente volumetria delle figure, sbalzate dal fondo mediante violenti effetti luministici.Al 1633 risale il più celebre dei suoi "bodegones", la Natura morta con piatto di cedri, cesto di arance e tazza con rosa dalle forme evocate ma anche, nello stesso tempo, fissate e bloccate per forza di luce.L'anno seguente Zurbaràn soggiorno per otto mesi a Madrid dove, anche per le sollecitazioni di Velàzquez, fu incaricato di dipingere dieci tele con le Fatiche d'Ercole e due Battaglie; ma con gli ambienti di corte non influirono sui suoi orientamenti stilistici.Tornò a Siviglia nel 1637(con il titolo di pittore del re):in quegli anni la sua produzione artistica giunge al culmine della suaqualità.
Realizza due importanti cicli pittorici, uno per il monasterocertosino di Jerez (oggi smembrato) ed uno per i geronimiti di Guadalupe, caratterizzati da violenti contrasti luministici.Appartengono a questi anni anche molte raffinatissime immagini di giovinette con attributi di sante, ispirate a temi della contemporanea letteratura devozionale spagnola (Santa Rufina, Santa Casilda, Santa Dorotea) e le più drammatiche rappresentazioni di San Francesco in meditazione o in estasi.A partire del quinto decennio del secolo l'attività di Zurbaràn andò rallentando.a committenza inizia a rivolgersi al giovane Murillo (arrivato in città nel 1645) e Zurbarán inizia a produrre soprattutto dipinti destinati alle colonie spagnole in America, soprattutto in Messico.Nel 1658 si trasferì a Madrid nella speranza di incontrare maggior fortuna, ma vi morì sei anni dopo in difficili condizioni economiche e quasi dimenticato dai contemporanei.

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