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Cornelis De Wael

Belgium (Antwerp 1592 -  Rome 1667 ) Wikipedia® : Cornelis De Wael
DE WAEL Cornelis Allegoria Della Redenzione

Cambi
25-ott-2017
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Cornelis De Wael nelle aste italiane ed internazionali.
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Detto anche :

De Weal Cornelis

 

Opere in Arcadja
171

Alcune opere di Cornelis De Wael

Estratte tra le 171 opere nel catalogo di Arcadja
Cornelis De Wael - Battaglia Navale

Cornelis De Wael - Battaglia Navale

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 642
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
CORNELIO DE WAEL (Anversa, 1592 - Roma, 1667) Battaglia navale Olio su tela, cm 66 X100 Formatosi nella bottega paterna insieme al fratello Luca, tra il primo e il secondo decennio del Seicento, i due giovani intrapresero in viaggio d'istruzione in Italia, raggiungendo Roma per poi trasferirsi a Genova attorno al 1619, come attesta un documento contrattuale d'affitto. La loro abitazione fu una vera e propria base logistica per i moltissimi artisti fiamminghi che raggiungevano la penisola: si ricorda primo fra tutti Antoon van Dyck, che nel 1621 trov ò ospitalit à presso i suoi connazionali. A parte alcuni spostamenti a Roma, Cornelio visse stabilmente a Genova per tutta la sua carriera, nel 1630 fu, infatti, tassato per la costruzione delle nuove mura e nel 1642 fece esplicita richiesta alla Repubblica per poter dichiararsi cittadino genovese. Il dipinto trova corrispondenze precise con le tele oggi conservate presso il Museo del Prado a Madrid e con quella gi à di collezione Panzano a Genova. Tipiche sono infatti le piccole figure e lo scorcio delle navi che sembrano derivare da uno studio realistico delle battaglie navali dell'epoca e sia pur sporca e ossidata, l'osservazione delle stesure mostra la ricchezza cromatica delle divise e la concitazione dello scontro. Bibliografia di riferimento: G. Sestieri,Â'I Pittori di Battaglie, Maestri italiani e stranieri del XVII e XVIII secolo', Roma 1999, ad vocem A. Stoesser, 'Van Dyck's hosts in Genoa: Luca and Cornelis de Wael's and works', Turnhout 2018, ad vocem
Cornelis De Wael - Vestire Gli Ignudi

Cornelis De Wael - Vestire Gli Ignudi

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 289
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto: 289 CORNELIS DE WAEL (1592-1667) "Vestire gli ignudi" cm. 68x47 Le tre tele fanno parte di una serie di sette dipinti dedicata alle Opere di misericordia corporale che il pittore fiammingo Cornelis de Wael, attivo a lungo a Genova nella prima metà del Seicento, realizzò in diverse occasioni (cfr. P. Donati, Le sette opere di misericordia di Cornelio de Wael, Genova, Sagep, 1988). Dovevano essere originariamente sette dipinti e non si sa al momento se ancora esistono e dove siano gli altri quattro, Soggetto caro alla cattolicissma Genova, fu eseguito dal De Wael e dalla sua bottega più volte. La migliore per qualità è quella già nel Palazzo di Pier Francesco Grimaldi in San Luca in parte conservata ai Musei di Strada Nuova, Palazzo Bianco, che mostra notevoli affinità compositive con le tele qui presentate. La scena con la visita ai malati, per esempio, è analogamente ambientata nell¿antico ospedale di Pammatone. Un¿altra serie nota e stilisticamente più simile alle opere qui presentate rispetto a quelle dei Musei di Strada Nuova è quella conservata integra nella collezione del Banco di Chiavari e della Riviera Ligure (ora Banco Popolare), conservata nella sede di Via Garibaldi.
Cornelis De Wael - Veduta Di Porto Con Galea E Velieri Olandesi

Cornelis De Wael - Veduta Di Porto Con Galea E Velieri Olandesi

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 56
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Cornelis de Wael (Anversa, 1591 – Roma, 1667) VEDUTA DI PORTO CON GALEA E VELIERI OLANDESI olio su tela, cm 102x147 Bibliografia di riferimento Van Dyck a Genova. Grande pittura e collezionismo , , catalogo della mostra (Genova 1997) a cura di S. J. Barnes, P. Boccardo, C. Di Fabio, L. Taglaferro, Milano 1997, pp. 342-349; A. Orlando, , Pittura fiammingo-genovese: nature morte, ritratti e paesaggi del Seicento e primo Settecento: ritrovamenti dal collezionismo privato , , Torino 2012, pp. 103-105. Figlio e allievo di Jan de Wael, Cornelis de Wael si trasferisce stabilmente a Genova nel 1619, quando il fratello Lucas prende in affitto una casa che diventerà un punto di riferimento per tutti gli artisti fiamminghi transitanti nel capoluogo ligure, compreso il celebre Anton Van Dyck. Numerosi sono i quadri di Cornelis descritti negli inventari genovesi del XVII e XVIII secolo come , Battaglia navale , , , Diversità di vascelli , o , Marina , , a testimonianza della fortuna di questo genere pittorico presso la committenza genovese. Il dipinto qui offerto è un bell\’esempio della bravura del pittore fiammingo di inserire in un\’ampia veduta l\’animazione di un porto, descrivendo dettagliatamente le figure impegnate in svariate attività. La maniera assai meticolosa con cui sono state realizzate le imbarcazioni, protagoniste della porzione destra della scena, permette di ipotizzare l\’intervento di uno specialista del genere, Andreas van Ertvelt, documentato dal 1627 a Genova, di cui Cornelis spesso si avvalse per soddisfare le numerose commissioni della sua casa-bottega, organizzata come una vera e propria impresa. Si ringrazia Anna Orlando per aver precisato l\’attribuzione a Cornelis de Wael con la collaborazione di Andreas van Ertvelt. L\’opera sarà pubblicata dalla studiosa in , Van Dyck e i suoi amici. Fiamminghi a Genova 1600-1640 , , catalogo della mostra a cura di Anna Orlando (Genova, Palazzo della Meridiana, 9 febbraio – 10 giugno 2018), Sagep, Genova 2018 (in c.d.s.).
Cornelis De Wael - Allegoria Della Redenzione

Cornelis De Wael - Allegoria Della Redenzione

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 383
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto 383 Cornelio De Wael (Anversa 1592 - Roma 1667) olio su tela, cm 48x80 Perizia di Gianni Bozzo: “L’Allegoria della Redenzione riferibile a Cornelis De Wael (olio su tela cm 80 x 48) è opera di alta qualità e di paternità pressoché certa, ma di iconografia alquanto misteriosa e difficile: in un’atmosfera oscura e notturna, con connotazioni paesaggistiche praticamente indefinite, ove si escluda un accenno a chiome arboree e a nuvole sulla destra, Gesù Bambino vestito di una bianca tunica è crocifisso mentre all’estrema sinistra compare un giovane in qualche modo assiso tra le nuvole, possibile soggetto della visione, quindi, in un alone luminoso Dio Padre in cielo con corteggio di angeli. Ai piedi della croce, la Vergine si inginocchia insieme ad un angelo alato; a sinistra, un sacerdote vestito di paramenti liturgici si appresta ad incensare la scena, mentre, in secondo piano, una pia donna incrocia le mani sul petto. A destra, subentra un anziano viandante con bastone in compagnia di un asino. L’ipotesi che si tratti di San Giuseppe per l’affinità con molte raffigurazioni del padre putativo di Cristo in temi affini, come il Riposo nella fuga in Egitto, confligge col fatto che la figura è priva di aureola, laddove Gesù Bambino e la Vergine ne sono, ovviamente, dotati; ciò rende ancora più oscuro il senso della raffigurazione. L’iconografia del Divino Infante addormentato sulla croce è attestata da vari dipinti tra cui uno celebre di Guido Reni (Collezione privata?) e uno, ancora più icastico, di Ludovico Miradori detto il Genovesino (fig. 1 ) mentre il Bimbo crocifisso è immagine della pietà controrifomata, tanto che San Paolo della Croce si spinge a scrivere che Cristo stesso avrebbe rivelato che, fin nel ventre della Vergine, aveva assunto la posizione del crocifisso. Nella storia della pittura italiana -in un’ovvia prospettiva europea- l’Allegoria della Redenzione più famosa è quella di Ambrogio Lorenzetti ora nella Pinacoteca di Siena, incentrata su una visione escatologica complessa in cui i Novissimi entrano potentemente in scena e la vicenda della salvazione umana passa attraverso la morte e la resurrezione di Cristo, tema comune peraltro alle non numerosissime versioni dello stesso tema, come quella di Cranach il Giovane nel Museo di Belle Arti di Lipsia,(fig. 2 ) fitta di riferimenti simbolici e rimandi che spaziano dall’Antico Testamento alla contemporaneità del ritratto dei committenti, risolta in ultima istanza nella pacata visione del Redentore dormiente nella morte da Lui vinta.Nel dipinto di De Wael il Bimbo crocifisso riceve l’adorazione dalla Vergine e l’incenso dal celebrante vestito di sontuosi paramenti sacerdotali; nell’Apocalisse (5:12) vi sono moltitudini di angeli attorno al trono e alle creature viventi “ che dicono a gran voce: degno è l’Agnello che è stato immolato di ricever la potenza e le ricchezze e la sapienza e la forza e l’onore e la gloria e la benedizione”; in effetti molti elementi del testo giovanneo collimano col nostro dipinto: il personaggio che ha la visione, Giovanni, Cristo infante Agnello sacrificale per eccellenza sulla croce, gli angeli intorno e il tributo degli onori e della gloria riassunto nell’incenso del celebrante e nell’adorazione di Maria inginocchiata davanti alla croce, il tutto alla presenza di Dio Padre che reca il globo a significare il suo dominio sul creato. Dal punto di vista formale, il dipinto di De Wael in esame compone con sapiente mestiere i personaggi nel campo allungato della scena; la luce, come di lampo, proveniente ovviamente dal Dio Padre si riverbera sulle figure evidenziandone i dettagli con l’amore del microcosmo che è prerogativa peculiare del pittore, si notino gli splendidi particolari dei paramenti, il turibolo, ma anche la naturalezza dell’asino condotto in scena sulla destra, il suo paziente chinare il capo. Il naturalissimo agire dei personaggi, la loro perfetta fusione con l’ambiente trasformano una complessa raffigurazione teologica in una scena di vita come quelle che animano le sue celebri serie delle Sette opere di Misericordia, calate così bene nel clima genovese da fare dell’artista fiammingo un caposaldo della pittura ligure. Anche se qui, la natura escatologica del tema e un’insopprimibile aura di mistero che pervade la scena precludono gli aspetti aneddotici e di genere, di solito presenti nelle composizioni del De Wael. Va tuttavia ricordato che la collaudata tecnica pittorica del De Wael, mutuata ovviamente dalla grande pittura fiamminga, contiene in sé una certa propensione polivalente che affronta con spirito duttile i più diversi argomenti, e basti qui ricordare la memorabile caduta di Icaro di Brughel (Bruxelles, Musée Royaux des Beaux Arts ) su cui viene subito in mente la poesia di. W. H. Auden, che meglio di chiunque altro potrebbe commentare la scena in esame con le parole del sonetto Musée des Beaux Arts : Sul dolore la sapevano lunga/ gli Antichi Maestri: quanto ne capivano bene /la posizione umana come avvenga /mentre qualcun altro mangia o apre una finestra o se/ ne va a zonzo spensierato/ come, quando gli anziani aspettano riverenti con fervore/ la miracolosa nascita, debba sempre esserci qualche bambino che non l’avrebbe per niente voluta e pattina su un laghetto alle soglie del bosco”
Cornelis De Wael - Combattimento Navale Tra Cristiani E Musulmani

Cornelis De Wael - Combattimento Navale Tra Cristiani E Musulmani

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 155
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Cornelio de Wael (Anversa 1592 - Roma 1667)
olio su tela, cm 43x70
Expertise di Camillo Manzitti. \“Il dipinto [...] va sicuramente riferito al pittore fiammingo, naturalizzato genovese, Cornelio De Wael [...] il quale aderì anche alla tematica appartenente alla folta schiera dei battaglisti, trsferendone spesso gli episodi da illustrare, dal suolo terrestre a quello marino, certamente in omaggio alle preferenze dei committenti genovesi. Numerosi sono gli esempi relativi a questa parte della sua attività, sempre sostenuta dalla caratteristica abilità nell\’\’animare intricatissimi gruppi di spiritose figurette, con tale facilità inventiva, da non ricorrere che assai di rado alla ripetizione e all\’\’autocopiatura. [...]
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