Paolo De Matteis
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(Salerno 1662 - Naples 1728 ) - Dipinti Wikipedia® - Paolo De Matteis

Meeting Art /1-nov-2011
Non Divulgato
€ 3.000,00
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Opere in Arcadja
157Alcune opere di Paolo De Matteis
Estratte tra le 157 opere nel catalogo di ArcadjaPaolo De Matteis - Martirio Di San Vitale
Originale
Numero di lotto:
583
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Paolo De Matteis
(Piano Vetrale 1662 - Napoli 1728)
Descrizione
Lotto n.
583
Paolo De Matteis
Martirio di San Vitale
olio su tela, cm 218x140
Il presente dipinto è stato riconosciuto come opera autografa di Paolo de Matteis dal professor Riccardo Lattuada, dopo un'ispezione diretta e chi scrive ha confermato tale attribuzione sulla base di una fotografia. Il dipinto sarà incluso nel catalogo ragionato sull’’ artista in corso di pubblicazione.
Dapprima ufficiale dell’’esercito romano e acerrimo nemico dei Cristiani ai tempi delle persecuzioni ordinate dall’’imperatore Diocleziano (284-305 d. C), Vitale si convertì al cristianesimo esternando pubblicamente la sua fede allorquando vide che, per paura di essere ucciso, il medico Ursicino stava rinnegando il suo credo religioso, giurando fedeltà alle divinità pagane. In seguito Ursicino fu decapitato e decorosamente seppellito dallo stesso Vitale, il quale venne arrestato, torturato ed infine condannato a morte dal giudice consolare Paolino, che lo fece scaraventare violentemente dentro una fossa riempita successivamente con pietre e terriccio. Il presente dipinto, inedito, raffigura il momento in cui il Santo affronta serenamente il proprio martirio, evocato sia dalla pala posta a terra e dalla cesta piena di sassi che il nerboruto aguzzino regge sulle spalle, sia dagli attributi simbolici ostentati dal bellissimo angelo ritratto in volo. I ricordi della lezione di Giordano rintracciabili nel volto di San Vitale, che ha un atteggiamento devozionale, le braccia divaricate e lo sguardo languidamente rivolto in alto come il San Girolamo penitente (1712, Guardia Sanframondi, Chiesa di San Sebastiano), sono regolarizzati attraverso una disciplina formale di stampo accademico che Paolo de Matteis ha elaborato grazie ai molteplici contatti avuti con le coeve declinazioni del classicismo romano di Carlo Maratta. Aggiunta notevole al corpus pittorico dell’’artista finora noto, il quadro in discussione è databile tra il secondo decennio e gli inizi del terzo decennio del Settecento. Numerosi confronti sono istituibili con il Martirio di San Sebastiano (1712, Guardia Sanframondi), Venere appare ad Enea per consegnargli le armi (1712, Macerata, Palazzo Bonaccorsi) e il Martirio di Sant’’ Alessandro (Melfi, Chiesa dell’’Assunta), specialmente per quanto concerne l’’energico modellato anatomico dei personaggi maschili. I preziosi impasti di colore pastoso e gli incarnati diafani, splendenti sotto una luce cristallina, sono propri della fase stilistica di de Matteis consecutiva al suo soggiorno in Francia (1702-1704), ossia del periodo prossimo agli esiti di brillante cromatismo raggiunti in diverse pale d’’altare eseguite nei primi anni Venti del Settecento, tra cui si segnalano la Madonna col Bambino, San Paolo, San Pietro e San Carlo Borromeo (1720, Aversa, Seminario arcivescovile) e Le Sante Maria Maddalena e Dorotea (1722, Cosenza, Galleria Nazionale di Palazzo Arnone). Nel dipinto in esame l’’accentuazione dei valori pittorici, attuata mediante l’’ impiego di colori cangianti, contribuisce ad alleviare il tono della narrazione, smorzando il carattere drammatico dell’’evento. Le dimensioni della tela e il suo particolare soggetto fanno ipotizzare che in origine essa fosse destinata ad un luogo dedicato al culto di San Vitale, la cui venerazione a Napoli fu praticata soprattutto presso la chiesa eponima (detta anche Chiesa di Santa Maria della Grazia fuori alla Grotta) di Fuorigrotta, andata distrutta negli anni Quaranta del secolo scorso, ma ricostruita a poca distanza nel 1952.
Giuseppe Napoletano
Paolo De Matteis - Ratto Di Europa
Originale
Numero di lotto:
136
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
PAOLO DE MATTEIS
Piano del Cilento 1662 - Napoli 1728
RATTO DI EUROPA
Olio su tela, cm. 152 x 203
PROVENIENZA
Dimora romana di nobile famiglia napoletana
L'affascinante e poetico episodio ovidiano è raffigurato in questa tela con toni marcatamente giordaneschi, stemperati da un classicismo di cultura romana. La relazione con il medesimo soggetto realizzato da Luca Giordano tra il 1683 e il 1685, ubicato in collezione privata a Milano, (cat. mostra, 2001, scheda 88), è piuttosto evidente. Ciò si evince dalla costruzione del tema e dallo scenografico paesaggio, eccetto che per l'assenza di quel venetismo di cromie e forme, che emerge anche in altri suoi capolavori, come il 'Trionfo di Galatea', realizzato nell'ottavo decennio.
La componente veneta, che a più riprese ha caratterizzato la grandiosa produzione del Giordano, dal principio degli anni sessanta sino al periodo del secondo soggiorno fiorentino, in questa versione sembra essere sostituita da una eleganza di estrazione classicista con accenti di cultura marattesca.
Questa fusione di stile che nasce dall'incontro tra la cultura napoletana con quella romana si legge egregiamente nella produzione di Paolo De Matteis. Egli, dopo una formazione presso Luca Giordano, giunse a Roma ove si inserì, attraverso Giovanni Maria Morandi, nel clima marattesco.
L'opera in questione, a lui assegnata, si può inserire tra il periodo post romano e la fase antecedente ai viaggi in Europa.
Comunque la lettura del prototipo giordanesco da parte del De Matteis, è una possibile ipotesi supportata da opere certe che egli realizzò su esempi del maestro. Tra questi ultimi ricordiamo il 'Sacrificio di Olindo e Sofronia' e le varie versioni della 'Galatea'
PROVENIENZA
Dimora romana di nobile famiglia napoletana
CONDIZIONI DEL DIPINTO
Rintelo ottocentesco. Quatto punti di restauro sul bordo sinistro in basso, zona di restauro sul ginocchio sinistro, ulteriori punti di restauro al bordo destro in basso. Accumuli di grasso sulla superficie pittorica. Il dipinto è in ottimo stato di conservazione
CORNICE
Grande cornice Salvator Rosa, in legno dorato e intagliato, con bordi a baccelli, palmette di diverse grandezze e nastrino arrotolato, della fine del XVII secolo
BIBLIOGRAFIA
Civiltà del Seicento a Napoli, Napoli 1984, pp. 127 - 130, 246
N. Spinosa, Pittura napoletana del settecento dal Barocco al Rococò, Napoli 1986. pp. 31 - 35, 79 - 82
Luca Giordano 1634 - 1705, cat. mostra, Napoli 2001, p. 284, scheda 88
Paolo De Matteis - L'arrivo Di Erminia Tra I Pastori
Originale
Numero di lotto:
62
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Paolo De Matteis (Piano del Cilento 1662-1728 Napoli) L'arrivo di Erminia tra i pastori olio su tela 203x319 cm
Le grandi scene tratte dalla Gerusalemme Liberata che qui presentiamo, inedite e di provenienza non documentata, riprendono temi e, in parte, soluzioni compositive altre volte sperimentate da Paolo De Matteis. È infatti da tempo nota un'altra versione del Rinaldo e Armida, minore per dimensioni e quasi del tutto priva di respiro paesistico, variamente datata dalla critica fra gli ultimi anni del Sei e il secondo decennio del Settecento. Ove ripristinata nella sua piena leggibilità, la data apposta al dipinto qui al lotto successivo potrà offrire a questo proposito un importante riferimento cronologico.
Non replicata, sebbene il soggetto ritorni in un'altra tela del tutto diversa, è invece l'Erminia tra i pastori, anch'essa fedele alle soluzioni compositive che fin dal primo Seicento avevano contraddistinto la raffigurazione di questo episodio del poema tassiano.
Una predilezione del De Matteis, o più verosimilmente dei suoi comittenti napoletani per la Gerusalemme Liberata si deduce, oltre che dalle tele rimaste, dagli antichi inventari in cui dipinti di questo soggetto compaiono più di una volta. Citiamo, in particolare, "sei quadri di palmi 10 e 13 (e dunque di cm 250x315 circa) coll'Istorie del Tasso con loro cornici lisce indorate..." e di altri quattro "di palmi 6 e 1/3 per 13" citati nel 1765 nella collezione del principe Fabrizio Pignatelli Aragona Cortes. Dieci tele "con istorie del Tasso e diverse figure" di palmi 7 e 10 "con cornici nere di pero e stragalli d'oro intagliati" erano invece appartenute a Giovanni Montoya de Cardona e risultano nel suo inventario del 1718. L'uno o l'altra serie era stata forse preceduta da bozzetti, come farebbe pensare la citazione di "Dieci quadri. Storie del Tasso, macchie di Paolo de Matteis, di palmi 3 e 2" citate presso il cardinal Vincenzo Grimani nel 1710.
Paolo De Matteis - San Francesco Borgia Davanti Al Corpo Della Regina Isabella Di Castiglia
Originale
Numero di lotto:
411
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
411
PAOLO DE MATTEIS
Cilento (NA) 08/02/1662 - Napoli 26/07/1728
San Francesco Borgia davanti al corpo della Regina isabella di Castiglia
Olio su tela, cm 54,5x126.
Provenienza: Christie's, Roma, giugno 1999; Christie's, Roma, giugno 1990.
In occasione dell'ultima vendita il dottor Gino D'Alessio forn� la catalogazione al De Matteis per il dipinto qui offerto, indicandolo come un bozzetto per la omonima storia della vita del santo affrescata nell'abside di San Francesco Saverio a Napoli (oggi San Ferdinando). Questo ciclo di storie di santi gesuiti fu eseguito da De Matteis tra il 1693 e il 1697 circa.
Oli on canvas.
base d’’asta:
2.000 €
Paolo De Matteis - L'arcangelo Michele Sconfigge Il Demonio
Originale
Numero di lotto:
104
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
104.
Paolo de Matteis (Piano Vetrale 1662 -Napoli 1728) L'Arcangelo Michele sconfigge il Demonio olio su telaoriginale cm 128 x 101 Siamo grati al prof. Riccardo Lattuada, ilquale - dopo un'ispezione diretta del presente dipinto - cicomunica che a suo avviso esso è un'opera autografa di Paolo deMatteis, probabilmente eseguita dal pittore nel corso del secondodecennio del Settecento, nel periodo delle committenze affidateglida Vincenzo Maria Orsini, Arcivescovo di Benevento e poi Papa colnome di Benedetto XIII (1724-30). Nel presente dipinto il prof.Lattuada considera di notevole interesse il processo diclassicizzazione e di sensibilizzazione in senso settecentesco diun impianto compositivo che de Matteis preleva da opere della fasegiovanile di Luca Giordano. Il prof. Lattuada intende includere ilpresente dipinto nel suo catalogo ragionato delle opere di Paolo deMatteis, in corso di pubblicazione in collaborazione con il dott.Giuseppe Napoletano. Il lotto è offerto con Attestato di LiberaCircolazione. PAOLO DE MATTEIS (PIANO VETRALE 1662-NAPLES 1728),ARCHANGEL MICHAEL VANQUISHES THE DEVIL, OIL ON CANVAS, UNLINED, 128X 101 CM. THIS LOT IS SOLD WITH A VALID EXPORT LICENSE.





