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Orazio De Ferrari

(1605 -  1657 )
FERRARI de Orazio La Madonna Della Cintura Con Santi Agostino E Monica Alla Presenza Di Un Francescano

Boetto /11-giu-2013
7.000,00 - 7.800,00
Non Divulgato

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Opere in Arcadja
44

Alcune opere di Orazio De Ferrari

Estratte tra le 44 opere nel catalogo di Arcadja
Orazio De Ferrari - Cristo E L’adultera

Orazio De Ferrari - Cristo E L’adultera

Originale 1657
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 338
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Orazio De Ferrari (Voltri 1605 - Genova 1657) - Cristo e l’adultera - Dipinti Antichi - Cambi Casa d'Aste Lotto 338 Orazio De Ferrari (Voltri 1605 - Genova 1657) olio su tela, cm 61x75 Expertise di Camillo Manzitti. “Il dipinto qui riprodotto, raffigurante Cristo e l'adultera (olio su tela, cm. 61 x 75), è opera decisamente tipica del pittore genovese Orazio De Ferrari (Genova Voltri 1606 -1657). La composizione, che illustra un episodio biblico assai popolare nella pittura del XVII° secolo, e che in egual misura trova riscontro in quella genovese, bene evidenzia i modi maturi dell'artista, e la sua propensione per un'arte indirizzata ad illustrare scene che sembrano evocare rappresentazioni di un teatro popolaresco, ricco d'accenti di verità e di vita, ove i personaggi, scevri da qualunque artificiosa stilizzazione, evocano un'umanità facilmente riconoscibile nella normale vicenda quotidiana dell'uomo. Soprattutto certi volti, il cui rugoso incarnato evidenzia i segni d'una vita vissuta faticosamente, inaridito dal sole e dalla salsedine come quello dei vecchi marinai che potevano incontrarsi tra le banchine del porto genovese, ignari modelli per quadri di questa fatta, si ritrovano in quasi tutte le opere del De Ferrari, talvolta addirittura riproposti in molteplici variazioni espressive, come nel grande Cenacolo della chiesa di San Siro, che ne contiene un esauriente repertorio tipologico. Ugualmente esemplari dello stile del pittore sono le mani dei personaggi, che ne assecondano gli atteggiamenti con misurata gestualità. Sotto l'aspetto stilistico, il dipinto rivela caratteri che suggeriscono una datazione prossima al 1640, precedendo quindi la nota versione dello stesso soggetto dipinta dal De Ferrari, oggi appartenente al Museo di Palazzo Bianco, dove, come nella tela compagna, raffigurante Cristo che guarisce il cieco, si riconoscono già maggiori aperture verso il linguaggio barocco.”
Orazio De Ferrari - Compianto Dei Progenitori

Orazio De Ferrari - Compianto Dei Progenitori

Originale 1630
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 35
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Orazio De Ferrari Voltri 1606 – Genova 1657 COMPIANTO DEI PROGENITORI SUL CORPO DI ABELE olio su tela, cm 149,5x201. La grande tela è stata assegnata al pittore genovese dalla Dottoressa Anna Orlando in una comunicazione scritta ai proprietari datata Dicembre 2008. L’’’’opera è in relazione con altre due versioni dello stesso soggetto, la prima conservata presso le Civiche Raccolte a Novara, proveniente dalla Villa Faraggiana di Albissola (cm 139x197; cfr. P. Donati, Orazio De Ferrari, Sagep, Genova 1997, p. 28, fig. 17), e la seconda custodita a Savona in una collezione privata (cm 149x198; cfr. op. cit., fig. 18). Rispetto alle altre due versioni, quella in esame è caratterizzata da una resa più espressiva e teatrale delle figure ritratte: dal sentimento di dolore mostrato dai volti dei progenitori, alla disposizione delle figure, caratteristiche che inducono a ritenere la tela in esame una versione definitiva dell’’’’episodio raffigurato, terza anche in ordine cronologico. Dal punto di vista della datazione la tela può ascriversi agli esordi del 1630, poco dopo il soggiorno genovese di Van Dyck (1621 – 1627).
Orazio De Ferrari - S. Antonio Da Padova E Il  Miracolo Del Piede

Orazio De Ferrari - S. Antonio Da Padova E Il Miracolo Del Piede

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 7
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
7 Orazio De Ferrari Genova 1606 - Voltri 1657 S. ANTONIO DA PADOVA E IL MIRACOLO DEL PIEDE olio su tela, cm 158x133,5. L'opera � stata riferita al maestro genovese da Camillo Manzitti in una comunicazione scritta alla propriet�. Opera con Attestato di Libera Circolazione Stima: � 25.000/30.000
Orazio De Ferrari - La Madonna Della Cintura Con Santi Agostino E Monica Alla Presenza Di Un Francescano

Orazio De Ferrari - La Madonna Della Cintura Con Santi Agostino E Monica Alla Presenza Di Un Francescano

Originale -
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 207
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
DE FERRARI ORAZIO (1606-1657) La Madonna della cintura con santi Agostino e Monica alla presenza di un francescano Olio su tela, cm 134x168 Questa tela inedita va riconosciuta a Orazio e De Ferrari, del quale palese tutti i caratteri stilistici. Basterà qualche confronto con le molte pale a soggetto religioso che il pittore eseguì lungo tutto l ’’’’arco della sua fortunata carriera per chiese, monasteri, cappelle private e confraternite. Il soggetto è poi caro al pittore, e ai suoi committenti. Prova ne solo le altre versioni con varianti dell ’’’’iconografia della Madonna della Cintura, legata a una devozione iniziata già nel XV secolo e che a Genova aveva il suo luogo deputato nella cappella della Confraternita dei Cinturati, sita nella chiesa di Sant ’’’’Agostino oggi sconsacrata. Molti dipinti di quella cappella, che si era notevolmente arricchita nella prima metà del Seicento, andarono dispersi, tanto che Piero Donati ipotizza quella provenienza per una tela di Orazio De Ferrari con La Madonna che dona la cintura a santa Monica di ubicazione ignota. La reiterazione del tema da parte del pittore si spiega con il suo rapporto con la confraternita, accertato per esempio dai disegni forniti per l ’’’’incisione che doveva fungere da occhiello e per l ’’’’ antiporta del volume La cintura sacra della Beatissima Vergine pubblicato nel 1639. Data questa che fornisce suggerimenti di datazione anche per quest ’’’’opera inedita, che, per ciò che riguarda invece l ’’’’originaria destinazione trae un suggerimento dalla presenza del frate francescano sulla sinistra. Non si tratta di san Francesco, perché non ha le stigmate, ma dovrebbe comunque collegare il dipinto a una committenza francescana. La cintola, peraltro, era un simbolo anche francescano rimandando ai voti di povertà , castità e obbedienza. Il pittore fonde così le due iconografie con una composizione ricca di significato per il riguardante e sapientemente studiata anche nei suoi elementi costruttivi. La Vergine e il Bambino sono posti al centro e costruiscono una sorta di piramide circondata dalla luce; simmetricamente si volgono l ’’’’uno a sinistra e l ’’’’altra a destra, mentre i volti dei tre santi convergono su di loro. Anna Orlando Bibliografia di riferimento P. Donati, Orazio De Ferrari, Genova, Sagep, 1997 cm. 134x168
Orazio De Ferrari - La Madonna Della Cintura Con Santi Agostino E Monica Alla Presenza Di Un Francescano

Orazio De Ferrari - La Madonna Della Cintura Con Santi Agostino E Monica Alla Presenza Di Un Francescano

Originale -
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 950
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
DE FERRARI ORAZIO (1606-1657) La Madonna della cintura con santi Agostino e Monica alla presenza di un francescano Olio su tela, cm 134x168 Questa tela inedita va riconosciuta a Orazio e De Ferrari, del quale palese tutti i caratteri stilistici. Basterà qualche confronto con le molte pale a soggetto religioso che il pittore eseguì lungo tutto l ’’’’arco della sua fortunata carriera per chiese, monasteri, cappelle private e confraternite. Il soggetto è poi caro al pittore, e ai suoi committenti. Prova ne solo le altre versioni con varianti dell ’’’’iconografia della Madonna della Cintura, legata a una devozione iniziata già nel XV secolo e che a Genova aveva il suo luogo deputato nella cappella della Confraternita dei Cinturati, sita nella chiesa di Sant ’’’’Agostino oggi sconsacrata. Molti dipinti di quella cappella, che si era notevolmente arricchita nella prima metà del Seicento, andarono dispersi, tanto che Piero Donati ipotizza quella provenienza per una tela di Orazio De Ferrari con La Madonna che dona la cintura a santa Monica di ubicazione ignota. La reiterazione del tema da parte del pittore si spiega con il suo rapporto con la confraternita, accertato per esempio dai disegni forniti per l ’’’’incisione che doveva fungere da occhiello e per l ’’’’ antiporta del volume La cintura sacra della Beatissima Vergine pubblicato nel 1639. Data questa che fornisce suggerimenti di datazione anche per quest ’’’’opera inedita, che, per ciò che riguarda invece l ’’’’originaria destinazione trae un suggerimento dalla presenza del frate francescano sulla sinistra. Non si tratta di san Francesco, perché non ha le stigmate, ma dovrebbe comunque collegare il dipinto a una committenza francescana. La cintola, peraltro, era un simbolo anche francescano rimandando ai voti di povertà , castità e obbedienza. Il pittore fonde così le due iconografie con una composizione ricca di significato per il riguardante e sapientemente studiata anche nei suoi elementi costruttivi. La Vergine e il Bambino sono posti al centro e costruiscono una sorta di piramide circondata dalla luce; simmetricamente si volgono l ’’’’uno a sinistra e l ’’’’altra a destra, mentre i volti dei tre santi convergono su di loro. Anna Orlando Bibliografia di riferimento P. Donati, Orazio De Ferrari, Genova, Sagep, 1997 cm. 134x168
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