Charles Claude Dauphin
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(1615 - 1677 ) - Dipinti

Sotheby's /25-giu-2008
€ 15.000,00 - € 20.000,00
€ 35.550,00
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Opere in Arcadja
8Alcune opere di Charles Claude Dauphin
Estratte tra le 8 opere nel catalogo di ArcadjaCharles Claude Dauphin - Allegoria Del Tempo
Originale
Numero di lotto:
191
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
olio su tela
LITERATURE AND REFERENCES
R. Fohr, "Pour Charles Dauphin", in
Mélanges de l?école
française de Rome
, vol. 94, 1982, pp. 979-994, illustrato, fig.
5.
J. Thuillier (a cura di),
Vouet
, catalogo della mostra
Galerie nationales du Grand Palais, Parigi, 6 Novembre 1990?11
Febbraio 1991, Parigi 1990, pp. 58-59, illustrato.
CATALOGUE NOTE
Il dipinto è un?allegoria del Tempo, qui rappresentato come un
vecchio barbuto e alato, che mostra due degli attributi
tradizionalmente assegnatigli, la clessidra e il serpente che si
mangia la coda a formare un anello, simbolo dell?eterno scorrere
del tempo. Due amorini e due figure lo attaccano cercando,
vanamente, di vincerlo. Non aiuta purtroppo nella loro
identificazione l?accostamento a due dipinti del medesimo soggetto
eseguiti da Simon Vouet, di cui l?artista fu allievo e alla cui
lezione rimase variamente fedele fino alla fine della sua
attività
, Il Tempo sconfitto da Amore, Speranza e Bellezza
(Museo del Prado di Madrid e Musée du Berry di Bourges). Se infatti
nei dipinti di Vouet i personaggi sono chiaramente riconoscibili,
nel quadro di Dauphin questi mancano di attributi precisi che ne
permettano un?identificazione certa. La figura coronata di fiori
infatti è un personaggio maschile alato che si può ipotizzare
essere il Piacere o Imeneo, mentre la figura a destra, cinta di
alloro e inginocchiata su un cumulo di libri, non è sicuramente la
Speranza, come appare nei dipinti di Vouet, rappresentata in genere
con un?ancora. Potrebbe trattarsi dello Studio o della Memoria, ma
si dovrà rimandare a un approfondimento del milieu intellettuale
torinese dell'epoca l'individuazione delle chiavi di lettura che
permettano di decifrare il significato preciso
dell?allegoria.
L?opera si inserisce negli anni della piena maturità dell?artista,
come rivelano la libertà pittorica e gli effetti tratti dalla
qualità propriamente materiale del colore. Stilisticamente può
essere avvicinata alla pala di
Luisa di Savoia ai piedi di San
Francesco da Paola
(chiesa di San Francesco da Paola, Torino),
facendo propendere quindi per una datazione agli anni 1660-63. In
accordo con le opere di questo periodo, la gamma cromatica si è
arricchita e dalle tinte chiare con dominanza di rosa e azzurro si
passa a toni più sostenuti e audaci, quasi violenti, e pur
mantenendo una disposizione dei personaggi nei piani piuttosto
ravvicinata, la composizione, molto teatrale e dal punto di vista
leggermente ribassato, è più vivace ed elaborata. Dauphin si è
cimentato nella trattazione del tema dell?allegoria del Tempo in
altri due dipinti, entrambi raffiguranti
Il Tempo che svela la
Verità
. Uno, conservato a Nancy al Musée Historique Lorrain,
appartiene al periodo dell?apprendistato presso la bottega di Vouet
o a un momento appena successivo, mostrando un?aperta influenza dei
modi del maestro, ma discostandosene per un disegno dei panneggi
meno sinuoso. Il secondo, in collezione privata a Lione, rivela al
contrario nella accresciuta facilità e nella minore pesantezza nel
disporre le figure come col tempo la lezione di Vouet divenga più
un ricordo, facendo propendere per una datazione dell'opera agli
anni 1660-65.
Charles Dauphin, nato probabilmente a Nancy, lasciò la Lorena nel
1640 forse a causa delle devastazioni della guerra e si trasferì a
Parigi dove entrò nella bottega di Simon Vouet. Probabilmente il
più importante fra gli ultimi discepoli di Vouet, scelse di
stabilirsi a Torino dopo la morte del maestro (1649), dove ricoprì
presto una posizione di grande rilievo e dove rimase fino alla
morte. I consensi ottenuti presso la famiglie ducale, l?alta
aristocrazia, il ceto intellettuale e gli ordini religiosi si
spiegano anche con il desiderio della piccola ma vivace capitale
sabauda di eguagliare i fasti parigini inaugurati da Vouet, che
l?esuberanza barocca della pittura seducente e spontanea di Dauphin
seppe interpretare in dipinti che si distinguevano per splendore
della gamma cromatica, spigliatezza delle forme, linee vorticose e
ricchezza dei motivi.
L'attribuzione è stata suffragata dal Professor Pierre Rosenberg su
base fotografica.
Charles Claude Dauphin - Le Temps Devoilant La Verite
Originale
Numero di lotto:
30
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Originale
Numero di lotto:
104
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Charles Claude Dauphin - Allegoria Del Tempo
Originale
Numero di lotto:
68
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Descrizione:
Charles-Claude Dauphin (Lorraine ?-1677 Torino)
Allegoria del Tempo; e Minerva Vincitrice
olio su tela
104 x 89 cm. (2)





