Pier Francesco Cittadini Il Milanese
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Italy (1616 - 1681 ) - Dipinti

Hampel /19-giu-2012
€ 40.000,00 - € 50.000,00
€ 44.000,00
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Pier Francesco Cittadini

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Opere in Arcadja
102Alcune opere di Pier Francesco Cittadini Il Milanese
Estratte tra le 102 opere nel catalogo di ArcadjaPier Francesco Cittadini Il Milanese - Natura Morta Con Libri, Teschio, Un Violino E Un Vaso Di Fiori Su Un Tappeto
Originale
Numero di lotto:
74
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Descrizione:
PIER FRANCESCO CITTADINI
Milano 1616 - Bologna 1681
olio su tela, cm. 101 x 164
Con cornice antica il legno ebanizzato e dorato. Un recente restauro ha fatto riemergere sul margine inferiore destro della tela un'iscrizione antica recante la firma "GIO. VAN. KESSEL", certamente non riconducibile all'autore del dipinto. La grande Natura morta che qui si illustra, colpisce, oltreché per la sua alta qualità pittorica, per la sua altrettanto evidente complessità di concezione e di significati. Essa può essere riferita in modo del tutto convincente a Pier Francesco Cittadini, uno dei più notevoli e originali protagonisti della natura morta emiliana del Seicento ma in effetti, nonostante le zone d’’’’ombre che ancora investono la sua produzione, artista felicemente attivo in tutti i principali generi pittorici, ivi compresi i soggetti di storia. Cittadini, del resto, ebbe una formazione professionale assai articolata: milanese di natali, fu dapprincipio nella bottega di Daniele Crespi sino alla morte di questi nel 1630 per poi trasferirsi a Bologna presso il florido atelier di Guido Reni, del quale copiò spesso le opere. Stando alle fonti antiche, a partire da Malvasia, presumibilmente nel corso del quinto decennio del XVII secolo il Cittadini soggiornò a Roma in compagnia di un anonimo artista d’’’’oltralpe nominato “Fiammingo de’’’’ Paesi”. Arricchitasi in tal modo la sua cultura pittorica, divenuta sin quasi cosmopolita nella sua varietà di riferimenti e particolarmente aperta alle suggestioni della natura morta fiamminga, il pittore tornò a Bologna dove fu titolare di una bottega di un certo peso, nella quale operarono il fratello Carlo, che spesso ebbe collaborare con Pier Francesco, e vari figli di entrambi. Nella nostra tela si distinguono molti dei motivi presenti nelle opere sicure del Cittadini. In primo luogo, il tappeto orientale con una varietà di oggetti disposti sopra di esso (memore, forse, dei dipinti del romano Francesco Fieravino), che ritroviamo in capolavori come la Natura morta con figure del Museo di Capodimonte a Napoli, il cosiddetto Credenziere della Pinacoteca Civica di Cento e la Frutta candita e frutta di stagione del Museo Civico di Trieste. Il vaso di fiori, poi, torna nei primi due dipinti succitati, per essere sontuosamente sviluppato in modo autonomo nelle due documentate Nature morte floreali che si conservano nella chiesa bolognese della Madonna di Galliera, in quella che appartiene all’’’’Istituto Giovanni XXIII di Bologna e in altre ancora. Anche l'elemento teatrale del pesante drappo sollevato come a rivelare l’’’’ardita scenografia di oggetti che si svolgono lungo il ripiano coperto dal tappeto è presente, tra l’’’’altro, nella grande Natura morta con sfondo di paesaggio della Galleria Estense di Modena. Ma, infine, è proprio la concezione compositiva e simbolica nel suo insieme, così pensata, complessa e tesa a sfruttare la molteplicità dei piani e i marcati contrasti luministici, a richiamare immediatamente l’’’’arte del Cittadini. Tra i molti elementi significativi della tela qui in oggetto che meriterebbero di essere segnalati (e che permettono di leggere il dipinto come un’’’’articolata trama simbolica volta a esaltare gli interessi intellettuali e spirituali del committente, nonché a contrapporre vita attiva e vita contemplativa a tutto vantaggio della seconda) non può essere sottaciuto l’’’’interesse che sotto ogni profilo riveste il grande volume aperto, protagonista della porzione sinistra della tela, che reca chiaramente leggibile il titolo e il nome dell’’’’autore: Il Libertaccio di Bartolomeo Facchini, che allude, con una minima perifrasi, a Le pazzie de’’’’ savi, ovvero il Lambertaccio , poema eroicomico di Bartolomeo Bocchini. L’’’’opera ebbe la sua prima edizione in Venezia nel 1641, ma è stato possibile accertare che nel dipinto si fa riferimento alla ristampa eseguita a Bologna nel 1653, data che diventa così il terminus post quem per il dipinto che le ragioni dello stile confermano appieno. Si ringrazia il Prof. Giancarlo Sestieri che ha fornito l'attribuzione del dipinto attraverso una comunicazione scritta. Provenienza: Collezione privata, Napoli.
STIMA 45.000-55.000
Pier Francesco Cittadini Il Milanese - Ritratto Di Una Nobildonna Di Casa Marcello
Originale
Numero di lotto:
45
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
45
PIER FRANCESCO CITTADINI
€ 50.000-60.000
Milano 1613/16 – Bologna 1681
Ritratto di una nobildonna di casa Marcello
olio su tela, cm 183x140
Per quanto milanese di nascita, Pier Francesco Cittadini deve essere considerato a pieno titolo uno dei maggiori esponenti della pittura seicentesca emiliana, in particolare per quel che riguarda i generi “minori”. Allievo in patria di Daniele Crespi, dopo la morte del maestro avvenuta durante la pestilenza del 1630 il Cittadini si è trasferito a Bologna, entrando nella bottega di Guido Reni; decisivo per lo sviluppo della sua arte è però il soggiorno compiuto a Roma, dove, sull’’esempio dei numerosi pittori “della realtà” qui attivi, opera la sua scelta di campo, dedicandosi alla pittura di genere e divenendo, una volta fatto ritorno a Bologna, il più apprezzato pittore nei campi della natura morta, del paesaggio e del ritratto. L’’imponente ed estremamente realistica effigie di una nobildonna di casa Marcello che qui si presenta costituisce senza dubbio uno dei suoi lavori più importanti: la non più giovanissima signora è presentata a figura intera, in piedi, elegantissima nel suo abito alla moda, mentre appoggia la mano sinistra su un tavolo coperto da una stoffa rossa, sopra il quale troneggia un vaso di fiori che richiama alla memoria le numerose nature morte dipinte dal Cittadini dopo il suo ritorno da Roma. Evidentissime appaiono le analogie con le altre opere ritrattistiche unanimemente ammesse dalla critica al suo catalogo, quali, ad esempio, il Ritratto della famiglia Malvezzi conservato nel Castello Comunale di Dozza Imolese presso Bologna o quello di una Signora col bambino della Pinacoteca Nazionale di Bologna, nella tendenza - che forse deriva al pittore dalla sua primissima formazione in ambito lombardo – ad un marcato ed intenso realismo, che lo porta a descrivere con minuziosa attenzione ogni particolare dell’’abito, dell’’elaborata acconciatura della nobildonna e del volto non bellissimo e nell’’uso di una sapiente regia chiaroscurale, che gli permette di far risaltare con forza la figura dallo sfondo.
Pier Francesco Cittadini Il Milanese - Portrait Einer Adeligen Italienischen Dame Mit Hündchen
Originale
Numero di lotto:
549
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Pier Francesco Cittadini Il Milanese - Grosses Vanitasstilleben Mit Violine
Originale
Numero di lotto:
230
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Originale
Numero di lotto:
191
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