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Galileo Chini

(1873 -  1956 ) Wikipedia® : Galileo Chini
CHINI Galileo Fregio Con Putti Per Il Cortile Antinori, Firenze

Gonnelli /15-giu-2016
Non Divulgato
Non aggiudicato

Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Galileo Chini nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
232

Alcune opere di Galileo Chini

Estratte tra le 232 opere nel catalogo di Arcadja
Galileo Chini - Memorie D'oriente

Galileo Chini - Memorie D'oriente

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 50
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Galileo Chini (Firenze 1873 - 1956) MEMORIE D'ORIENTE olio su tela, cm 80x65 firmato in alto a sinistra retro: iscritto "A Salvatore Parrilla nel / ricordo più bello che ò avuto / a Roma dedico questa opera / di mio padre / Eros Chini / Roma 18-10-1971", timbro della Galleria Canova, sul retro del telaio iscritto "XXXIII Il paese (le Apuane)" Provenienza Galleria Canova, Roma L'opera presentata in catalogo, ascrivibile alla produzione del quarto decennio del XX secolo, testimonia l'affezione e il gusto del pittore per gli oggetti legati al periodo trascorso in Siam, riportati in patria dall'artista stesso e spesso raffigurati nelle sue nature morte. Galileo Chini nasce a Firenze, da una famiglia originaria di Borgo San Lorenzo, il 2 dicembre 1873. Rimasto orfano a soli otto anni, va a lavorare nella bottega di uno zio decoratore e restauratore, a cui succederà più tardi nel ruolo di capo della bottega. Frequenta l'Accademia di Belle arti di Firenze dove conosce Signorini. Nel 1896 Chini fonda l'Arte della ceramica, con sede in via Arnolfo, che per merito suo ebbe molti riconoscimenti internazionali. Nel 1906 Chini si associa con il cugino Chino Chini, finisce l'Arte della Ceramica e la manifattura viene trasferita a Borgo San Lorenzo, cambiando il nome in Fornaci San Lorenzo. Tramite la fabbrica, nata negli anni in cui si diffonde in Europa il gusto della Secessione di Monaco e di Vienna, Chini crea prodotti chiaramente legati allo stile Liberty, che vengono esposti con grande successo alle Esposizioni di Londra e di Torino del 1898, all'Universale di Parigi del 1900, a Pietroburgo nel 1901 e ancora a Torino alla mostra del 1902. Nel campo della ceramica Chini assume ben presto un ruolo di prim'ordine, che lo porterà alle più disparate e complesse composizioni, fino a culminare nella splendida esecuzione del ciclo decorativo delle Terme Berzieri di Salsomaggiore Terme, negli anni 1920-1923, e, nel 1926, nell'allestimento del salone moresco e della sala delle cariatidi del Grand Hôtel des Thèrmes; nella stessa cittadina esegue le decorazioni dell'Hotel Valentini e della Palazzina Friulana di Poggio Diana. Invitato per la prima volta alla Biennale di Venezia nel 1901, vi partecipa su invito e quasi ininterrottamente fino al 1936. Nel 1909 gli viene affidata la cattedra di decorazione pittorica all'Accademia Libera di Roma e, negli anni Venti quella dell'Accademia di Firenze. Cartellonista e scenografo di estrema raffinatezza, il suo nome resta legato alle scene e ai costumi di numerose opere di Puccini, a molti drammi di Sem Benelli e la Cenerentola di Rossini. Nel 1907 il Re del Siam Chulanghkorn (Rama V), dopo aver ammirato i suoi lavori alla Biennale di Venezia, lo invita a lavorare nel suo paese Nel giugno 1911, Galileo Chini si imbarca a Genova, diretto in estremo oriente, dove viene accolto dal successore e figlio di Rama V, il coltissimo Rama VI. A Bangkok Chini decora il nuovo Palazzo per le cerimonie ufficiali Ananta Samak Hom Throne Hall, progettato dagli architetti torinesi Annibale Rigotti e Mario Tamagno. Al suo rientro in patria nell'autunno del 1913, l'artista riporta una serie di opere paesaggistiche e d'ambiente e le nuove opere, in cui il carattere liberty si fonde mirabilmente con quello tipico dell'arabesco orientale, verranno presentate alla Biennale di Venezia del 1914 in una sala personale dedicata all'artista toscano. Sempre per la stessa Biennale Chini dipingerà per l'allestimento della sala dedicata allo scultore Mestrovich i diciotto pannelli della Primavera che perennemente si rinnova. Dalla Thailandia Chini porta con sé anche una collezione di cimeli orientali, da lui donati nel 1950 al Museo di Etnografia e Antropologia dell'Università di Firenze. Dal 1929-1930 Chini torna alla pittura figurativa di tradizione postmacchiaiola: il paesaggio della Versilia diventa uno dei temi fondamentali del suo imprevisto e imprevedibile ritorno all\’ordine, che si ricollega alle esperienze naturaliste e divisioniste degli anni degli esordi e che talvolta sospinge l'artista verso soluzioni d'impianto Fauve. Negli anni successivi vengono organizzate mostre personali a Bologna, Parigi, Roma, Düsseldorf, fino al 1942, quando venne incaricato della decorazione del grande salone interno del Palazzo della Camera del Lavoro di Bologna. Nel 1945 dona al Comune di Firenze una serie di vedute delle aree della città distrutte nel corso della guerra. Nel 1946 il pittore perde la figlia Isotta, e negli anni successivi, a causa di seri disturbi alla vista che lo conducono alla cecità, la sua attività va progressivamente riducendosi. Nel 1951 partecipa all'Esposizione Internazionale d'Arte Sacra a Roma, e l'anno successivo gli viene dedicata una retrospettiva a Firenze. Espone ancora a Roma nel 1954, per la Mostra d'Arte Contemporanea, e a Bogotà in Colombia, nel 1956. Galileo Chini muore il 23 agosto dello stesso anno nella sua casa-studio in via del Ghirlandaio 52, a Firenze. È sepolto nel cimitero monumentale dell'Antella.
Galileo Chini - Studio Di Soldato Siamese

Galileo Chini - Studio Di Soldato Siamese

Originale 1911
Stima:
Base d'asta:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 58
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
58 GALILEO CHINI Firenze 02/12/1873 - Firenze 23/08/1956 Studio di soldato siamese, 1911 pastelli colorati su carta 35x27 cm, opera non firmata, etichetta e timbro della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, "Galileo Chini" mostra retrospettiva 10 gennaio - 6 febbraio 1977 , dedica alla Dott.ssa Rossana Bossaglia firmata da Eros Chini 1976 al retro.
Galileo Chini - Allo Specchio - Autoritratto

Galileo Chini - Allo Specchio - Autoritratto

Originale 1946
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 167
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
GALILEO CHINI Firenze, 1873 -1956 Allo Specchio - Autoritratto, 1946 circa Olio su tavola, 99 x 87 cm Firma in alto a sinistra: G.Chini Firma e titolo al retro: G.CHINI / ALLO. SPECCHIO- Acquerello per lo studio di un mosaico al retro ESPOSIZIONE Eredità dell\’\’\’\’\’\’\’\’impressionismo 1900 - 1945, Palazzo dellel Esposizioni, Roma 1995, ripr. pag. 105; Il volto e l\’\’\’\’\’\’\’\’anima, Arco Farnese, Roma 1996
Galileo Chini - Fregio Con Putti Per Il Cortile Antinori, Firenze

Galileo Chini - Fregio Con Putti Per Il Cortile Antinori, Firenze

Originale
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 521
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Galileo Chini (Firenze, 1873 - 1956)
Fregio con putti per il cortile Antinori, Firenze.
Inchiostro su carta. mm 1500x3850. Timbro \“Manifattura Chini & C.\” in basso a sinistra. Scritta al centro: \“C 20 Fregio con putti cortile Antinori Firenze\”, Sotto: \“Centro finestra\”. Spolvero originale per decorazione. Il grande foglio, eseguito con l\’\’\’\’abile scioltezza che rivela la mano del maestro, presenta una sottile puntinatura, ma non reca traccia di polvere e sembrerebbe essere rimasto inutilizzato per un lavoro limitato solo a un progetto. Esposto alla mostra
Omaggio a Galileo Chini nel centenario della fondazione de L\’\’\’\’Arte della Ceramica
, Firenze 1996.
Galileo Chini - Regie Terme Salsomaggiore.

Galileo Chini - Regie Terme Salsomaggiore.

Originale 1923
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 973
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Galileo Chini
(Firenze, 1873 - 1956)
Regie Terme Salsomaggiore.
1923.
Manifesto litografico a colori. mm 2000x1430. Firmato e datato in basso a destra. Nel 1920-1923 Chini a Salsomaggiore Terme completò la famosa decorazione delle Terme Berzieri. Manifesto raro e ricercato.
Ingiallito, con rotture, strappi mancanze per lo più ai margini.
Il lotto è visibile nella sede di Lonate Pozzolo. Per ulteriori informazioni vedi QUI.
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